L’estate più strana del mondo

Magari io esagero e anzi sicuramente esagero un po’, ma un luglio così freddo non me lo ricordo proprio, e le mie previsioni di avventure sono andate a carte quarantotto – anche perchè mi sono messa in testa di darmi ai restauri e questo si sta rivelando non solo un lavoraccio faticosissimo con mio marito che dirige e il gatto che guarda, ma soprattutto foriero di rogne, non volute e non cercate, ma rogne. (macchie di vernice…) Così in questo luglio sono uscita volte due e una delle due volte ho preso acqua qui e là. Volevo tornare al lago di Villa, che è una bella riserva naturale, ma una volta parcheggiata la macchina – che era ancora quella del carrozziere – è venuto giù il finimondo. Mi sono spostata allora nella valle di Champorcher, pensando che lì magari era già piovuto . Infatti… però l’umidità si tagliava letteralmente con il coltello. Anche agli orridi di Ruatz sopra Pontboset. Morale: ho rischiato di portarmi a casa un gatto che forse, anzi sicuramente, apparteneva a qualcuno.

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Perché ho lìimpressione che il mondo sti

Perché ho lìimpressione che il mondo stia andando di male in peggio?

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Non occorre essere nati in Mandrognistan per essere mandrogni

Sempre a proposito di questa estate strana… occhio, chi va in montagna – io ormai pochissimo – perché il tempo è quello che è. Almeno mio marito non potrà accusare me se in Austria il tempo sarà da schifo. Speriamo che i miei cari villeggianti di Courmayeur trovino buon tempo (ma ho idea che per chi è già lì ci sia poco da divertirsi, vero Ennio?)
Qui, le notizie non sono proprio buonissime. I sindacati vogliono costruire un nuovo teatro… con tutto il rispetto, ragazzi il sole vi ha dato alla testa? i soldi non ci sono (nonostante la pubblicità autocelebrativa del nostro sindaco 7m x otto), se ci fossero ci vorrebbero vent’anni a costruirlo, e nel frattempo chi ci lavora lo mandiamo a spasso? Al sindaco non interessa (infatti ha riconfermato Repetto e la Mancuso…che schifo) e se volesse bonificarlo realmente, basterebbe chiedere a Casale, dove le bonifiche le fanno da anni, senza pericolo e bene. Oops… Casale?! D’accordo che tutto il mondo è mandrogno: ad Asti non trovi un manifesto del festival Teatro e colline di Calamandrana (che quest’anno coincideva in parte con i concerti di Asti…), pensare che oltre che la stessa Provincia, condividono anche gli stessi sponsor… si sa i mandrogni girano (ai vari festival ho visto le solite facce nostrane), il silenzio della città è spettrale, ah no scusate, sono venuti i Pooh, con rispetto parlando mi facevano cagare quando avevo 15 anni, figuriamoci adesso che ne ho due volte venticinque. Ma con loro hanno fatto tutto l’incasso di Asti teatro e anche dei concerti. Davide Van de Sfroos lo puoi vedere gratis in giro ovunque (per carità, anche lui capitalizza, è in giro da vent’anni, va benone) Rafael Gualazzi chi? I Kataklo dopo l’ultimo spettacolo che ho visto non li voglio più vedere nemmeno se mi regalano loro il biglietto…Però ad Asti Stan Ridgeway dopo due ore di concerto gratis, davanti ad un pubblico che gli chiedeva The Big heat piuttosto che Mexican Radio , è stato un’ora a firmare autografi, chiacchierare ( e perché no, vendere un po’ di dischi, visto che ormai si autodistribuisce)
Almeno ci resta Fausto: il Macallé è aperto sino al 1 agosto (neanche nei tempi d’oro…)

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Non bisognerebbe mai guardarsi indietro

Oggi sono andata al cimitero, cosa che non faccio così spesso, meno certo di quel che dovrei, perché mi provoca un’enorme tristezza, quella soprattutto di non sapere cosa succederà della cappella dopo di me. In realtà, poiché non ci vado spessissimo, quando ci vado ho sempre l’impressione che sia un poco abbandonata, con la polvere, i ragni, i fiori secchi. Ci sono ovviamente ottime ragioni per fare così: è esposta a sud, i fiori appassirebbero in trenta secondi, anche se riuscissi ad andarci tutti i giorni, i ragni sono un problema generale, e noi esposti a sud eccetera. Però anche quello mi intristisce. Ieri poi c’è stato quel po’ po’ di tromba d’aria…Infatti c’era la terra portata dal vento, le ragnatele, il consueto tappeto di calcinacci dal soffitto – comincio a non sapere cosa far pulire prima, se la camera da letto in piazza Genova o la cappella di Masio, la quantità di calcinacci è la stessa. Va bé, a settembre. Poi dopo aver pulito fatto una passeggiata al sole e al cielo limpido, che cosa mi è venuto in mente di salire in paese? Ho fatto un giro e ho avuto l’impressione che in piazza ci fosse qualcosa di diverso…sono tornata e ho capito, Paolo deve essere riuscito a vendere la casa dei miei. E quando sono venuta dopo il 25 aprile, era ancora tutto come prima prima, adesso la facciata sulla piazza era stuccata e pulita, avevano coperto una parte della terrazza con un tetto di legno nuovo di zecca, e c’erano persino degli ornamenti alla finestra. In più un’enorme parabola da prendo anche la tv di bin laden. E’ sciocco, e naturalmente la casa l’avevamo venduta secoli fa, ma ci sono rimasta di stucco, come se avessero fatto qualcosa a me. Credo ci metterò un po’ a riprendermi. Di questa estate strana le cose che mi stanno più dentro sono le case, il loro valore, i soldi che devo spendere, dove devo andare ad abitare e adesso anche la memoria che non c’è più.

