Conclusioni (doppie)

Le immagini di ieri si commentano da sole, temo (io ho seguito tutto su twitter e su radiopopolare – massimo rispetto alla gente che è andata a manifestare, non ai black block, s’intende – sarà che io ho già un’età, però in quei gruppi lì mi sembra che entrino anche tanti provocatori…Dagli anni Settanta non s’è imparato niente, e questo è triste, anche perché sono certa che Berlusconi gongola. Chiuso)
Le immagini di Roma,dicevo, si commentano da sole, siamo sulla bocca di tutti come al solito, e se non ci mancava altro ho avuto la riprova del vecchio adagio che chi nasce incendiario poi muore pompiere (nel senso che figlio di ex incendiario non ha avuto il permesso di andare alla manifestazione…meglio non fare nomi se no si provoca crisi in famiglia, non si sa mai) Nota per eventuali studenti in lettura: capita. Anzi è la norma. Non dite che no a me non capiterà – io che lo posso dire avendo già un’età eccetera, ci vuole molta forza di carattere coerenza e capacità di adattare i propri ideali alla vita che cambia senza snaturarli. Adattare, non accettare qualsiasi compromesso: pensate a cosa sono diventati i socialisti e i radicali (per non parlare dei liberali ) e avrete un ottimo esempio da NON seguire. Quanto a me, non lo so. Da giovane ero molto più conservatrice (un coniglio con le trecce, praticamente) poi sono peggiorata crescendo: d’altra parte certi rivoluzionari di quand’ero al liceo adesso girano in suv. Deprimenti conclusioni… ma ho ancora una mezza influenzina, mi cascano i denti come agli asini e di andare in montagna non se ne parla perchè i due unici giorni liberi che ho me li passo in analisi (e come si sa le crisi di astinenza sono toste.)

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Avrei voluto ma…

Avrei voluto andare da qualche parte, ieri, ma mi sentivo la testa come un pallone. Con un vago senso di sonnolenza (poi alla sera ho litigato con mio marito e mi è passata ). Oggi ho passato il pomeriggio a scuola e la mia declinante salute in mezzo a batteri assortiti non è sicuramente migliorata. La scorsa settimana sono stata in Val Borbera. Il tempo era estivo, ma le piante iniziavano a diventare rosse. Il cielo era una promessa d’autunno, limpido e terso. La verità è che adoro l’autunno, specialmente i mesi di settembre e ottobre, quando in giro non c’è quasi più nessuno, ma non fa ancora così freddo e umido (novembre invece è tristissimo, e come ho già detto detesto andare al Cimitero, vado in depressione per settimane ). A Capanne di Carrega c’era in cane in mezzo alla strada. A momenti mi toccava spostarlo come Teo.

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Ri – mah

Che non fa rima. Ri – mah riguarda tutte le cose che mi fanno sentire vecchia, inclusa la stanchezza che mi aleggia intorno. Sarà la dieta, ma a me la proteica pura, con buona bace dei vari Dukan, mi fa sentire più molle di un’alga. Anche mio marito, anche il gatto (tutti i gatti, anche quelli della mia amica Luisa sono lì cuccia cuccia sotto le copertine.
Sono stata in val Borbera e sino a metà della scorsa settimana, sopra Capanne di Carrega, i posti dell’infanzia di mio marito, si poteva stare in maglietta. Adesso no, ovviamente. Però si cominciavano a vedere le foglie rosse, l’aria aveva quella limpidezza cristallina che soltanto viene in autunno, e ho visto un tasso. Vivo, questa volta. La natura è andata in pari. Dovessi/potessi scegliere un luogo in cui passare la pensione, la val Borbera sarebbe al quarto posto, dopo Innsbruck, Chamonix, Parigi (il duplex in Avenue Foch che sognavo da bambina).

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Steve Jobs -1955/2011

Le persone migliori ci lasciano presto (e certi inutili vecchi bavosi no). Steve Jobs ha rivoluzionato il mondo delle comunicazioni al punto che l’80% di coloro che hanno saputo della sua morte adoperavano uno degli strumenti – Obama dixit. Io no, l’ho sentito alla radio. Questo dimostra che se anche i miei Mac sono improvvisamente diventati pezzi di storia io sono inevitabilmente vecchia scuola – non sono sempre connessa. Steve però come tutti i personaggi pubblici che hanno modificato il nostro modo di vivere, era sempre al nostro fianco e ora, come ha scritto uno spiritoso internauta, è nella nuvola. Sarà stato spiritoso Steve?  Forse no. Gli informatici di solito non lo sono. Si prendono molto sul serio. Vorrei scrivere qualcosa di più originale ma lo ha già fatto lui,  nel famoso discorso alla Stanford che oggi è stato ripreso da tutti i media,  ma proprio tutti e che si trova facilmente su YouTube _ io per non essere da meno l’ho postato sulla mia pagina fb, in inglese e solo il testo. Non è tanto per il contenuto, il famoso Stay hungry Stay foolish, il seguire il proprio cuore e i propri sogni ; pensate alle date. E’ il 2005, Jobs è già malato e certo sa delle sue condizioni tutto quello che è riuscito a non far trapelare all’ esterno con una ferocia che non ha eguali per un personaggio pubblico di questi ultimi anni. E in queste circostanze se ne esce con quello che, ora lo sappiamo, è il suo discorso funebre,  perché alla fine lui è così,  lui è proprio quello che ha seguito il suo cuore e ha dimostrato che senza quello non c’ è calcolo che tenga . Un messaggio che in questi tempi di crisi e di paura suona tanto più forte. Iflowers,  Steve.

