Quelli che (con tante scuse)

Quelli che… Si sono messi in tiro per andare all’ outlet
Quelli che…al concerto di Gloria Gaynor hanno portato i bambini, la nonna in carrozzella con la badante e il cane.
Quelli che…escono una volta l’ anno (per andare al concerto di Gloria Gaynor e dire alle amiche che c’ era un mucchio di gente)
Quelli che…lavorano mentre c’ è Gloria Gaynor e giustamente non ne possono più.
Quelli che…al concerto sono andati in camper
Quelli che …parcheggiano il suv alla cazzo così non passa più nessuno (li odio)
Quelli che sono andati al mare e adesso hanno l’insolazione, l’incazzatura, i bambini vogliono andare a casa, il cane travolge un pedone .
Quelli che… Hanno perso la nonna in carrozzella e la badante in mezzo alla calca e le telefonano (alla badante che capisce poco l’italiano e non sente nel frastuono)
Quelli che…hanno la gonna di venti centimetri, la zeppa di quindici e tutti pensano la stessa cosa ma è una mamma con il suo bambino ( certo la modestia era un’ altra cosa)
Quelli che…in mezzo alla calca ti dicono che hai sbagliato obiettivo e ti dicono tutto della loro digitale
Quelli che … sono venuti a sentire I will survive ma si stufano prima per la calca
Quelli che … Non si sbattono più di tanto (Gloria Gaynor, appunto)

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
Questa voce è stata pubblicata in attualità, camminare in città, cani, giù dai monti via nel mondo, Mandrognistan, mariti, sfiga e contrassegnata con , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Quelli che (con tante scuse)

  1. wwayne ha detto:

    Io invece ho visto soltanto 3 concerti in tutta la mia vita, tutti e 3 di Franco Battiato. Gli piace farli in mezzo ai prati, e questo talvolta causa degli inconvenienti non da poco.
    Ad esempio, al primo dei 3 concerti aveva piovuto a dirotto dalla mattina fino a un’ ora prima dell’ inizio, e quindi per raggiungere il mio posto a sedere dovetti avanzare nel fango che mi arrivava fino alle caviglie.
    Tuttavia, fare i concerti in un contesto agreste ha anche dei lati positivi: ad esempio, al secondo e al terzo concerto eravamo in piena Primavera, e quindi l’ aria era carica di tutti gli odori naturali della terra, sembrava di essere nel giardino dell’ Eden.
    Al primo concerto Battiato fece un’ entrata in scena spettacolare: arrivò in macchina, fece fermare l’ autista a poca distanza dagli ultimi posti a sedere e poi percorse a piedi il tragitto da lì al palco. Anche lui si sarà riempito le scarpe di fango, ora che ci penso.
    Il pubblico fu molto disciplinato: invece di sporgersi in avanti per toccarlo, si alzò in piedi e lo applaudì a scena aperta. Lo facemmo perché avevamo capito il senso profondo di quella scelta: Battiato voleva esprimere vicinanza al suo pubblico non con un sorriso finto, non con un ringraziamento stereotipato, ma con il gesto simbolico di camminare in mezzo a noi. Ci commosse senza bisogno di dire una parola.
    Il terzo concerto fu il più bello in assoluto, perché lui nell’ ultima mezz’ora ci chiamò tutti sotto il palco e fece canzoni a richiesta finché non gli andò via la voce.
    Quella sera stessa capii che non l’ avrei più visto in concerto, perché era meglio chiudere così, avevo già toccato l’ apice.

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