Dovrei parlare di montagna, ma…

Appunto, dovrei parlare di montagna, ma…

Giuro che dalla prossima volta riprenderò a tappeto. Ma…

Ci sono cose che, seppure non importantissime, si devono affrontare (per la verità ce n’è più d’una, e andrò con ordine). Ma…

Domenica e lunedì prossimi ci sono i refendum (da noi anche le Provinciali, forza Filippi – non che sia di un entusiasmo bestiale, e potrei anche dire che sono stanca di turarmi il naso ecc. Ma…)

E quindi, courtesy of Scuola per la Buona Politica…

“Il primo quesito è riferito alla Camera dei Deputati e concerne l’abolizione del meccanismo di coalizione fra le liste in gara. Il premio di maggioranza, allora, sarà attribuito alla singola lista che avrà ottenuto più voti a livello nazionale. L’abolizione delle colazioni comporta anche l’uniformarsi delle soglie di sbarramento al 4%.
Il secondo quesito è volto ad introdurre lo stesso meccanismo per il Senato. L’abolizione delle coalizioni comporterebbe l’attribuzione di premi di maggioranza regionali alle liste più votate in ogni regione ed una soglia di sbarramento dell’8% regionale.
Il terzo quesito ha come scopo quello di abolire le candidature multiple.

Riguardo ai primi due quesiti, i promotori del referendum sostengono che tali modifiche garantirebbero una maggiore stabilità, favorendo coerenza e coesione, riducendo il numero dei partiti e favorendo la transizione verso un sistema bipartitico. Gli oppositori lamentano il fatto che un’ulteriore riduzione della rappresentanza della classe politica eletta in Parlamento si accompagnerebbe a una sostanziale immobilità del panorama politico. Il problema della scarsa coesione dei partiti di un’eventuale maggioranza sarebbe spostato sul piano della compilazione di liste comuni invece che degli apparentamenti di coalizione, allontanando sempre di più la composizione del Parlamento dalla realtà del paese e aggravando l’effetto distorsivo per cui una lista guadagna la maggioranza dei seggi a prescindere dalla percentuale di voti ottenuti. Tale riforma, inoltre, non andrebbe a intaccare due problemi latenti in questo sistema elettorale: l’instabilità dovuta alla frammentazione dei premi di maggioranza al Senato e la crescente ostilità dell’opinione pubblica nei confronti del meccanismo delle liste bloccate.
Impedendo a uno stesso candidato di presentarsi in più collegi, il terzo quesito è difeso dai promotori per eliminare il meccanismo per cui gli eletti in più collegi si trovano a poter arbitrariamente scegliere quale posto mantenere, decidendo, di fatto, fra i primi esclusi di quei collegi, i futuri Parlamentari. Se tizio viene eletto nei collegi A (dove il primo non eletto è Caio) e B (dove il primo non eletto è Sempronio), sarà solo Tizio a decidere chi tra Caio e Sempronio dovrà diventare Parlamentare della Repubblica.”

Caio, Sempronio, appunto. MA.

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Prigioniera dei cavalli

Gente non si esce più di casa. O meglio…. Lo scorso anno quell’anima ineffabile del nostro sindaco ( o forse quello ancora prima) hanno avuto la geniale pensata di organizzare un concorso ippico internazionale in piazza Garibaldi, la piazza più rinomata di Mandrognistan città (aka Alessandria). Per una settimana il traffico è impazzito, il mercato è stato spostato a casa del diavolo, i negozianti si sono lamentati, le vecchiette non hanno potuto uscire di casa e io, che pur essendo quasi due volte venticinquenne ancora mi muovo, da una parte avevo i cavalli che passavano contromano in corso Teresio Borsalino, accaldati e spaventati dal traffico, e dall’ altra un corso di traffico ancor più congestionato.

Indovinate cosa è successo quest’anno? Peggio, senonché, caro signor sindaco Fabbio, diabolicum perseverare est. E’ venerdì, qui fuori è un delirio, nel week end sarà peggio, e al momento non posso nemmeno scappare come avevo in programma di fare (ma ci riuscirò).  I negozianti sono inviperiti, perché hanno perso la clientela abituale che non li può raggiungere e non sanno se ne avranno di nuova, i parcheggi non esistono, ma certo le multe per sosta vietata aumenteranno il nostro contributo all’intera faccenda (inutile dire che ci sono gli sponsor, se tra gli sponsor ci sono le Municipalizzate, le municipalizzate siamo noi contribuenti).

