Chiamate l’ esorcista

Un caro amico di Francesco, insigne latinista a cui mio marito racconta le mie numerose malefatte, ci chiama Bibì e Bibò che ( questo è per gli under 50) erano una coppia di ragazzini terribili le cui avventure erano pubblicate sul glorioso Corriere dei Piccoli anteguerra. Bibì e Bibò sono partiti domenica mattina non prestissimo con l’intenzione di fermarsi a mangiare al Grill Bauli di Verona, subito prima dello svincolo dell’ A22 cosa che hanno fatto arrivando a Verona senza litigare (nel senso che Francesco si è addormentato ad Alessandria Ovest e si è risvegliato a Desenzano) mentre io sentivo Podipodi a basso volume. Abbiamo trovato un pò di code sino a Trento, e questo ci ha un pò rallentati, ma in compenso abbiamo ammirato una Lotus, tre Ferrari di cui una nera, e una Maserati Pininfarina nuova di zecca. Arriviamo quasi a Innsbruck, io stavo pagando il pedaggio dell’ Europabrucke, e suona il telefono. È Milena, la badante gatta numero uno. Passo il tel. a Francesco. Lui impallidisce e mi dice” non è riuscita a entrare in casa” poi mi prende a male parole perché la copia delle chiavi non funzionava. Inchiodo la macchina sulla corsia di emergenza, e mi metto a urlare: ho provato tutte le copie che ho fatto per lei e per Giorgino, il cat sitter n.2. E andavano benissimo, oltretutto quella è una porta un po’ complicata e le ho fatto un bello spiegone. Faccio mente locale e dico “ha fatto scattare la serratura di mezzo”, il chiavistello di rinforzo che è una sbarra di ferro di dieci centimetri che all’interno scorre semplicemente, ma da fuori ha una chiave che dà venti giri su se stessa e si blocca regolarmente: infatti non solo non la usiamo mai, ma io non avevo nemmeno fatto la copia perché la mia chiave non funzionava e anzi mi ero raccomandata con Milena, Giorgino già lo sapeva, di non toccarla mai. Arriviamo, molliamo le valigie, nemmeno guardiamo la stanza com’è
e aspettiamo Giorgino. Lui arriva con suo padre e nemmeno lui riesce a entrare: ci dice che le sue chiavi scorrono benissimo, ma c’ è qualcosa che blocca. Appunto. Per farla breve alle otto abbiamo ripreso la macchina caricati come molle e alle due e ventidue del mattino eravamo a casa, dopo aver mangiato un panino in un autogrill, comperato quattro cd di Mina nel medesimo autogrill, preso un nubifragio con lampi e tuoni a Trento e cantato a quarciagola Se telefonando
e La conversazioneper non addormentarci (ora so che Mina funziona alla grande). La serratura di mezzo era bloccata e solo Francesco avrebbe potuto aprirla perché ha l’unica chiave che funziona. La gatta era sveglissima e stava benone, le abbiamo dato una scatoletta e siamo piombati nel letto. A metá nottata Francesco è caduto dal letto sul ventilatore e mentre lui si faceva un impacco freddo sul ginocchio io ho riavvitato con il cacciavite la base del ventilatore. Il giorno dopo gli ho chiesto se lo avevo sognato e mi ha detto di no. Abbiamo dormito sino alle undici, sino a quando mia cognata in tutta calma, è arrivata con Milena. Poi io ho scambiato le mie chiavi con la copia, ho spiegato la faccenda, ho rifatto lo spiegone e siamo ripartiti. Abbiamo raccolto in un autogrill uno studente tedesco di filosofia e gli abbiamo dato un passaggio sino a Innsbruck: studiava anche flauto e fagotto. Era romeno di origine e parlava un pessimo inglese, esattamente come le mie alunne. Ma era simpatico e lui e Francesco parlavano di musica mentre io filavo a tutta birra. Va bene, la ruota della fortuna ha finalmente girato. La gatta è accudita, i badanti sono entrati, tutto bene e noi ci riposiamo finalmente nella Stubaital , bel tempo pace serenità un filo di sonnolenza. Poi Francesco ha avuto l’ idea di lasciar l’auto davanti all’ albergo e un quarto d’ora dopo quando siamo scesi c’ era la polizia che la stava portando via. Sono corsa in tempo per poterla recuperare subito ovviamente previo pagamento della rimozione : 200€ e il giovane e simpatico poliziotto non mi ha fatto pagare la sosta vietata
Conclusione: a casa nostra ci sono i troll e io ho bisogno di un esorcista. Ho urgente bisogno di un esorcista. Mio marito ormai è rassegnato e non si arrabbia nemmeno più.

Inviato da iPad

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Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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