Arance, limoni o fiori, basta che sia Carnevale.

Domani, persino nel natio Mandrognistan Ville ci sarà una sfilata di carri carnascialeschi, che essendo una cosa serissima ha fatto litigare mezza città con l’altra mezza . L’anniversario della morte di Eco è trascorso invece in un concorde assordante silenzio – almeno non abbiamo tradito i suoi desideri testamentari.

Comunque, avevo due programmi da vivere con amici, e sono andati tutti e due a rotoli ( e il malorino che ha messo fuori combattimento – per poco – lo zio Giulio, ha fatto preoccupare me e Luisa. Alla fine ho fatto da sola quello che avevamo programmato in due, ossia il carnevale in Costa Azzurra.

La fête du Citron di Mentone è uno dei miei must da anni. Pagando il biglietto, dato che non ricordavo assolutamente il prezzo, mi sono detta che deve essere davvero tanto che non ci vado. Il tema di quest’anno sono le favole e i mondi fantastici. Il drago con le orecchie che scricchiolano ( o meglio, scricchiolavano venerdì, il giorno dopo l’inaugurazione) è bellissimo

Domenica ci sarà la sfilata dei carri ( sono parcheggiati in fondo alla passeggiata e ci sono draghi anche lì).

A Nizza, invece, oltre alla sfilata dei carri – che quest’anno festeggiano il centenario degli studi Victorine, c’è la battaglia dei fiori. Tutto il centro era chiuso e inaccessibile e bisogna lasciare l’auto abbastanza lontano. Al MOMAC nel mio caso – che costa comunque quanto a Mandrognistan Ville in centro, due euro circa l’ora. Il tutto si svolge nella parte bassa della pro e adesso du Paillon , in place Massena, sulla Promenade des Anglais. Attenzione è chiusa anche la spiaggia. A vedere la folla, direi quasi che la ratio era un poliziotto / un turista. I CRS, non i paciosi gendarmi locali, e l’esercito

Commenti dei locali, non del tutto positivi – niente stimola la sincerità del prossimo quanto lo stare in coda, a piedi – da quello che ho visto infatti barriere e transenne non vengono rimosse dopo la fine della sfilata. Restano lì. Il sabato e la domenica ci sono due spettacoli, ma si ripeteranno martedì 26, giovedì 28 e sabato due marzo : trovate tutte le informazioni Sul sito del carnevale di Nizza che è il più importante di Francia e, come recita il sito, uno dei più importanti al mondo. Ma loro mugugnano. Il mugugno genovese arriva ben oltre il confine, d’altro canto centocinquanta anni fa era in Italia ( accidenti Cavour, era meglio tenerci Nizza e la Savoia, mi sa) Per Mentone, anche la Fête du Citron ha il suo Sito

A Mentone c’è ancora una sfilata in notturna il 28, e i due corsi di domenica 24 e il 3 marzo.

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Il village perché

Una delle cose che i francesi sanno indiscutibilmente fare meglio di noi è valorizzare. Hai una pietra? Diventa un monumento. L’esempio che faccio sempre è Alesia, la città di Vercingetorige, visitata da scolaresche festanti, che non vanno a Barcellona o a Llret de Mar, ma a vedere una fila di pietre.

In più, sanno sfruttare il pittoresco come non mai (come da noi san fare giusto i toscani)

Questi sono Gorbio (in alto), e Sant’Agnès. Sono vicini a Mentone, variamente collegati grazie al Gr5 francese, trasudano pittoresco provenzale da ogni parte, e hanno la vista montagna mare a perdita d’occhio. Hanno la storia ( a Sant’Agnès un forte della linea Maginot con le opere in caverna) la piazzetta con il bar e la fontana e l’acciottolato (a Gorbio anche un albero centenario) e mettono felicemente alla prova le ginocchia di chiunque con i gradini sconnessi e dal passo troppo lungo. Però puoi fare delle meravigliose passeggiate in mezzo agli ulivi. O incontrare il gemello doppelganger di Cinorosino che entra in chiesa (a miagolare le sue preghierine ).

Ci si arriva in entrambi i casi per due meravigliose strade panoramiche che hanno un’altra cose in comune, anche questa tutta francese, la totale indifferenza verso la manutenzione (leggi guardrail inesistenti, paracarri sbreccati, buchi da fare invidia alla Raggi, impossibilità per due auto di media cilindrata di affiancarsi – scordatevi il suv o imparate a guidarlo).

D’estate saranno di sicuro roventi. Ma almeno l’aria è buona.

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Ritorno a Meugliano

Facendo una rapida ricerca all’interno del blog, prima di mettermi al lavoro, mi sono resa conto che l’ultima volta che sono andata a Meugliano è stato nell’estate del 2016. Sì, perché dopo l’inverno del Grande Acciacco – che non è ancora passato – dato che l’ultimo strappo continua a ripresentarsi, non ho veramente più camminato ( camminato, non passeggiato o vagabondato, che sono cose bellissime ma diverse).

