A ritroso

Sono tornata da due giorni e non solo ho due case che somigliano ad un campo profughi, ma questa sera mentre mi accingevo a cucinare, mi è caduta su un piede una leccarda di ferro. Indovinate quale piede? e quale dito? Appunto. Gente, non avete pregato abbastanza.
In ogni caso vi racconto un po’ delle ultime cose (il film del lunedì tornerà martedì perché proprio non avevamo forze stasera). A ritroso. Sabato siamo andate a cena con il cugino Alberto il piacione, perché era il suo compleanno. Considerato il suo braccino, è piovuto, ma non molto, giusto il tragitto Mandrognistan ville – Castelceriolo. Abbiamo mangiato da Cesare (cioè alla Fontana di Lobbi) e benissimo, tanto che non mi sembra di aver mangiato fuori. Sabato ho anche fatto due lavatrici, oggi ho stirato la lavatrice n.1, la due si sta ancora asciugando e la tre è in stand by perché nel frattempo il lavello dell’unico bagno di piazza Genova ha avuto uno choc e si è bloccato. Stasera intanto che guardicchiavo la replica dei Soprano ho sturato anche quello. Venerdì siamo tornati a notte fonda (ormai mio marito ci ha preso gusto, perché abbiamo passato gli ultimi due giorni, cioè gli ultimi soldi, per essere precisi, a Monaco di Baviera. Venerdì mattina siamo andati a Dachau con la Schellbahn. Me l’ero perso quando la scuola era andata ad Amburgo. L’ho trovato un po’ troppo museificato, la stessa impressione che ho avuto alla Risiera, a Trieste, dove però ci sono alcune parti (le celle, il museo) dove il luogo ti colpisce molto. Così, colazione a Dachau (fa il paio con il caffé di Auschwitz, e tutti e due danno la misura del tempo che è trascorso: ad Auschwitz puoi prendere il caffé, una delle cose più orrende che abbia bevuto in vita mia tra l’altro, probabilmente l più orrenda). Al ritorno abbiamo fatto una dovuta sosta nei giardini di Nynphemburg, un altro dei castelli hollywoodiani dei re di Baviera, poi abbiamo ripreso l’auto nel garage dell’hotel (caro quanto i garage di superficie, sono una cosa impossibile) e via…

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camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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