Mah


(Mario Barito è un fotografo di montagna bravissimo, soprattutto nei ritratti di animali. Questa volpe viene spesso al suo capanno di osservazione)

Io in casa ho questa


Che ha cominciato a fare yoga rubandomi il tappetino. 

Ho ricominciato a camminare facendo un giretto per le colline tortonesi con la mia amica Luisa e il suo cane. Uno dei giorni in cui sembrava che primavera ed estate fossero arrivate tutte e due tutte insieme. Con il vento caldo, il sole a picco e le Alpi dal Monviso al Pizzo Badile davanti a noi. Da Casalnoceto siamo andati al santuario della Fogliata, un luogo caro agli orionini, una bella passeggiata in crinale di collina, con tutto il verde delle colline e oltre. Un luogo, in effetti, di rara pace. Non fosse che Tobia, che da buon segugio va tenuto al guinzaglio se no parte dietro a qualche traccia e poi la padrona passa qualche ora snervante ad aspettare che con tutto comodo torni, non va sempre d’accordo con i suoi simili e abbiamo fatto uno slalom per evitare incontri “sgraditi “…

Però camminare con Luisa è una festa, solo forse perché è un piacere raro…

( grazie a Mario Barito, ovviamente, e molta invidia)

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Stambecchi in primo piano

Messi lì belli in posa, sguardo fiero in macchina. Marmotte che si sbaciucchiano in prati ancora pieni di neve (Ceresole Reale). Scoiattoli bagnati ( di pioggia). Sempre stambecchi, a pacchi, in Val Soana. Caprioli dappertutto. Selfie con Everest (Hervé Barmasse). Selfie con Lhotse parete sud, che sembra un po’ la Chandelle alta dieci volte tanto (sempre Barmasse). Già la sud del Lhotse è abbastanza impressionante, senza neve anche di più. Provare per credere: sul sito ufficiale degli 8000 , La pagina del Lhotse, c’è una vecchia immagine della parete con una carrettata di neve. Selfie con campo base del Makalu. ( Marco Confortola) Selfie con Nives Meroi e Romeo Benet, che senza dir nulla a nessuno ( cioè senza internet satellitare e racconto in diretta)arrivano in vetta al Makalu medesimo mentre gli altri stanno ancora ad acclimatarsi al campo base, senza campi alti, portatori ecc. Andata, ritorno, ora che scrivo saranno tornati alla base, e tanti saluti. E qui  nulla da dire: chapeau. Campo base dell’Everest e questione dell’alpinismo sostenibile (leggi: cosa fare della popò) su montagna.tv . Panorama dalla vetta dell’Everest medesimo di Kenton Cool ( commento suo, si stava bene senza guanti; commento mio, non è per niente bello, se a quasi novemila metri tu puoi stare senza guanti e noi al livello del mare abbiamo rimesso il piumone al letto.Non va bene )

Tutto questo in diversi gruppi e profili che seguo su facebook. Io sto a casa. E almeno mi allenassi.


Questo è il Museo Cervi. Sempre sotto il livello del mare. 

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Partigiano reggiano (quello vero)

Intanto dovete accontentarvi del manifestone dell’ Anpi…

Poi quel che temevo si è avverato. Quest’anno niente garofani agli ex partigiani. Sono andata a Masio, nel tardo pomeriggio e zero fiori se non la corona di alloro al monumento dei caduti. Nuova di zecca. Ho fatto un giro di controllo, ma non ricordo tutti i nomi, solo altri quattro oltre mio padre, e niente per nessuno ( e sto parlando di tre garofanini ciascuno, non chissà quale spesa ) . Ho un anno di tempo per recuperarli, e poi questi dannati fiori vado io a metterli, come faceva il povero Perfuno, che ha avuto i fratelli morti a Mauthausen. Io ho dato una pulita alla cappella, e poi visto che non c’era nessuno in giro, e sfidando il ridicolo interiore, ho cantato “Bella ciao” ai miei defunti, compreso il vecchio prozio, che se non era un repubblichino, era di certo un simpatizzante.


Secondo, non so se avete sentito la canzone di Zucchero, Partigiano reggiano…non vi metto il link, perché penso sia in effetti un po’ ridicola – e voglio essere buona.  Il mio  25 aprile l’ho fatto non tanto a portare i miei alunni in sala Ferrero appena riaperta a vedere lo spettacolo di Alloisio , e a morire di freddo, ma a Gattatico al museo dei sette fratelli Cervi.

