Conclusioni (provvisorie)

1 – Mio marito cammina se proprio deve e se la vista lo giustifica (quindi qui in città non muoverà più un pollice)
2 – Abbiamo fatto le vacanze nell’unico periodo in cui ha fatto bello, ma davvero bello, e siamo tornati pure con il caldo porco (così fidarsi delle previsioni o non fidarsi è uguale, ma andate voi a spiegarlo a mio marito)
3 – Le vacanze di mio marito devono necessariamente comprendere un negozio di dischi (il che esclude dalle nostre vacanze il Nepal, le Maldive – neanche ci fosse tutta la patata del mondo… e molto altro).
4 – Che, per usare una geniale definizione del GRANDE LONGO, la miglior esposizione di figa (e scusate il francesismo) si trova a Innsbruck e non a Torremolinos, ma non ditelo in giro perché non voglio trovarmi a Torremolinos il prossimo anno (anche a uomini non si è messi male, però)
5 – Che in cima all’elenco dei miei pensieri c’è la cucina che non ho ancora ridipinto…
6 – Non ditemi che le vacanze sono FINITE !!!

Pubblicato in altro | Lascia un commento

Stando così le cose

Domenica, Teo, il gatto della nostra portinaia, stava acciambellato in mezzo al cortile, come fa sempre, essendo lui il padrone del cortile. Io dovevo  uscire con la macchina e passando gli ho detto, Dai, Teo, spostati, lui ha alzato la testa e io glie l’ho grattata. Ho fatto manovra e ho visto nello specchietto retrovisore che non aveva mosso neanche un pelo della coda. Così ho fermato la macchina, sono scesa, l’ho preso in braccio mentre lui faceva le fusa tutto contento,  e l’ho depositato un po’ più in là.
Stamattina ho raccontato la cosa alla sua padrona (Teo naturalmente era in mezzo al cortile) e l’ha signora Mina mi ha detto, è perché lei ama le bestie, Teo non si fa mica prendere in braccio da tutti. Io intanto ho dovuto ripetere la manovra, scendi, prendi, fusa, deposita più in là, con la Mina che commentava (al gatto) ma sei uno sciocco, pensa se non era la signora, e ho pensato che almeno ero in alto nella stima di qualcuno. Questo, sempre per gli uccisori di gatti della volta precedente: meglio la stima dei gatti e degli animali in genere che quella di molti esseri umani.

Pubblicato in gatti, Uncategorized | Lascia un commento

L’estate più strana del mondo II: la città che sprofonda

 

 

 

La città che sale

Se questa è la città che sale di Boccioni, la nostra è piena di buchi come una groviera. Nel senso che non solo è piena di avvallamenti nell’asfalto (bucone buchino e buchetto dietro piazza genova sono sempre lì) ma proprio che l’asfalto affonda, forma voragini echi di competenza mette un traliccio e se ne va (ma chi è di competenza?) Parrebbe che tutte le mie case sprofondano: in piazza Genova, in corso Borsalino, dove la buca è uno scavo archeologico che è stato ormai chiuso almeno tre o quattro volte da che ci abito ed è ancora sempre lì che si apre e sprofonda. E poi si sprofonda nella sporcizia: cicche cartacce schifezze varie che non si vedono altrove (non sto parlando di paesi civili, ma solo, per dire, di Asti). Quando poi ai bastardi schifosi che uccidono gatti per sport, spero che venga loro una brutta lunga dolorosa malattia letale.

