L’estate più strana del mondo

Magari io esagero e anzi sicuramente esagero un po’, ma un luglio così freddo non me lo ricordo proprio, e le mie previsioni di avventure sono andate a carte quarantotto – anche perchè mi sono messa in testa di darmi ai restauri e questo si sta rivelando non solo un lavoraccio faticosissimo con mio marito che dirige e il gatto che guarda, ma soprattutto foriero di rogne, non volute e non cercate, ma rogne. (macchie di vernice…) Così in questo luglio sono uscita volte due e una delle due volte ho preso acqua qui e là. Volevo tornare al lago di Villa, che è una bella riserva naturale, ma una volta parcheggiata la macchina – che era ancora quella del carrozziere – è venuto giù il finimondo. Mi sono spostata allora nella valle di Champorcher, pensando che lì magari era già piovuto . Infatti… però l’umidità si tagliava letteralmente con il coltello. Anche agli orridi di Ruatz sopra Pontboset. Morale: ho rischiato di portarmi a casa un gatto che forse, anzi sicuramente, apparteneva a qualcuno.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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