Così ci ho provato. E naturalmente, se non sai se la macchina si rimetterà in moto non ti iscrivi al gran Premio di Montecarlo, ma fai un giro dietro casa. Appunto. Quello che mi ci voleva, era una bella passeggiata in saliscendi sul sentiero naturalistico ( alto e basso) in modo da saggiare l’insieme dei miei acciacchi. Niente da fare , sono sempre lì. Però è sempre molto piacevole rimirare il panorama della Valchiusella, e anche i rospi, che amoreggiavano nell’acqua limpidissima. Dovrei scrivere un post in inglese sulle meraviglie nascoste di una morena glaciale di milioni di anni fa, ma sinceramente non ne ho voglia. Un ecosistema così piccolo, che dipende dalla pioggia e anche dalla benevolenza dei visitatori, non reggerebbe all’impatto di un turismo maggiore. Anziché parlare, vi lascio qualche fotografia.

La storia dei rospi, se non l’avete mai letta, la trovatein questo vecchio post

Nella foto in alto si vede lo sbocco del sentiero naturalistico che circonda il piccolo lago glaciale

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Notizie- che ci siamo persi

1 – Inconcepibile . Sul solito gognablog ora sherpa. Credevo che sciocchezze del genere fossero più comuni sulle Alpi occidentali, che da troppo tempo si riempiono la bocca con lo sci e il turismo, ma devo ricredermi. No, niente spoiler, cari trenta lettori leggete l’articolo originale. Oltretutto i mutamenti climatici rendono lo sviluppo dello sci come divertimento di massa del tutto separato dalla presenza o meno della neve. Lo si può praticare in piazza Garibaldi come a Dubai. Basta avere i cannoni con cui sparare la neve. Persino una storica gran fondo come la Marcialonga non era che una striscia bianca in mezzo al verde. Ci sono molti modi per fare turismo sensibile, responsabile, ecologico, e diffuso, che non sia costruire obbrobri in quota – ce ne sono già abbastanza – o fare atterrare elicotteri sulle piste da sci.

2. Parlare di montane assassine, ma dopo Elisabeth e Tomek lo scorso anno, il Nanga Parbat ci tiene con il fiato sospeso anche quest’anno, a noi alpinisti da tastiera. Seguo Daniele Nardi da parecchi anni, insieme ad altri sportivi, e all’inizio non mi ha destato particolare preoccupazione sapere che lui e Tom Ballard non avevano comunicato con il campo base. Ma ormai, nonostante le ricerche e i droni e l’aiuto di altri come Alex Txikon, le speranze che siano al riparo da qualche parte è sempre più fioca.

Intanto i russi stanno salendo bene … sulla stessa montagna da cui la madre di Tom Ballard, il compagno di scalata di Nardi, non è più discesa (Tom è il figlio di Alison Hargraves, e la cosa più strana è che io ho ascoltato anni fa una conferenza sua e di suo padre, a proposito di Alison. Tom era praticamente un ragazzo, e io in questi giorni non fatto Il collegamento. O le mie sinapsi sono particolarmente affaticate o non ci sto più con la testa…

(foto da Internet – la parte cancellata, anni fa recitava tal quale “The killer mountain”)

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Fiesta!

Ecco qualche immagine della sfilata di oggi, farfalle, insettoni, unicorni, fate, Poseidone con i cavallucci marini ( d’altro canto siamo di fronte al mar Mediterraneo) e anche la strega che vola che già si trova all’ingresso della mostra. Devo dire che è stato un bel pomeriggio – lo dice una che ha sempre fuggito i carri carnevaleschi del natio Mandrognistan, anche quando i carri suddetti passavano sotto le sue finestre. A differenza di Nizza ieri – e Mandrognistan Ville sempre – il livello dei decibel era più che sopportabile, e c’erano gruppi che danzavano, suonavano, facevano evoluzioni acrobatiche. I bambini erano felicissimi.

Misure di sicurezza strettissime anche qui. Uno dei momenti migliori – io ero ad uno dei varchi all’angolo di Avenue Edouard VII – è stato quando un piccolo terrorista biondo di un paio d’anni circa si è scagliato contro la moto a di una coppia di poliziotti che stavano per la verità abbastanza pigramente a sorvegliare. È stato preso al volo, messo sulla moto a cavalcioni, e gli ha pure acceso il giroscopio per farlo divertire. Foto, selfie, applausi . I poliziotti li vorremmo sempre così.

O quando, a varchi ormai aperti e pacifica invasione del pubblico, ho incrociato una signora vestita da odalisca da capo a piedi. Che tirava coriandoli a un’altra donna che non ho visto in faccia. Se non aveva ottant’anni , ne aveva settantacinque ( e l’altra poteva essere a piacere figlia nipote badante). Che bello. Le donne di Mentone hanno davvero un certo non so che ( non come le parigine, che come certe ragazze di mia conoscenza, c’è l’hanno solo loro), libertà, sole, atmosfera – anche se il mugugno mentonese pare esista, e sia ben documentato.

Comunque, se abitate nord de mer, intorno al Casinò, intorno ad Avenue Carnot, siete privilegiati. Ve lo potete guardare tranquillamente dalla finestra e riempire il pubblico di coriandoli e schiuma ( altro ottuagenario da un piano nobile – anche se di palazzone residenziale anno Settanta…

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TOF!

