Vota Picci

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Siamo ormai all’inizio di un eccitante periodo elettorale qui nel natio Mandrognistan: primarie, secondarie, manifesti, comizi ai giardini vicino al defunto teatro, che in uso già pareva lo spielberg, da morto, se mi si passa l’espressione, pare sempre più una specie di cernobyl padana. Perchè tutto questo mi pare il solito teatrino? Molto simile tra l’altro a quello che mettono in scena a Roma. Sempre le solite facce da apparato. Tanto vale votare la mia Picci, è un musetto nuovo e 5 voti qui li fa , tanti sono i gatti del circondario

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Memento

 

Mi rendo conto che sto diventando internet – logorroica, ma mi è impossibile non ricordare Walter Bonatti, che era un grande uomo, una persona molto simpatica (me lo ricordo ancora quando aveva la casa in Val Ferret con la sua Rossana) e un grande scrittore di montagna: http://www.alpmagazine.it/2011/09/buon-viaggio-walter

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Riflessione

Sembra proprio, stando a quel che dice mio marito, che la mia vita sia inutile e vuota (tanto che devo riempirla di viaggi, di cose – lui dice di turismo) . Certo lui è sempre stanco e ha certo una vita intellettuale superiore alla mia , perciò queste mie considerazioni non faranno di me il nuovo Kant, nè modificheranno la visione generale del mondo mia e sua. Pero’… contemplare un  paesaggio, leggere un libro o anche una rivista o dipingere casa , coccolare il gatto, va tutto bene se ti mantiene concentrato sul presente. Questo da’ la consapevolezza di esistere.

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Psiconani

Adesso che ho uno smartphone – preso con i punti -quello che reclamizzava Totti questa estate , posso mandare post sempre e dovunque. Certo la tastiera è scomoda e conosce solo due lingue, italiano e cinese, ma cerchero’ di arrangiarmi lo stesso. Tanto ormai anche i giapponesi delocalizzano in Cina. Lo psiconano non è quello che ci causa tante disgrazie nazionali ma semplicemente il nostro locale nanetto. Lo stesso che inonda la citta’ di manifesti che noi paghiamo . Peccato sia solo un prestanome, un uomo di facciata, perche’ le mani sulla citta’ le ha messe qualcun altro. Il nome SWITCH vi dice niente ? Basta non voglio più sapere nulla. Domani vado in montagna.

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Tramonto

Non quello di mr. B. Purtroppo. Come potrete capire sto guardando il film di Faenza. La tragedia di un paese ridicolo. Meglio le mie marmotte. Meglio le amiche. Anche i mariti , va’. I nipoti . I gatti. Oggi è l’ 8 settembre così e sono un po`

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Sono in ritardo, sono scomparsa, sto rid

Sono in ritardo, sono scomparsa, sto ridipingendpo casa… e ci riesco

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Conclusioni (provvisorie)

1 – Mio marito cammina se proprio deve e se la vista lo giustifica (quindi qui in città non muoverà più un pollice)
2 – Abbiamo fatto le vacanze nell’unico periodo in cui ha fatto bello, ma davvero bello, e siamo tornati pure con il caldo porco (così fidarsi delle previsioni o non fidarsi è uguale, ma andate voi a spiegarlo a mio marito)
3 – Le vacanze di mio marito devono necessariamente comprendere un negozio di dischi (il che esclude dalle nostre vacanze il Nepal, le Maldive – neanche ci fosse tutta la patata del mondo… e molto altro).
4 – Che, per usare una geniale definizione del GRANDE LONGO, la miglior esposizione di figa (e scusate il francesismo) si trova a Innsbruck e non a Torremolinos, ma non ditelo in giro perché non voglio trovarmi a Torremolinos il prossimo anno (anche a uomini non si è messi male, però)
5 – Che in cima all’elenco dei miei pensieri c’è la cucina che non ho ancora ridipinto…
6 – Non ditemi che le vacanze sono FINITE !!!

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Stando così le cose

Domenica, Teo, il gatto della nostra portinaia, stava acciambellato in mezzo al cortile, come fa sempre, essendo lui il padrone del cortile. Io dovevo  uscire con la macchina e passando gli ho detto, Dai, Teo, spostati, lui ha alzato la testa e io glie l’ho grattata. Ho fatto manovra e ho visto nello specchietto retrovisore che non aveva mosso neanche un pelo della coda. Così ho fermato la macchina, sono scesa, l’ho preso in braccio mentre lui faceva le fusa tutto contento,  e l’ho depositato un po’ più in là.
Stamattina ho raccontato la cosa alla sua padrona (Teo naturalmente era in mezzo al cortile) e l’ha signora Mina mi ha detto, è perché lei ama le bestie, Teo non si fa mica prendere in braccio da tutti. Io intanto ho dovuto ripetere la manovra, scendi, prendi, fusa, deposita più in là, con la Mina che commentava (al gatto) ma sei uno sciocco, pensa se non era la signora, e ho pensato che almeno ero in alto nella stima di qualcuno. Questo, sempre per gli uccisori di gatti della volta precedente: meglio la stima dei gatti e degli animali in genere che quella di molti esseri umani.

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L’estate più strana del mondo II: la città che sprofonda

 

 

 

La città che sale

Se questa è la città che sale di Boccioni, la nostra è piena di buchi come una groviera. Nel senso che non solo è piena di avvallamenti nell’asfalto (bucone buchino e buchetto dietro piazza genova sono sempre lì) ma proprio che l’asfalto affonda, forma voragini echi di competenza mette un traliccio e se ne va (ma chi è di competenza?) Parrebbe che tutte le mie case sprofondano: in piazza Genova, in corso Borsalino, dove la buca è uno scavo archeologico che è stato ormai chiuso almeno tre o quattro volte da che ci abito ed è ancora sempre lì che si apre e sprofonda. E poi si sprofonda nella sporcizia: cicche cartacce schifezze varie che non si vedono altrove (non sto parlando di paesi civili, ma solo, per dire, di Asti). Quando poi ai bastardi schifosi che uccidono gatti per sport, spero che venga loro una brutta lunga dolorosa malattia letale.

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Tutta l’estate su una ringhiera

Lo scrittore piemontese DeMaistre, fratello di quello che era troppo reazionario persino per lo zar Alessandro I, ha passato un anno viaggiando intorno alla sua stanza, io posso ben raccontarvi che ho passato l’estate a ridipingere la ringhiera verso cortile a casa di Francesco, che è una goccia nel mare di quel che ci sarebbe da fare, ma è una goccia che posso gestire, o almeno così pensavo. In realtà, se facessi una giornata non stop probabilmente mi ammazzerei, ma finirei tutto e potrei dedicarmi ad altri incommensurabili lavori di concetto (stirare, lavare, cucire una borsa, andare da mia madre e lavare tutte le tende, lavare tutte le tende in corso Borsalino, lavare le due tende da mio marito – o per meglio dire lavare le uniche tende decenti e buttare via le altre due mangiucchiate dal gatto). In realtà più vado avanti a grattare più mi rendo conto che pulire e carteggiare lì non è sufficiente, avrei dovuto scrostare con … con che cosa? Probabilmente su quel balcone presto o tardi troverò dei fossili, perché ho scoperto che mia cognata che viene a fare i lavori a mio marito, no no, eh io soffro di vertigini, il balcone no. In più, perché le grane non vengono mai da sole, un po’ di vernice ha sporcato l’auto della signora Cinzia, la ragazza argentina che sta a pianterreno. Certo non fossi stata attenta… ma sono stata attenta considerato che i vicini di sotto, va beh meglio sorvolare sui vicini di sotto, sono quelli che avendo noi avuto una perdita, capita, noi abbiamo vfatto aggiustare, abbiamo pulito la macchia, loro per ritinteggiare il bagno ci hanno presentato un conto che io con la stessa cifra ho fatto dare il bianco in tutto corso Borsalino. Francesco è andato dall’avvocato e la cosa è morta lì. In ogni caso, mio marito che ha un grande talento per organizzare – avesse dato una pennellata… – ha telefonato a suo cugino, che è un grossista di olii combustibili, e pertanto alle sue dipendenze ha un meccanico, che a sua volta è fratello di un carrozziere. Alberto ha detto vieni che sistemiamo noi, così ieri io, la signora Cinzia, la vicina si chiama così e la macchina siamo andati nella Filanda a Castelceriolo (che sta sui libri di storia – la Filanda Giovenzana era una delle più grandi della zona) e alla fin fine, io, Cinzia e Vittorio il meccanico armati di cera e di olio di gomito abbiamo smacchiato il cofano della panda, mentre Alberto faceva il piacione, cosa che gli riesce benissimo.
Senza indorare la pillola, il commento del signor Vittorio è stato, testuali, chi è l’idiota che le ha conciato l’auto così. Adesso l’auto è ovviamente da lavare e lucidare e io pagherò ovviamente le spese e amen. Persino Picci ride.

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