
Queste due settimane di vacanza forzata (per mio marito, s’intende) sono state molto utili per comprendere le sfumature dell’anima umana, anche per me, a parte le occasionali crisi d’impazienza per un tempo splendido, limpido e freddo, mentre io sono bloccata qui. In ogni caso il mondo si può dividere grosso modo tra i sempre presenti, quelli che ti aiutano e magari non te lo aspetti (cugini, amici di vecchia data, che vengono con regolarità) , i solleciti che si informano, vengono, ti invitano a pranzo o ti fanno la spesa, quelli che vengono una volta e conoscendoli è una sorpresa che mai ti aspetteresti (perché non escono di casa o magari vivono in Russia), quelli che hanno tante parole ma poi si fanno vedere una volta e poi scappano, quelli che almeno telefonano, quelli che nemmeno telefonano, nemmeno per buona educazione, quelli che sono stronzi proprio (vedi alla voce parenti stretti e studenti). Dell’ultima voce, gli studenti non li puoi dismettere, solo se è il caso bocciare ( potrebbero anche essere senza colpa, è il Liceo Ginnasio G. Plana che li riduce così). I parenti stretti, che non puoi scegliere, puoi almeno diseredarli – per quel che mi riguarda, come fatto. I suoi, non i miei.