BUON NATALE

Carissimi, non ci sentiremo per un po’, temo. La sera di Natale sono stata aggredita e rapinata e mi hanno fratturato la spalla destra.. Sarà lunga e dura , sperando che la frattura resti composta, se no sarà più lunga e più dura. Quando avrò le idee più chiare scriverò (con la sinistra) qualcosa di più serio, magari sulla decadenza di questa città e sul fatto che tante parole sbandierate non hanno nemmeno affrontata la questione della sicurezza. In queste circostanze ovviamente vedi quali sono le persone migliori, come mio marito, il mio nipotone e la mia amica Laura che ha passato la sera di Natale con noi al pronto soccorso. E trascorrere una mattinata in Questura dà un’interessante visione del mondo.. . Baci a tutti e buon anno.

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Merry Christmas, Alessandria.

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Fatto : due presepi, tre alberi di Natale ( due da Francesco a prova di gatta , uno in corso Borsalino ), addobbi, auguri, e – mail, spesona,  pagato tutte le bollette,  rimasta senza un centesimo, fatto tutti i regali, consegnati tutti tranne due, fatto telefonata, me ne resta ancora una. Devo ancora comperare il cibo per la picci, ma non credo che lì ci sarà la folla stroboscopica del resto della città
E anche l’ insalata russa perché non sarebbe Natale senza l’insalata russa. Speriamo che da Adamo non ci non ci sia tutto il mondo. 
Detto questo. Buon Natale. A chi andrà a casa e a chi andrà a Cortina ( ma un po ‘ meno), ai ferrovieri sulla torre e agli immigrati su un barcone,  a nonno Napo e a chi pensava di andare in pensione, a Bersani che non si sa mai che diventi un po’ più cattivo, a Berlusconi perché magari gli nasca una coscienza ( se non si spera nei miracoli adesso …), a chi farà in buon Natale e a chi ne farà uno pessimo ( e ne conosco ).
Ai bambini grandi e piccini. A chi è religioso come mia cugina e a chi come me non lo è, agli amici reali e a quelli virtuali, a chi mi ama (speriamo ) e a chi mi odia ( speriamo di no ) ai miei micioni e anche al mio nipotone che malgré lui sarà il bastone della nostra vecchiaia. E anche alla vecchiaia sperando di arrivarci.

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L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale (segue)

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Così per cominciare: questa mattina, nella biblioteca del Plana si sono riuniti i membri dell ‘ Associazione Amici del Plana, una specie di società segreta di membri dell ‘establishment ex alunni del Plana. In teoria dovrei farne parte essendo una ex alunna, ma a) non sono abbastanza establishment e b) ma neanche campassi mill’ anni. I riuniscono a porte chiuse, si strafocano di pasticcini, in orario di lavoro dei più, perché affittare la stessa saletta a scuola chiusa gli costerebbe dei soldi e almeno finanziassero l’ Istituto anziché far della nostalgia. Invece niente. Peggio: almeno avessero la buona creanza di far partecipare gli insegnanti o gli alunni, che in fin dei conti sono il Plana vivo. Magari tirando qualche focaccina mezza masticata come il ricco epulone con il povero Lazzaro. Poi ci lamentiamo dei ragazzi : ma , figli della volgarità dei genitori, sono in genere meglio di loro. Possibile che questa città non sappia fare di meglio che avere un giornale o sedicente tale, che sposa senza esitare qualsiasi forza politica arrivi a Palazzo Rosso…( ricordo che alla prima vittoria della Lega saltò sul carro della vincitrice dal lunedì al mercoledì, quando ancora inneggiava ai socialisti nel numero del sabato. ) Possibile che siamo riusciti a produrre una delle peggiori classi dirigenti locali …e pure in odore di ndrine. Smettiamola di prenderci in giro da soli. Non solo io trovo questa città triste e mezza morta _ e infatti i pezzi grossi del teatro li hanno prosciolti … Intanto è Natale e noi navighiamo sul nulla. Intanto un sondaggio : quanto sono brutte le decorazioni natalizie di piazza Genova : tantissimo, molto, in fin dei conti non sono così male? Lo so, pure la foto è brutta, ma è come l ‘ immagine sui pacchetti di surgelati, solo un suggerimento.

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L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale

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Oggi dopo aver parlato con una sessantina di genitori – ovviamente sono venuti quelli dal 7 in su, quindi una cosa perfettamente inutile, considerato che non sai veramente cosa dir loro- ho deciso di fare un giro in centro, giusto per vedere quanti negozi sono scomparsi dall’ultima volta.  Altro che atmosfera natalizia…tristissimo. Sarà anche colpa della consueta depressione natalizia di mio marito, ma vagare per il centro mi ha dato veramente il colpo di grazia (vedi le tristi renne di piazza Libertà ). Dopo tre canzoni natalizie stasera al concerto della Banca ero pronta a tirare una bomba