Pubblicato in politica | Lascia un commento

Tutta l’estate su una ringhiera

Lo scrittore piemontese DeMaistre, fratello di quello che era troppo reazionario persino per lo zar Alessandro I, ha passato un anno viaggiando intorno alla sua stanza, io posso ben raccontarvi che ho passato l’estate a ridipingere la ringhiera verso cortile a casa di Francesco, che è una goccia nel mare di quel che ci sarebbe da fare, ma è una goccia che posso gestire, o almeno così pensavo. In realtà, se facessi una giornata non stop probabilmente mi ammazzerei, ma finirei tutto e potrei dedicarmi ad altri incommensurabili lavori di concetto (stirare, lavare, cucire una borsa, andare da mia madre e lavare tutte le tende, lavare tutte le tende in corso Borsalino, lavare le due tende da mio marito – o per meglio dire lavare le uniche tende decenti e buttare via le altre due mangiucchiate dal gatto). In realtà più vado avanti a grattare più mi rendo conto che pulire e carteggiare lì non è sufficiente, avrei dovuto scrostare con … con che cosa? Probabilmente su quel balcone presto o tardi troverò dei fossili, perché ho scoperto che mia cognata che viene a fare i lavori a mio marito, no no, eh io soffro di vertigini, il balcone no. In più, perché le grane non vengono mai da sole, un po’ di vernice ha sporcato l’auto della signora Cinzia, la ragazza argentina che sta a pianterreno. Certo non fossi stata attenta… ma sono stata attenta considerato che i vicini di sotto, va beh meglio sorvolare sui vicini di sotto, sono quelli che avendo noi avuto una perdita, capita, noi abbiamo vfatto aggiustare, abbiamo pulito la macchia, loro per ritinteggiare il bagno ci hanno presentato un conto che io con la stessa cifra ho fatto dare il bianco in tutto corso Borsalino. Francesco è andato dall’avvocato e la cosa è morta lì. In ogni caso, mio marito che ha un grande talento per organizzare – avesse dato una pennellata… – ha telefonato a suo cugino, che è un grossista di olii combustibili, e pertanto alle sue dipendenze ha un meccanico, che a sua volta è fratello di un carrozziere. Alberto ha detto vieni che sistemiamo noi, così ieri io, la signora Cinzia, la vicina si chiama così e la macchina siamo andati nella Filanda a Castelceriolo (che sta sui libri di storia – la Filanda Giovenzana era una delle più grandi della zona) e alla fin fine, io, Cinzia e Vittorio il meccanico armati di cera e di olio di gomito abbiamo smacchiato il cofano della panda, mentre Alberto faceva il piacione, cosa che gli riesce benissimo.
Senza indorare la pillola, il commento del signor Vittorio è stato, testuali, chi è l’idiota che le ha conciato l’auto così. Adesso l’auto è ovviamente da lavare e lucidare e io pagherò ovviamente le spese e amen. Persino Picci ride.

Pubblicato in altro, me | Lascia un commento

L’estate più strana del mondo

Magari io esagero e anzi sicuramente esagero un po’, ma un luglio così freddo non me lo ricordo proprio, e le mie previsioni di avventure sono andate a carte quarantotto – anche perchè mi sono messa in testa di darmi ai restauri e questo si sta rivelando non solo un lavoraccio faticosissimo con mio marito che dirige e il gatto che guarda, ma soprattutto foriero di rogne, non volute e non cercate, ma rogne. (macchie di vernice…) Così in questo luglio sono uscita volte due e una delle due volte ho preso acqua qui e là. Volevo tornare al lago di Villa, che è una bella riserva naturale, ma una volta parcheggiata la macchina – che era ancora quella del carrozziere – è venuto giù il finimondo. Mi sono spostata allora nella valle di Champorcher, pensando che lì magari era già piovuto . Infatti… però l’umidità si tagliava letteralmente con il coltello. Anche agli orridi di Ruatz sopra Pontboset. Morale: ho rischiato di portarmi a casa un gatto che forse, anzi sicuramente, apparteneva a qualcuno.

Pubblicato in allenamento, camminare | Lascia un commento

Perché ho lìimpressione che il mondo sti

Perché ho lìimpressione che il mondo stia andando di male in peggio?

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Non occorre essere nati in Mandrognistan per essere mandrogni

Sempre a proposito di questa estate strana… occhio, chi va in montagna – io ormai pochissimo – perché il tempo è quello che è. Almeno mio marito non potrà accusare me se in Austria il tempo sarà da schifo. Speriamo che i miei cari villeggianti di Courmayeur trovino buon tempo (ma ho idea che per chi è già lì ci sia poco da divertirsi, vero Ennio?)
Qui, le notizie non sono proprio buonissime. I sindacati vogliono costruire un nuovo teatro… con tutto il rispetto, ragazzi il sole vi ha dato alla testa? i soldi non ci sono (nonostante la pubblicità autocelebrativa del nostro sindaco 7m x otto), se ci fossero ci vorrebbero vent’anni a costruirlo, e nel frattempo chi ci lavora lo mandiamo a spasso? Al sindaco non interessa (infatti ha riconfermato Repetto e la Mancuso…che schifo) e se volesse bonificarlo realmente, basterebbe chiedere a Casale, dove le bonifiche le fanno da anni, senza pericolo e bene. Oops… Casale?! D’accordo che tutto il mondo è mandrogno: ad Asti non trovi un manifesto del festival Teatro e colline di Calamandrana (che quest’anno coincideva in parte con i concerti di Asti…), pensare che oltre che la stessa Provincia, condividono anche gli stessi sponsor… si sa i mandrogni girano (ai vari festival ho visto le solite facce nostrane), il silenzio della città è spettrale, ah no scusate, sono venuti i Pooh, con rispetto parlando mi facevano cagare quando avevo 15 anni, figuriamoci adesso che ne ho due volte venticinque. Ma con loro hanno fatto tutto l’incasso di Asti teatro e anche dei concerti. Davide Van de Sfroos lo puoi vedere gratis in giro ovunque (per carità, anche lui capitalizza, è in giro da vent’anni, va benone) Rafael Gualazzi chi? I Kataklo dopo l’ultimo spettacolo che ho visto non li voglio più vedere nemmeno se mi regalano loro il biglietto…Però ad Asti Stan Ridgeway dopo due ore di concerto gratis, davanti ad un pubblico che gli chiedeva The Big heat piuttosto che Mexican Radio , è stato un’ora a firmare autografi, chiacchierare ( e perché no, vendere un po’ di dischi, visto che ormai si autodistribuisce)
Almeno ci resta Fausto: il Macallé è aperto sino al 1 agosto (neanche nei tempi d’oro…)

