I buoni e i cattivi (è quasi Pasqua)

Chissà, forse è venuto il momento di essere buoni…Chi sono i cattivi? Facciamo nomi? In primis, il nostro amato sindaco e la sua città sicura (sicura a chi?) – per carità ci sono sedici candidati a sostituirlo che cosa sperano, di succhiare ancora un po’ di midollo? E poi il mio scippatore, da Natale a Pasqua io me la sono cavata. Mah, non mi vengono in mente altri cattivi, sarà che la Pasqua mi rende più buona…A proposito, non mangiate gli agnellini, lasciateli alla mamma. Potete anche dirmi che adesso sono già morti, però, meno se ne mangiano quest’anno, meno ne uccideranno il prossimo anno.
Credo che i buoni siano di gran lunga più numerosi, dal grande Longo che mi portava i mangiarini (certo che però una bottiglia d’acqua potrebbe anche tenerla in casa), le mie amiche che mi hanno confortato, soprattutto Lia – certo che a Pasqua dopo il pranzo me ne starò ben ben tranquilla – i miei cugini, e anche i colleghi, che sono stati dolcissimi. Senza contare piccola gatta, che però mi sta diventando di un viziato…se finisco dicendo che tutto sommato il mondo non è così brutto, mio marito mi dirà che sono deficiente…E’ stato buono anche lui, però, ha persino lavato i piatti, che per un uomo della sua età….

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Tintin

Mi rendevo conto ieri, ripensando agli ultimi post, che c’è una cosa che so fare veramente bene, ed è scrivere di montagna. Questo è un blog di montagna in fin dei conti, e se ha dovuto fare i conti con le vicissitudini della vita, ritornare sui vecchi sentieri dà sempre soddisfazione. E così ieri mi sono fatta 400 km andata e ritorno e me ne sono andata a Chamonix. Con intenzioni miste. La neve, dalle webcam, stava in alto nei domaines skiables, probabilmente incollata con le unghie e con i denti viste le temperature (il meteo dava 23° di massima) per far durare la stagione fino a Pasqua. E io ero ormai rassegnata all’idea che quest’anno niente neve. Invece sono andata Tines, come sempre, ma mentre stavo per svoltare a sinistra per entrare nella frazione ho visto sulla destra le indicazioni viola dell’itinerario per racchette da neve, così con una ardita manovra e qualche maledizione da parte degli altri automobilisti, ho parcheggiato sulla destra e sono andata a vedere. E lì ho incontrato Tintin. Giuro. Non fatemi spiegare chi è Tintin, google esiste apposta e ho già dovuto farlo ai miei alunni (risposta aah, il cartone animato). Comunque il giovanotto (ragazzo?) che ho incontrato proprio davanti al cartello dell’itinerario, era lui sputato, ciuffo e pantaloni alla zuava di velluto compresi. Gli ho chiesto se c’era neve abbastanza per le racchette e mi ha risposto entusiasticamente di sì. Oddio forse un po’ ottimisticamente, in certi punti la neve era alta un dito e in altri nemmeno quello, ma nel complesso l’itinerario in mezzo al bosco di Tines (l’anello di Tines), abbastanza ben segnalato e attrezzato, teneva ancora, e aveva un bel panorama sui Dru, sulla Mèr de Glace, sulla valle, ed era un piacevole saliscendi, probabilmente percorribile anche d’estate in mtb. La temperatura era più che primaverile nel bosco, un po’ più ventosa fuori (il vento delle montagne). Il bello di Cham’ è che è più o meno sempre uguale (tranne i prezzi, ho paura, le mie andouillettes sono aumentate di un euro secco, e questo ha scatenato una discussione domestica a posteriori.)Nessun italiano, sollievo, molti bambini e anziani (siamo alle vacanze di primavera) , i soliti americani e scandinavi, e i tanti giovani che si divertivano all’après ski – birra , cockails, hot dog e musica a palla: al bar del Gustavia, all’Altitude 1904, all’M , al Le Choucas che domani fa il party di fine stagione. Siete avvertiti. La mia spalla ha retto bene, e la maledizione dell’inverno è stata sfatata (rapinatore, tiè)

