Bionico

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Che bello vedere la città la sera, sfrecciando in bicicletta per andare a casa. Il grand’uomo è stato deportato in clinica e dopo un giorno rimpiangeva le mie minestrine…Ma adesso ho un marito bionico, con le ginocchia al titanio, cui una materna infermiera ucraina ha spiegato come fumare senza fare scattare il sistema antincendio scatenando una figuraccia epocale. Il Grande Longo è già venuto. E se domani si presenta la metà della gente che ha promesso di farsi vedere, ci sarà la coda . Ma io non ci sarò: dopo aver passato la notte su una sedia sarò a dormire col gatto. E non venitemi a parlare di neve: qui c’è un’alta pressione così alta che pare una compagnia di watussi. E per un po’ dovrete accontentarvi di ricordi: anche via Trotti con la nebbia pare poetica

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Bilancino

A dire il vero, detesto fare bilanci di fine anno quasi quanto detesto fare promesse per l’anno nuovo, che come diceva Leopardi non è quasi mai troppo diverso dal precedente.
Tuttavia…
Uscite escursionistiche: 18
Uscite turistico artistiche: 4 (7 in realtà, perché sono andata 3 volte a Torino)
Vacanze 14 giorni.
Uscite escursionistiche con mio marito: zero, contando le vacanze.
Uscite escursionistiche con altri: 3
Mare: zero (un record)
Giorni scorbutici: 200 malcontati
Giorni sfigati: gli altri meno 36.
Salute: moderata
Pazienza: azzerata.

Augurio (per tutti): 365 giorni così:

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Sfuggire alla nebbia

In realtà, non c’è modo di sfuggire alla nebbia, se si vive qui. Fuori è tutto un altro vivere. Oggi ho avuto freddo. Devo dire che non ero più abituata, ma per lo meno sembranormale . In val Vigezzo sono andata quando qui c’era la nebbia e là non c’era ancora neve. Adesso che webcam e siti specializzati hanno mostrato le montagne innevate e un filo di poltiglia sulle strade ho quasi nostalgia di quel cielo limpido e freddo, secco e lucido. E nessuno in giro. Ho camminato nel parco della Valgrande in un itinerario troppo battuto a giudicare dalle guide e invece non ho incontrato nessuno se non un tizio con un vecchio cane. Probabilmente, una tale solitudine darebbe fastidio alla maggior parte delle persone, ma al contrario io un po’ di solitudine la vivo come un sollievo, tra il mio martirio che parla tutto il giorno e il dover parlare per lavoro tutti i giorni. E poi, stare via “dalla pazza folla” ha i suoi lati buoni. Mi dicono che i mercatini natalizi di Santa Maria Maggiore quest’anno siano stati deliziosi, ma tuffi nel genere turismo di massa mi sono preclusi…

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Devo dire, tutto sommato, che Malesco mi ha un poco deluso, probabilmente perché avevo aspettative troppo grandi. E’ un bel paesino, e nulla più. Ma dovrà aspettare la prossima prova d’appello per un giudizio definitivo

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Statistiche di Natale

Mode di mio marito: Grinch .
Mode del gatto: coccolosa. Ma solo se non si esce. Se no, va nella sua lettiera, fa quello che deve, poi con agile mossa di zampetta, zac! La spande con eleganza nel corridoio ( Benvenuti a casa mia, accolti dalla pupù del gatto in mezzo all’ingresso)
Mode mio : Grinch 2.0
Panettoni mangiati in barba alla dietologa: 2 e mezzo ( Tre Marie, Maina, Galup)
Neve a Courmayeur: zero ( dixit mia cugina che c’ è stata lo scorso week end)
Barboni ospitati da Don Marasini nella parrocchia di S. Rocco: otto, malcontati. Alla fine della messa si è pure commosso.
Addominali esercitati, dieci minuti. Stato dei suddetti addominali, pietoso.
Possibilità di andare in montagna sabato: 10%
Questioni che dovrebbero risolverti lunedì: tre, falegname, assistenza della lavastoviglie, ecocardio di Francesco.
Vestiti di Francesco ancora in lavanderia : tre.
Cose da fare prima di andare in montagna sabato: lavanderia, panetteria, pranzo di Francesco.
Libri comperati per Natale : sei. Letti, nessuno.
Auguri ricevuti : parecchi; mandati, pochi ( tagliare legami superflui).
Auguri!

