Ferra…

A tutti i miei fedeli lettori, che devo ringraziare più spesso, perché sono la ragione per cui scrivo, buon Ferragosto, comunque decidiate di trascorrerlo ( anche a mollo nella vasca da bagno con un buon libro)


Achensee

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#inmontagnaadognicosto

Mentre alpinisti cascano un po’ ovunque e la ferita del mio martirio si è finalmente rimarginata, io sono qui a fare una tarda colazione sola perché lui si è svegliato alle sette e adesso è tornato a dormire. Quando ieri abbiamo scavalcato il Brennero deserto mi sono sentita a casa. Lui si è sentito malinconico. 

Poi gli è passata. Devo dire che Norbert del Fischerheusel ci ha messo del suo ( simpatia, paraculaggine, quel che volete). Così, dopo una giornata decisamente freddina, in termini di temperatura, oggi che è caldo e ci sono tutti i soli e io ho già incontrato tre spose, si va in montagna- che è quel che in teoria dovremmo fare.


Prosit

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Pulp Micion 


Dunque, dicevamo la sfiga? Dopo uno stancante week end di lavori domestici e un ancora più stancante lunedì ravvivato solo dalla moussaka del Grande Longo, oggi dovevamo andare in palestra ed eravamo pronti e vestiti e improvvisamente il mio martirio mi grida, ma questo è sangue…Corro e il mio martirio ha i piedi in una pozza di sangue; guardo meglio evedo il sangue che sprizza da un forellino sulla caviglia. Oddio il gatto, penso, che ha la malnata abitudine  di saltare intorno alle nostre caviglie e morderle (e infatti io vado in giro con gonne lunghe e pantaloni per nascondere i graffioni) e forse a graffiare nel posto sbagliato. Comunque cerco di tamponare il sangue come posso e mettere giornali sul pavimento per arginare il lago di sangue: una scena degna del peggior Tarantino e chiamo il 118 ( sì ho fatto tre cose insieme, poi si dice il multitasking). Arriva un’ambulanza, Francesco viene medicato, il giovane paramedico consiglia un viaggetto al Pronto soccorso per verificare che non ci vogliano dei punti, e partiamo. Io chiudo i gatti nella stanza in fondo. Giù in piazza Genova, un vecchietto con cane si sente male. E i due paramedici ovviamente hanno dovuto fermarsi ad aiutarlo. Attesa. Poi siamo andati al Pronto soccorso, Francesco ha fatto il triage, gli hanno confermato che ci voleva una medicazione e qualche punto: nel frattempo sono arrivati due infartuati, una signora con una sospetta frattura al femore, una vittima di incidente stradale , più tutti i codici verdi che aspettavano da stamattina. Ma non il vecchietto di Piazza Genova, che in ospedale che non ci voleva venire. Abbiamo fatto nottata. E poi mi è toccato pulire il sangue coagulato, una goduria. La belva l’ho trovata come la vedete nella foto. 

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In ritardo 

E invece no. Due colpi di tuono e una sudata di un’ora per andare al Sacro Monte di Orta. Il ginocchio ha tenuto e pure la schiena con apposito supporto. E stasera piove. Ma è solo perché io e Luisa siamo andate via due volte in una estate. Negli ultimi anni, mai successo. 

Ah, per il sacro Monte, dalla Piazza Centrale di Orta, si sale ripidamente verso la chiesa Parrocchiale e una volta arrivati alla facciata si svolta a destra, si sale al cimitero e oltre e si prosegue nel bosco sino alle cappelle. Vista lago, belle ville, aperitivo buono al Pan Vino sulla piazza al Ritorno 

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So che ne sentivate la mancanza


So che ne sentivate la mancanza, e puntualmente eccola, la sfiga. E quest’anno, a parte il caldo, ci siamo sbizzarriti. Problemi di salute (altrui). Gatti da controllare.  Infiltrazioni d’acqua dal vicino in una stanza in cui non  c’è nemmeno la ciotola dell’acqua dei gatti. È lo stesso vicino che voleva in passato farci pagare come tinteggiatura del bagno un intero appartamento. Per chiamarlo con il suo nome, un ladro. Altre infiltrazioni nel solito bagno. Ma è un tubo portante e pagherà l’assicurazione. Il martirio che soffre di sindrome dell’abbandono e non posso dargli i fiori di Bach perché non ci crede. Ho fracassato l’iPhone. Sono arrivate bollette stratosferiche. Sono andata in montagna e ho preso di tutto. Oggi sono sul lago d’Orta con Luisa e sta per venir giù di tutto.