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16, 17 e anche di più

Nel natio Mandrognistan è tempo di elezioni, e di candidati. I secondi sono tanti, potrei consigliare un conoscente per qualunque lista; i soli candidati a sindaco sono 16 (o 17 , nascono come i funghi). Certi manifesti, più che al voto, invogliano ad una ricerca sul casellario giudiziario: avendo passato mattinate istruttive in questura, posso assicurarvi che alcuni di quei delinquenti avevano facce migliori, e anche che Lombroso aveva ragione, i delinquenti che finiscono lì hanno veramente una faccia delinquenziale. Anche alcuni candidati però. Cresce la voglia di andare al mare – o in montagna – in quei giorni lì. Non si capisce, inoltre come mai tanto entusiasmo per una carica in cui, nel migliore dei casi, si erediterà il dissesto della passata amministrazione…E noi poveri elettori un mucchio di tasse in aggiunta.
Domani si va in montagna…un’intera giornata lontana da mio merito e dalle sue paturnie primaverili, che sfoga cercando di sminuirmi in ogni modo, non potrà che farmi bene.

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Che significa? Vota Picci, naturalmente

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Caro Mario

Allora, caro Mario, non si pretende l’onestà, ma almeno la buona educazione. Se vengono in visita le scolaresche a Montecitorio, ad assistere al voto di fiducia, vedere che i deputati leggono Cosmopolitan (la Mussolini) o giocano con l’Ipad (io mica gioco con l’Ipad a scuola, suvvia) non fa bene al morale dei futuri elettori – perché questi sono maggiorenni e la prossima volta non è che si può convincerli a votare con belle parole, considerato che non avranno né un lavoro né una pensione. E poi, portarsi la spesa in Aula, via, non dà l’impressione che a Montecitorio ci siano solo dei ladri? (Considerazioni delle mie alunne di V che sono appunto state a Roma ad assistere al voto di fiducia sulle liberalizzazioni

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Orrido

Mi è sempre piaciuta la parola “orrido”. Ha un che di romantico. Evoca gole, acque ribollenti, sublime. L’orrido di Pré St. Didier della mia infanzia. Invece ho trovato degli orridi tranquilli in Val Formazza, tranquilli nel senso che in questa stagione il fondo di molti era quasi asciutto, un po’ melmoso, veramente, e si potevano attraversare interamente con il naso per aria per guardare le pareti. Sono gli orridi di Uriezzo, nei pressi di Baceno, in Val Formazza, che si raggiungono direttamente da un sentiero a fianco della parrocchiale di Baceno (un’occasione per visitarla se è aperta) e seguendo le indicazioni, che per la verità pur non essendo esattamente confuse, fanno fare un giro un po’ tortuoso, si raggiunge facilmente il primo orrido, quello Sud, che è anche il più bello, dove una scala metallica permette di raggiungere la parte superiore. Tornando sulla sterrata principale si incontrano subito dopo le marmitte dei giganti, delle grandi caldaie piene di acque verdine. Per un pomeriggio di prova – spalla va benissimo. C’era un tappeto di primule…

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Springtime, foggy has gone (where is she)

Ok, la primavera non è ancora ufficialmente arrivata, ma sempre per scrollarmi di dosso eccetera e in più la gastrite da antibiotici ( mi manca un tag dentista e ormai dovrei aggiungerlo) sono tornata sull’ argine – in realtà anche in montagna, ma questo per dopo. C’ era un mucchio di gente, il che mi va benissimo, perché, grazie ad un certo signore nordafricano, certo di evitare i luoghi troppo isolati. Ebbene, il nostro buon argine è passato dall’ essere una pista quasi esclusivamente maschile a metà e metà, ad essere una pista multietnica : cinesi in libera uscita, corridori magrebini, neri in bicicletta, pensionati col cane, famigliole tutte insieme. Bene, male, boh, però i miei venti candidati sindaco anche con questo dovranno vedersela.
A proposito : Cindy, vai alle dannate Olimpiadi!! Eh sì, la mia alunna Cindy Sostaric ha il tempo di qualificazione per i 50 e 100 rana. Per la Croazia. Ma è pur sempre un’ allieva del Saluzzo Nel Mondo. Vuol dire che c’ è speranza per il nostro natio Mandrognistan? Ai sedici candidati sindaco (e questi lo sono per davvero, a differenza dell’ iperbole di prima) la risposta. – o forse la risposta è giá nel loro numero.
Title track di Donovan, tra l’ altro

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Cammina cammina

Oggi per cercare di scrollarmi di dosso la tristezza primaverile di questa città, mi sono messa tuta e scarpe e ho camminato per una mezz’oretta. La tristezza non mi è passata. Passando per la passeggiata Carolina Beltrami, e prima per viale Massobrio ho contato un manifesto elettorale del sindaco ogni tre platani. Peccato che nessuno dicesse che le telecamere che ci video sorvegliano siano quasi sempre spente, perché tenerle accese per 24 ore costa una fortuna. Peccato che le panchine nuove non siano in viale Massobrio. Peccato che le fontane sia orrende (quella davanti all’ AMAG, avete presente?) e poi francamente, che ce ne facciamo? Peccato che il commissariamento causa bancarotta non lo menzioni. Ok, Piercarlo fa. Ma quello che fa è meglio che non lo menzioni causa turpiloquio.

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Sshh…

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Prati di Cervarolo, Valsesia. La Valsesia è l’ultimo posto dove sono stata “prima”. Ovvio che ci sia tornata

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Dal bel mezzo di un gelido inverno ad una luminosa primavera (qui nel Mandrognistan) – con tante scuse

Al Grande Bardo di Stratford on Avon, le scuse, ovvio. In realtà volevo parlare di tutt’ altro ma poi la reunion dei Peggio Punk ha finito per dominare i miei pensieri e anche la mia serata.
Reunion, che poi non vuol dire che abbiano smesso di parlarsi. Il cantante, per dire, lo vedo sempre dal Robbo. E dire che era il più dubbioso di tutti, mi dicono. Sarà, ma sabato era in tiro pazzesco. Bel concerto. Per cominciare subito dalle cose serie. Hanno suonato bene e c’è chi dice anche meglio rispetto ai tempi migliori. In ogni caso, il punk non è morto. Creste di ogni colore se ne vedevano, per lo più in testa a giovanissimi. I “vecchi” erano ormai venuti parzialmente a patti con il mondo. Nel senso che si può essere punk “dentro”. C’era persino un pullman di gente di Udine, già ubriachi come alpini. Però non mi sentivo particolarmente a disagio, anzi, anche se la loro presenza e quella di un mio ex alunno non meno “carico” ha fatto letteralmente scappare Alberto Ballerino del Piccolo. Quindi, addio, establishment, preferisco un sabato sera in un centro sociale alle cene del Rotary. E poi non voglio parlare di Dalla, né del suo coming out passato o postumo: ha scritto canzoni carine e anche molto belle, ma non trasformiamolo in Beethoven (e neanche in Miles Davies, và!)

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Paura dei 50 (2)

Il nostro preside non lo sa, ma ha creato un mostro. Ha fatto il corso obbligatorio sulla sicurezza e adesso mi sta facendo una testa così. Chiudi il gas, sposta il phon, metti via i coltelli, attenta alla presa, chiudi tutti gli armadietti…
Ieri mi ha fatto una testa così perché aveva caldo, d’altra parte bisognerà pure che qualcuno in famiglia abbia le benedette caldane, visto che io non le ho.
Oggi ho tirato fuori le fettine di lonza e apriti cielo. Venerdì scorso ho fatto un polpettone e apriti cielo . E questo cos’è.Un porridge? A Wuppertal lo usano come fertilizzante perché uccide anche i tafani, li stende con le zampine in avanti. I servizi segreti israeliani lo usano come siero della verità( mangia il polpettone… No no il polpettone no , pietà dirò tutto) cose così. Domenica che era il mio compleanno e io ho fatto le lasagne al forno che erano buonissime però lui preferisce gli agnolotti che sono più piemontesi. E notare che era il mio cavolo di compleanno. E mai che faccia una millefoglie con la crema, perché il semifreddo al cioccolato era appunto al cioccolato ( e va bene, era buono ma pesantissimo) e i fagiolini…d’accordo, non c’è molto da fare per rendere i fagiolini più commestibili…poi ha mangiato le bistecche di lonza impanate, senza capire che lo erano. Però che fatica…che stanchezza dover discutere tutte le volte…

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