Ovviamente ci sono delle parti che mi /ci mancano del Portogallo ma
Un week end a Lisbona è assolutamente fattibile, i monumenti principali sono a portata di metro o di tram, e la città sembra assolutamente vivibile. La città vecchia soffre di quel fenomeno che ormai è comune ai centri storici, ovvero il turismo fatto male ha massificato l’esperienza e il commercio. La prova più evidente, per me è, a Lisbona, è l’Alfama, che probabilmente conoscerete attraverso i Madredeus e la loro musica. Il quartiere in sé è pittoresco come una qualsiasi città o cittadina ligure ( i portoghesi sono liguri con la saudade, e altrettanto allegri), e anche l’esperienza del fado ha contro i che per lo più mi sono poco affini: mangiando si ascolta il musicista o i musicisti che suonano. Cosa che mi riesce difficile associare ai concerti di fado che ho potuto ascoltare in Italia, per dire, sia la grande Amalia Rodriguez sia i Madredeus sono venuti in Mandrognistan e dintorni. Quindi mi sarei aspettata un’esperienza simile, o un posto dove prendersi da bere e ascoltare la musica. Abbiamo scoperto però che il costo dell’operazione era più o meno lo stesso. ( cioè, per dire, cena e concerto 30 euro, birra e concerto idem. E noi volevamo una esperienza gastronomica, quindi il prezzo sarebbe sicuramente salito. Alla fine abbiamo optato per quella, grazie ai saggi consigli di un amico di Amica giovane che Lisbona la ama molto. E aveva ragione. Il Barracão de Alfama è un ristorante consigliabilissimo dove abbiamo mangiato baccalà e polpo grigliato, e bevuto finalmente, dato che eravamo a piedi ( con la storia dell’o bevi o guidi, qualcuno restava sempre sobrio).
Poi abbiamo ridisceso la collina. Tra l’altro, le tre attrazioni principali, la cattedrale, dedicata a Sant’Antonio non il mio, che appunto era portoghese, il castello São Jorge e il Museo archeologico sono in cima a varie colline. Lisbona è costruita su vari colli, e si fanno un mucchio di scale sui famosi sanpietrini scivolosi, tra l’altro. Anche la zona ottocentesca di Marquis de Pombal ( il grande riformatore, che abolì l’ordine dei gesuiti) è in cima alla collina , e purtroppo non ne abbiamo tenuto conto quando abbiamo scelto l’albergo. Nel senso che ci siamo trascinati la valigia da stiva in salita sino alla piazza dove c’era l’Avis. Avis anche quello consigliato, gentili, disponibili e senza sorprese al momento della fatturazione.

Per andare alla Torre de Belem e al monastero dei Gerosolimiti (che è in restauro) abbiamo preso il tram 25 in Praça do Comercio, quello che vedete in foto, il n.25, non il tram piccolo e turistico. Questo è l’espresso, e sarà meno pittoresco ma molto più comodo e veloce e senza i borseggiatori che pare frequentino l’altro. L’impressione che abbiamo avuto è che Lisbona sia tutto sommato una città sicura, con una vita notturna vivace e giovane. Poi come ovvio un minimo di attenzione ci vuole, ma ho visto ragazzi sventare un borseggio in metro a Milano, quindi un minimo di precauzione va bene dappertutto. Oltretutto, c’è un comodo biglietto giornaliero a sette euro che consente di viaggiare in modo illimitato tra tram e autobus, lo si deve cercare tra i biglietti disponibili nei totem ( c’è anche a Torino, per dire, ma costa la metà)
La nostra città favorita resta Coimbra, dove per una fortunata combinazione abbiamo potuto vedere il duomo prima che arrivassero i turisti, cioè la mattina presto. La città alta, che è la città vecchia è un felice connubio tra medioevo, Barocco ( la famosa biblioteca dell’Università, che è forse l’unica cosa che è meglio prenotare in anticipo,) e architettura razionalista di stampo beh lo potete capire . Dittatori anche lì. Tra l’altro quest’anno era l’anniversario della rivoluzione dei garofani, e c’erano varie installazioni che ne raccontavano la storia.
Il centro poi, assolutamente dedignizzato, era vivace ben conservato.
Un’esperienza davvero piacevole.














