Ora d’aria

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Sono scappata, finalmente. Ero ormai con il fiato corto. Non solo per il pezzo di vita che mi è stato scippato ma per la mancanza d’aria e di futuro che aleggia sul Mandrognistan natio. Così venerdì mi sono presa la mia giornata libera.  Non così tanto lunga come pensavo, ma molto più soddisfacente dell’ ultima a Estoul. Sono andata in Valsesia e volevo andare in Formazza.  E ho fatto bene in ogni caso.  Intanto perché ho scoperto che la fata del.dentino esiste ancora : e porta regali ai bambini (venti euro a dentino ). L’ ho sentito a Riva Valdobbia mentre parcheggiavo l’auto.  Di questo passo i bambini crederanno anche a Babbo Natale … In secondo luogo ho camminato lungo la via d’Aosta nella val Vignale. Anche se non c’ era ancora neve il tempo era freddo e terso e in mezzo alle foglie si andava benissimo. Sono andata verso l’ ospizio Sottile lungo la via di comunicazione con la valle d’Aosta e lungo una serie infinita di cappelle.  E’ vero,  da Riva si vede il miglior panorama sul Monte Rosa,  che da Alagna è quasi invisibile. Il paese anche con poca gente aveva una bella atmosfera festosa e tante tipiche case Walser. Insomma un pomeriggio sereno come non ne.avevo da molto tempo.

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2027

Ricordo una canzone di Caterina Caselli di tanti anni fa, in cui si diceva più o meno che nel 2023 i suoi occhi sarebbero stati stanchi (insomma vicini alla morte). Ricordo che mi faceva paura. Proprio perché mi faceva pensare alla morte. Adesso ho più o meno la certezza che nel 2023 i miei occhi saranno altrettanto stanchi come quello della canzone, ma io sarò ancora in cattedra e mi converrà essere bene in salute, perché di pensione sino a 67 anni non se ne parlerà.  E ora che ero riuscita a convincere mio marito a finire le nostre estati in montagna a goderci una ben meritata pensione.  Peccato che per il nuovo governo equo voglia dire equus mica equità (e pure da tiro, il cavallo). Cerco di non farmi venire mal di fegato pensandoci (ma poi viene da solo, il mal di fegato al pensiero che quel branco di bastardi che mai nemmeno ho pensato di votare mi hanno rubato un pezzo di vita ). E non sono nemmeno le tasse a darmi fastidio, dato che mamma Pantalona le ha sempre pagate essendo nell’impossibilita ‘ di evadere il fisco. No. I soldi come diceva Barbra Streisand in Hallo Dolly,  devono circolare altrimenti sono solo letame.  No no è la vita,  il furto della vita mia. (e di quella degli altri, via, loro ai loro figli ci hanno già pensato ma io – noi ai giovani cosa diciamo . Lavora che così mi paghi la pensione?  Avevo detto che non volevo farmi venir mal di fegato?  Ok mi sbagliavo. Si capisce, vero?, che in pensione ci andrò nel 2027, se ci arrivo

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Sull’ orlo del baratro

Questo ovviamente per non pensare che siamo sull’orlo del baratro e ci stiamo danzando allegramente sopra.
Quanti di noi oggi hanno fatto le solite cose…

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Amicizia

Non è facile sfidare la nebbiona di questi giorni (chissà perché solo agli Orti) . Però questo si può fare per un amico.   E così siamo andati ad Asti.  Inutile, la piemontesità di Asti mi ha lsempre affascinato e l’ultima domenica del mese cl sono anche le bancarelle … Ci sono gli amici, c’ è il calore,  c’ è il cibo (d’ accordo il nostro dietologo non sarà contento e io mi sento una palla già adesso però ..) Il nostro amico che non c’è più… la sua ultima estate l’ abbiamo passata a fare progetti per quando saremmo andati in pensione (allora pareva una prospettiva possibile e realizzabile). Questa è la cosa più terribile

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duecento anni fa

quando all’agip di porta marengo mangiavi lo stracotto d’asino e non gli hamburger.
quando portavi papà e mamma a comperare i vestiti nello stesso posto
(giovannacci)
e i regali da beltrami in corso roma.
e otello ti dava borse di plastica indistruttibili, che sono sopravvissute sino ad ora dimostrando di essere  così assolutamente non riciclabili
C’erano ancora i filobus assolutamente ecologici.
C’era la calda e spessa nebbia.   Che c’è ancora ma allora non avevo così voglia di poltrire sotto le coperte

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Chi mi paga un miracolo?

Ho bisogno davvero di un viaggetto a lourdes.
venerdì ho cominciato ad avere un vago fastidio alla mascella, lunedì il dentista si dichiarava impotente a dare una spiegazione al fenomeno, martedì mi sono svegliata con dolori lancinanti che almeno mi hanno dato la conferma che proprio di dente si trattava. Sono corsa dal dentista. E passi, al conto penserò poi.
Giovedì avevo un tavolo tecnico in Provincia (nome pomposo per indicare molte buone idee e scarsa fattibilità) e mentre stavo uscendo sono venuti i tecnici di Restiani a caricare i termosifoni. Ho lasciato mio marito a vedersela con loro. Poi telefona disperato che la gatta e’ scomparsa.
Ho finito la riunione e poi sono tornata a casa a due la caccia alla piccola stronza. Che e’ comparsa senza fretta quando ormai mio marito era sull’ orlo di una crisi isterica. Nata davvero stronza. Un aspetto positivo: se dovessimo divorziare (mio marito dice sempre che si merita qualcuna di meglio) otterro’ senza difficoltà la custodia della bestia: in due giorni mio marito avrebbe un infarto.

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Cammina cammina

Nella nebbia, passo dopo passo perché la giovinezza mi viene incontro a larghi passi, ho camminato per circa otto dico otto chilometri da lunedì. In città. Andando avanti e indietro per commissioni varie o da una casa all’altra. Sarà che un’ora di step high intensity high energy non la reggo proprio più, sarà che la giovinezza di cui sopra eccetera, sarà che sento troppa musica anni 80 su radio capital, ma ho proprio bisogno di maggiore dolcezza nella mia vita. lo so sto grondando melassa. Sarà la tiroide , più prosaicamente. Persino il mio Sbatman ha preteso di acconsentire al fatto che non ce l’ho personalmente con lui se arrivo a casa con un quarto d’ora di ritardo. Mi sento molto viandante della pianura, fuori dal triste guado di questi ultimi anni (se tutta questa poesia è il mio tsh che è andato a farsi benedire un’altra volta, prendo la gatta mi copro per bene e risvegliatemi a primavera – è tutta colpa della nebbia)

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Speranza

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Come dopo la tempesta. Non riesco ad essere troppo ottimista. Abbiamo avuto troppe brutte esperienze tanto metereologico – politiche per non essere sospettosi. Brindato abbiamo brindato ma dopo aver ricevuto la, prima rata del riscaldamento la voglia di scherzare è passata del tutto (IVA al 21%) . Sono andata in montagna, ma non è servito a molto.  A Brusson,  alle piste di Estoul,  faceva un freddo cane,  anche se le foglie erano rosse e bellissime e si galleggiava sopra un mare di nubi. Novembre è il più triste dei mesi se aprile è il più crudele. Non sono arrivata sino ai laghi,  ma ho trovato un altro luogo da esplorare.
Questa poi me l’ha mandata Ennio ed è una botta di ottimismo di cui si sente un gran bisogno per tenersi a galla.

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Ho sposato McGyver

Ho sposato McGyver e non lo sapevo. Quello che mi sveglia la mattina alle 5 (dannazione ) per dirmi che ha trovato il modo di sistemare la cerata che il gatto ha ricamato con le sue zampette. Magari già che c’ era poteva darle la colazione.  Oppure che ha trovato un ingegnoso sistema per calare i ceri nella cappella sempre chiusa della compagna del suo prozio _ quello che gli ha lasciato in eredità un tot di rogne. E lo ha trovato, cosicché quest’anno abbiamo evitato i soliti ridicoli contorcimenti. Chissà se il mio Sbatman, molestatore di vecchiette e studenti riuscirà a sbattere via anche il pedofilo senescente che ancora ci governa.
Per l’ opposizione ci vorrà un intero battaglione di superuomini ho paura ..uno solo non basta.

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Figli del Tanaro

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Eccolo, il Tanaro. Di oggi pomeriggio …

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