Pubblicato in altro, politica | Lascia un commento

Non bisognerebbe mai guardarsi indietro

Oggi sono andata al cimitero, cosa che non faccio così spesso, meno certo di quel che dovrei, perché mi provoca un’enorme tristezza, quella soprattutto di non sapere cosa succederà della cappella dopo di me. In realtà, poiché non ci vado spessissimo, quando ci vado ho sempre l’impressione che sia un poco abbandonata, con la polvere, i ragni, i fiori secchi. Ci sono ovviamente ottime ragioni per fare così: è esposta a sud, i fiori appassirebbero in trenta secondi, anche se riuscissi ad andarci tutti i giorni, i ragni sono un problema generale, e noi esposti a sud eccetera. Però anche quello mi intristisce. Ieri poi c’è stato quel po’ po’ di tromba d’aria…Infatti c’era la terra portata dal vento, le ragnatele, il consueto tappeto di calcinacci dal soffitto – comincio a non sapere cosa far pulire prima, se la camera da letto in piazza Genova o la cappella di Masio, la quantità di calcinacci è la stessa. Va bé, a settembre. Poi dopo aver pulito fatto una passeggiata al sole e al cielo limpido, che cosa mi è venuto in mente di salire in paese? Ho fatto un giro e ho avuto l’impressione che in piazza ci fosse qualcosa di diverso…sono tornata e ho capito, Paolo deve essere riuscito a vendere la casa dei miei. E quando sono venuta dopo il 25 aprile, era ancora tutto come prima prima, adesso la facciata sulla piazza era stuccata e pulita, avevano coperto una parte della terrazza con un tetto di legno nuovo di zecca, e c’erano persino degli ornamenti alla finestra. In più un’enorme parabola da prendo anche la tv di bin laden. E’ sciocco, e naturalmente la casa l’avevamo venduta secoli fa, ma ci sono rimasta di stucco, come se avessero fatto qualcosa a me. Credo ci metterò un po’ a riprendermi. Di questa estate strana le cose che mi stanno più dentro sono le case, il loro valore, i soldi che devo spendere, dove devo andare ad abitare e adesso anche la memoria che non c’è più.

Pubblicato in me, memoria, storia | Lascia un commento

Ho visto un tasso

Ho visto un tasso, ma era morto e credo fosse veramente il primo della sua specie che avessi mai visto. Sono stata sopra Masone, nella Valle del latte, sabato scorso, in una giornata calda, ma di abbacinante chiarezza, mentre il resto del mondo faceva la coda tra Masone e il mare. Io il mare non l’ho nemmeno visto, ad un crinale se ne succedeva un altro ed io ero spedita e di buon passo. Il tasso morto ha intristito la mia discesa: era sul bordo della strada e mi pareva che il pelo fosse ancora soffice.
In basso, quasi sull’orlo delle case, è sbucata una volpe che frugava in un cespuglio, e lì per lì, la vista si sa, non è più quella di una volta, l’ho presa per un cagnolino.
Ma quando mi ha visto ed è saltata nel cespuglio con un bel balzino, la lunghezza della coda non lasciava spazio all’immaginazione.
Sabato scorso il mio nipotone ha preso la sua sudata maturità (sudata dagli zii, direi – i miei alunni in matura sudavano freddo, ma lui no. Gli zii lo hanno preso per i cenci e scrollato ben bene, gli hanno fatto inglese e filosofia, storia, pedagogia e pure musica – Giuseppe italiano – e la zia è pure andata a fare il tifo. Cuore di zia era contento, alla fine, cuor di professoressa non tantissimo, ma ho cercato di farlo tacere. domani festeggiamo , mentre lui è a casa a giocare al computer e le mie alunne sono a Ibiza in hotpants (beate loro che possono portarli, gli hotpants).
Ora la matura è finalmente finita, fa troppo caldo anche per pensare, come direbbe De Gregori, e ho tante cose da raccontare, ma i centauri maledetti mi hanno fuso il cervello (l’ho già detto che questa manifestazione mi sembra inutile, insensata, inquinante, ignobile, inelegante non mi vengono in mente altri insulti che inizino con i)

Pubblicato in camminare, Uncategorized | Lascia un commento

Memento

In effetti volevo salutare il vecchio social Buddyslim, che è scomparso dalla rete, morto  e abbandonato. Amen a lui. Considerato quanto poco slim io sia attualmente…

Noi ci siamo trasferiti su un altro network, se funziona troverete tra poco il link, sempre in Inglese, queste cose gli americani le fanno benissimo.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento