Vedere la madonna, ma meno

Oggettivamente, questo non è un week end da andare in giro. oppure potete andare al #SalTo, ma io ho già dato, ho già premiato, ho già mangiato un tramezzino dell’esselunga, che probabilmente era una delle cose più commestibili, in piedi davanti a un’uscita di sicurezza, e sono (siamo) stati redarguiti adeguatamente, e ho speso una quantità davvero eccessiva di denaro in libri, e ormai la pila nell’ingresso, il colpevolizzante ammasso di libri non letti sta raggiungento in altezza la specchiera Biedermaier che era di mio marito.

In montagan forse no.

Quindi vi racconto di quando sono andata a provare le mie caviglie in un punto che so già che le mie caviglie detestano, ossia il calvario di Campertogno. Lo detestano perché per raggiungere il santuario della Madonna del Callone alla fine della salita occorre percorrere una sconnessa scalinata di pietra.

E questo è il tratto migliore

Quando ci sono stata la prima volta avevo lasciato mia mamma alla prima chiesa , la Madonna degli Angeli e io ero salita sino alla fine. Un gradino dopo l’altro chiedendomi quali peccati avessero da espiare i valsesiani per fare una simile penitenza. Già allora alla fine avevo visto la Madonna, più che altro perché era parecchio umido, il che è una costante della Valle, e i lastroni parecchio instabili ( in altre parole non è una bella mulattiera militare). Questa volta il fondo era abbastanza umido ed era appena spiovuto

Salire (nel mio caso non sino alla fine, ma sino alla tappa intermedia della casa del notaio – tutte le chiese e gli edifici principali sono secenteschi) non è stato difficile: conoscendo il mio pollo, cioè la caviglia, ho usato subito i bastoncini.

Scendere eh ho fatto fatica, sul misto lastroni foglie secche umidità. Ho idea di averci messo lo stesso tempo. In effetti però le mie caviglie hanno retto alla sollecitazioni in salita e in discesa (due sere dopo, ad un appuntamento a Tortona ho camminato a passo svelto sino al luogo del rendez vous. Stupendomi di me stessa)

Comunque la Madonna del Callone è un’ escursione classica e ben segnalata che parte dalla piazzetta principale di’ Campertogno. Contate un’ora e mezza a salire che se non amate le gradinate ammazza ginocchio ci vogliono tutte.

A Campertogno il negozio La Truna vende ottimi formaggi locali

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Vedere la madonna (più o meno come Fantozzi)

Come ho detto in un post precedente, un posto dove è sempre molto bello passare la primavera è la Provenza: un luogo, come la Toscana, dove non appena ti giri trovi qualcosa di bello da vedere. Un luogo, dopo giugno, che diventa praticamente una fornace, e per di più sovraffollata. Quindi ti passa la voglia.

Ma la primavera… la primavera è la stagione migliore. Ovviamente, Mistral permettendo e noi abbiamo avuto il Mistral che stava soffiando da ben una settimana ( e il nostro padrone di casa di Carpentras ci ha detto che non era una cosa normale). Se non vi è mai capitato, il mistral è un po’ come la bora ( che però viene da nord) e in più ulula. Perfetto per dormire bene.

Comunque, a parte questo leggero inconveniente ( attenzione ai cappelli), siamo state benissimo e abbiamo visto tanti ruderi romani e abbazie, di cui vi parlerò, e anche la cappella di Maria Maddalena, che se avete letto Dan Brown, o anche solo visto il film, sapete di che parlo.

Perché è vero che in Provenza il culto di Maria Maddalena è molto diffuso e la sua tomba o presunta tale si trova a St Maximin-de-la- Saint Beaune. Nelle vicinanze di Alps si trova invece la grotta in cui passava le ore in meditazione. Naturalmente si tratta di un luogo già noto ai culti precristiani dove si adoravano le divinità della fecondità, tradizione che si è innestata anche nel culto cristiano ( abbiamo scoperto che lì vanno le coppie che desiderano avere figli.

