Inverno prossimo venturo?

Con il ginocchio del marito ridotto a tocchetti e l’operazione che incombe (e sù, animo, non è un’operazione a cuore aperto, ti fanno l’epidurale e tu potrai intontirli di chiacchiere) non dico andare in montagna, ma trovare tempo per fare alcunché sta diventando un’impresa. Sono riuscita a scappare venerdì pomeriggio solo per qualche oretta e ora, con il buio sopra di noi alle quattro, sarà sempre più difficile.
Sono andata a Champorcher. Perché l’ultima volta c’era ancora mamma e il tempo era pessimo – in effetti tutte le volte che ci sono andata, anche quando la scorsa estate sono andata agli orridi di Pontboset, il tempo era brutto. In più, umido.
Venerdì il tempo non era granché, ma almeno non era (troppo) umido. Devo trovare il coraggio di portare l’auto sino a Dondena, da dove partono begli itinerari. Questo prima che arrivi la neve, che poi la strada viene chiusa prima. Peccato che su quella strada la mia auto ci passi a malapena. Mah.
Stavolta sono andata a Chardonney. Come l’altra. Però ho fatto un pezzo del sentiero 2, quello del Tor. C’erano ancora le indicazioni. Così uno si sente un vip della montagna.E io mi sono sentita bene per un’oretta a faticare in salita senza uno scopo preciso. Lì a Chardonney c’è un commestibili con una proprietaria simpatica, e la cooperativa Lou Dzeut che fa meravigliose cose di canapa e lana con i vecchi telai, ma non avevo comperato nulla la prima volta e nulla anche ieri: le cose che mi piacevano di più, compreso uno zaino di canapa lana cotta e cuoio, avevano prezzi proibitivi.
L’inverno ancora non si è visto

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Foliage

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Questo maledetto ottobre in cui fa così caldo che oggi sul crinale Castelletto, San Salvatore, Lu c’erano venti gradi: almeno ho smaltito una scorpacciata di funghi. Fa così caldo che lo scorso venerdì in Val Vobbia, a parte l’umidità, pareva che le foglie si fossero dimenticate di cadere – questo è stato prima dell’alluvione di Genova, naturalmente. Sull’inverno prossimo (giovedì?) venturo non si fanno illazioni. Considerate le cantonate di quest’estate, c’è poco da stare allegri. Ah, il Castello della Pietra è chiuso per restauri (è franata la passerella), ma intorno ci sono un mucchio di sentieri che aspettano solo di essere percorsi…

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Carine le mucche, vero?

Mi manca, la Lombardia. In realtà mi mancano un sacco di cose e di andare in montagna non se ne parla. O almeno le prospettive non sono buonissime. E’ autunno, non vi racconto cosa non funziona, o cosa devo pagare, e il ginocchia di mio marito scricchiola, come i miei denti. L’unica cosa carina che mi è capitata è che qualcuno ha occupato abusivamente la mia auto. Colpa mia, che ho lasciato un finestrino aperto. Dovendo prendere l’auto, l’ho pregato di scendere. Lui si è stirato, è scivolato sul sedile anteriore, ed è graziosamente saltato fuori dal finestrino. Che classe! E’ proprio il re del cortile.IMG 0116

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Il Campionato del Mondo di Mungitura a Mano di Vacche… In Valle Brembana

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La Valle Brembana sulla vetta del mondo, con un posto d’onore nel mondo delle grandi sfide internazionali, e comunque andrà sarà sempre una vittoria. Domenica 28 settembre, dalle ore 9.00,…

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Miracle maker

L’angelo custode di mio marito lavora sodo: ha già prodotto due miracoli in nove mesi (il mio angelo custode, oltre a tenermi ragionevolmente in salute, non fa troppi sforzi: deve essersi convinto che tanto ce la posso fare. Finirò col chiedere i danni anche a lui)Quelli di Veruno Musica ce l’hanno messa davvero tutta. Mi hanno telefonato, scritto, chattato su fb, sinché la dannata macchina fotografica di mio marito è saltata fuori. Grazie al ragazzo che l’aveva trovata. Ragazzo…un vecchio ragazzo, va. In fin dei conti un amante del prog. Così oggi pomeriggio sono andata su a Milano, ho scarpinato da Missori sino a via Santa Sofia, ho lasciato alcune bottiglie di vino e ho ripreso la bimba (in realtà ho trascinato un pacco pesantissimo per sei isolati). E poi ho fotografato tutti i tram che mi sono capitati a tiro. E mi sono trascinata sudata e vecchiotta nel quadrilatero della moda in mezzo a modelle taglia modella (cioè zero) e carampane rugosissime ed elegantissime (e giapponesi) sinché mi sono ricordata che stasera era la Vogue fashion’s Night Out. Quindi eventi musica negozi aperti mostre sino a notte fonda (mi sono vista Segantini in pace), poliziotti dappertutto (si aspettavano un attacco dell’Isis?)Poi in piazza della Scala, dopo aver comperato a mio marito la terza edizione di un libro su Joyce che ha già alla Milano Libri, che è una libreria graziosissima, ho guardato la vetrina di Trussardi, e sono entrata così, giusto per dare un’occhiata. C’era in vetrina una borsa da urlo, ma ho lasciato che una commessa mi provasse una giacca di nappa ed è stata la fine. Le ho lasciato metà dello stipendio. Non so resistere alle commesse che sanno fare il loro mestiere. E ho anche comperato il foulard edizione limitata dell’evento. E intendiamoci, fossi andata da qualcun altro che vendeva taglie modella, sarei ancora ricca. Invece no, il Trussardi arriva anche alla 52, non di tutto, ma quel che c’è è abbastanza. Poi mi sono presa un ben meritato campari (ero partita con l’idea di andare al Campari in piazza Duomo, ma c’era un EVENTO, scusate tanto)in via Manzoni e poi mentre il mondo fashion sciamava, ho deciso che anziché trascinarmi in metro sino a Famagosta potevo farmi portare in taxi. Ci ho messo lo stesso tempo, ma almeno mi sono riposata.DSC05968

