Dal Teo in cortile – anche lui in montagna – a Issime , a Gaby . Bella strada solitaria . Tempo così così . In questo periodo le meteo non sono molto precise





Dal Teo in cortile – anche lui in montagna – a Issime , a Gaby . Bella strada solitaria . Tempo così così . In questo periodo le meteo non sono molto precise





Questa volta taccio, perché è di mio marito, ed è molto bella
L’inverno del ’55
Madre mia perché
non mi hai abbandonato
quando gli angeli piangevano lacrime di ossidiana
e quando dalle monadi impenetrabili del nostro essere
bruciavano i fuochi.
Cantava allora l’arcobaleno
sopra il cielo ricurvo e risonante
di un’arpa mai ascoltata
e così in un attimo si ricongiungeva
il corpo disfatto e verticale
del nostro araldico
e principesco vuoto

I film che premiano nei festival di solito si possono raggruppare, grosso modo, in tre categorie: quelli che sono capolavori così evidenti da essere in qualche modo banalizzati dalla forza della loro stessa bellezza, quelli che devono essere premiati per il prestigio del loro autore (quindi sono belli per forza), quelli che ti domandi che cosa si sono fumati i membri della giuria per averli premiati. Reality ricade nella seconda categoria. Ed è, purtroppo per il suo autore, un brutto film, o almeno un film non riuscito. L’iperrealismo algido di Garrone ha bisogno, per non essere totalmente inerte, di una idea forte di base (e una sceneggiatura altrettanto forte). E questo non ce l’ha : che un simpatico pescivendolo impazzisca per essere scritturato dal Grande Fratello al punto da immaginarsi di essere spiato per vedere se sia degno di entrare in quella Casa non costituisce propriamente una novità. Nemmeno che da una religione (la televisione) passi ad un’altra (la Religione con la maiuscola) e si serva della seconda per confermare la prima, nemmeno: lo diceva già anche Marx. Recitato benissimo, da solidi caratteristi e da sconosciuti (il protagonista ha una faccia che farebbe impazzire Scorsese), però tre pecore (la seconda parte è noiosissima)
Guarda qui, sono dimagrito, e sono uno splendido quasi sessantenne, senza un capello grigio e sono ancora sexy, come me lo dicevano sempre le mie alunne di Asti. Le mie lolite. Se la canta e se la suona e io non ho nemmeno più la forza di discutere. Amen.
Poche cose sono peggiori della strada del Combal . Averci messo meno di un ‘ ora a passo di carica mi fa una buona candidata alla bronchite. Ora lo so che dico delle banalità , ma finché non vedi con i tuoi occhi la scomparsa del ghiacciaio di Lex Blanche è solo una frase. Terribile. Però il lago si interra a causa dei sedimenti. Seduta su una panchina vicino allo chalet del Miage in via di ristrutturazione, senza vento ( quindi niente bronchite) ho ammirato un paesaggio che pareva lunare, anche per via delle nuvole basse. Al ritorno, sempre a passo di carica per non prendere quello che sembrava il temporale del secolo, e invece è fortunatamente abortito subito, è arrivata la nemesi: le ciocche. In termine tecnico, le vesciche al tendine di Achille, cosa che non dovrebbe succedere, dato che avevo scarpe e calze collaudatissime. E invece è la strada, la sua pendenza, la sua configurazione. Sempre. Meno male che ormai i cerotti per le vesciche li tengo nel cruscotto della macchina. A Courmayeur, tutti i negozi di alimentari sono chiusi il mercoledì ( e io che ero venuta su praticamente per Gojo): in giro non c’erano nemmeno gli zombi. La proprietaria della Buona Stampa mi ha praticamente tenuto lì a chiacchierare e mi ha fatto persino lo sconto. Il “nostro”Scoiattolo è in via di ristrutturazione: ragazzi, prepararsi ad un ritocco dei prezzi.
Come é nato il terribile capannone a Vercelli ovest ?
Due film questo weekend , tutti e due consigliabilissimi : zero pecore. Ciliegine è una commedia di Laura Morante , in cui il suo spesso recitato personaggio di donna nervosa e sopra le righe si sposa felicemente con una commedia degli equivoci classica che più non si può ( il suo corteggiatore si finge gay). Ci sono personaggini molto simpatici, come il marito psicanalista di Florence che parla per sentenze che sembrano koan zen. C’ è persino la neve fintissima e Parigi (onestamente, ambientato da un’altra parte sarebbe solo un’altra commedia scema). Da recuperare legalmente o illegalmente. Prometheus inizia in modo incomprensibile. O almeno, mio marito ed io stiamo ancora discutendo sul suo significato, il che è buon segno, la fantascienza buona dovrebbe porre domande, se no chiamate il capitano Kirk e ci facciamo portar su da qualche parte. Saltando alle conclusioni, il film si siede paurosamente: l’intrepida archeologa parte per il nulla con la testa del robot parlante (spoiler, non leggete!!!), il che già non sai se è ridicolo o risibile. Le domande non hanno trovato risposte: perché “gli ingegneri” ci hanno creato per poi volerci distruggere con i simpatici alien? E la mutazione finale è voluta o darwinianamente casuale? Charlize Theron è una donna bionica? A me mancava il gatto di Ripley, il decor era molto affascinante, il 3D no.
Come giustamente dice mio marito, Chamonix sta diventando una zona gastronomicamente depressa. Lo si può vedere da tanti piccoli particolari anche negli alberghi, che evidentemente stanno realizzando tante piccole economie: anche nel nostro quattro stelle abbiamo dovuto chiedere lo shampoo perché il flacone era vuoto. Non si fa. Il menù del giorno della nostra taverne de Chamouny come dessert prevedeva una boule una di gelato, roba che persino Cercenà , che non è noto per la generosità dei suoi coni, si sarebbe vergognato. Per non parlare di Norbert, il cui Tagesmenu più un vero dessert a parte totalizzava comunque un conto inferiore. La crisi c’è, anche se i francesi si sforzano di non farla vedere. In Austria i conti sono evidentemente più positivi. Però il panorama è sempre mozzafiato. (Sa, diamo la colpa ai russi e agli americani che non sanno distinguere un petto di pollo da un pezzo di legno…)