Si arriva da un parcheggio a tre km dell’ Hotellerie de la Sainte Beaune, do parte un bel sentiero dritto che in 250 metri di dislivello è una mezz’ora vi porta su. Amica giovani sono partite belle vivaci, io che non avevo più messo un paio di scarponi da due anni ho detto altolà, andate pure che se va bene vengo su al mio passo, se no ci rivediamo alla macchina che fa beep ( sì ero io alla guida nonostante le mie vicissitudini che vi racconterò su Substack se vi abbonate). Quel giorno lì faceva abbastanza caldo perché il Mistral aveva finalmente smesso ( l’ultimo giorno, ovviamente). Mentre salivo, avendo l’impressione che mi sorpassassero anche gli ottantenni, mi hanno chiamato dall’ufficio, e io per concentrarmi, mi sono fermata un attimo (ma dove sei? Spetta che sto sputando l’anima su una montagna. Ma non sei andata in Provenza?). Comunque grazie al mio collega ho ripreso ad andare in mezzo alla foresta- dove comunque è sconsigliabile avventurarsi in estate- e lemme lemme mi sono fatta il mio sentiero dritto, sino a quando ho visto la madonna, ossia il cimitero degli abati, e le ragazze che si sbracciavano sulla terrazza. Ci ho messo 45 minuti senza doparmi, che mi sembra tutto sommato una risultato considerate le circostanze.

Ohhh non ero proprio sicura di venir su . Amica Giovane che era sdraiata su una panca mi ha risposto: ho contato sulla tua cocciutaggine.

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Su per i bricchi (in abito elegante e soprabito)

Inizia di solito con ieri ho visto i pitosfori fioriti e ho fatto il bagno (segue foto di Fidanzano Ingegnere a mollo ma leggermente perplesso). Segue con mio Voglio uscire di qui

Perché amici/e, aprile sarà anche il più crudele dei mesi non a caso, perché chi lavora negli istituti culturali lavora anche il week end e io ho tirato il fiato di domenica giusto per i Dialoghi delle Carmelitane di Poulenc al Regio. Eh sorry, ho preso i biblietti a ottobre.

Sono anche andata via per lavoro, quindi vi lascerò anche un bell’itinerario triestino tra qualche giorno, ma soprattutto sono andata in ufficio. E già so che, causa una serie di impegni familiari i miei week end di maggio saranno quantomeno risiscati.
Comunque sono stata portata al mare e ho anche fatto il bagno (acqua a 17°, ma spiaggia a 26 e comunque sempre più caldo del lago di Poschiavo). Dopo e in attesa di trovarci un posto per cenare, siamo salite sul Monte Beigua. Allora, se leggete i commenti degli utenti vi diranno che la strada fa schifo. Allora, bella non è, ma il tratto più stretto è quello iniziale, man mano che si sale la strada si allarga e migliora (attenzione però, che in questo periodo la strada da Varazze, tranne i week end è chiusa in orario lavorativo. Per i lavori appunto, e c’è un tratto di asfalto scarnificato, subito prima della cima. Cima che coincide grosso modo con i ripetitori (uno dei pochi monti in cui prende qualcosa). poi si può salire alla cappelletta, o farsi un po’ di strada dell’Alta via dei Monti Liguri.

Domenica eravamo oltre le nuvole e il panorama al tramonto spettacolare. E sì, avevo un abito simil elegante, perché a primavera smetto finalmente con i pantaloni, e un soprabito Max Mara (mettersi/togliersi il costume da bagno è più facile per me se ho un abito addosso. o una gonna). Su ci voleva l’orsetto, che mi è stato prestato.

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Pasqua

Auguri primaverili

Dernice, Giarolo, Antola. Appennino delle 4 provincie at its finest

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È primavera e si va al mare

Perché puoi andare/vedere/parcheggiare in posti che tra un mese, che dico già nella settimana di Pasqua saranno irraggiungibili.

Quindi godetevi il mare di Cassis nella bassa Provenza

Così pulito limpido (mosso) e nemmeno troppo freddo

Non ho fatto il bagno tranquilli (ma sei pazza mi è già stato detto). Ma davvero meritava

Anche la sosta in un caffè liberty affacciato sul porto

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È primavera, probabilmente

E in primavera inizia la lunga serie di cose da fare – e poi non si ha comunque tanto tempo. Perché il vero lusso non sono i soldi, ma il tempo. E i punti sulla patente ma questa è una cosa talmente tragicomica che ve la racconto un’altra volta.

Comunque, dato che finalmente sono tornata nella mia amata Val Grana, da dove mancavo ormai da un anno, vi posso dare qualche suggerimento cultural-escursionistico .

Prima di tutto, al filatoio di Caraglio hanno prorogato sino al 6 aprile la mostra dedicata a Helmuth Newton, con un centinaio di scatti, per lo più di moda e pubblicità, alcuni dei quali molto famosi, che dice molte cose sull’estetica degli anni 80/90 e di come in realtà la moda viva di grandi ricordi – ci sono Monica (Bellucci) e Kate (Moss) che sono in giro ancora adesso, e la loro faccia è ancora la stessa ( il che non si può dire di molte. Il che non vuol dire nemmeno che non abbiano fatto qualcosa alla faccia, ma lo hanno fatto bene, senza prendere quell’aria affamata e risucchiata che hanno tante adesso.