Però tra quindici giorni c’è il ballottaggio per le Provinciali (il Mandrognistan è l’unico posto dove un certo partito non ha perso rovinosamente come altrove, d’altra parte se il nuovo che avanza ha 70 anni…). E ho tempo per fare propaganda…

Sono inviperita e si vede, ma che diamine non viviamo sulla luna (anche se noi del Mandrognistan tendiamo un po’ alla contemplazione :< – sì so anche usare gli emoticon)

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C’era una volta…

C’erano una volta, più corretto, così, i miei addominali. E li rimpiango sempre di più, perché ho finito di leggere, con il consueto ritardo, il monografico di Alp dedicato a Luisa Iovane. Credo di avere già detto che quel che abbiamo in comune è il mangiare del gatto tutte le mattine. La verità è che specie di questi tempi la mia pressione massima, la mattina, non deve essere oltre i 90 di massima, mi gira la testa se solo mi chino sulla ciotola, del gatto, altro che le flessioni…Ma siccome mi ha proprio ispirato, vado a farli ora, gli addominali, intanto che cuoce la cena. Tanto la gatta di farli non ne ha bisogno e dorme. Forse aver quasi due volte 25 anni nuoce gravemente alla salute (degli addominali)…

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Con Luisa a Machaby

Mi rendo conto, che sabato si vota per le Europee, che si vota anche per le mie provinciali, ne hanno parlato anche giornali insospettabili come il Corrierone, tempo fa; che il signore con il trapianto sta su tutte le prime pagine die giornali, specie di quelli stranieri (certo non è che i politici stranieri siano indenni dalla passione per le minorenni, ma almeno dopo, se pescati con le mani nella marmellata, si dimettono, o li fanno dimettere, o li trombano alle elezioni, comunque spariscono). Mi rendo conto, dicevo, di tutto questo. Potrei cazzeggiare sul fatto che la mia tradizione politica ormai mi fa tristezza, quando non rabbia, e che non so più per chi votare, e quanto al futuro, attualmente mi fa solo rabbia. Non è che perché qui scrivo di montagna io viva sotto una campana di vetro (quantunque, comincio a pensare che potrebbe piacermi) Di tutte queste cose ho parlato con Luisa andando a Machaby, ieri, festa della Repubblica. Si va ad Arnad, dalla SS 26 si seguono le indicazioni (cartelli marrone), si lascia la strada principale che porta a Bonnavesse  e si lascia l’auto (chiusa, su Alp sono comparsi per anni memmentos di alpinisti che hanno avuto l’auto svaligiata) nello slargo davanti alla mulattiera militare o più su al parcheggio. E si cammina meditando per una ventina di minuti (proprio meditando…) dal Santuario , della fine del Seicento, si può salire al paese, al pilone Lomasti, al forte di Machaby in 45 minut,i al passo delle Finestre in due ore. O si può guardare le nuvole sdraiati sul muretto del piazzale come abbiamo fatto noi. Però continuo a non sapere per chi votare ( e ho volutamente dimenticato il referendum)

A proposito di valori famigliari, Nives Meroi ha rinunciato alla vetta per seguire il marito in difficoltà… Si commenta da solo

il santuario in un giorno di pioggia

il santuario in un giorno di pioggia

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no, no, niente post

Però leggetevi la nuova pagina sul Mandrognistan: talvolta bisogna fare sul serio…

leggete, leggete antropologia del mandrognistan

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Primavera, estate, autunno, inverno…ancora primavera

Che era il titolo del più bel film di Kim Ki Duk. All’inizio avevo pensato di dare questo titolo al blog, ma c’era il problema del copyright. Comunque, questa è la mia prima primavera come blogger, e me ne sono andata in Valsesia, anzi in Val Mastallone (sono prevedibile, anzichè pianificare delle uscite particolari, finisco sempre negli stessi posti. A camminare sopra Cravagliana, per esempio, senza una meta precisa, ma con nel naso questo splendido profumo.

glicini

glicini

In ogni modo, se volete ripercorrere le mie orme, non si sa mai, ho preso il sentiero 573, che attraversa le prime case del paese e mi sono persa nei meandri della foresta di castagni. Era piacevolmente nuvoloso e umido e ho passato un paio d’ore a svuotarmi il cervello, non c’è una meta precisa da segnalare, il sentiero di biforca diverse volte e si possono scegliere destinazioni diverse o restare a mezzacosta al di sopra del paese. Questo è l’esatto contrario del correre o del fitness walking, è proprio slow. Ah, non disturbate il siamese che amoreggia…

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Di silenzio, pioggia e cani (per non parlar dei cinghiali)

