Una nota di speranza

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Ho già messo questa foto, villa Antonia di S. Maria Maggiore, dove si trova il museo dello spazzacamino. Volevo parlare di una natura che una volta fosse madre e bellezza e non solo matrigna. Quel pomeriggio, tre settimane fa, avevo molte più speranze che sono state vanificate dalla burocrazia scolastica – dovevo scrivere un verbale – comunque pervicacemente sono andata in Ossola come volevo e non più vicino come sarebbe stato consigliabile. In effetti ho passato il pomeriggio in Centovalli a Santa Maria Maggiore, a veder passare l’ omonimo trenino e a passeggiare per le stradine lastricate. E ancor deserte. Il caldo era già estivo – dopo è tornato invernale e tutti ci siamo ripresi bronchiti e malattie varie – e c’è erano fiori dappertutto, glicini soprattutto. Ho provato molta tranquillità e consolazione. Quella che spero arrivi anche ai terremotati. (donate due euro, mi raccomando, che se aspettiamo i politici fa tempo a venire la fine del mondo)

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Il film del lunedì: COSMOPOLIS

Da quando ho iniziato questa rubrica del lunedì si può dire che non ho più visto un film veramente degno di nota e questo COSMOPOLIS di Cronemberg non fa eccezione. È uscito in contemporanea con la presentazione a Cannes, dove è stato felicemente ignorato, e dopo averlo visto non stento a crederlo. Tratto dal romanzo di Don DeLillo, il film racconta la deriva, lunga un giorno, di un giovane mago della finanza che ha perso la sua “magia”. Perde miliardi di yuan e parla, con la moglie che praticamente non conosce, con una mercante d’arte, con questo e con quello, sino alla resa dei conti finale, mentre il mondo,” fuori” si rivolta senza un perché. Peccato che in due ore di film i personaggi dicano delle cose assolutamente senza senso, all’insegna dell’autocitazione e della stranezza ad ogni costo, cioè assolutamente fine a se stessa. Robert Pattinson ha per tutto il film la stessa espressione attonita e ti scopri a sperare che qualcuno si decida a farlo fuori per andare tutti a casa…
Da vedere in multisala

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Camminando

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In città ci sono degli angoli nascosti che non si vedono mai , a meno di osservare dal basso e a piedi . Certo oggi , la giornata del primo caldo soffocante non era forse il momento più indicato. Questo è palazzo Ferrari in via Schiavina . Oggi ero senz’ auto e ho attraversato la città sino in via Righi dal meccanico. Caldo soffocante , appunto , e pezzi di città sino sempre più vuoti e fatiscenti . Però a parte questo è è il mal di gola dovuto al freddo di prima , oggi era uno di quei giorni in cui mi sento veramente affezionata al mio vecchio Mandrognistan .

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Su La casa nel bosco

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Il film del lunedì, da vedere il martedì. La casa nel bosco.

La casa del bosco . Capisco che tra le bombe, il terremoto e le elezioni, parlare di cinema possa sembrare inutile o pleonastico. Ma siccome il film lo andrete e vedere domani, spero che almeno un po’ di queste tragedie si saranno placate (non la vittoria di Rita, ovvio). In più , si tratta di un film di genere, quindi volutamente non ho voluto inutilmente appesantire la vita con dell’intellettualismo pretenzioso. L’ idea di fondo non è male, e perfettamente in linea con questo periodo di anticipazione da fine del mondo. Un gruppo di ragazzi si trova in una bella casa isolata nel bosco e viene assalita da un gruppo di zombi maniaco – religiosi. Sembra demenziale, ma non tutto è quello che sembra: gli zombi sono manipolati da una misteriosa organizzazione. E i nostri ragazzi, una bella accolita da film dell’ orrore tipico, non sono i soli a trovarsi in quella situazione. I siparietti dei professionisti dell’ organizzazione ( tra loro c’ anche Sigourney Weather, che è diventata un donnone) sono la cosa più riuscita, altrimenti il film procede in modo abbastanza qualsiasi sino all’ epilogo, e qui finalmente si riscatta. Considerata l’ epoca in cui viviamo, anche qui c’ è poco da stare allegri.
Mai come quello che ci tocca vedere dal vero, comunque.

