Notturno Innsbruck

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Antropologia (e gattologia)

Devo averlo già detto, ma a Innsbruck ci sono le donne più belle del mondo. Per dirla con i miei alunni maschi, quei pochi etero, patata a mucchi. Giovani, mature o vecchie, magre o rotonde, scalze o con il tacco 16, con un sacco o minigonne di dieci centimetri, hanno tutte gli occhi brillanti e un sorriso splendente. Non sto parlando delle amiche di raiteri che ci sono (e Innsbruck ai tempi di’ oro era famosa anche per i suoi bordelli). Sto parlando delle altre, di noialtre. Questo è uno di quei casi in cui dei benefici della dieta mediterranea si può benissimo dubitare. Anche il figlio più grande di Frau Penz, che ieri serviva a tavola in assenza del papà, era la perfetta sintesi tra i lineamenti appuntiti della mamma e il metro e novanta abbondante di herr Penz sr. Questo però non toglie che i tirolesi, pur in generale assai calorosi ( niente a che vedere con i cugini sudtirolesi), abbiano un culto delle regole assai rigoroso come ho sperimentato a mie spese, ma in tutti i campi. Scenetta di stamattina: due ragazzi rincorrevano il tram n. 1, quello di Bergisel, che era ripartito ma era fermo al semaforo a due metri due dalla fermata. Hanno bussato, ma niente da fare il guidatore non li ha fatti salire: non erano alla fermata. In giro c’ è una maglietta con su scritto, Innsbruck, my ass, che ovviamente non vendono nei negozi dei turisti, ma dallo spacciatore numero tre di Francesco. Lo spacciatore numero due, Arkoustic di fronte al Dom, come ci ha visto è uscito con due bicchieri di sekt (non sto scherzando), del tipo, alleluia anche quest’ anno sopravvivo sino all’ inverno. Nel frattempo, la signorina pelosa ci ha barattato con Giorgino: lo aspetta e si mette a pancia all’ aria per farsi coccolare.