Intanto a Cuneo, c’è una selezione di quadri provenienti dalla Galleria Borghese a Roma, che è una delle cose meravigliose da vedere a Roma. È al museo Civico, ed è gratis ( é aperta nei week end)

E se invece volete farvi una passeggiata, magari pure in famiglia, nei dintorni ci sono i Ciciu del Villar, a Villar San Costanzo, vicino a Dronero ( non ve li potete perdere, che ci sono i cartelli e un ampio parcheggio). Ci sarà anche un sacco di fango dato il meteo del week end . Tanta bella pioggia che non ha smesso un secondo, anche se non livello Sisteron ( se non ricordate che cos’è il livello Sisteron leggete qui: in sintesi i livelli sono Courmayeur 1, Courmayeur Val Ferret, Bregenz, Sisteron. Sabato 14, gli avrei dato giusto un livello Courmayeur 1, battente ma sopportabile, tutto sommato).

I Ciciu sono comunque formazioni modulate dall’erosione delle rocce calcaree alla base. Sono molto antiche e probabilmente tra qualche migliaio di anni non ci saranno più o meglio sarà rimasto solo il fungo sommitale più “duro”. Ci sono diversi itinerari di scoperta da vanno da una a tre ore e ci vogliono in ogni caso scarpe con un bel grip anche indipendentemente dalla pioggia . In questa stagione, facile che non troviate nessuno.

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In mancanza di Etruschi

A Roma ho avuto una mattinata quasi intera tutta per me, e l’ho passata agli scavi di Ostia antica, né nelle mie numerose visite alla capitale non avevo mai visitato.

Qui subito un consiglio. In inverno la quasi totalità dei mosaici che costituiscono il bello del luogo vengono coperti. Quindi i 18 euro del biglietto, come direbbero i giovani, sono un po’ una ladrata: non c’è nessuno sconto, ma si tratta di un museo statale, per cui vale l’ingresso gratuito per i docenti con l’attestazione della scuola.

Ciò detto, la visita è interessante e richiede tempo e scarpe buone, e soprattutto ginocchia in forma, La sinagoga, la più antica d’Italia e antecedente alla fondazione di Roma, si trova dalla parte opposta rispetto all’ingresso, e ci vogliono almeno quaranta minuti ad arrivarci. Ho potuto vederla solo dall’esterno perché la mia mattinata è finita prima del previsto. Anche così è facile farsi un’idea della città romana, e soprattutto dei cambiamenti che la geografia del luogo ha subito nel corso dei secoli – a due passi, esattamente dall’altra parte della strada c’è l’Ostia medievale e rinascimentale con il turrito castello di Giulio II, praticamente un quadro seicentesco. Intorno, Ostia mare, quella delle infiltrazioni mafiose, del monumento a Pasolini, e della domanda che ci ha attanagliato per una buona metà della giornata: ma c’è gente che va in ferie a Ostia?

Non paghe, la domenica siamo andate per catacombe sull’Appia, cercando una catacomba che non avessimo mai vista, ossia non quella di San Callisto. Le catacombe di San Sebastiano sono molto interessanti, e sfatano una serie di luoghi comuni sulle catacombe stesse, ad esempio non erano in senso stretto un rifugio, e sono state abbandonate non solo per questioni politico religiose, ma perché lo scavo del tufo era diventato pericoloso.

Dopo di che siamo passate da Populonia, perché sia mai che ci perdiamo un etrusco strada facendo,e dal Golfo dei Baratti che è una meraviglia in ogni stagione.

Amici romani avendo guidato sul GRA e dintorni, tanta stima.

Lo so che siamo sull’orlo della terza guerra mondiale, ma purtroppo non possiamo farci nulla, direttamente ( e siamo governati da un gruppo di cialtroni, e non è che l’opposizione sia meglio – non credevo di arrivare in vecchiaia a dire questo, ma è così. Andiamo avanti di post in post sperando in meglio. Intanto, donna vita libertà, così capite da che parte sto; perché gli esuli di quella dittatura, quando studiavo in Francia, li ho conosciuti)

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Un luogo sconosciuto tutto da esplorare

Un premio a chi lo riconosce

Sì è proprio lei, Roma capitale appena finito il giubileo, con i romani che finalmente tiravano il fiato ( i romani sono felici del giubileo come i parigini delle olimpiadi: ai milanesi è andata complessivamente meglio, ma come si diceva ci sono abituati, ai grandi eventi. In effetti anche i romani, e da molto più tempo) Io ovviamente mi sono ben guardata da andarci durante il giubileo, che , sorry, Leone, ma alla fine Lutero con la faccenda delle indulgenze forse non aveva proprio del tutto torto. Ma ho avuto un’opportunità e ho detto perché no.

Per una parte consistente della adolescenza e prima gioventù ho avuto un rapporto molto stretto con Roma, che poi si è interrotto a causa dei casi della vita. Quando? Beh pensate che la metro A finiva a Ottaviano.

Abbiamo fatto un giro in centro ( vi racconterò cosa abbiamo fatto gli altri giorni), che senza sforzo e senza scopo ha finito per toccare alcuni luoghi iconici. Siamo scesi a piazza di Spagna, salutato Trinità dei Monti e la Barcaccia, nonché la colonna dell’Immacolata, visto un po’ di vetrine in via Condotti e poi siamo tornati a Montecitorio (la nostra guida è un assistente parlamentare). Lì io mi sono ricordata che non avevo mai visto il Pantheon e mi sono messa in coda (e quei 40 minuti di coda mi hanno tagliato le gambe nel pomeriggio. Adesso vi assicuro che va meglio, ma ho più riabilitazione specifica nelle ginocchia). Però, grande botta di vita, ho flirtato con l’addetto (un mio coetaneo) prova vivente che i romani hanno visto tutto e possono parlarne con divertita superiorità. Dopo ho ritrovato i giovani , e la domanda su dove sia davvero sepolto Vittorio Emanuele ancora mi turba. No non è vero, onestamente non mi importa granché, credevo fosse sepolto all’Altare della Patria con il Milite Ignoto, vedete un po’. Poi ci siamo dirette al lungotevere, a salutare la cassazione (io in viale Trastevere nemmeno morta) e anche il Mausoleo di Adriano aka Castel S.Angelo. Poi dato che avevamo fame ci siamo fermate a uno dei chioschi più sul fiume, e io ho preso una pizza farcita che ho digerito perfettamente spessa e unta com’era – buonissima. Questo è un grande mistero non troppo gaudioso: ho mangiato una pizza gourmet, per lavoro e me l’hanno offerta: era buonissima, ma ne ho mangiato la metà – e già quello – ed è andata a spasso nel mio stomaco tutta la sera. Un macigno, e ho camminato subito dopo, certo non come a Roma. Hanno sentenziato che è tutto nella lievitazione

Quindi, anonimo fornaio di Roma, fatti avanti, le tue pizze sono una manna per il mio stomaco.

poi naturalmente era lì proprio lì e ci siamo fatti tutta via della conciliazione con Pellegrini turisti avventori sfruttatori vari. (Via della conciliazione, sorry è veramente brutta). La coda degli aspiranti a entrare nella Basilica faceva il giro del colonnato del Bernini: credo ci fosse un solo metal detector funzionante. Ciaone addio au revoir.

Ci siamo trascinate sino a Ottaviano discutendo nel fatto che sia il papa nuovo sia quello vecchio, siano bruttissimi nei santini. Poi abbiamo ripreso la metro sino a Cinecittà. Lì in effetti ci sono diversi parcheggi di prossimità. Azzeccare l’ingresso del più grande ha richiesto un paio di tentativi . Trovare la cassa , che è unica, anche . Ed è nell’unico posto non riparato dalla pioggia. Una chicca. Si paga subito perché è a forfait, e costa davvero poco, due euro per mezza giornata. Il suk di Anagnina è gratis ma ci vuole molta fortuna. Anche di ritrovare la macchina al ritorno direi.

Domenica, paghi di aver sfidato il raccordo, siamo andate alle catacombe di San Sebastiano, che sono molto interessanti e sfatano alcuni miti ricevuti soprattutto dalla narrativa.

C’era gente, ovviamente, ma meno che alle feste comandate.

Quanto sia bella Roma di solito ce lo dimentichiamo davanti a certi evidenti problemi, ma una volta che sei lì…come ti giri c’è un capolavoro, una vista, uno scorcio

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Le Olimpiadi di…

Ora che sono quasi finite – manca ancora una medaglia e poi possiamo fare solo un’altra brutta figura in mondovisione con la cerimonia di chiusura- si possono, come dire, tirare le somme.