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Ai miei venti lettori

Signori, il mio router è andato, defunto, kaputt. E con lui il mio collegamento internet. _ e il decoder, due lampadine e pure il mio dente nuovo, che però è in garanzia.  Il che forse sollazzerà moderatamente il mio portafoglio, ma l’ idea di rifare tutta la manfrina dell’ implantologia mi sollazza molto meno.  Comunque nel prossimo futuro vi dovrete accontentare dello smartphone che se non devi scrivere la divina commedia è una mano santa.

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Ecco qui

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Ecco qui 300 persone mal contate tre cani qualche passeggino di bambini semiaddormentati. Di domenica sera nel natio Mandrognistan e’ molto.  Per riavere il nostro teatro. Giovani (si`), vecchi, di mezza eta’. Indignati.
Mi fa piacere perché in questa cittadina vivace quanto una palude pare un piccolo segno di risveglio.

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Mah…

Questa sera andrò alla fiaccolata dell’Associazione Ridateci il teatro. Questo spiega il mah del titolo. In un periodo in cui tutto è provvisorio la partecipazione, anche ad una piccola cosa, mi sembra necessaria, specie nel natio Mandrognistan. Ma ammetto che piacerebbe essere mille miglia lontana. Lo so il marito, il gatto e il lavoro…Ma appunto.

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Mary Star, i neutrini, e il Teo upgraded – balla

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Alla fine quello che ti frega e’ la sindrome da pagina bianca. C’ e’ la fine del mondo in circolazione – banche, bancarotte, malattie, disoccupazione, mancano solo gli alieni e io per tutta la settimana non ho trovato nulla da dire che non fosse l’ovvio. E ho pure sonno. Certo non sono più andata in montagna da quasi un mese e questo si fa sentire sul mio fisico. Certo sono molla come un ‘alga e questo ha i suoi danni collaterali. Poi leggi che mr . B. e’ una constant source of fun ( the economist che notoriamente e’ un covo di comunisti ). Mary star mi inciampa sui neutrini (forse sui neuroni ).

Ciò getta una luce sinistra su coloro che governano la scuola, ma nemmeno questa e’ una gran novità. Non ci danno un centesimo e il nostro Direttore generale non sa leggere una rassegna stampa. Nel natio Mandrognistan ci toccherà sedere su poltrone foderate di amianto e non dite che vedo complotti ovunque. Domenica ci sarà la fiaccolata dell ‘ associazione Ridateci il teatro e il sindaco ieri se n’ e’ uscito con questa bella novita’ sull ‘ aria pulita in teatro. Potenza delle elezioni. Rivoglio i politici mascalzoni di una volta che almeno erano mascalzoni per conto proprio e non per conto terzi.
L’ upgrade di Teo si riferisce al fatto che ha abbandonato la mia berlina vecchiotta per un suv ultimo modello di quelli che pagheranno un mucchio di tasse. Ma nella foto fa la guardia all ‘ ape di Mina. La prossima volta vi parlerò di Chamonix perché qui , coi denti che ballano e tutto non se ne vede la fine.

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De senectute

Tutto oggi mi rammenta la parte finale della vita,  persino un abitualmente insipido telefilm. Forse la morte di Bonatti o le considerazioni di Bobbio che ho riletto di recente mi hanno riportato a qualcosa cui cerco di non pensare spesso, cioè il mio proprio decadimento. Riesco meglio ad accettare di non essere più quella che ero, magari a giorni alterni, ma mi riesce molto più difficile accettare che le persone che conosco, non necessariamente amici o persone care,  perdano a poco a poco la loro identità e la consapevolezza di quello che erano.  Non sono più loro. E temo il momento in cui anche io non sarò più io. Cosa che per la verità da un annetto a questa parte talvolta mi accade. Certo ho conosciuto uomini e donne che mantenevano intatto il loro pensiero anche quando il corpo si indeboliva _Bobbio era uno di questi. Ma talvolta ho l’ impressione che a fronte di tanti progressi in ogni campo andiamo incontro ad una accentuata fragilità.  E non ho nemmeno parlato della ossessione generale per la conservazione del proprio aspetto fisico. Però … ottantenni in montagna ne vedo, ne ho viste anche venerdì.  Cerchero’ di essere ottimista.

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I ragazzi della via Pal

Storia e memoria si intrecciano nella vita di qualunque comunita’.
Anche in un luogo microscopico come Castelceriolo. Quella vita di paese con le sue mitologie da cui mio padre ostinatamente rifuggiva ha su mio marito l’ altrettanto ostinato sapore della nostalgia. E a me che le piccole storie di paese hanno sempre fatto un po’ rabbia tocca sorbirmene in abbondanza da quando ha di ri_fatto amicizia con suo cugino. E diciamo la verità, cosa c’ e’ di piu’ palloso che sentire parlare di chi non si conosce? La storia di quello della Fornace che per gioco ha incendiato il rio con l’ acetilene e le fiamme anziché starsene buone nel rio hanno incendiato tutte le canne sulle rive e per poco non sono arrivate al bosco dietro casa di Francesco. Questo stava nella banda di Pistulon. Altro che i ragazzi della via Pal. Poi tra le bande i grandi _ quelli di quindici anni _ si sono presi a cazzotti e via
. Pistulon e’ ancora vivo e vegeto e il suo dopoguerra e’ stato mitico.

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