Bella stronza

Questo fa molto pro domo mia, ma tant’è . Poi vi prometto che torno in montagna. Cara vigilessa che mi hai fatto la multa per una ruota sulle strisce pedonali – circa quattro minuti, come lo scontrino della farmacia testimonia… Spero che questo abbia aumentato la sua percentuale settimanale e spero anche di aver migliorato le disastrate tasse di questo comune…Peccato, cara vigilessa, che quando si ha veramente bisogno di lei (e di voi vigili urbani in generale), misteriosamente di voi non ci sia traccia. Teppisti, schiamazzatori notturni, borseggiatori da mercato, piccoli truffatori, gente che parcheggia negli spazi degli handicappati, certo potrebbero aggredirvi, magari insultarvi. Fare multe in piazza della Libertà è molto più remunerativo, meno pericoloso. Quando mi sono trovata la multa, e te lo avevo anche detto, che la lasciavo il tempo necessario per ritirare delle medicine, ho mandato a ‘fanculo te e il tuo sindaco e spero naturalmente che domenica quel buffone venga trombato. Quanto a te, bella stronza, ora mi sento molto meglio. Molto meglio (beh, faccio anche un lavoro migliore, va detto. Molto più divertente)

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Il film del lunedì

Adesso che la vita politica locale ha preso una pausa, posso benissimo tenere in pace la mia nuova rubrica, senza ansie o Interruzioni.
Allora, i film di questa settimana sono due:
CHRONICLES, film di fantascienza americano che parte come un banale Blair Witch adolescenziale e poi si trasforma, sempre in un film adolescenziale fantascientifico, ma molto più pensoso e interessante: se hai dei super poteri e sei un nerd sfigato e pieno di rabbia cosa ne puoi fare? Non va a finire benissimo, vi avverto.
DARK SHADOWS di Tim Burton, che da qualche film non è più lui, o meglio è sin troppo lui, nel senso che ormai è diventato il manierismo di se stesso. Molto triste, e questo non fa eccezione. Oddio ci sono cose peggiori che andare a letto con la strega Eva Green e ci sono molti personaggini simpatici, (il più simpatico è Alice Cooper, e riconoscerlo senza trucco non è facile)ma l’insieme mi è parso molto deludente . Meglio dell’ Alice nel paese eccetera , ma ancora deludente. Se siete fan, ovvio che potete spararmi subito per questo commento. Se siete curiosi, ok; in alternativa, potete aspettare il passaggio in tv – o darvi alla pirateria, ma questa sarebbe istigazione a delinquere.
SEANCE DE RATTRAPAGE. Se lo avete perso, dato che se non sbaglio lo danno ancora a Casale, il film di Amelio Il primo uomo è meraviglioso (e Amelio non è la mia passione)

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Cose nuove

Ora ci sono tante cose nuove (buone) da dire . In realtà avevo intenzione di iniziare una nuova rubrica  IL FILM DEL LUNEDÌ, cosa che farò più estesamente lunedì prossimo, quando avremo un sindaco nuovo di zecca. Il nostro primo film è  Hunger Games, il film campione di  incassi in mezzo mondo. Ed è pure un bel film, intelligente e ben fatto, con una sceneggiatura solida e ben costruita. Un’ utopia negativa molto anni ’70. Divertimento, bei dialoghi, adrenalina. SE ANCE DE RA TTRAPAGE: se ve li siete persi, cercate Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani: Giulio Cesare di Shakespeare recitato in dialetto da veri ergastolani. A dirlo così sembra o una tremenda boiata o una palla colossale, invece è un esercizio di stile straordinario ( e Shakespeare è sempre  Shakespeare) Per il resto, e sono seria, ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto Fabbio a farsi votare dal 18% degli alessandrini. O meglio, lo capisco benissimo, purtroppo