Avevo delle intenzioni, ma si sa come vanno a finire. Ho cercato un luogo  ameno e sono finita a Masone praticamente sotto un temporale (brevissimo, ma tale, e non mi vengano a dire che il microclima di Masone è cambiato perché ho preso più pioggia lì che in ogni altra parte d’Italia, si può dire). In paese ho deviato seguendo le indicazioni per la Valle del latte  (e i Piani di Praglia). A dir la verità sono andata seguendo la strada, senza una meta precisa. Ho passato un paio di cascine abitate, con mucche, galline, gente che tagliava la legna e poi ho mollato la macchina in uno slargo, vicino ad una cascina dove pascolavano dei bei cavalli scuri ( e i cani hanno subito cominciato ad abbaiare). C’era un sentiero che tagliava sulla sinistra e l’ho preso, trovandomi sul crinale della montagna. Sono andata assolutamente a caso e non saprei dire dove fossi. Il sentiero ad un certo punto ritornava sulla strada e io ho continauto sull’asfalto molto corroso (niente più neve, ma direi,  dalle buche, che ce n’era un bel po’). Sono passata accanto a quella che sembrava una stalla disabitata e puntuale è saltato fuori il solito cane (era legato alla catena) che mi ha fatto sussultare. Lui faceva il suo lavoro, io ho cercato di non guardare lui e lui dopo la curva ha lasciato perdere me. Mi sono inoltrata un po’ nel bosco, sotto un cartello che avvertiva minacciosamente che in zona si effettuavano battute di caccia al cinghiale ( quand’è stagione di caccia al cinghiale in provincia di Genova, mi chiedo? Per quanto, incontrarne uno anche non in stagione di caccia non mi farebbe molto piacere. Mi è già capitato, nella foresta del casentino, in un’epoca in cui ignoravo felicemente che i cinghiali stavano tornando numerosi in molte parte d’Italia. Una femmina con i piccoli, per di più. Graziosissimi, per quanto li abbia osservati i trenta secondi necessari per battere il record sui 100 metri. Confido che mamma in realtà non ci abbia fiutato, la mia ormai ex amica e me, se no non potrei dire come saremmo tornate a Camaldoli.) In ogni caso si è messo a piovere  e dopo un po’ che  mi bagnavo ho deciso che ne avevo abbastanza. Mentre scendevo alla macchina, mi ha superato un cane, un vecchio pastore tedesco che correva dietro un’altrettanto vecchia panda. Mi ha superato praticamente senza vedermi e io invece non ho  potuto che dispiacermi per lui.

In ogni caso, ho scoperto un posto nuovo.

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Ancora Acqua

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Questo è il lago d’Orta, teatro di un memorabile ferragosto da sposini con mio marito. Ci sono tornata il due di maggio con il nostro amico di Vercelli, l’illustre prof. Villata, con l’idea di fermarci ad Orta San Giulio e farci un giro lungo il lago. Pessima idea. Saimo scappati prima ancora di provare a cercare parcheggio. Meno male che Edoardo ci ha indirizzato su Omegna, dove noi non eravamo mai stati: il parcheggio è stato trovato facilmente, e abbiamo fatto una lunga camminata lungo il lago, in mezzo a ciclisti per lo più stranieri, scoprendo che il lago d’Orta, anche lì, era uscito dai suoi argini (e si vede anche dalla foto-da-telefonino) Non è una vera e propria escursione – dalla piazzetta di Omegna, verso destra e verso sud, piuttosto un flaner che una giornata di attonita bellezza (e le montagne lì a due passi) hanno reso perfetta.

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L’uomo del K2

Ho incontrato una sola volta in vita mia Achille Compagnoni, l’uomo del K2, a Cervinia, che ero poco più che un’adolescente, già in piena crisi di rifuto (quella che viene, almeno una volta nella vita, per quello che i tuoi genitori ti fan fare) Per la verità me lo aveva segnalato l’amico di mio padre, l’avvocato Motta, pace all’anima sua come si dice, che passava da cinquant’anni tutte le sua vacanze a Cervinia prima e a Valtournenche poi quando le sue finanze si erano molto assottigliate ( si era giocato in vari casinò l’equivalente di parecchi milioni. Di euro). Non mi aveva fatto molta impressione. Stava  seduto senza parlar con nessuno, ma eravamo già negli anni ’70 e la gloria del K2, per noi che eravamo giovani, era già lontana. Senza sapere molto della storia, il mio idolo, quello di famiglia quanto meno, era Bonatti, che a Courmayeur vedevamo spesso.

Non lo avevo fotografato, né gli avevo chiesto l’autografo. La prima cosa allora non era contemplata dalle buone maniere ( e pare preistoria), per la seconda ero troppo timida io.

In ogni caso, Buon viaggio Achille…

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Cazzeggio felino

Ok, questa è una settimana discretamente delirante, anche se con un’ eccezione che vi racconterò (forse), quindi la pace felina è perfetta – in realtà  quel che non si vede è Mano (la famiglia Addams, ricordate?) che massaggia il pancino. Quando si dice la fortuna…

felicità felina

felicità felina

l’occhietto semichiuso è perché ha anche il sole in viso…

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