Nugae

Finito…da Natale a Pasqua, il mio braccio è andato a posto, almeno per quel che riguarda la mobilità (l’unica che non fa paura). Così la giornata è cominciata bene. Poi stasera, mentre parcheggiavo la bici davanti al supermercato, ho afferrato questa conversazione madre – figlia in passeggino ” adesso dobbiamo lasciare qui fuori la tua sorella pelosa, ma la riprendiamo subito” La sorella pelosa era un rottweiler di cinquanta chili minimo, che è rimasta amichevolmente fuori agitando la coda ; l’ ha agitata anche a me ( lo so, le parole sorella pelosa e rottweiler non sembrano andar bene insieme come michelle ma belle, ma anche mia cognata è un rottweiler e qualche volta scodinzola persino – e spero che mia cognata non legga questo blog). Comunque, questo è il genere di cose piacevoli che mi mettono di buon umore, sciocchezze, le chiama mio marito, che di solito aggiunge che sono un’oca, ma questa è di sicuro una delle ragioni per cui gli uomini sono così stressati, non sanno godersi le piccole cose.
Il resto viene dal Grande Longo :le più brutte copertine di dischi del mondo magari non sarà proprio una cosa chic, ma ha fatto ridere sino alle lacrime mezzo isral (la sua preferita è my pussy belong to daddy, la mia these lips are made for blowing, e tutte e due hanno un sottile sottotesto)

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Caro Mario (ma allora non hai capito nulla)

Caro Mario ,il parlamento continua a non.dare il buon esempio (altra classe, stesso vuoto). Temo però che a votare i rimborsi elettorali ci siano stati tutti i parlamentari…so bene che tutto ciò che può essere tassato lo sarà, ma cominciare a ricondurre il proprio stipendio a livello Merkel – 9000€ al mese non mi sembrano pochi- darebbe quel famoso buon esempio di cui avremmo bisogno, ora che pure la lega ha scoperto il familismo amorale. Già che ci sono, mi permetto di consigliarle una (buona) lettura agghiacciante: il libro di Chiara Valentini I figli o il lavoro. Agghiacciante perché discute di qualcosa che ha contorni ottocenteschi indegni di un paese civile – e a questo punto è certo che non lo siamo – e degni solo del paese in declino che invece siamo. So di aver appena scritto che questo è un blog di montagna, ma non possiamo fingere di vivere altrove.

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ll Grande Longo

Sempre perché è Pasqua eccetera, un doveroso peana per il Grande Longo, che come il Grande Gatsby è uomo di molteplici talenti, di buone letture e di notevole fortuna finanziaria, modellista, sfasciatore seriale di automobili fuoriserie (che può permettersi, peraltro) iscritto in formula Indy a 45 anni con ragazzini che potevano essere i suoi nipoti, a 50 alle corse motociclistiche, fermato solo da un incidente a Misano (clavicola)- però ancora gira . Siamo andati oggi a Vercelli a vedere la mostra di Calder e Mirò poi al ritorno, in macchina, discutevamo di Sartre e Fenoglio, e di musica, o di politica. E posso dire che la sua conversazione è molto più divertente di quella di certi professori universitari da morire di noia…

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E’ quello a destra (ovvio)

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I buoni e i cattivi (è quasi Pasqua)

Chissà, forse è venuto il momento di essere buoni…Chi sono i cattivi? Facciamo nomi? In primis, il nostro amato sindaco e la sua città sicura (sicura a chi?) – per carità ci sono sedici candidati a sostituirlo che cosa sperano, di succhiare ancora un po’ di midollo? E poi il mio scippatore, da Natale a Pasqua io me la sono cavata. Mah, non mi vengono in mente altri cattivi, sarà che la Pasqua mi rende più buona…A proposito, non mangiate gli agnellini, lasciateli alla mamma. Potete anche dirmi che adesso sono già morti, però, meno se ne mangiano quest’anno, meno ne uccideranno il prossimo anno.
Credo che i buoni siano di gran lunga più numerosi, dal grande Longo che mi portava i mangiarini (certo che però una bottiglia d’acqua potrebbe anche tenerla in casa), le mie amiche che mi hanno confortato, soprattutto Lia – certo che a Pasqua dopo il pranzo me ne starò ben ben tranquilla – i miei cugini, e anche i colleghi, che sono stati dolcissimi. Senza contare piccola gatta, che però mi sta diventando di un viziato…se finisco dicendo che tutto sommato il mondo non è così brutto, mio marito mi dirà che sono deficiente…E’ stato buono anche lui, però, ha persino lavato i piatti, che per un uomo della sua età….