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Such a perfect day

L’unico giorno senz’acqua sono andata al lago. D’accordo, devo farmi degli amici: giuro che telefonerò a tutti quelli che conosco, anche su Facebook, la prossima volta che saprò quando andrò in montagna. Certo ora la metà di loro sono impegnate con le elezioni: vista la proporzione cittadini/candidati dovrei almeno avere a disposizione dodici preferenze e non una soltanto. Francesco ha (o io gli ho, o era nella mia mia borsa in attesa di, e ha fatto la fine della mia borsa) smarrito il certificato elettorale: siccome è la seconda volta, facciamo che una l’ha perso lui, una glie l’ho perso io e siamo a posto. Il mio è sempre lì, stazzonato, pieno di timbri, ma per chissà quale automatismo non ha mai lasciato il mio cassetto. Per tornare all’unico pomeriggio di sole, sono tornata a Fondotoce con le racchette e con pantaloni da ginnastica nuovi, ma senza tasche: devo riesumare un marsupio. Sullo sfondo del lago Maggiore con rospi bisce d’acqua e folaghe, il nordic walking mi pareva avere più senso. E in effetti è un allenamento completo, riesco a sentire anche le spalle e il dorso. Devo allungare le braccia di più, però.
Sono tornata a casa serena, e abbiamo litigato. Come sempre quando esco.

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Da un giorno all’ altro

Due parole solo per dire che sono in ritardo come al solito, ma sono sopravvissuta a due giorni in montagna con mio marito, a un pomeriggio di shopping e al lancio di una bottiglietta di acqua minerale ( troppo lungo spiegare il perché. In realtà non aveva capito che per andare a recuperare la macchina ci avrei messo più di qualche secondo…)
Che dire, comincio ad essere stanca di pioggia, e anche stanca di guerra, visto che ormai il mio matrimonio sembra più a una guerra che ad altro.
Tra l’ altro, quando siamo andati via oggi, sembrava sul punto di nevicare…non che qui sia diverso, visto che sta diluviando. Solo la gatta mi dà ragione, il che in qualche modo è una consolazione. Peccato che la sua consolazione, dorme sempre attaccata a me, finisca con il procurarmi dei dolorosi mal di schiena…

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Il mio 25 aprile

Credo che saranno le donne di una certa età, qualunque cosa questo significhi, a salvare il mondo, o almeno la nostra povera Italia (come diceva mia nonna – povr’italia tutto attaccato). Almeno questa è l’impressione che ho avuto ascoltando Pisapia a radio popolare. (gran discorso, fra l’altro, bisogna cercare il podcast: radio popolare) e soprattutto ascoltando gli ascoltatori. Quelli che dicevano le cose più sensate erano donne – anche la Camusso: in fin dei conti la repubblica nata dalla Resistenza dovrebbe essere fondata sul lavoro. Con questo stato d’animo ambivalente sono andata al cimitero di Masio. Che oggi pomeriggio era felicemente deserto. Dato che ormai andare al cimitero mi manda in paranoia, perché dopo le vicende dell’eredità di mia cugina ho sempre paura che qualcuno decida di spostare i miei morti (l’ avevo detto che era una paranoia) trovar tutto come lo avevo lasciato e anche pulito ( a dar retta alle mie paranoie anche troppo pulito) è stato un sollievo. Trovarci ancora i tre garofani rossi, anche di più. Però facendo il giro nelle tombe degli altri suoi compagni, compreso Pimpi, ho trovato le cappelle chiuse e i fiori fuori. Triste, se si pensa che io sono venuta sin da casa, che non è lontanissimo, ma nemmeno dietro l’ angolo. Libertà vo cercando…diceva qualcuno. Non è che siamo troppo convinti di avercela? In ogni caso, sinché posso, andrò a fare il mio giretto il 25 aprile.