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Chiamate l’ esorcista

Un caro amico di Francesco, insigne latinista a cui mio marito racconta le mie numerose malefatte, ci chiama Bibì e Bibò che ( questo è per gli under 50) erano una coppia di ragazzini terribili le cui avventure erano pubblicate sul glorioso Corriere dei Piccoli anteguerra. Bibì e Bibò sono partiti domenica mattina non prestissimo con l’intenzione di fermarsi a mangiare al Grill Bauli di Verona, subito prima dello svincolo dell’ A22 cosa che hanno fatto arrivando a Verona senza litigare (nel senso che Francesco si è addormentato ad Alessandria Ovest e si è risvegliato a Desenzano) mentre io sentivo Podipodi a basso volume. Abbiamo trovato un pò di code sino a Trento, e questo ci ha un pò rallentati, ma in compenso abbiamo ammirato una Lotus, tre Ferrari di cui una nera, e una Maserati Pininfarina nuova di zecca. Arriviamo quasi a Innsbruck, io stavo pagando il pedaggio dell’ Europabrucke, e suona il telefono. È Milena, la badante gatta numero uno. Passo il tel. a Francesco. Lui impallidisce e mi dice” non è riuscita a entrare in casa” poi mi prende a male parole perché la copia delle chiavi non funzionava. Inchiodo la macchina sulla corsia di emergenza, e mi metto a urlare: ho provato tutte le copie che ho fatto per lei e per Giorgino, il cat sitter n.2. E andavano benissimo, oltretutto quella è una porta un po’ complicata e le ho fatto un bello spiegone. Faccio mente locale e dico “ha fatto scattare la serratura di mezzo”, il chiavistello di rinforzo che è una sbarra di ferro di dieci centimetri che all’interno scorre semplicemente, ma da fuori ha una chiave che dà venti giri su se stessa e si blocca regolarmente: infatti non solo non la usiamo mai, ma io non avevo nemmeno fatto la copia perché la mia chiave non funzionava e anzi mi ero raccomandata con Milena, Giorgino già lo sapeva, di non toccarla mai. Arriviamo, molliamo le valigie, nemmeno guardiamo la stanza com’è
e aspettiamo Giorgino. Lui arriva con suo padre e nemmeno lui riesce a entrare: ci dice che le sue chiavi scorrono benissimo, ma c’ è qualcosa che blocca. Appunto. Per farla breve alle otto abbiamo ripreso la macchina caricati come molle e alle due e ventidue del mattino eravamo a casa, dopo aver mangiato un panino in un autogrill, comperato quattro cd di Mina nel medesimo autogrill, preso un nubifragio con lampi e tuoni a Trento e cantato a quarciagola Se telefonando
e La conversazioneper non addormentarci (ora so che Mina funziona alla grande). La serratura di mezzo era bloccata e solo Francesco avrebbe potuto aprirla perché ha l’unica chiave che funziona. La gatta era sveglissima e stava benone, le abbiamo dato una scatoletta e siamo piombati nel letto. A metá nottata Francesco è caduto dal letto sul ventilatore e mentre lui si faceva un impacco freddo sul ginocchio io ho riavvitato con il cacciavite la base del ventilatore. Il giorno dopo gli ho chiesto se lo avevo sognato e mi ha detto di no. Abbiamo dormito sino alle undici, sino a quando mia cognata in tutta calma, è arrivata con Milena. Poi io ho scambiato le mie chiavi con la copia, ho spiegato la faccenda, ho rifatto lo spiegone e siamo ripartiti. Abbiamo raccolto in un autogrill uno studente tedesco di filosofia e gli abbiamo dato un passaggio sino a Innsbruck: studiava anche flauto e fagotto. Era romeno di origine e parlava un pessimo inglese, esattamente come le mie alunne. Ma era simpatico e lui e Francesco parlavano di musica mentre io filavo a tutta birra. Va bene, la ruota della fortuna ha finalmente girato. La gatta è accudita, i badanti sono entrati, tutto bene e noi ci riposiamo finalmente nella Stubaital , bel tempo pace serenità un filo di sonnolenza. Poi Francesco ha avuto l’ idea di lasciar l’auto davanti all’ albergo e un quarto d’ora dopo quando siamo scesi c’ era la polizia che la stava portando via. Sono corsa in tempo per poterla recuperare subito ovviamente previo pagamento della rimozione : 200€ e il giovane e simpatico poliziotto non mi ha fatto pagare la sosta vietata
Conclusione: a casa nostra ci sono i troll e io ho bisogno di un esorcista. Ho urgente bisogno di un esorcista. Mio marito ormai è rassegnato e non si arrabbia nemmeno più.

Inviato da iPad

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Sfiga

Precisazione: il primo agosto ho perso il portafoglio tornando da Alagna (prima o poi metterò su qualche foto) SI accettano preghiere per la mia attenzione e rituali contro il malocchio (il sovrintendente Giribaldi, in questura salutandomi ha detto “Arrivederci”, poi si è subito corretta “scusi scusi non volevo gufare”, due patenti in un anno, altro che gufare…

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Pronti via

Valigie fatte e messe in auto. Borsone scarpe ancora su (in due abbiamo più scarpe di Imelda Marcos). Trousse di mio marito ancora in bagno. Non sappiamo ancora dove la metteremo. Navigatore aggiornato, non si sa mai. Caricabatteria…oddio lo avrò preso? Sensazione di aver dimenticato qualcosa…cavolo le sue pantofole. Va bé, metto dentro le mie havaianas e gli lascio quelle da bagno che sono unisex, cioè taglia quarantadue. Gatta coccolata e sensi di colpa per il momento tacitati : distribuito chiavi a due catsitter due – non mia cognata. Meteo controllata: decente sino al prossimo week end tranne il 16 (un giorno chissenefrega: sito accuweather.com, e sapeste quanti satelliti americani abbiamo sulla testa). Impacchettato anche Ipad: cari barcaioli saprete tutto dei villeggianti. Io guido sino al Brennero, poi subentra mio marito: la mia patente sostitutiva non vale all’estero, sì dimenticavo, nel portafoglio che ho perso c’era anche la patente. Si accettano preghiere ed eventuali rituali magici.

