Stanote mi sono svegliata credendo che l

Stanote mi sono svegliata credendo che la Moratti avesse vinto . Poi ho capito che era notte fonda.E’ STATO SOLO UN BRUTTO SOGNOOOOO!!!!

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Piove

No, non vado avanti con la pioggia nel pineto, perchè oggi avevo delle intenzioni che sono defunte insieme al temporalone. Non che abbia migliorato granché le cose, in definitiva fa sempre caldo. Continuerà a far caldo sino alla fine degli esami di maturità e poi fine. Succede sempre così.
Così, rewind, anche perchè dopo Monte Sole, zero pecore (sì poi vi spiego anche questo)
la mia prima uscita di primavera senza neve è stata in Val Sessera (anche qui, ci sarebbe da dire sull’utilità dei navigatori – il mio mi ha fatto fare un giro strano e poi come sempre sono tornata a naso e ho fatto prima) Sono passata dalla Bocchetta di Stavello e mi sono lasciata andare ad una passeggiata dolciniana in mezzo ai fiorellini Il panorama era bello, peccato che quando ho cercato sulla mappa che si trova alla bocchetta, tutto ciò che sono riuscita a vedere è stato un lontano bagliore: in fondo a destra, il Badile, lì a sinistra le sorgenti del Reno. Già, del Reno. D’accordo, cazzeggio, ma come si può capire sono un filo depressa…

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Buon vecchio zio Bob, che fa 70 anni pro

Buon vecchio zio Bob, che fa 70 anni proprio oggi, e mai che in un concero abbia cantato due volte la stessa canzone

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Ok oggi ho dedicato il pomeriggio a corr

Ok oggi ho dedicato il pomeriggio a correre e a costruirmi la nuova pagina su sparkpeople.com. Il nostro vecchio buddyslim è stato chiuso,

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Mentre tossivo nel mio letto cambiava il mondo

Stamattina mi sono svegliata sentendomi meglio. Non solo perché dopo la mia bella bronchitaccia primaverile mi sento oggettivamente molto meglio (sono anche stata a casa da scuola) Ma perché, diciamo così, il vento del nord è cambiato (o forse è tornato quello vecchio, ho pensato sentendo l’inviato di radiopop che chiedeva ad una banda di quartiere a Milano – Città Studi per l’esattezza – di suonare Bellaciao e loro, imperterriti e in perfetto stile balkan, giù con Fischia il vento). La mia vicina di casa consigliera forzuta oggi camminava molto rasoterra, e lei è una di quelle che ci credono.
Pensare che avevo deciso di scrivere un po’ di cazzi miei in questo periodo più o meno tranquillo o di riprendere alcune cose vecchie non ancora scritte.
E invece. Intanto che ci facciamo trasportare dall’onda del nuovo che avanza (Fassino…per carità, massimo rispetto, lui è proprio la Torino che mi fa tanto piacere ricordare e amare, quella dove anche i grands bourgeois hanno rispetto per le regole e la vita collettiva e connettiva; da questo punto punto di vista, Marchionne è molto poco torinese, non di passaporto, ma di indole e stile, e se è vero che la globalizzazione ha posto in essere delle regole diverse, anche vero che deve essere il sistema della politica a riappropriarsi del diritto a modificarle, le regole) Tornando al nuovo che avanza, la generazione internet è qui, e spero davvero che faccia la differenza, perché internet non è solo una vetrina da frequentare ogni tanto, ma appunto uno spazio, un”territorio” per dirla in politichese. Radicarsi su internet vuol dire radicarsi sul territorio 8 o meglio su un territorio di tipo diverso: non sto dicendo chissàche, un certo Obama l’ha imparato e messo in pratica molto bene, direi. E questo senza dare giudizi sui grillini. Ci vogliono programmi, idee forti, anzi una sola, l’idea di un altro mondo possibile, in dettaglio: Marx poteva permettersi di descrivere un’utopia senza dare troppi dettagli e credere nella fiducia messianica delle masse, noi che siamo in tempo di crisi e abbiamo già sperimentato la fine delle utopie, vogliamo sapere per che cosa ci impbarchiamo. Io almeno. Oddio, l’unico che aveva fiducia messianica in qualcosa (se stesso) era (è) Berlusconi. E’ durato vent’anni, potere degli anniversari: tra altri vent’anni sarà morto, è nell’ordine naturale delle cose, e magari sarò morta anch’io, e mi auguro caramente di essere in pensione. Ma un altro cambiamento mi piacerebbe vederlo.

