Prima pagina

Prima pagina del Tyroler Tageszeitung . Finalmente il sole .
Disperazione turistica in atto nell’entusiasmo del maître del Goldener Adler, alla mezza, deserto

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Buon Ferragosto

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Deserto anche il ricevimento degli Schützen.

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Piove

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Cougar

Ho contrabbandato il nipotone fuori casa. Non fuori dall’Italia, ho un finestrino che non funziona e questo rende difficile soddisfare le richieste di poliziotti e doganieri. Solo in Alta Val Formazza , alle cascate del Toce , e poi alla diga di Morasco. Meglio che non lo dica troppo in giro, ma a momenti morivo. Ho dimenticato cosa vuol dire camminare con un ventenne che porta il 47 di scarpe. Pinne. Ė salito in un secondo alla chiesetta di Riale e a me per stargli dietro a momenti saltava via il cuore. Diciamo che me la cavo meglio nell’enduro, passo dopo passo. E il lago è davvero bellissimo. Tutta la valle Formazza è un unico sistema di dighe: ci sono moltissimi sentieri ben segnalati e c’era persino un po’ di gente. Anche i turisti incongrui con i sandaletti ai piedi. Anche il cumenda varesotto con russa al fianco che lo faceva correre alla velocità della luce.

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Il bacino di Morasco è interamente percorribile in tutti i lati, oltre si va al rifugio Somma Lombardo, ai ghiacciai e alle vette al confine con la Svizzera ( sono senza cartina sottomano, si capisce?). E la cascata del Toce ( è aperta tutti i giorni, ad agosto) era davvero nel suo massimo fulgore.

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Un ordinario week end …di noia

Lo so, questo è un blog in cui dovrei scrivere di montagna. E infatti sono andata in montagna, urrah! A trovare le mia villeggianti che erano ancora in quel di Dolonne, e così ho potuto, finalmente, vedere la passerella sull’orrido di Pre St Didier. Con il sole. Con un sacco di vento. E poi siamo andati a passeggiare al Colle San Carlo, dove c’era tutto il mondo, quando, mi è stato detto, il giorno prima c’erano le ragnatele alle piante . Il deserto. Il problema che di gente, mi si dice , ce n’è pochina. E si può anche capire. Anche se poi nel corso del mese il brutto tempo è stato più o meno ammortizzato non si può pretendere che chi ha pochi giorni o si muove nel week end si prenda la pioggia così a capriccio. Siamo al Belvedere al colle San Carlo, e devo dire, mi sembra che la strada non sia più la stessa. Forse la memoria mi gioca brutti scherzi: mi sembrava più corta. Però la vista era spettacolare, e la compagnia sempre eccellente…(mamma mia, Alda, che passo!)
Invece stamattina, tempo incerto e esselunga piena come se non ci fosse più domani. E così abbiamo svuotato l’armadio del bagno (quello che mette in comunicazione con la terra di mezzo) risultato: quindici sacchi di immondizia varia, mezzo armadio svuotato, schiena a pezzi, gatta isterica, scoperta che l’altra metà è molto molto peggio. E c’ è chi non vuole andare in vacanza…

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Trent’anni di sopportazione (mia- ma anche sua)

Forse dovevo scrivere di paziente sopportazione. In realtà non sono ancora propriamente trenta, ma solo ventinove – saranno trenta il prossimo anno da che stiamo insieme, trenta da che ci siamo incontrati invece quest’anno. L’anno di iato sta a significare che mio marito era lento a decidere anche allora. Una vita. E non ė soltanto un modo di dire. Una vita rosicchiata pezzo per pezzo per non smentire mai l’avere opinioni diverse in tutto o quasi, tranne che su politica musica cinema e poco altro. Vestiti. Profumi. Sesso ( senonché, qui, misericordiosamente è intervenuta la vecchiaia).
Cosa è cambiato…molto. Non nella sua convinzione che andare in montagna sia turismo o una perdita di tempo, del resto lui non cambia mai le sue convinzioni, neanche quando la vita si incarica di dimostrargli il contrario. Però martedì scorso che sono andata a Mergozzo a camminare e a nuotare ( ed è arrivato il dannato nuvolone di Fantozzi anche lì), incazzandosi e brontolando quando sono arrivata a casa alle otto – (perché la gente normale e le famiglie vere cenano alle sette- mai cenato alle sette in vita mia) ebbene aveva preparato la cena, per due. Lo ha anche fatto oggi che sono andata banalmente dal parrucchiere.