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(Foto di Beatrice Sardi, che beata lei è andata ad Innsbruck prima di Natale

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Se lo chiamano inverno

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Tutti a lamentarsi dell’inverno che il giorno del solstizio ancora non si è visto , della neve che non c’è, delle temperature miti . Guardate fuori dalla mia finestra. È tornata la nebbia. Quella nebbia, Milanese nebbia. Non “prendi contromano via Guasco per nebbia ” ma quasi. Oddio non va bene neanche questa. È più facile appendersi al tempo atmosferico quando non vogliamo occuparci di cose più serie. Facciamo finta che ci importi, quando in realtà dovremmo renderci conto che i suoi capricci dipendono anche da noi. L’inverno fa il suo mestiere, noi facciamo il nostro. Miao anche dalla principessa

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Lavori in corso

Per Natale, avendo ormai zero dané, offrirò ai miei venti lettori un nuovo layout della pagina, un nuovo frontespizio e qualche contenuto nuovo in pagina, perché ho ricevuto in proposito suggerimenti dai miei studenti , e una nuova serie links per aggiornare un mondo, quello della rete, che vive nel segno dell’impermanenza. Stay tuned.

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Impossibile, oggettivamente, sfuggire al proprio destino

o alla vecchiaia. Di sabato che quando si era giovani e baldi si facevano le ore piccole e anche il resto, ora si sta a dormicchiare sul divano, chi da solo, chi in pelosa compagnia, senza voglia di fare altro che le cose più semplici. Nemmeno di leggere cose complesse. Il lavoro è finalmente finito: ho terminato di controllare la postfazione giusto stasera. Ho tradotto in inglese un saggio di molte pagine sul caso Eternit, che sarà presentato mercoledì 17 prossimo, all’Isral, se vi capitasse di passare. Mi sono liberata da un peso. Adesso potrei persino riprendere la mia vita ordinaria. Peccato che sia così stanca. Venerdì ho avuto a malapena la forza di fare quattro passi in bassa Valsesia. Neve, zero. Previsioni per gennaio, apocalittiche: giusto per quando il consorte dovrà farsi operare. Dopo aver perso la fiducia nel mondo (e in questo giorni se n’è avuta ampia riprova), e il terremoto di stasera, figuriamoci se mi fido del meteo.
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Scusate il ritardo

Sono bloccata. Non dal maltempo , ma da un lavoro che ho preso sottogamba e che adesso è diventato urgentissimo. Sto finendo. Fra un paio di giorni ricomincerò a lamentarmi. Nel frattempo sono sempre sulla Stampa .www.lastampa.it/montagna Tutte le settimane. Ma non doveva essere un lavoro estivo?

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Dalla Finestra

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Allora, il ginocchio a pezzetti sarà restaurato a gennaio, e a me è toccato discutere con il chirurgo perché non vuole stare in clinica. Ma che stanchezza. Oggi che era la mia ora d’aria anziché prendere ed andare (ma ieri poveretto lo avevo abbandonato tutto solo tutto il pomeriggio) ho preso la gatta e mi sono spiegata sul letto. Alla fine, quando abbiamo riaperto gli occhietti santi, il sole era tramontato da un pezzo. Così non si è fatto nulla: e ciò è male se si considerano tutti i lavori non fatti. Almeno ha mangiato il rosbif senza protestare (e oggi gli ossibuchi): ha protestato per le bistecche impanate, il polpettone,i petti di pollo (e lì, ci può anche stare) la purée, e non so più che altro…Così mi sono messa a fotografare dalla mia finestra, come un Monet de noantri, la piazza Genova di giorno nelle varie fasi della giornata. Qui, due esempi. Gli altri saranno presto su flickr… (vi terrò informati)

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L’inverno non sarà ancora arrivato, ma l’influenza sì

Sono di nuovo totalmente afona; la scorsa settimana avevo la febbre; poi dicono lo stress. Mio marito si sfoga con me. Io con chi mi sfogo?

Questo era Champorcher. ( Almeno sono paga di belle foto)

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