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Tintin

Mi rendevo conto ieri, ripensando agli ultimi post, che c’è una cosa che so fare veramente bene, ed è scrivere di montagna. Questo è un blog di montagna in fin dei conti, e se ha dovuto fare i conti con le vicissitudini della vita, ritornare sui vecchi sentieri dà sempre soddisfazione. E così ieri mi sono fatta 400 km andata e ritorno e me ne sono andata a Chamonix. Con intenzioni miste. La neve, dalle webcam, stava in alto nei domaines skiables, probabilmente incollata con le unghie e con i denti viste le temperature (il meteo dava 23° di massima) per far durare la stagione fino a Pasqua. E io ero ormai rassegnata all’idea che quest’anno niente neve. Invece sono andata Tines, come sempre, ma mentre stavo per svoltare a sinistra per entrare nella frazione ho visto sulla destra le indicazioni viola dell’itinerario per racchette da neve, così con una ardita manovra e qualche maledizione da parte degli altri automobilisti, ho parcheggiato sulla destra e sono andata a vedere. E lì ho incontrato Tintin. Giuro. Non fatemi spiegare chi è Tintin, google esiste apposta e ho già dovuto farlo ai miei alunni (risposta aah, il cartone animato). Comunque il giovanotto (ragazzo?) che ho incontrato proprio davanti al cartello dell’itinerario, era lui sputato, ciuffo e pantaloni alla zuava di velluto compresi. Gli ho chiesto se c’era neve abbastanza per le racchette e mi ha risposto entusiasticamente di sì. Oddio forse un po’ ottimisticamente, in certi punti la neve era alta un dito e in altri nemmeno quello, ma nel complesso l’itinerario in mezzo al bosco di Tines (l’anello di Tines), abbastanza ben segnalato e attrezzato, teneva ancora, e aveva un bel panorama sui Dru, sulla Mèr de Glace, sulla valle, ed era un piacevole saliscendi, probabilmente percorribile anche d’estate in mtb. La temperatura era più che primaverile nel bosco, un po’ più ventosa fuori (il vento delle montagne). Il bello di Cham’ è che è più o meno sempre uguale (tranne i prezzi, ho paura, le mie andouillettes sono aumentate di un euro secco, e questo ha scatenato una discussione domestica a posteriori.)Nessun italiano, sollievo, molti bambini e anziani (siamo alle vacanze di primavera) , i soliti americani e scandinavi, e i tanti giovani che si divertivano all’après ski – birra , cockails, hot dog e musica a palla: al bar del Gustavia, all’Altitude 1904, all’M , al Le Choucas che domani fa il party di fine stagione. Siete avvertiti. La mia spalla ha retto bene, e la maledizione dell’inverno è stata sfatata (rapinatore, tiè)

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16, 17 e anche di più

Nel natio Mandrognistan è tempo di elezioni, e di candidati. I secondi sono tanti, potrei consigliare un conoscente per qualunque lista; i soli candidati a sindaco sono 16 (o 17 , nascono come i funghi). Certi manifesti, più che al voto, invogliano ad una ricerca sul casellario giudiziario: avendo passato mattinate istruttive in questura, posso assicurarvi che alcuni di quei delinquenti avevano facce migliori, e anche che Lombroso aveva ragione, i delinquenti che finiscono lì hanno veramente una faccia delinquenziale. Anche alcuni candidati però. Cresce la voglia di andare al mare – o in montagna – in quei giorni lì. Non si capisce, inoltre come mai tanto entusiasmo per una carica in cui, nel migliore dei casi, si erediterà il dissesto della passata amministrazione…E noi poveri elettori un mucchio di tasse in aggiunta.
Domani si va in montagna…un’intera giornata lontana da mio merito e dalle sue paturnie primaverili, che sfoga cercando di sminuirmi in ogni modo, non potrà che farmi bene.