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Però dopo un pomeriggio di relax e di camminare e di acqua bella fresca, guardate che bella faccia rilassata ha la scrivente

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Torino Cool

Cool, nel senso di fresca. Sono andata su (poi spiego perché “su”) e ho tenuto la giacca praticamente tutto il giorno (alla mostra dei Preraffaelliti anche ben stretta perché faceva un freddo cane) Perché su: perché Torino è praticamente una città di montagna, come Innsbruck, con cui ha in effetti molte cose in comune. Una città di montagna ha le montagne tutte intorno e queste hanno avuto a che fare con la sua storia e il suo essere.
Ho camminato come una dannata, perché con la storia della ZTL bisogna stare molto attenti a dove si passa. Ho mollato la macchina nel primo buco vicino all’Istoreto. Ricordarsi che in corso Palestro al martedì c’è mercato. E poi fare tutta via Garibaldi, andare a comperare libri alla Paravia così non chiude, e rendersi conto che in quella parte vecchia della città, tra il duomo e la Consolata, ci sono piccoli scorci di città che sono ammirevoli, e potresti essere a Praga, Vienna, o persino a Innsbruck. Se non che incontri una signora già in età con un vestito a fiori blu e un cappello di paglia traforata e pensi che non c’è Milano che tenga, solo a Torino sanno ancora portare il cappello con tale eccentrica eleganza. A Torino, esiste una certa eleganza persino nella farragine di certe ragazzine

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Mamma mia

Allora, due parole, perché anche questo week end, con il tempo che c’è, sarà difficile fare qualcosa, e perché mio marito, come sempre in questa stagione è triste e depresso e guarda dietro di sé i bei momenti che ha trascorso con qualcun altra. E queste cose non le posso scrivere negli articoli che scriverò per la Stampa.
Un’altra meravigliosa attività a pecunia zero, come il saggio che ho appena ottenuto su Platone, come la traduzione per l’Isral come la Clil, a sproposito, ho passato l’esame d’inglese del primo anno, bene, ma avrei preferito benissimo, soprattutto perché non capisco che errori ho fatto, e la trasparenza alla mia veneranda età, è tutto.
Marmotta appena nata omaggio del Parc animalier d’Introd:

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Stagioni

D’accordo, non ci sono più le mezze stagioni e neanche quelle intere, e così dopo ben due settimane di fila in cui sono riuscita a uscire, questo week end mi sono ritrovata in mezzo ai truzzi di Panorama per comperare il pane, dopo un magnifico monsone di metà pomeriggio.

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Ecco qui, un bel sabato trascorso in alta Val d’Ayas. Il vallone di Graines, dietro le rovine del castello, è cambiato da quando l’ho visto per la prima volta. Mi sembrava molto più boscosa, e intanto non c’era la diga della Brusson acque, e nemmeno la fontana di acqua freschissima lì vicino. E un sole bello caldo e accecante. E la strada è davvero comoda almeno sino a gli alpeggi, dai quali la sterrata diventa un sentiero che sale sino al lago grande di Frudière. Ma lì, lo ammetto, non ne avevo più molta voglia. Mi sono presa una bella abbronzatura…

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La scuola è finita

Lo so, in effetti la scuola è finita da un pezzo. In effetti, adesso dovrei rotolarmi su e giù per le pietre da qualche parte, invece sto cercando di scrivere con la coda del gatto sulla tastiera e la agita pure… In effetti tutto ciò che che ancora dovrei fare per la scuola è tanto e gli unici giorni che ho avuto di libertà, tra scrutini, esami (miei, alla mia età e non ho ancora finito, e devo fare ancora dei compiti) ovviamente è piovuto. E noi siamo andati lo stesso a sentire Pat Metheny, con il mio zoppicante signore e padrone che zampettava sulla rampa per gli handicappati e da lì in mezzo al fango che ancora non ho tolto dalle scarpe.
Colonna sonora , Pat Metheny Unity Group
E se non sai dove andare , la Courma di Machaby…

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