I primi della lista

Certo che a sfidare una temperatura di – 17 per andare al Macallé vuol dire aver molta passione . Eppure c’era la sala piena. Quattro a zero per noi, sindaco Alemanno. Che pure, l’ultima volta che qui si è visto un freddo del genere era l’ inverno dell’ 84/85 e io che ero arrivata in facoltà dopo un viaggio da tregenda del tutto simile a quelli di cui si è letto nei giornali avevo scoperto che il mio relatore non si era mosso da Chivasso. Mi aveva pure telefonato per dirmelo ma io alle otto ero bell’ e partita.

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Farsene una ragione

Oggi ho deciso che dovrò farmene una ragione: quando ne sarò fuori, almeno in teoria, ci saranno le viole nei giardini. Strano ma vero, questo è il primo anno da molti in cui non avrò le racchette ai piedi. Sono andata in montagna sempre, persino un mese dopo la morte di mia madre, per affondare il dolore nella neve (ho ancora gli schizzi di quel pomeriggio a Chamonix). Invece no. Sto accettando la mia forzata immobilità. In effetti non ho ancora spinto i miei muscoli al di là della soglia del dolore. Sono diventata più saggia, o solo semplicemente più vecchia? O più realistica, semplicemente? Le tre cose, probabilmente: più saggia, perché cerco di valutare onestamente le mie forze, che non sono molte, e questo perché sono oggettivamente più vecchia e ci metto molto più tempo a recuperare, fisicamente e mentalmente. Perché, impegnata come sono sono stata nell’ ordinario e nello straordinario, il mio stress post traumatico si è manifestato nell’apatia. Certo meno dieci e i candelotti alle finestre non aiutano a uscire di casa. Però è vero, niente ansia, niente affanno da mancanza d’aria fresca… Mi starò trasformando in un gatto, visto che la mia dorme praticamente tre quarti della giornata…

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Candelotti

I candelotti non sono dinamite, ma ghiaccio, ed era da un po’ che non ne vedevo in giro nel natio Mandrognistan. Tutta questa neve e questo ghiaccio fanno tanto montagna, il lastrone di ghiaccio su cui scivoliamo no. E non ditemi che i due spartineve due (li ha visti tutti il mio alunno La Piana) hanno fatto tutto il lavoro. Certo che dopo novanta giorni di calore quasi primaverile e polveri sottili alle stelle, la neve nel nord Italia è diventata una notizia da apertura dei tgg.
Io ho sfidato la gelata, e la visita fiscale, ma queste cose rientrano in ciò che si può giustificare, per passare un’altra istruttiva mattinata in Questura. Primo, regalategli un sacco di sale: nel cortile c’era una lastra tale, che oltre ad essere pochi, se qualcuno nel frattempo si rompe una gamba stiamo freschi. Secondo, sono un testimone inattendibile; nel senso che non ho riconosciuto il riconoscibile, o forse il sospetto non è quello che ha rapinato me. Terzo, perché se ti rompono una spalla o qualche altro arto, se è per questo, deve essere ancora classificato come furto? Ho cercato di farlo capire al gentile – e con me, devo riconoscerlo, sono stati tutti gentilissimi- sovrintendente che mi assicurava che il mio cellulare sarebbe stato ritrovato: chissenefrega del telefonino. Il telefonino è un oggetto e di molti oggetti, presto o tardi, si può fare a meno, di un arto, se non torna come prima, no. E tu sei un invalido (in piccolo, rispetto a quelle vere, ma sempre un invalido). È di quello che il tipo dovrebbe rispondere. A proposito, mi telefoni, signora Abbiati, non intendevo scappare, mi sistemi anche la spalla, la prego ( in tanto che il mio fisiatra n.2 se ne va a Zanzibar….)