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Santa Maria Maggiore, Piemonte

https://www.evernote.com/shard/s125//sh/1b0381ac-f6ce-48c6-bc2a-d370c7b5b55b/141802d7eeb499dfd49233cf57b7b87e
Un assaggio, praticamente. E nemmeno so se è venuto bene

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Bella stronza

Questo fa molto pro domo mia, ma tant’è . Poi vi prometto che torno in montagna. Cara vigilessa che mi hai fatto la multa per una ruota sulle strisce pedonali – circa quattro minuti, come lo scontrino della farmacia testimonia… Spero che questo abbia aumentato la sua percentuale settimanale e spero anche di aver migliorato le disastrate tasse di questo comune…Peccato, cara vigilessa, che quando si ha veramente bisogno di lei (e di voi vigili urbani in generale), misteriosamente di voi non ci sia traccia. Teppisti, schiamazzatori notturni, borseggiatori da mercato, piccoli truffatori, gente che parcheggia negli spazi degli handicappati, certo potrebbero aggredirvi, magari insultarvi. Fare multe in piazza della Libertà è molto più remunerativo, meno pericoloso. Quando mi sono trovata la multa, e te lo avevo anche detto, che la lasciavo il tempo necessario per ritirare delle medicine, ho mandato a ‘fanculo te e il tuo sindaco e spero naturalmente che domenica quel buffone venga trombato. Quanto a te, bella stronza, ora mi sento molto meglio. Molto meglio (beh, faccio anche un lavoro migliore, va detto. Molto più divertente)

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Il film del lunedì

Adesso che la vita politica locale ha preso una pausa, posso benissimo tenere in pace la mia nuova rubrica, senza ansie o Interruzioni.
Allora, i film di questa settimana sono due:
CHRONICLES, film di fantascienza americano che parte come un banale Blair Witch adolescenziale e poi si trasforma, sempre in un film adolescenziale fantascientifico, ma molto più pensoso e interessante: se hai dei super poteri e sei un nerd sfigato e pieno di rabbia cosa ne puoi fare? Non va a finire benissimo, vi avverto.
DARK SHADOWS di Tim Burton, che da qualche film non è più lui, o meglio è sin troppo lui, nel senso che ormai è diventato il manierismo di se stesso. Molto triste, e questo non fa eccezione. Oddio ci sono cose peggiori che andare a letto con la strega Eva Green e ci sono molti personaggini simpatici, (il più simpatico è Alice Cooper, e riconoscerlo senza trucco non è facile)ma l’insieme mi è parso molto deludente . Meglio dell’ Alice nel paese eccetera , ma ancora deludente. Se siete fan, ovvio che potete spararmi subito per questo commento. Se siete curiosi, ok; in alternativa, potete aspettare il passaggio in tv – o darvi alla pirateria, ma questa sarebbe istigazione a delinquere.
SEANCE DE RATTRAPAGE. Se lo avete perso, dato che se non sbaglio lo danno ancora a Casale, il film di Amelio Il primo uomo è meraviglioso (e Amelio non è la mia passione)

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Cose nuove

Ora ci sono tante cose nuove (buone) da dire . In realtà avevo intenzione di iniziare una nuova rubrica  IL FILM DEL LUNEDÌ, cosa che farò più estesamente lunedì prossimo, quando avremo un sindaco nuovo di zecca. Il nostro primo film è  Hunger Games, il film campione di  incassi in mezzo mondo. Ed è pure un bel film, intelligente e ben fatto, con una sceneggiatura solida e ben costruita. Un’ utopia negativa molto anni ’70. Divertimento, bei dialoghi, adrenalina. SE ANCE DE RA TTRAPAGE: se ve li siete persi, cercate Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani: Giulio Cesare di Shakespeare recitato in dialetto da veri ergastolani. A dirlo così sembra o una tremenda boiata o una palla colossale, invece è un esercizio di stile straordinario ( e Shakespeare è sempre  Shakespeare) Per il resto, e sono seria, ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto Fabbio a farsi votare dal 18% degli alessandrini. O meglio, lo capisco benissimo, purtroppo

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Such a perfect day

L’unico giorno senz’acqua sono andata al lago. D’accordo, devo farmi degli amici: giuro che telefonerò a tutti quelli che conosco, anche su Facebook, la prossima volta che saprò quando andrò in montagna. Certo ora la metà di loro sono impegnate con le elezioni: vista la proporzione cittadini/candidati dovrei almeno avere a disposizione dodici preferenze e non una soltanto. Francesco ha (o io gli ho, o era nella mia mia borsa in attesa di, e ha fatto la fine della mia borsa) smarrito il certificato elettorale: siccome è la seconda volta, facciamo che una l’ha perso lui, una glie l’ho perso io e siamo a posto. Il mio è sempre lì, stazzonato, pieno di timbri, ma per chissà quale automatismo non ha mai lasciato il mio cassetto. Per tornare all’unico pomeriggio di sole, sono tornata a Fondotoce con le racchette e con pantaloni da ginnastica nuovi, ma senza tasche: devo riesumare un marsupio. Sullo sfondo del lago Maggiore con rospi bisce d’acqua e folaghe, il nordic walking mi pareva avere più senso. E in effetti è un allenamento completo, riesco a sentire anche le spalle e il dorso. Devo allungare le braccia di più, però.
Sono tornata a casa serena, e abbiamo litigato. Come sempre quando esco.

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