De senectute

Tutto oggi mi rammenta la parte finale della vita,  persino un abitualmente insipido telefilm. Forse la morte di Bonatti o le considerazioni di Bobbio che ho riletto di recente mi hanno riportato a qualcosa cui cerco di non pensare spesso, cioè il mio proprio decadimento. Riesco meglio ad accettare di non essere più quella che ero, magari a giorni alterni, ma mi riesce molto più difficile accettare che le persone che conosco, non necessariamente amici o persone care,  perdano a poco a poco la loro identità e la consapevolezza di quello che erano.  Non sono più loro. E temo il momento in cui anche io non sarò più io. Cosa che per la verità da un annetto a questa parte talvolta mi accade. Certo ho conosciuto uomini e donne che mantenevano intatto il loro pensiero anche quando il corpo si indeboliva _Bobbio era uno di questi. Ma talvolta ho l’ impressione che a fronte di tanti progressi in ogni campo andiamo incontro ad una accentuata fragilità.  E non ho nemmeno parlato della ossessione generale per la conservazione del proprio aspetto fisico. Però … ottantenni in montagna ne vedo, ne ho viste anche venerdì.  Cerchero’ di essere ottimista.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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