Divulgare al mondo

Allora, oggi è andato in onda, per così dire il secondo episodio del podcast. Come ho detto, ce ne saranno dieci. Non avete scuse, ci sono possibilità per tutti i gusti, e per ogni supporto:

Apple: https://podcasts.apple.com/it/podcast/alpslover/id1503248441 o dall’app Podcast sul telefono, basta scrivere Alpslover dove c’è la lente d’ingrandimento

Pocket casts https://pca.st/gmst1jej 

Breaker https://www.breaker.audio/alpslover

https://podcasts.google.com/?feed=aHR0cHM6Ly9hbmNob3IuZm0vcy8xNWVkZWUwNC9wb2RjYXN0L3Jzcw%3D%3D  – Google podcast (per Android – anche qui c’è l’app da telefono

Radio republic https://radiopublic.com/alpslover-G3OQjv

https://open.spotify.com/show/4228Nu0PSDjBpC2MczSWPT e last but not least Spotify, per chi ha l’app.

Ah l’applicazione madre è sempre Anchor http://anchor.fm/alpslover

Divulghiamo il verbo

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E allora il lupo

Ci sono incontri inaspettati, che proprio per la loro natura difficilmente riescono ad avere una memoria fisica. I miei migliori incontri con gli animali, di solito , a meno che non fossero marmotte messe lì in posa – loro lo fanno – si sono consumati nello spazio di un attimo, troppo veloce per tirar fuori la macchina fotografica. Tutti quelli che conosco e che fotografano gli animali, o hanno delle foto trappole, o stanno ore in paziente appostamento. E in entrambi i casi hanno molto tempo, o sono professionisti

O e forse ho già raccontato, ho passato un inverno, una decina di anni fa ( già…) a seguire le tracce di una volpe , in Val d’Ayas, un poco sopra Bruzzone. Che ci fosse, me lo aveva confermato anche un maestro di sci

Lui invece aveva seguito le mie orme, di racchette, curioso di vedere chi fosse il misterioso racchettatore. Le orme di volpe erano sempre lì, fresche, ma mai che la misteriosa volpe sia fatta vedere. Scommetto che ci prendeva per i fondelli.

Appennino

Io ho sempre amato i lupi . E come ho già detto, non mi fanno nessuna paura. Qui sui nostri Appennini si sente parlare continuamente di lupi, ma io non li avevo mai visti. Fino ad ora ( ora vuol dire fine gennaio 2020, molto prima della quarantena che ci tiene ora giustamente chiusi in casa, o quasi). È capitato in uno di quei pomeriggi in cui mi assaliva la voglia di muovermi ( capita, anche adesso, ma cerco di farmela passare, di solito facendo qualche forma di atletica indoor, perché ho troppo rispetto delle regole giuste, dei medici che danno l’anima negli ospedali, del cugino molto più giovane di me che ne sta uscendo faticosamente e del fatto, soprattutto, che ormai ho raggiunto l’età a rischio e non me ne capacito). In quei pomeriggi lì, dicevo, mi capitava di prendere la macchina e andare a zonzo nell’Appennino, senza una meta precisa, ma solo per restare a contatto con la natura.

Non vi do un preciso indirizzo, ma ero sull’alta Via dei Monti Liguri, tra Genova e Savona, nel bosco, quasi al tramonto e non era successo niente ma proprio niente degno di nota. Stavo anzi per tornarmene a casa quando ho sentito un rumore di rami spezzati e davanti a me è davanti a me quel che sembrava una specie di cane, ma girandosi verso di me , beh era chiaro che non lo era. Grosso, grigio, ha trotterellato per un po’ all’interno del sentiero e poi è risaltato all’interno della boscaglia. Quello che mi ha colpito, col senno di poi, è il silenzio. Non l’ho praticamente sentito arrivare, e dopo è ugualmente scomparso in silenzio.

Quelli a cui l’ho raccontato non hanno minimamente messo in dubbio il racconto; ho poi scoperto che tra la Val Borbera e il savonese gli avvistamenti sono stati numerosi. A domanda fatta più volte no, non ho avuto paura. Lui , o lei, non era palesemente interessato a me, ero in una zona di ripopolamento, quindi prede ne aveva sufficientemente senza fermarsi a considerare se potevo essere una buona merenda.

Avvistamento nelle Alpi Marittime

Non ho più trovato l’autore della foto- quindi se qualcuno legge e vede si faccia vivo. Era in un feed di Twitter, quindi pubblico, ma di solito come sapete io menziono gli autori, se li conosco.