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Libera

Giorno uno: allora signora, la frattura si è saldata perfettamente, vada casa e si tolga il tutore (l’ortopedico) Come scusi ? (io) sì , basta strapparlo via (l’infermiere) ??!!(io, scoraggiata). In ogni caso, sì, il tutore è venuto via facilmente .
E il braccio a ciondolare pesantissimo e inerte. Senza contare le piaghe da decubito rimaste sotto il tutore. Tagliare la carne da sola? Non scherziamo. Aprire la porta del frigo? Sì, si può fare. Lavarsi i denti? Sì, anche questo. Alzare il braccio? Esageruma nen. Tenere la posizione della panca? Fantascienza. Prendere il gatto in braccio? Sì picci. Ogni movimento, un dolore.
Ma. Se penso al mio gomito dieci anni fa, ho fatto più movimenti oggi che allora in un mese di fisioterapia. E se vedo domani la stessa fisioterapista di allora, scappo a gambe levate.

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I’m black

Aderisco alla campagna internazionale contro il SOPA, la proposta di legge allo studio del Congresso americano, che limiterebbe drasticamente la diffusione di materiali protetti da copyright in rete, anche non per fini di pirateria. Così oggi il mio blog è in nero.

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Contenente, contenuto, considerazioni finali

Contenente: un portafoglio, un berretto, un paio di guanti, tre mazzi di chiavi, due chiavette USB, le caramelle, un porta documenti, con i documenti, un rossetto, un fazzoletto, un pettine, una spalla.
Contenuto:
due mattinate in questura, una ad esaminare facce lombrosianamente patibolari (unico riconosciuto con certezza: un innocuo barbone che straparla in piazza della Libertà); una ad aspettare con altri disgraziati per il duplicato della patente: all’ispettrice che mi diceva che questa città è ormai in caduta libera non ho potuto non dire che tocca a loro fare qualcosa – possibilmente non delle retate al Ribaldo cfr.articolo che certo non sono pericolose come pattugliare le strade buie;
A tutt’oggi cinque serate/ mattinate in sala gessi. Delirante, il nostro ospedale oscilla tra l’efficienza e il terzo mondo senza sapere esattamente da che parte pendere;
Una mattinata in comune, e ho riavuto la carta d’identità;
Tre telefonate e la banca ha sistemato tutto;
Tre viaggi a vuoto alla Renault per riavere la scheda dell’ auto, comprese di carro attrezzi per portare l’auto sin là – il coglione che mi ha rapinato – che possa rompersi una gamba – non si è reso conto che era parcheggiata a due metri. Da Milano hanno mandato LA SCHEDA SBAGLIATA!! Viaggetto a Lourdes? Mio marito dice che dovevo arrabbiarmi di più, ma ho già una spalla rotta, non mi resta che ridere in faccia alla sfiga.
Conclusioni finali : ricordare al mondo che alle vittime di qualcosa bisognerebbe rendere la vita più facile, ricordare alla polizia che sentirsi rispondere non abbiamo volanti in zona non contribuisce ad aumentare il civismo dei cittadini (lo so lo so hanno problemi anche loro), considerare che perdonare è al di là delle mie forze e che penso che ogni azione si giudica dalle conseguenze.
Al momento io e la Pipisita ci riposiamo un sacco…Perché quando esco, mi guardo sempre alle spalle.

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BUON NATALE

Carissimi, non ci sentiremo per un po’, temo. La sera di Natale sono stata aggredita e rapinata e mi hanno fratturato la spalla destra.. Sarà lunga e dura , sperando che la frattura resti composta, se no sarà più lunga e più dura. Quando avrò le idee più chiare scriverò (con la sinistra) qualcosa di più serio, magari sulla decadenza di questa città e sul fatto che tante parole sbandierate non hanno nemmeno affrontata la questione della sicurezza. In queste circostanze ovviamente vedi quali sono le persone migliori, come mio marito, il mio nipotone e la mia amica Laura che ha passato la sera di Natale con noi al pronto soccorso. E trascorrere una mattinata in Questura dà un’interessante visione del mondo.. . Baci a tutti e buon anno.

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Merry Christmas, Alessandria.

