Lo so dovrei parlare di montagna. Ma

Prometto che poi si ritorna alla solita, si fa per dire, routine (anche perché avrei molto da raccontare). Ma preferisco finire con quanto ho iniziato domenica – finire, naturalmente andando da tutt’altra parte.

Tutti noi, che abbiamo due volte vent’anni, talvolta anche meno, cominciamo ad essere affezionati ai nostri ricordi. più si invecchia e più si è affezionati, alla fine della vita, qaundo davanti non c’è più nulla o quasi, quello che ci rimane è il passato dietro le spalle. Il nostro passato è una entità differentemente condivisibile: é noto, infatti che i testimoni oculari di un certo evento si contraddicono spesso tra di loro, e non per menzogna o cattiva volontà, ma perchè, come dice, tra gli altri Cristina Bicchieri in un bel libro di qualche anno fa, Ragioni per credere, ragioni per fare, ogni fatto è una descrizione, e cioè un punto di vista; la comparazione è  possibile solo in presenza di linguaggi comuni (giochi linguistici comuni) o condivisi nelle regole.

Esempio (dalle stelle alle stalle – di solito è il contraio). Sabato un gruppo di miei compagni di scuola del liceo si è ritrovato a pranzo a casa di uno di loro.  La mia amica Luisa è stata invitata, io no, e domenica mentre passegiavamo per la campagna nella canicola mi ha raccontato chi c’era, chi non c’era e perché. Premetto che i miei anni di Liceo non sono stati particolarmente felici, per molte ragioni, e agli occhi del mondo dovevo apparire parecchio stronza (me lo dicono ridendo anche gli amici più cari – però se mi sopportano da allora significa che il mio livello di stronzaggine era tollerabile, e soprattutto che la sottoscritta è cambiata moltissimo da allora). Agli occhi del mondo, però, io sono ancora la stessa ragazza di allora; ai miei occhi, però, sono loro gli stessi individui di allora, che ho visto scomparire dalla mia vita all’80% dopo l’ultimo giorno di maturità. Quelli con cui avevo qualche rapporto “vero” allora, sono gli stessi che vedo ancora oggi, e tra i quali conto alcuni amici. A onor del vero, Luisa mi ha detto che si sono stupiti moltissimo quando ha detto che ero la persona cui voleva più bene al mondo (e grazie, naturalmente, anche se non puoi leggere questo blog dal lavoro se no Brunetta e il tuo nuovo sindaco ti uccidono), stupendosi del fatto che fossimo così amiche già allora… e la domanda sorge opportuna, dov’erano? Io e Luisa eravamo sempre insieme e dalla V ginnasio, pure compagne di banco. Appunto, questi sono gli scherzi della memoria.

Chissà se ci sarà la famosa riunione di classe di cui tutti parlano da trent’anni? Trent’anni esatti quest’anno, tra l’altro. Il fatto che a parte i “pranzi parziali” non ci sia mai stata, la dice lunga su quanto la nostra classe si amasse appassionatamente…la nostra omologa III C si vede ancora adesso regolarmente. Lo so so, sono cosa che fanno tanto provincia padana…

MA.

(se andrò alla riunione di classe, posto che mai si decidano a farla? Boh?)

mia madre al col Checrouit, 1958

mia madre al col Checrouit, 1958

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
Questa voce è stata pubblicata in altro, memoria e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.