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Suggerimenti

In questo periodo di quarantena forzata vi lascio qualche suggerimento di lettura (lo so ci vorrebbe l’equivalente della Treccani)

In realtà, giusto un paio di suggerimenti . Il primo (metateoria, un elenco di libri in un elenco se non di libri , almeno di cose da leggere) : http://www.mountcity.it/index.php/2020/03/17/librerie-chiuse-libri-di-montagna-aperti/ il sito di Mountcity è uno dei più interessanti in Italia.

Il secondo: poteva mancare la polemica? Qui Simone Moro e Denis Urubko…a riprova che la madre della stupidità è sempre incinta. Sulla Gazza: http://alpinistiemontagne.gazzetta.it/2020/03/23/moro-urubko-dovrebbe-essere-grato-e-stare-zitto/?fbclid=IwAR3jqKtAvN87QZ9oVi9EWaxx4iAJkbnTFNDPyWYYFBzEtZ62EeoXO35Dgfo&refresh_ce-cp

Il terzo, una cosa più sera, il blog “Camosci bianchi”, che mi piace moltissimo e a differenza del mio non è un one woman show, un articolo che ci riporta ad una montagna più lenta, quella che mi piace molto https://camoscibianchi.wordpress.com/2020/03/12/olio-di-noci/#more-32857

Tramonto sull Appennino

In ogni post , ci sarà un’immagine, per ricordarmi (ci, dove vogliamo andare dopo questa tragedia)

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Cercansi guai

Giusto per annoiarvi ulteriormente con le mie elucubrazioni, da oggi c’è un podcast , che potrete trovare qui su anchor che è una applicazione dedicata, ma anche su Spotify (Alpslover)

Così la paranoia è completa, sito, profilo Instagram @alpsloveritaly per le foto, e podcast Alpslover. Tutto Alpslover minuto per minuto, in un momento in cui io come tutti sono in quarantena e mi muovo solo e giustificata, per assicurare la continuità di lavoro in ufficio ( la linea cade, talvolta, e quindi va riattivata da un essere umano fisicamente presente. Uno. ) Sì forse anche per comperare altro cibo ai gatti, che se fossero esseri umani normali mangerebbero normalmente, invece qui si nutrono a velocità fantascientifica, per lo più di crocchette. Il posteriore di Fanny è bello che inquartato.

Comunque, questa mia improvvisa passione per la radio ha un nome e cognome, Renato Lopena, direttore e Ceo di Radiogold, che per chi non è Mandrognistano è “la radio” a cui tutti noi ricorriamo quando abbiamo bisogno di notizie accurate su quel che succede, anche adesso per il Coviello- 19. Ci ( leggi a noi dell’Isral) ha tenuto una lezione seminario per un nostro progetto, lo scorso dicembre, e come si dice, mi si è aperto un mondo, perché ci ha smontato l’utilizzo della radio come mezzo di comunicazione in maniera chiara semplice e accurata. Spero di aver imparato la sua lezione.

Sono pillole di montagna, quindi di durata molto breve, per lo più di commento questioni che emergono dai media di montagna ( lo so, direte, cha palle), ricordi, luoghi di memoria e altro via via che verrà fuori. Ho previsto una prima serie di dieci episodi, poi se qualcuno mi ascolterà, proseguirò. Se no vedrò. Come ha suggerito Lopena, per questa prima serie, userò gli strumenti che ho in casa ( telefono e tablet): il primo episodio, che inizia con una lettura letteraria, è stato interrotto da: telefonate ( alla terza stavo per mandare a quel paese l’improvvida incolpevole), rumori impossibili da prevedere fuori ( chi diamine ha buttato via tutte quelle bottiglie di vetro, i bar sono chiusi…), gatti che saltavano sul microfono ( non garantisco che siano sparite le fusa di Fanny). Quindi boh, sia quel che sia e ad maiora.

Copertina del podcast, così la riconoscete
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#NotteBiancaTW 4

E buonanotte, con un’icona, naturalmente. @insopportabile

La Becca
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#NottebiancaTW 3

Il mio contributo alla #NottebiancaTW : la scoperta di qualche luogo Italiano, in equilibrio tra natura e cultura. Io nasco come fotografa, e questo è il mio contributo a questo periodo di crisi, per quando potremo finalmente uscire #iorestoacasa #litaliachiamò

Senza titolo

La montagna per tutte le montagne

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#NottebiancaTW 2

Il mio contributo alla #NottebiancaTW : la scoperta di qualche luogo Italiano, in equilibrio tra natura e cultura. Io nasco come fotografa, e questo è il mio contributo a questo periodo di crisi, per quando potremo finalmente uscire #iorestoacasa #litaliachiamò

La pianura umbra da Assisi

Le nuvole e il cielo sono uno dei miei soggetti preferiti, poche cose mi danno un senso maggiore di libertà

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