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Fatto : due presepi, tre alberi di Natale ( due da Francesco a prova di gatta , uno in corso Borsalino ), addobbi, auguri, e – mail, spesona,  pagato tutte le bollette,  rimasta senza un centesimo, fatto tutti i regali, consegnati tutti tranne due, fatto telefonata, me ne resta ancora una. Devo ancora comperare il cibo per la picci, ma non credo che lì ci sarà la folla stroboscopica del resto della città
E anche l’ insalata russa perché non sarebbe Natale senza l’insalata russa. Speriamo che da Adamo non ci non ci sia tutto il mondo. 
Detto questo. Buon Natale. A chi andrà a casa e a chi andrà a Cortina ( ma un po ‘ meno), ai ferrovieri sulla torre e agli immigrati su un barcone,  a nonno Napo e a chi pensava di andare in pensione, a Bersani che non si sa mai che diventi un po’ più cattivo, a Berlusconi perché magari gli nasca una coscienza ( se non si spera nei miracoli adesso …), a chi farà in buon Natale e a chi ne farà uno pessimo ( e ne conosco ).
Ai bambini grandi e piccini. A chi è religioso come mia cugina e a chi come me non lo è, agli amici reali e a quelli virtuali, a chi mi ama (speriamo ) e a chi mi odia ( speriamo di no ) ai miei micioni e anche al mio nipotone che malgré lui sarà il bastone della nostra vecchiaia. E anche alla vecchiaia sperando di arrivarci.

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L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale (segue)

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Così per cominciare: questa mattina, nella biblioteca del Plana si sono riuniti i membri dell ‘ Associazione Amici del Plana, una specie di società segreta di membri dell ‘establishment ex alunni del Plana. In teoria dovrei farne parte essendo una ex alunna, ma a) non sono abbastanza establishment e b) ma neanche campassi mill’ anni. I riuniscono a porte chiuse, si strafocano di pasticcini, in orario di lavoro dei più, perché affittare la stessa saletta a scuola chiusa gli costerebbe dei soldi e almeno finanziassero l’ Istituto anziché far della nostalgia. Invece niente. Peggio: almeno avessero la buona creanza di far partecipare gli insegnanti o gli alunni, che in fin dei conti sono il Plana vivo. Magari tirando qualche focaccina mezza masticata come il ricco epulone con il povero Lazzaro. Poi ci lamentiamo dei ragazzi : ma , figli della volgarità dei genitori, sono in genere meglio di loro. Possibile che questa città non sappia fare di meglio che avere un giornale o sedicente tale, che sposa senza esitare qualsiasi forza politica arrivi a Palazzo Rosso…( ricordo che alla prima vittoria della Lega saltò sul carro della vincitrice dal lunedì al mercoledì, quando ancora inneggiava ai socialisti nel numero del sabato. ) Possibile che siamo riusciti a produrre una delle peggiori classi dirigenti locali …e pure in odore di ndrine. Smettiamola di prenderci in giro da soli. Non solo io trovo questa città triste e mezza morta _ e infatti i pezzi grossi del teatro li hanno prosciolti … Intanto è Natale e noi navighiamo sul nulla. Intanto un sondaggio : quanto sono brutte le decorazioni natalizie di piazza Genova : tantissimo, molto, in fin dei conti non sono così male? Lo so, pure la foto è brutta, ma è come l ‘ immagine sui pacchetti di surgelati, solo un suggerimento.

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L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale

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Oggi dopo aver parlato con una sessantina di genitori – ovviamente sono venuti quelli dal 7 in su, quindi una cosa perfettamente inutile, considerato che non sai veramente cosa dir loro- ho deciso di fare un giro in centro, giusto per vedere quanti negozi sono scomparsi dall’ultima volta.  Altro che atmosfera natalizia…tristissimo. Sarà anche colpa della consueta depressione natalizia di mio marito, ma vagare per il centro mi ha dato veramente il colpo di grazia (vedi le tristi renne di piazza Libertà ). Dopo tre canzoni natalizie stasera al concerto della Banca ero pronta a tirare una bomba

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