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Ho visto un tasso

Ho visto un tasso, ma era morto e credo fosse veramente il primo della sua specie che avessi mai visto. Sono stata sopra Masone, nella Valle del latte, sabato scorso, in una giornata calda, ma di abbacinante chiarezza, mentre il resto del mondo faceva la coda tra Masone e il mare. Io il mare non l’ho nemmeno visto, ad un crinale se ne succedeva un altro ed io ero spedita e di buon passo. Il tasso morto ha intristito la mia discesa: era sul bordo della strada e mi pareva che il pelo fosse ancora soffice.
In basso, quasi sull’orlo delle case, è sbucata una volpe che frugava in un cespuglio, e lì per lì, la vista si sa, non è più quella di una volta, l’ho presa per un cagnolino.
Ma quando mi ha visto ed è saltata nel cespuglio con un bel balzino, la lunghezza della coda non lasciava spazio all’immaginazione.
Sabato scorso il mio nipotone ha preso la sua sudata maturità (sudata dagli zii, direi – i miei alunni in matura sudavano freddo, ma lui no. Gli zii lo hanno preso per i cenci e scrollato ben bene, gli hanno fatto inglese e filosofia, storia, pedagogia e pure musica – Giuseppe italiano – e la zia è pure andata a fare il tifo. Cuore di zia era contento, alla fine, cuor di professoressa non tantissimo, ma ho cercato di farlo tacere. domani festeggiamo , mentre lui è a casa a giocare al computer e le mie alunne sono a Ibiza in hotpants (beate loro che possono portarli, gli hotpants).
Ora la matura è finalmente finita, fa troppo caldo anche per pensare, come direbbe De Gregori, e ho tante cose da raccontare, ma i centauri maledetti mi hanno fuso il cervello (l’ho già detto che questa manifestazione mi sembra inutile, insensata, inquinante, ignobile, inelegante non mi vengono in mente altri insulti che inizino con i)

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Memento

In effetti volevo salutare il vecchio social Buddyslim, che è scomparso dalla rete, morto  e abbandonato. Amen a lui. Considerato quanto poco slim io sia attualmente…

Noi ci siamo trasferiti su un altro network, se funziona troverete tra poco il link, sempre in Inglese, queste cose gli americani le fanno benissimo.

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Zero pecore

Sono meno stressata di prima. Perché sono andata in montagna (ooohyeah). Persino mio marito era contento. Almeno il secondo giorno – domenica- quando finalmente abbiamo rivisto il sole. Il primo diluviava.  Non proprio una novità, ma meteo france ha toppato un’altra volta e naturalmente per mio marito era colpa mia. Amen. Però dopo aver dormito sotto il diluvio per metà pomeriggio, mentre io scrivevo, meditavo, facevo addominali vista Monte Bianco, tutto si è miracolosamente risolto.  Ha persino smesso di piovere, e ha abbiamo cenato benissimo. Domenica è stata una giornata idilliaca e persino il viaggio di ritorno non è stata un’ordalia.

Ora sono in matura.

Che c’entrano le pecore? Ok ormai il metro per giudicare quanto un film sia bello non sono le qualità intrinseche e poetiche, ma la sua capacità di tenere sveglio il prossimo. Essendo zero pecore il massimo della attenzione (100% sveglio) e 5 pecore sonno rem. Zero pecore attualmente è molto molto difficile da ottenere. C’è riuscito nell’ultimo mese soltanto X men gli inizi (ma anche Nanni Moretti, prima). Questo per dire che essere svegli e consapevoli della nostra vita non è poi così facile. E non solo al cinema.

Foto seguiranno, se internet per qualche miracolo mi si ripristina in casa senza dover riprogrammare il router (non ne va mai bene una)

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ma finirà ben la scuola…

ma finirà ben la scuola…

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Comunque: è finita la scuola, domani si

Comunque: è finita la scuola, domani si va a votare (se no si perdono i capelli, ci si trasforma in un cetriolo calvo o peggio …)

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Un doveroso memento

Piove. Probabilmente nessuno se n’è ancora accorto. Ho preso nubifragi in diverse circostanze, in un caso anche per un motivo piacevole (il concerto di Uri Caine al Festival OyOyOy di Casale), ma non per ragioni montane o pedestri. Infatti l’ultima mia gita pedemontana risale proprio a maggio (cioè probabilmente all’ultimo giorno di calura semiestiva a monte Sole. Dopo di che, il diluvio e non in senso metaforico..
In più. LA scuola, come sempre a quest’epoca dell’anno, mi uccide. Anche qui, non in senso (troppo metaforico)
MA non temete, I’ll be back (soon)

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