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Meugliano 1e2

 
( foto courtesy Irene Martini)

Quando c’è un luogo che ti è caro, fallo conoscere. Così a Meugliano, la patria dei rospi, ho portato Irene e Micheal, che è rimasto molto impressionato dalla Serra d’Ivrea e dalla sua forma. Oggettivamente, in Scozia un fenomeno simile non si trova. Spiegargli l’origine del ghiacciaio Balteo e della sua morena non è stato facilissimo, data la mia quasi assoluta ignoranza in scienze naturali6thb – se vengono fuori sciocchezze è perchè qualcuno passa costantemente sulla tastiera, e non c’è verso. I bambini a quest’ora dovrebbero dormire. Ma come tutti i bambini il nostro nuovo figlio rosato dorme a ore strane, e di solito non quando dovrebbe. Il giorno di Micheal e Irene c’era quella calma assoluta che è la ragione principale per cui vado a Meugliano. Il sabato successivo ci sono tornata con Luisa e Tobia, e Tobia è come il nostro Rosino. Non sta mai fermo. In più al ristorante c’era un matrimonio, di romeni o moldavi direi, a giudicare dagli accenti. Tutti molto felici, e per fortuna, ma certo niente calma assoluta, non fosse altro per la musica della festa. Quando Tobia si è calmato (cioè ha annusato tutto l’annusabile che c’era a portata di guinzaglio) si è piazzato lui all’ombra noi al sole – ed è venuto fuori il solito orrendo selfie, e dall’altra parte del lago siamo stati tranquilli lo stesso.

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Miscellanea

Mentre io sto lavorando e leccandomi le ferite (una volta potevo ben dire che fossero giochi sadomaso, adesso di sadomaso c’è solo la mia infelice idea di prendere un altro gatto) e tutto intorno a me si sentono gli scricchiolii del mio mondo che sta franando – quello mio personale, ovviamente , il resto del mondo va a rotoli senza il mio aiuto – il mondo della montagna si muove, non allo stesso ritmo del calcio, ma si muove. Personalmente sono una gramde fan di Nives Meroi, e il ritorno sul Makalu con il marito è una di quelle cose che fanno bene al cuore , oggi poi che è la giornata del bacio ( senza stupidaggini proprio non sappiamo stare). Amore e montagna, una coppia che per me purtroppo è nata scoppiata , specie ora che sto a mezzo tra un invalido  con una gamba sola e un indemoniato a quattro zampe rosa.

In ogni caso, preparate l’ombrello. Sabato sono di libera uscita.

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Bye bye

Bye bye love, bye bye happiness, hallo loneliness, I think I’m gonna die #ItaliaGermania ( da A chorus line)

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Fut fut gr gr

Potrei dire che le cose vanno meglio. Che dormono insieme beati. Quasi. Ho capito che c’è una sorta di distanza di sicurezza: se il piccolo la supera, parte la sberla. Del resto, se voi foste lì a ronficchire nella calura e un bambino venisse a disturbarvi continuamente, non vi verrebbe voglia…? A me con molti cuccioli d’uomo la voglia viene , e prima ancora ai genitori. Ma non si può. Lei che però è gatta , può. E fa bene, Cino può essere davvero una piattola, quando vuole. Cioè sempre.

Così la scorsa settimana, ho messo al sicuro gatti e umano e  sono andata in montagna, a godermi una ben meritata solitudine. Mia cugina mi ha parlato della val di Rhêmes, dove strano a dirsi non sono mai stata. ( son già dieci giorni, in realtà, ma faccio finta di non crederci). Vale davvero la pena. Non essendoci mai stata, ho fatto un giro esplorativo. Ho scoperto il piccolo villaggio di Pellaud con il suo laghetto e il percorso etnografico, la piana diThunel, piena di marmotte, due si baciavano , due si prendevano a sberle. La prossima volta, vado lì direttamente e prendo per il rifugio Benevolo, è dato a un’ora e mezza, ma anche due ci può stare. La gamba, con adeguato supporto non pesa sulla schiena…

il Grand Combin dal fondo della val di Rhêmes

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Cari…


Lui è la ragione della mia “scomparsa” – in realtà come sempre ce ne sono molte altre, la prima delle quali è stato un furto ( tentato furto, dicono le autorità) nella mia vecchia casa, quella di mia madre. Uno strano furto: non hanno forzato la porta, non hanno portato via nulla – nessuno ruba lenzuola e libri- hanno “solo” buttato tutto all’aria, e forzato una porta interna chiusa, e la portafinestra del terrazzo ( che si apre con una spinta, peraltro). A voler fare lo Sherlock Holmes, uno si può fare tante domande: quanto tempo l’alloggio è  stato “tenuto d’occhio” , nessuno si è accorto di niente, come sono passati dal terrazzino , cosa che io non farei per nessuna ragione , ma è facilissimo, si sono procurati una chiave del terrazzino medesimo?  Potrei dire che mi è andata bene. I danni sono minimi, nulla è stato portato via, neanche quelle due cose che in effetti avevano valore: obiettivi della mia Canon analogica, e l’orologio d’argento del nonno che è partito per la cassetta di sicurezza della banca. Ma… Vedere tutto sottosopra spaventa, lascia sconcertati, senza fiato, ansiosi, privi di difesa. Giova notare che sono ancora una celebrità, la scippata di Natale: allora e adesso non credo succederà granché. A meno di non essere il sindaco, il prefetto, il figlio del prefetto. 

Piccolo micio è arrivato da due settimane e nonostante bacini crocchini feliway vieni qui che ti faccio annusare il nuovo venuto, la ” vecchia” gatta ancora non lo accetta, ringhia e soffia, al punto che ha perso la voce. Non lo attacca, a parte qualche tentativo di zampata, ma felice non è. E riempie me di zampate, che ho portato a casa l’intruso, e ha ragione, com’è ovvio . 

Mi vedo una bella estate in arrivo…

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