Una visita che consiglio, in un’ora e mezza si arriva ed è ad un passo dal casello Terre di Canossa sulla A1. Nei week end è aperto mattina e pomeriggio. Il museo é interessante, si trova nella csa dei Cervi, che il vecchio Alcide alla sua morte lasciò alla provincia. Si vedono le stanze padronali, la cucina, le stalle, gli attrezzi e il trattore, un video interattivo, poi noi al pomeriggio abbiamo avuto un incontro con un vero partigiano reggiano, un arzillo novantenne, che ci ha raccontato la fatica di essere un partigiano di pianura , dove non potevi nasconderti da nessuna parte. Siccome casa Cervi si trova in un campo in mezzo al nulla, la cosa rendeva proprio bene l’idea.  I miei ragazzi, lo dico davvero, sono stati super.

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In montagna

Prima del mare, sono riuscita a portare il mio martirio in montagna tre giorni tre dopo Pasqua. 

  
Vi invito a scoprire dove…beh in realtà non è molto difficile. Dopo infinite discussioni, il problema principale si è spostato dallo stato del meteo ( incerto) a quello ben più importante del suo ginocchio e del suo fiato ( incerti anche loro) Comunque, posto che fare escursioni insalita non se ne parla e non se ne parlerà più ( perché prima, infatti…), al mio martirio manca in po’ di fiducia in se stesso e nel suo gginocchio – con 2 gg- ha così paura di stancarsi che si stanca. Poi se non ci pensa, va a colpi di 100 metri per volta. Comunque, a forza di andare avanti e indietro per le ragioni più svariate, ho inanellato il chilometraggio di un’escursione di media lunghezza mentre lui dormiva, prendeva il caffé o si arrabbiava su un paracarro per il suo rifiuto di considerare i sensi unici. Fortunatamente, lunedì pomeriggio era bello, martedì decente, mercoledì sette soli e pranzo in maglietta. Anche se la nostra trattoria diCampagna ci ha dato buca martedì a pranzo ( colpa mia) , abbiamo trovato a Morgex una trattoria piena di gente del posto alquanto allegra dove abbiamo mangiato cervo in umido più che decente e il padrone ci ha offerto una poderosa grappa fatta in casa, la stessa che teneva allegri gli astanti, immagino. Simpaticissimo e di sicuro non valdostano. La sera abbiamo cenato a lume di candela alla Moraine a due passi dal nostro solito hotel, dove il cibo era strepitoso, il vino anche e il conto stratosferico. Questo comunque ha riconciliato il mio martirio con la Francia e i francesi. E poi essere in giro fuori stagione vacanza ha un fascino particolare. Ah, il nipotone che invece lavorava è venuto a vedere il gatto.

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Al mare

 Ho un arretrato di storie e poco tempo ( che novità) e così comincio da ieri. Sono andata al mare. 

 
( sì, il selfie storto mi mancava, ma con le foto l’app. di WordPress funziona sempre meno).  Volevo respirare aria di primavera, vedere fiori di primavera , tirare il fiato dopo una settimana passata al chiuso nei prati color ospedale in disuso che è la mia scuola) . Così, approfittando del fatto che anche il mio martirio doveva stare al chiuso, ho lavato il piumone invernale, ho pulito ben bene la cucina, e sono uscita, approfittando del fatto che il piumone al sole si sarebbe asciugato da solo (pun!) a dispetto delle applicazioni meteo che mi stavano segnalando grandine (grandine!!) sulla città.

Comunque ho avuto il sole , i fiori, specie il bellissimo glicine, che qui un pò mi manca, ho avuto anche brutte sorprese e problemi e preoccupazioni che evidentemente non si fanno dimenticare nemmeno per un’ora, e pensieri sempre più malinconici sul tempo che passa. Ad Arenzano tutto era come al solito, cani bambini pensionati sulla passeggiata, pochi di tutti in verità . E gente che faceva il bagno approfittando della giornata tiepidina. Mi sono messa ad ascoltare i loro discorsi: erano inglesi, biondi bianchicci inglesi che perchè si trovavano in Italia erano vestiti come noi a luglio pieno. 

Ho camminato un’ora con il mio piede che protestava poco, ho comperato il polpettone e poi perché ero triste anche una borsa da Zoe’s. Che ha borse belle, robustissime, artigianali, di pelle o tela. Ma non ero in vena di comprare sandali, non sono mica inglese .

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A gentile richiesta

Mi è stato chiesto come mai non avevo più aggiornato la pagina sul Mandrognistan e quindi ecco.

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Non ho paura di volare

Il titolo basta, per fermare il mio stato d’animo in questi giorni.  In ogni caso, ritengo sia mio compito continuare a fare quello che faccio, non solo perché mi piace e mi diverto, ma anche perché, sebbene molti lo ritengano futile, anche sfidare l’inutile fa parte della nostra libertà . E a proposito di conquistare l’inutile, sabato sera da Fabio Fazio si è parlato di montagna, e siccome è una rarità , sono riuscita a guardarlo mentre il mio martirio fortunatamente faceva altro. 

Se non lo avete visto  ,    http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-286b970b-ffe9-49e2-8304-02f67b647652.html?iframe  (boh, stasera il programma fa i capricci, comunque basta cercare su Rai.tv la puntata del 19 marzo.

Con Moro c’erano Peter Fill e Federico Pellegrino, che , non dimentichiamoci, hanno vinto coppe di specialità dopo milioni di anni e direi quasi nell’indifferenza generale. Il terzetto era discretamente gasato, ed è comprensibile: si può fare la storia in molti modi , anche  con imprese fisiche al di là dell’umano . Come saranno 55* sotto zero “percepiti”? Con i quali non devo solo scalare, ma lavarti vestirti fare pipì mangiare. Moro è stato bravo a spigare come funziona l’alta quota, quando il sangue praticamente diventa spesso come miele. E le sue ultime parole, che vi raccomando di ascoltare , sono , se vogliamo , le ragioni per cui si va in montagna. Moro, pur non essendo un animale da televisione, era decisamente più a suo agio dei due atleti ( però lo zio cantante valeva l’attesa…), e soprattutto non ha dimenticato la sua compagna di cordata Tamara Lunger. Invitare anche lei, Fazio, no?

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Errata

Ho scritto l’articolo di ieri sulla base di varie fonti televisive e online, ma stamattina ad una più approfondita lettura, devo fare qualche precisazione in più. Sono sei le persone rimaste sotto la valanga in valle Aurina, una è rimasta ferita ed altre per fortuna ne sono uscite da sole. Il pericolo di distacco era segnalato come 2, quindi in teoria ben al di sotto della soglia di pericolo, ma con temperature in aumento probabilmente la situazione era più fluida e il vento che ieri soffiava su quella parte del l’arco alpino può avere movimentato la neve. Non cambia l’assunto. Con un inverno come quello che sta passando, senza essere mai veramente arrivato, molte cose date per scontate devono essere assunte cum grano salis. Per la nostra ed altrui sicurezza. L’unica volta che quest’anno ho messo i piedi in neve, era talmente marcia che ho preferito tornare indietro,  perché ero su terreno sconosciuto, anche se in basso. (Non ne ho ancora parlato). Quindi boh, state attenti là fuori.

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Attenzione

Mentre continua l’ecatombe artistico musicale di quest’anno già particolarmente sfortunato, la notizia di oggi, anzi le notizie di oggi, sono  i seimila mi piace alla pagina Facebook del comune di Carcoforo, e la valanga in valle Aurina. Nel primo caso, mi fa particolarmente piacere . A me la Val Sermenza piace molto, piaceva molto anche a mamma, e Carcoforo eRima sono due magnifici paesini. Se hai bisogno di pace e tranquillità quello è il posto giusto. Anni fa c’erano sette o otto residenti fissi e il sindaco nemmeno stava in paese, adesso gli abitanti sono una quarantina, dieci dei quali sono bambini, e molti giovani sono tornati all’ombra del monte Tagliaferro per riprendere le attività di famiglia. È da un po’ che non riesco ad andarci ma chissà ( fascite permettendo – sì la maledetta è tornata).

In valle Aurina sono morte sette persone per una valanga staccatasi sotto la vedretta di Ries. I travolti non sono i soliti pirla venuti ad ogni costo dalla città, ma scialpinisti per lo più altoatesini. Ora , che mi vengano a dire che non avevano letto il bollettino della neve mi sembra strano. Ormai il pericolo valanghe è indicato anche nella più sgrausa  delle applicazioni meteo. Fare una gita del genere con un livello di allerta tre o quattro è un’idiozia bella e buona anche se hai la pala l’arva e l’air bag. Arrivare in tre o quattro gruppetti sulla medesima cresta può anche essere una fatalità, ma la verità purtroppo è che non dovevano essere lì.

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Buon Natale 

Sta nevicando e tuonando …

  

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