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Mal di stomaco

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Una bella serata finita in catastrofe : Francesco, ma più probabilmente il cugino Itt, ha abbandonato la sua macchina fotografica. Con dentro le foto delle vacanze del concerto e di un suo amico scrittore che era lì. È il nostro regalo di nozze di due anni fa . Sniff. Però dopo due bottiglie di cartizze ci si sente meglio. Anche se l’organizzazione ci ha provato.

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Se questi sono prog io sono kate winslet

Lo so, dovrei postare la foto della mia ben meritata doccia, invece sono on the road again a Veruno dove sta suonando un gruppo finlandese che prog direi proprio non è. Però tra doom e prog puro e duro di solito il secondo mi fa morire di noia. Però certo le vibrazioni facevano tremare anche il bagno chimico. Tra l’altro l’essere sempre on the road ha un brutto effetto sulle virgole, che sulla tastiera sono troppo in basso. Comunque i pezzi forti devono ancora suonare e faremo l’alba. Poi trovare la strada di casa sarà un problema, come già l’arrivarci: temo che anche il navigatore, dopo gli infissi, i faretti, il frigo, mi abbia lasciato… Il pubblico è composito, ci sono i vecchi hippy , i giapponesi e i vecchi e basta, come noi. Ci sono i dischi e mio marito ha già adeguatamente contrattato. Lo so facevo meglio ad andare in montagna anziché in collina per fargli piacere. Tanto è incazzato lo stesso

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The Last Day

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Questa è, per così dire, l’alba di domenica. Cioè le dieci del mattino di una domenica dove i pii Innsbrüker vanno a messa alle dieci, e poi a mangiare con i nonni. Più o meno. Noi siamo partiti con l’incubo delle code (e pensare che avevo giurato a me stessa, mai più di domenica). Comunque i cartelli elettronici dell’A22 erano molto più apocalittici della realtà. Noi ci siamo fermati comunque a Termeno (Tramin), patria del Gewürtztraminer, dove nel nostro locale con pergolato e vista sui vigneti era in corso una festicciola a base di birra. Noi ci siamo mangiati i fingerli (già, col bel tempo di quest’estate, ci saranno in giro funghi grossi come case) annaffiati da un Gewürtz freschissimo, e poi ho domandato alla cameriera se potevo comperare due bottiglie di vino. Lei ci ha pensato un po’, poi ha detto che si poteva. A fine pasto ho ripetuto la richiesta all’altra ragazza (la figlia?) e lei (ingenuamente?) mi ha risposto, ah ma il produttore abita qui di fronte, nella casa rossa, lo vendono loro. Di domenica? Da queste parti il riposo della domenica è sacro. E invece no. Stavano tagliando i rami in eccesso di un eucalipto e c’era un enorme frastuono, ma una donna giovane non solo mi ha aperto, ma mi ha portato dalla mamma che mi ha venduto tutto il vino che ho voluto e me ne ha fatto assaggiare dell’altro. Così si è tornati a casa allegri e con il bagagliaio pieno. Come al solito. Ora la scuola è ricominciata, la casa è un campo di battaglia e io mi sento già oltrepassata dalle circostanze. E infatti due giorni fa sono scappata in valle Spinti .

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Considerazioni

Con il sole è tutto più bello.
Gli uomini di qui stilisticamente sono un caso disperato (poi le donne sposano gli italiani perché fanno una figura migliore)
Le ragazze al contrario sono bellissime
Anche fra i lavoratori del teatro ci sono rivalità da lotta di classe ( specie se vai in giro con cashmirino grigio, tacco 12 di vernice, e borsa di Prada)

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Happy

Due giorni consecutivi di sole=felicità ( per la verità , menisco permettendo , siamo stati felici anche a bagnomaria ) , grazie a Milena e Irene che hanno giocato con la gatta, grazie a Norbert che stasera ha di nuovo il locale pieno, grazie ai due tenerissimi innamoratini di fianco a noi sono così belli che fotografarli sarebbe un reato…

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