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Sette chili in sette giorni

Oggettivamente, qualcuno ci ha rimesso un pezzetto di polmoni, su e giù per il parco storico di Monte Sole (http://www.parcostoricomontesole.it/) . E fortunatamente almeno, ci si era messi le scarpe giuste. Io ho viaggiato con l’ultimo treno, ossia con il gruppetto stroncato dall’erta tra Cerpiano e il cimitero di Casaglia.(che come al Giro d’Italia ha fatto selezione…)
Scherzi a parte,chi è su facebook mi troverà ritratta in orrende foto (ma non siete voi, care a non saperci fare con la macchina fotografica, quantunque…)
Però una visita prima a Marzabotto, al sacrario , che non è molto bello e secondo alcuni dei testimoni non dovrebbe stare lì, ma proprio al cimitero di Casaglia, dove invece c’è la pacifica tomba di Don Giuseppe Dossetti, e poi la parco è un dovere civile. Non forse in piena estate: il clima, ci diceva il figlio del signor Venturi, uno dei partigiani della Stella Rossa, d’estate è soffocante, tale da scoraggiare l’escursionista. Il caldo che ha fatto selezione, ha colpito anche noi. Io poi ho l’abitudine del cane da pastore che sta alla fine del suo non piccolissimo e sgranato gregge e così sono rimasta con quelli che apparivano, ma non erano, suvvia, meno atletici.
Oggi sono semiseria, ma è maggio e con quel c’è da fare, essere semiseria è il minimo.

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Primo Maggio

il lavoro che non c’è
Il lavoro che è un sogno
Il lavoro che canta
Il lavoro che uccide
Il lavoro che appaga
Il lavoro che paga
Il lavoro che è un miraggio
Il lavoro che stanca
Il lavoro che fa amicizia
Il lavoro che fa piangere
Il lavoro che coraggio
Il lavoro che fa sognare le vacanze
Il lavoro che è precario
Il lavoro che non smette
Il lavoro che non arriva a fine mese
Il lavoro che è il Primo Maggio

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Post Pasqua (Snow,sex et tartiflette)

Nessuno, ti giuro nessuno. A Chamonix non c’è nessuno . Che bella la montagna fuori stagione . A Megève, che è come Courmayeur, ma più piccola, ancora meno (gli errori sono courtesy dell’ ordinateur dell’ hotel Morgane e nella tastiera la a è in un posto molto strano). Oggi avvistato soltanto uno sparuto gruppo di giapponesi. Non c’è più neve, i negozi sono chiusi, nei ristoranti ti sorridono,  ci sono persino i saldi (al 20%, esageruma nen) e il parcheggio di Place des Allobroges, quello vicino alla stazione, è diventato asfaltato e a pagamento, i bastardi. Personalmente questo tipo di silenzio mi sembra molto gradevole (gli unici che si fanno sentire sono gli americani, che al di là dei luoghi comuni, sono molto peggio di noi). A parte la dieta che è andata a quel paese, avevo proprio bisogno di una vacanza ( mio marito mugugna, ma si sta divertendo anche lui).

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Kalòs

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E se non è bello questo….

il trampolino di Bergisel

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Un fantastico mondo (è possibile)

Sempre niente montagna e non ho voglia di tornare al mio rewind di cose fatte epperò…Sono andata a vedere Nanni Moretti, a dire il vero non ne avevo tantissima voglia, visto che gli ultimi due erano proprio molli molli. Ma questo… un capolavoro. Classico, nel linguaggio, quasi felliniano nell’assunto, recitato benissimo (e se non danno un premio a Cannes a Michel Piccoli sono una manica di bastardi), con una enorme carica di umanità e bellezza. Lo stesso Moretti è meno invasivo con la sua presenza del solito (la partita di pallavolo è veramente da antologia, tanto cinematografica quanto metaforica);  posso dire che ha realizzato il suo film più bello in assoluto, una specie di ideale continuazione di La messa è finita – quanti anni sono passati, già – ma più pacificata, più se posso dire umana. Un bel regalo per noi cinefili (sono uscita dal cinema un quarto d’ora fa), specie in questo natio Mandrognistan dove oltre a non accadere nulla, quel che accade è triste e volgare. Appunto, sembra un’altra Italia possibile, quella che ti  fa ricordare che a dispetto del nostro velleitario individualismo tra noi albergano ancora delle persone di  talento.

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