  • Sono state olimpiadi molto social, dallo stupore davanti ai bidet ( ditelo che vi hanno allevato le marmotte), al tiramisù, al fatto che i letti fossero letti. D’altro canto abbiamo vinto degli ori dormendo su una panchina, a Parigi.
  • Onore al nostro bistrattato ssn che ha rimesso insieme le ossa del mio idolo Lindsey Vonn ( ma anche di Brignone e Moioli). Dopo aver visto i medici di Treviso quasi quasi andrei lì a rifarmi il ginocchio. E per altro, ha fatto benissimo, a rischiare, sei un atleta di tale livello che le precauzioni che prendiamo noi poveracci non hanno senso. Vale per lei e pure per Brignone ( ok, a me la Brignone non sta simpaticissima, ma che stia proprio su un altro pianeta rispetto a noi è un dato di fatto).
  • È, se mai ce n’è stata una , l’olimpiade delle ragazze. Tutte le nostre- ah avere figli è mica una malattia, e a stare lontano dai pupi non sono solo le donne ma pure gli uomini- lo ha detto uno degli staffettisti scusandosi per esserci mai, come tanti genitori che lavorano e non prendono nemmeno medaglie.
  • È stata l’olimpiadi dei vecchi, in un certo senso: i trentenni immarcescibili che si portano dietro tutti gli altri : Brignone, sempre, Goggia,Schiffrin, Klaebo, Pellegrini, giusto per fare qualche nome, la bobbista quarantenne, le ragazze sui pattini, specie quella che è lì da Torino. Vent’anni fa. I giovani sono quelli che hanno la forza, ma non la testa (vedi oltre)
  • Quelli che si odiano (tipo Costantini Mosaner) e vincono lo stesso.
  • Tomba + Razzoli+Deromedis sedici anni tra ciascuno di loro. Mettiamoci di meno please se no per la prossima medaglia individuale maschile potrei essere all’ospizio o a suonare l’arpa con gli angeli

  • 1️⃣ Francesca Lollobrigida – pattinaggio di velocità, 3000m donne
    2️⃣ Confortola, Fontana, Betti, Nadalini, P. Sighel, Spechenhauser – short track, staffetta mista
    3️⃣ Andrea Vötter e Marion Oberhofer – slittino, doppio donne
    4️⃣ Simon Kainzwaldner ed Emanuel Rieder – slittino, doppio uomini
    5️⃣ Federica Brignone – sci alpino, super G donne
    6️⃣ Francesca Lollobrigida – pattinaggio di velocità, 5000m donne
    7️⃣ Federica Brignone – sci alpino, slalom gigante donne
    8️⃣ Lisa Vittozzi – biathlon, inseguimento donne
    9️⃣ Ghiotto, Giovannini, Malfatti – pattinaggio di velocità, team pursuit uomini
    🔟 Simone Deromedis – sci acrobatico, ski cross
  • Cose che paiono la versione olimpica di Squid Games : dimentico ogni volta quanto sembrino / siano pericolosi slittino e skeleton, per non parlare dello short track
  • Lo sciatore brasiliano/ norvegese Braathen
  • Il cane Nazgul (chissà se le due in pista hanno pensato oddio un lupo ci insegue), lo stambecco che si sarà chiesto che cos’è sta roba, il gatto di Ilia Malinin con la medaglia, gli ermellini quelli veri.
  • Quelli a cui sono saltati i nervi: Malinin alla finale dell’individuale di artistico, il tipo che ha tradito la donna della sua vita (vabbè), Sighel quasi sempre, i nostri sciatori maschi, anche qui vabbè. Si vince con la testa e se non ti allenano i familiari di solito è meglio (vale anche per quelli / quelle che hanno vinto)
  • Il curling: più che un’olimpiade pare un campionato di curling inframmezzato da altre cose. Accendevi la tv e c’era il curling sempre.
  • Quelli che l’importante è partecipare: ossia che sono andati per la gloria e sono arrivati ultimi. Ce ne sono, da Israele all’Etiopia ad Haiti alla Mongolia alla Giamaica. Complimenti.
  • I canadesi: a Milano come a Torino vent’anni fa li vedevi dappertutto con o senza corna. Sono gente strana ma apparentemente felicissimi di essere lì (forza Canada che stanno giocando ancora mentre scrivo)
  • Milano. Prima cool e poi molto coinvolta e coinvolgente. La scelta del braciere in mezzo alla città azzeccatissima. E udite udite prezzi nella norma (cara ) della città
  • Addenda. Massima stima a chi ha animato da dentro le mascotte Milo e Tina. Erano ovunque, interagivano sempre. E tra l’altro mascotte carinissime, infatti sono andate a ruba nella versione pelouche. Per dire, ho dovuto googlare per ricordarmi come fossero quelle di Torino, e niente erano davvero orrende.