E così siamo andate a Parma. E’ stata complessivamente una bella esperienza, anche molto divertente, anche se dai risultati non omogenei. Lo stesso amministratore delegato, nel comunicato stampa finale, ha rimarcato la lieve flessione nel numero dei visitatori rispetto allo scorso anno (un più che rispettabile risultato di 30000 visitatori  per tre giorni, in ogni caso).

Vediamo il positivo, innanzi tutto. Arrivarci è facile e ben segnalato, anche ( e proprio perché) dal casello la direzione non è proprio immediata. Se non ci siamo perse nemmeno una volta, vuol dire che il comune di Parma ha fatto il suo dovere. Accredito stampa rapido ed efficiente, fornito anche di parcheggio gratuito (Innsbruck dovrebbe davvero pensarci… ad aumentare i posti auto a disposizione di espositori e stampa – questi ultimi sono pari a zero); molti bar, ristoranti – ci mancherebbe – buoni e poco cari, bagni di specchiata pulizia, e anche luoghi in cui riposarsi. Espositori estremamente gentili ed entusiasti, con una menzione particolare all’assessora di un piccolo Comune del parco del Pollino, non solo perché Matera è capitale europea della cultura, ma perchè innamorata del suo territorio. Lo stesso per la zona di Volterra e Cecina. Non ero mai salita su un camper prima d’ora… lo so c’è sempre una prima volta e grazie a Luisa mi è quasi venuto voglia di comperarmene uno (va detto, aveva una competenza fin maggiore di quella di alcuni venditori)… se sopravvivo all’attacco di claustrofobia che quasi immediatamente mi prendeva entrando.

In negativo…  E’ uno dei pochi eventi business to client del settore, quindi mi sarei aspettata una maggior presenza di operatori turistici istituzionali, che hanno tutto l’interesse per favorire un turismo di questo tipo, accessibile e di moderato impatto ambientale. A parte il mio territorio, tristemente assente dallo stand del Piemonte,  pur molto ampio e ben fornito, molte regioni erano davvero in ordine sparso. Poco della Lombardia (solo la val Camonica) assente la Liguria e gran parte del Sud. Grande spazio, naturalmente all’Emilia, e alla zona di Parma. E poi… un po’ troppi piccoli espositori (tipo il venditore di coltelli, per intenderci), che in un evento del genere un po’ stonano

Poi, per carità io adoro guardare i ragazzini che arrampicano e /o corrono in bicicletta, specie se ragazze, perché so quanto sia difficile per il ciclismo femminile emergere a livello professionistico, nonostante il fatto che in Italia ci sono /siano state campionesse che hanno vinto veramente tutto. La mia ex studentessa Gaia Tortolina, professionista da due anni, ha dovuto cercarsi una squadra belga per poter emergere.

Insomma, un evento che può ancora crescere molto (e  ci spero davvero, perché ho tutte le intenzioni di tornare il prossimo anno)

tof (English Version)

 

Davide Cassani in canoa (foto Fiere di Parma)

la motociclettta di Don Camillo (foto Marisa Cristini)

 

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Outdoor

Questo week end, ancora monco causa scatolini che si moltiplicano (se li chiamo scatolini forse sembra meno devastante doverli sistemare) mi porta però ad un evento che mi sembra molto interessante, specie in vista della scelta delle mie prossime vacanze estive: il TOF-Travel Outdoor Fest 2019 di Parma, che si è inaugurato oggi. Nelle parole dell’Amministratore Delegato di Fiere di Parma, Antonio Cellie, ” Il turismo outdoor deve essere soprattutto accessibile. Il segreto di questa Fiera è proprio l’accessibilità. Noi dobbiamo rendere accessibili le nostre  destinazioni. Per farlo bisogna utilizzare dei mezzi leggeri come sono i camper ed i caravan. Per renderle fruibile è necessario attrezzarsi con buone bici, buone scarpe ed anche delle buone mazze da golf. Fiere di Parma ha fatto uno sforzo di investimento unendo più discipline per far capire come e quanto può essere varia e attiva un’esperienza turistica. Ora tocca al settore organizzarsi. Esiste una fascia intermedia di sportivi non agonisti, anche all’estero, che vorrebbero fare del turismo esperienziale e outdoor in Italia ma non sempre trovano la giusta offerta. Questa Fiera è il momento di formazione permanente e di organizzazione dell’offerta. Perché senza offerta non ci può essere domanda e mercato”.

E oggi c’era Francesco Moser, che è sempre stato uno dei miei idoli sportivi. Come ho scoperto questa manifestazione? Da Luisa, of course, il cui compagno è (era?) un appassionato camperista. È stata lei a insistere perché ci andassimo, sostenendo che, anche negli anni precedenti, uno dei focus era proprio l’escursionismo e il trekking. Così domenica si fa due passi a Parma… e il prossimo week end lo dedicherò alle risaie e all’amicizia ( a ben guardare anche questo…all’amicizia ovviamente) Vi racconterò, stay tuned

Come vi dicevo, Moser e il suo gregario ( foto Fiere di Parma).

#postserio (articolo in collaborazione)

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