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Ora d’aria

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Sono scappata, finalmente. Ero ormai con il fiato corto. Non solo per il pezzo di vita che mi è stato scippato ma per la mancanza d’aria e di futuro che aleggia sul Mandrognistan natio. Così venerdì mi sono presa la mia giornata libera.  Non così tanto lunga come pensavo, ma molto più soddisfacente dell’ ultima a Estoul. Sono andata in Valsesia e volevo andare in Formazza.  E ho fatto bene in ogni caso.  Intanto perché ho scoperto che la fata del.dentino esiste ancora : e porta regali ai bambini (venti euro a dentino ). L’ ho sentito a Riva Valdobbia mentre parcheggiavo l’auto.  Di questo passo i bambini crederanno anche a Babbo Natale … In secondo luogo ho camminato lungo la via d’Aosta nella val Vignale. Anche se non c’ era ancora neve il tempo era freddo e terso e in mezzo alle foglie si andava benissimo. Sono andata verso l’ ospizio Sottile lungo la via di comunicazione con la valle d’Aosta e lungo una serie infinita di cappelle.  E’ vero,  da Riva si vede il miglior panorama sul Monte Rosa,  che da Alagna è quasi invisibile. Il paese anche con poca gente aveva una bella atmosfera festosa e tante tipiche case Walser. Insomma un pomeriggio sereno come non ne.avevo da molto tempo.

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2027

Ricordo una canzone di Caterina Caselli di tanti anni fa, in cui si diceva più o meno che nel 2023 i suoi occhi sarebbero stati stanchi (insomma vicini alla morte). Ricordo che mi faceva paura. Proprio perché mi faceva pensare alla morte. Adesso ho più o meno la certezza che nel 2023 i miei occhi saranno altrettanto stanchi come quello della canzone, ma io sarò ancora in cattedra e mi converrà essere bene in salute, perché di pensione sino a 67 anni non se ne parlerà.  E ora che ero riuscita a convincere mio marito a finire le nostre estati in montagna a goderci una ben meritata pensione.  Peccato che per il nuovo governo equo voglia dire equus mica equità (e pure da tiro, il cavallo). Cerco di non farmi venire mal di fegato pensandoci (ma poi viene da solo, il mal di fegato al pensiero che quel branco di bastardi che mai nemmeno ho pensato di votare mi hanno rubato un pezzo di vita ). E non sono nemmeno le tasse a darmi fastidio, dato che mamma Pantalona le ha sempre pagate essendo nell’impossibilita ‘ di evadere il fisco. No. I soldi come diceva Barbra Streisand in Hallo Dolly,  devono circolare altrimenti sono solo letame.  No no è la vita,  il furto della vita mia. (e di quella degli altri, via, loro ai loro figli ci hanno già pensato ma io – noi ai giovani cosa diciamo . Lavora che così mi paghi la pensione?  Avevo detto che non volevo farmi venir mal di fegato?  Ok mi sbagliavo. Si capisce, vero?, che in pensione ci andrò nel 2027, se ci arrivo

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Sull’ orlo del baratro

Questo ovviamente per non pensare che siamo sull’orlo del baratro e ci stiamo danzando allegramente sopra.
Quanti di noi oggi hanno fatto le solite cose…

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Amicizia

Non è facile sfidare la nebbiona di questi giorni (chissà perché solo agli Orti) . Però questo si può fare per un amico.   E così siamo andati ad Asti.  Inutile, la piemontesità di Asti mi ha lsempre affascinato e l’ultima domenica del mese cl sono anche le bancarelle … Ci sono gli amici, c’ è il calore,  c’ è il cibo (d’ accordo il nostro dietologo non sarà contento e io mi sento una palla già adesso però ..) Il nostro amico che non c’è più… la sua ultima estate l’ abbiamo passata a fare progetti per quando saremmo andati in pensione (allora pareva una prospettiva possibile e realizzabile). Questa è la cosa più terribile

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duecento anni fa

quando all’agip di porta marengo mangiavi lo stracotto d’asino e non gli hamburger.
quando portavi papà e mamma a comperare i vestiti nello stesso posto
(giovannacci)
e i regali da beltrami in corso roma.
e otello ti dava borse di plastica indistruttibili, che sono sopravvissute sino ad ora dimostrando di essere  così assolutamente non riciclabili
C’erano ancora i filobus assolutamente ecologici.
C’era la calda e spessa nebbia.   Che c’è ancora ma allora non avevo così voglia di poltrire sotto le coperte

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Chi mi paga un miracolo?

Ho bisogno davvero di un viaggetto a lourdes.
venerdì ho cominciato ad avere un vago fastidio alla mascella, lunedì il dentista si dichiarava impotente a dare una spiegazione al fenomeno, martedì mi sono svegliata con dolori lancinanti che almeno mi hanno dato la conferma che proprio di dente si trattava. Sono corsa dal dentista. E passi, al conto penserò poi.
Giovedì avevo un tavolo tecnico in Provincia (nome pomposo per indicare molte buone idee e scarsa fattibilità) e mentre stavo uscendo sono venuti i tecnici di Restiani a caricare i termosifoni. Ho lasciato mio marito a vedersela con loro. Poi telefona disperato che la gatta e’ scomparsa.
Ho finito la riunione e poi sono tornata a casa a due la caccia alla piccola stronza. Che e’ comparsa senza fretta quando ormai mio marito era sull’ orlo di una crisi isterica. Nata davvero stronza. Un aspetto positivo: se dovessimo divorziare (mio marito dice sempre che si merita qualcuna di meglio) otterro’ senza difficoltà la custodia della bestia: in due giorni mio marito avrebbe un infarto.

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