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Argine

Allora, devo arginare l’espansione del mio girovita (arginare l’espansione delle tasse ahimè non si può). Così ho finalmente tirato fuori l’ultimo inarrivabile attrezzo antiespansione: le bacchette da nordic walking. Già. Non potendo più correre, ho ceduto alle lusinghe di tutte le signore di mezz’età che ho visto scorrazzare per prati austriaci. E che mi sono sempre sembrate ridicole. Così, armata di tutta la conoscenza di cui ho potuto disporre e della lezione dimostrativa che mi hanno fatto, sono andata sull’argine martedì. E mi sono sentita ridicolissima. Primo, mi ci è voluto un quarto d’ora buono per aggiustare le manopole, che devono fissarsi intorno al posto, salvo scoprire che come i guanti c’è una destra e una sinistra. Secondo, il primo cane che è passato si è messo ad abbaiare (è allergico ai bastoni). Terzo provate a sincronizzare passo piede bastone spalle core se siete due piedi sinistri come me: un delirio. Vabbé. Altri “bastonati” : una signora di mezza età ancor più piede sinistro di me.
Venerdì pomeriggio, giorno particolarmente ventoso, ci riprovo, dopo aver visionato altro materiale, nonché qualche altra dimostrazione video (su you tube è pieno). Ho una serie di esercizi suggeriti dall’istruttrice tedesca, e ha funzionato un po’ meglio. Venti minuti netti di camminata coordinata anche se lenta (alla fine senza vado più veloce), un buon lavoro sulle spalle, e un colpo di freddo.
Oggi, quaranta minuti ininterrotti e ho solo perso il ritmo due o tre volte. E ormai i “bastonati” sono tre (o quattro): oltre alla signora di mezz’età che ho visto la prima volta, un’altra tizia bassa e più giovane, e un signore che avanzava a falcate lunghe e coordinate proprio come si dovrebbe. Bene ho sfidato il ridicolo coraggiosamente, e la mia nevrosi è considerevolmente migliorata ( dal 31 marzo, ricordo, niente montagna, anzi, niente di niente).

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Nugae

Finito…da Natale a Pasqua, il mio braccio è andato a posto, almeno per quel che riguarda la mobilità (l’unica che non fa paura). Così la giornata è cominciata bene. Poi stasera, mentre parcheggiavo la bici davanti al supermercato, ho afferrato questa conversazione madre – figlia in passeggino ” adesso dobbiamo lasciare qui fuori la tua sorella pelosa, ma la riprendiamo subito” La sorella pelosa era un rottweiler di cinquanta chili minimo, che è rimasta amichevolmente fuori agitando la coda ; l’ ha agitata anche a me ( lo so, le parole sorella pelosa e rottweiler non sembrano andar bene insieme come michelle ma belle, ma anche mia cognata è un rottweiler e qualche volta scodinzola persino – e spero che mia cognata non legga questo blog). Comunque, questo è il genere di cose piacevoli che mi mettono di buon umore, sciocchezze, le chiama mio marito, che di solito aggiunge che sono un’oca, ma questa è di sicuro una delle ragioni per cui gli uomini sono così stressati, non sanno godersi le piccole cose.
Il resto viene dal Grande Longo :le più brutte copertine di dischi del mondo magari non sarà proprio una cosa chic, ma ha fatto ridere sino alle lacrime mezzo isral (la sua preferita è my pussy belong to daddy, la mia these lips are made for blowing, e tutte e due hanno un sottile sottotesto)

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Caro Mario (ma allora non hai capito nulla)

Caro Mario ,il parlamento continua a non.dare il buon esempio (altra classe, stesso vuoto). Temo però che a votare i rimborsi elettorali ci siano stati tutti i parlamentari…so bene che tutto ciò che può essere tassato lo sarà, ma cominciare a ricondurre il proprio stipendio a livello Merkel – 9000€ al mese non mi sembrano pochi- darebbe quel famoso buon esempio di cui avremmo bisogno, ora che pure la lega ha scoperto il familismo amorale. Già che ci sono, mi permetto di consigliarle una (buona) lettura agghiacciante: il libro di Chiara Valentini I figli o il lavoro. Agghiacciante perché discute di qualcosa che ha contorni ottocenteschi indegni di un paese civile – e a questo punto è certo che non lo siamo – e degni solo del paese in declino che invece siamo. So di aver appena scritto che questo è un blog di montagna, ma non possiamo fingere di vivere altrove.

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ll Grande Longo

Sempre perché è Pasqua eccetera, un doveroso peana per il Grande Longo, che come il Grande Gatsby è uomo di molteplici talenti, di buone letture e di notevole fortuna finanziaria, modellista, sfasciatore seriale di automobili fuoriserie (che può permettersi, peraltro) iscritto in formula Indy a 45 anni con ragazzini che potevano essere i suoi nipoti, a 50 alle corse motociclistiche, fermato solo da un incidente a Misano (clavicola)- però ancora gira . Siamo andati oggi a Vercelli a vedere la mostra di Calder e Mirò poi al ritorno, in macchina, discutevamo di Sartre e Fenoglio, e di musica, o di politica. E posso dire che la sua conversazione è molto più divertente di quella di certi professori universitari da morire di noia…

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E’ quello a destra (ovvio)

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