Oggettivamente, questo non è un week end da andare in giro. oppure potete andare al #SalTo, ma io ho già dato, ho già premiato, ho già mangiato un tramezzino dell’esselunga, che probabilmente era una delle cose più commestibili, in piedi davanti a un’uscita di sicurezza, e sono (siamo) stati redarguiti adeguatamente, e ho speso una quantità davvero eccessiva di denaro in libri, e ormai la pila nell’ingresso, il colpevolizzante ammasso di libri non letti sta raggiungento in altezza la specchiera Biedermaier che era di mio marito.
In montagan forse no.
Quindi vi racconto di quando sono andata a provare le mie caviglie in un punto che so già che le mie caviglie detestano, ossia il calvario di Campertogno. Lo detestano perché per raggiungere il santuario della Madonna del Callone alla fine della salita occorre percorrere una sconnessa scalinata di pietra.

Quando ci sono stata la prima volta avevo lasciato mia mamma alla prima chiesa , la Madonna degli Angeli e io ero salita sino alla fine. Un gradino dopo l’altro chiedendomi quali peccati avessero da espiare i valsesiani per fare una simile penitenza. Già allora alla fine avevo visto la Madonna, più che altro perché era parecchio umido, il che è una costante della Valle, e i lastroni parecchio instabili ( in altre parole non è una bella mulattiera militare). Questa volta il fondo era abbastanza umido ed era appena spiovuto
Salire (nel mio caso non sino alla fine, ma sino alla tappa intermedia della casa del notaio – tutte le chiese e gli edifici principali sono secenteschi) non è stato difficile: conoscendo il mio pollo, cioè la caviglia, ho usato subito i bastoncini.
Scendere eh ho fatto fatica, sul misto lastroni foglie secche umidità. Ho idea di averci messo lo stesso tempo. In effetti però le mie caviglie hanno retto alla sollecitazioni in salita e in discesa (due sere dopo, ad un appuntamento a Tortona ho camminato a passo svelto sino al luogo del rendez vous. Stupendomi di me stessa)
Comunque la Madonna del Callone è un’ escursione classica e ben segnalata che parte dalla piazzetta principale di’ Campertogno. Contate un’ora e mezza a salire che se non amate le gradinate ammazza ginocchio ci vogliono tutte.
A Campertogno il negozio La Truna vende ottimi formaggi locali






