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Quelli che (con tante scuse)

Quelli che… Si sono messi in tiro per andare all’ outlet
Quelli che…al concerto di Gloria Gaynor hanno portato i bambini, la nonna in carrozzella con la badante e il cane.
Quelli che…escono una volta l’ anno (per andare al concerto di Gloria Gaynor e dire alle amiche che c’ era un mucchio di gente)
Quelli che…lavorano mentre c’ è Gloria Gaynor e giustamente non ne possono più.
Quelli che…al concerto sono andati in camper
Quelli che …parcheggiano il suv alla cazzo così non passa più nessuno (li odio)
Quelli che sono andati al mare e adesso hanno l’insolazione, l’incazzatura, i bambini vogliono andare a casa, il cane travolge un pedone .
Quelli che… Hanno perso la nonna in carrozzella e la badante in mezzo alla calca e le telefonano (alla badante che capisce poco l’italiano e non sente nel frastuono)
Quelli che…hanno la gonna di venti centimetri, la zeppa di quindici e tutti pensano la stessa cosa ma è una mamma con il suo bambino ( certo la modestia era un’ altra cosa)
Quelli che…in mezzo alla calca ti dicono che hai sbagliato obiettivo e ti dicono tutto della loro digitale
Quelli che … sono venuti a sentire I will survive ma si stufano prima per la calca
Quelli che … Non si sbattono più di tanto (Gloria Gaynor, appunto)

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il film del lunedì: non pervenuto

Niente cinema: E’ tutto chiuso o quasi e non c’è molto di interessante da vedere. In più è tornata la sfiga. A suivre…

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Okkio

Nuova pagina. Quando la crisi taglia ovunque, non ci resta che il sex.

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Il film del lunedì (Oddio è già passata un’altra settimana) : La guerra è dichiarata

Non credevo sino a poco tempo fa di poter consigliare un film di tal genere, ma secondo Giona Nazzaro è un capolavoro, e senza spingermi tanto in là sono di’ accordo nel dire che sicuramente questo non è il film che dato il tema ci si può attendere ( la lotta di un bambino malato di tumore al cervello e il progressivo sgretolarsi del legame tra i suoi genitori, attori e sceneggiatori del film stesso). È il livello metalinguistico del racconto ( l’ uso extra diegetico della musica, ad esempio) a renderlo speciale, la mancanza assoluta di pathos della descrizione, e sì , anche il finale positivo e pieno di speranza.

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Il film del lunedì (ci tocca): the Amazing Spider Man

Il film del lunedì è tornato, con una coda di cattive notizie: la fine del cinema Galleria, che a settembre non riaprirà, e rischia di finire abbandonato come un rudere in pieno centro come il Moderno. E le vicissitudini del teatro, con la fine del Consiglio di amministrazione , che non dimentichiamo, ha dato carta bianca per quegli infelici lavori che hanno provocato la fuoriuscita dell’ amianto. Lo so, il Consiglio Comunale ha altro cui pensare. Torniamo al ragno. Dopo i due o tre film di Sam Raimi non ne sentivamo veramente il bisogno, così siamo andati, corredati dal commento di Mazzarella sull’ ultimo numero di Linus ( attualmente la mia Bibbia): fa schifo. E per una buona metà ha sicuramente ragione: non decolla mai, e quanto al 3D si ha l’ impressione che le uniche parti ben riuscite siano quelle del trailer. Poi dopo l’ intervallo, che al Macallé e in multi sala ancora fanno, per ragioni diverse, come è ovvio, il film ha finalmente cominciato a girare, e il soggetto ad avere un senso, aiutato dal fatto che non sono mai riuscita a trovare simpatici né Tobey Maguire (era lui? Ormai sono davvero di mezza età, nel senso che ormai molti giovani attori me li confondo tanto sono intercambiabili) né Kirsten Dunst, per la quale conosco gente che farebbe non so che follie ma me ne farò una ragione. Lo scontro con l’ uomo lucertola è piuttosto felice. Ma non sprecate i soldi del 3D, non ne vale la pena. Al Macallé danno il Castello nel cielo, un capolavoro giapponese, ma io non sono dentro quel genere di anime e non ho difficoltà a dirlo.
Temperatura sentimentale sempre freezing cold, o forse raging red, ma non meglio, in ogni caso.

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