Ci mancheranno, in effetti. Ora comincia il dopo: utilizzare gli impianti, specie quelli di Cortina per potenziare il movimento. Con buona pace di tutti, sono state un successone

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Spirito olimpico (agli sgoccioli)

Lo confesso, sentirò la mancanza di questi giorni, quando lavoravo con HBO aperto sul telefono senza audio per vedere questo e quello, e domenica scorsa io e Lulu abbiamo interrotto la siesta post prandiale dello zio Giulio, che come molte persone anziane mangia molto lentamente, facendo il tifo per la Brignone.

Mentre piovono medaglie, da noi per fortuna ha smesso di piovere invece dal cielo, qualche consiglio per il tempo che resta.

  • Ci sono i Giochi paraolimpici, quindi tutte le attrazioni saranno presenti almeno sino al dieci marzo, e magari le code ad un certo punto finiranno
  • O forse no: si fanno code ovunque. Tranne che a casa Italia, alla Triennale. Che vale davvero la visita. Sempre, ma soprattutto alla sera. L’ingresso è gratuito, se volete vedere il museo del design, che è comunque ospitato nell’edificio, pagate il biglietto. Nell’edificio trovate un’esposizione sul futuro degli sport invernali, un’altra con i poster elaborati da un gruppo di giovani artisti protagonisti del progetto Pittura italiana 2023, un bookshop fornitissimo, anche con i poster suddetti, una caffetteria ristorante, il tabellone con il medagliere italiano aggiornato. Se siete fortunati abbastanza, il momento in cui viene aggiunto un nuovo nome è davvero iconico. Ci sono anche gli studi di Rai ed Eurosport, nelle ali esterne, quindi si può sempre incontrare qualcuno famoso.
  • Esiste un vero e proprio itinerario olimpico, al di fuori degli stadi del ghiaccio -giuro che ho provato ad acquistare un biglietto, ma il costo mi ha davvero scoraggiato – però ho investito in un mese di Eurosport sulla piattaforma HBO, così ho visto Australian Open e Olimpiadi a modo mio ( e i telecronisti di Eurosport sono mediamente meglio di quelli Rai, a cui non vorrei davvero pagare un canone per servizi di cui non mi avvalgo). Comunque, polemiche a parte, si può partire dall’arco della Pace, dove si trova il braciere olimpico. Lo spettacolo son et lumière adesso inizia alle 18, e ci sarà sino al 22, ultimo giorno di Olimpiadi. Da lì attraversate il parco Sempione, date da mangiare agli scoiattoli, e arrivate al castello Sforzesco, dove ci sono il megastand della Coca-Cola, che dà gadget molto carini, a prezzo di un’ora di coda mediamente , e il Fan Village, dove potete provare a giocare a curling o a simulare lo slalom. Attraversando il castello, potete se non l’avete mai vista, entrare pagando il biglietto nell’ala che ospita la pietà Rondanini di Michelangelo che è un capolavoro assoluto (Leonardo invece ha messo mano al castello stesso). Nel cortile seguente c’è il pop up Esselunga, che mi dicono sia il migliore ma Guess what, anche lì almeno un’ora. Di coda. Almeno ci sono le panchine. Fuori dal Castello, uno degli Official store , gli altri due sono in piazza Duomo e alla Stazione Centrale, Alibaba, attraversate foro Bonaparte senza farvi ammazzare (dalle bici o dai monopattini: i milanesi in auto, a parte lo strombazzamento facile che colpisce il foresto che non sa dove andare, di solito sono abbastanza rispettosi dei pedoni) e prendete il Boulevard olimpico, appunto ossia via Dante e passo dopo passo guardando le installazioni arrivate in piazza Duomo. Potete fare una deviazione in piazza della Scala dove ci sono i cinque cerchi.

So che Casa Corea, ospitata a Villa Necchi Campiglio, merita una visita, e ci andrò, dato che comunque è aperta sino al 15 marzo, in piazza XXV Aprile c’è lo sponsor del grana padano dove vi regalano altri gadget, dopo una partenza come vi dicevo nel post precedente, adesso c’è un sacco di gente, e sono tutti entusiasti

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