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Che significa? Vota Picci, naturalmente

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Caro Mario

Allora, caro Mario, non si pretende l’onestà, ma almeno la buona educazione. Se vengono in visita le scolaresche a Montecitorio, ad assistere al voto di fiducia, vedere che i deputati leggono Cosmopolitan (la Mussolini) o giocano con l’Ipad (io mica gioco con l’Ipad a scuola, suvvia) non fa bene al morale dei futuri elettori – perché questi sono maggiorenni e la prossima volta non è che si può convincerli a votare con belle parole, considerato che non avranno né un lavoro né una pensione. E poi, portarsi la spesa in Aula, via, non dà l’impressione che a Montecitorio ci siano solo dei ladri? (Considerazioni delle mie alunne di V che sono appunto state a Roma ad assistere al voto di fiducia sulle liberalizzazioni

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Orrido

Mi è sempre piaciuta la parola “orrido”. Ha un che di romantico. Evoca gole, acque ribollenti, sublime. L’orrido di Pré St. Didier della mia infanzia. Invece ho trovato degli orridi tranquilli in Val Formazza, tranquilli nel senso che in questa stagione il fondo di molti era quasi asciutto, un po’ melmoso, veramente, e si potevano attraversare interamente con il naso per aria per guardare le pareti. Sono gli orridi di Uriezzo, nei pressi di Baceno, in Val Formazza, che si raggiungono direttamente da un sentiero a fianco della parrocchiale di Baceno (un’occasione per visitarla se è aperta) e seguendo le indicazioni, che per la verità pur non essendo esattamente confuse, fanno fare un giro un po’ tortuoso, si raggiunge facilmente il primo orrido, quello Sud, che è anche il più bello, dove una scala metallica permette di raggiungere la parte superiore. Tornando sulla sterrata principale si incontrano subito dopo le marmitte dei giganti, delle grandi caldaie piene di acque verdine. Per un pomeriggio di prova – spalla va benissimo. C’era un tappeto di primule…

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Springtime, foggy has gone (where is she)

Ok, la primavera non è ancora ufficialmente arrivata, ma sempre per scrollarmi di dosso eccetera e in più la gastrite da antibiotici ( mi manca un tag dentista e ormai dovrei aggiungerlo) sono tornata sull’ argine – in realtà anche in montagna, ma questo per dopo. C’ era un mucchio di gente, il che mi va benissimo, perché, grazie ad un certo signore nordafricano, certo di evitare i luoghi troppo isolati. Ebbene, il nostro buon argine è passato dall’ essere una pista quasi esclusivamente maschile a metà e metà, ad essere una pista multietnica : cinesi in libera uscita, corridori magrebini, neri in bicicletta, pensionati col cane, famigliole tutte insieme. Bene, male, boh, però i miei venti candidati sindaco anche con questo dovranno vedersela.
A proposito : Cindy, vai alle dannate Olimpiadi!! Eh sì, la mia alunna Cindy Sostaric ha il tempo di qualificazione per i 50 e 100 rana. Per la Croazia. Ma è pur sempre un’ allieva del Saluzzo Nel Mondo. Vuol dire che c’ è speranza per il nostro natio Mandrognistan? Ai sedici candidati sindaco (e questi lo sono per davvero, a differenza dell’ iperbole di prima) la risposta. – o forse la risposta è giá nel loro numero.
Title track di Donovan, tra l’ altro

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Cammina cammina

Oggi per cercare di scrollarmi di dosso la tristezza primaverile di questa città, mi sono messa tuta e scarpe e ho camminato per una mezz’oretta. La tristezza non mi è passata. Passando per la passeggiata Carolina Beltrami, e prima per viale Massobrio ho contato un manifesto elettorale del sindaco ogni tre platani. Peccato che nessuno dicesse che le telecamere che ci video sorvegliano siano quasi sempre spente, perché tenerle accese per 24 ore costa una fortuna. Peccato che le panchine nuove non siano in viale Massobrio. Peccato che le fontane sia orrende (quella davanti all’ AMAG, avete presente?) e poi francamente, che ce ne facciamo? Peccato che il commissariamento causa bancarotta non lo menzioni. Ok, Piercarlo fa. Ma quello che fa è meglio che non lo menzioni causa turpiloquio.

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