Libera

Giorno uno: allora signora, la frattura si è saldata perfettamente, vada casa e si tolga il tutore (l’ortopedico) Come scusi ? (io) sì , basta strapparlo via (l’infermiere) ??!!(io, scoraggiata). In ogni caso, sì, il tutore è venuto via facilmente .
E il braccio a ciondolare pesantissimo e inerte. Senza contare le piaghe da decubito rimaste sotto il tutore. Tagliare la carne da sola? Non scherziamo. Aprire la porta del frigo? Sì, si può fare. Lavarsi i denti? Sì, anche questo. Alzare il braccio? Esageruma nen. Tenere la posizione della panca? Fantascienza. Prendere il gatto in braccio? Sì picci. Ogni movimento, un dolore.
Ma. Se penso al mio gomito dieci anni fa, ho fatto più movimenti oggi che allora in un mese di fisioterapia. E se vedo domani la stessa fisioterapista di allora, scappo a gambe levate.

Pubblicato in allenamento, me | Contrassegnato , , | 1 commento

I’m black

Aderisco alla campagna internazionale contro il SOPA, la proposta di legge allo studio del Congresso americano, che limiterebbe drasticamente la diffusione di materiali protetti da copyright in rete, anche non per fini di pirateria. Così oggi il mio blog è in nero.

Pubblicato in analogico/digitale, giù dai monti via nel mondo, me, media | Contrassegnato , | Lascia un commento

Contenente, contenuto, considerazioni finali

Contenente: un portafoglio, un berretto, un paio di guanti, tre mazzi di chiavi, due chiavette USB, le caramelle, un porta documenti, con i documenti, un rossetto, un fazzoletto, un pettine, una spalla.
Contenuto:
due mattinate in questura, una ad esaminare facce lombrosianamente patibolari (unico riconosciuto con certezza: un innocuo barbone che straparla in piazza della Libertà); una ad aspettare con altri disgraziati per il duplicato della patente: all’ispettrice che mi diceva che questa città è ormai in caduta libera non ho potuto non dire che tocca a loro fare qualcosa – possibilmente non delle retate al Ribaldo cfr.articolo che certo non sono pericolose come pattugliare le strade buie;
A tutt’oggi cinque serate/ mattinate in sala gessi. Delirante, il nostro ospedale oscilla tra l’efficienza e il terzo mondo senza sapere esattamente da che parte pendere;
Una mattinata in comune, e ho riavuto la carta d’identità;
Tre telefonate e la banca ha sistemato tutto;
Tre viaggi a vuoto alla Renault per riavere la scheda dell’ auto, comprese di carro attrezzi per portare l’auto sin là – il coglione che mi ha rapinato – che possa rompersi una gamba – non si è reso conto che era parcheggiata a due metri. Da Milano hanno mandato LA SCHEDA SBAGLIATA!! Viaggetto a Lourdes? Mio marito dice che dovevo arrabbiarmi di più, ma ho già una spalla rotta, non mi resta che ridere in faccia alla sfiga.
Conclusioni finali : ricordare al mondo che alle vittime di qualcosa bisognerebbe rendere la vita più facile, ricordare alla polizia che sentirsi rispondere non abbiamo volanti in zona non contribuisce ad aumentare il civismo dei cittadini (lo so lo so hanno problemi anche loro), considerare che perdonare è al di là delle mie forze e che penso che ogni azione si giudica dalle conseguenze.
Al momento io e la Pipisita ci riposiamo un sacco…Perché quando esco, mi guardo sempre alle spalle.

20120116-192510.jpg

Pubblicato in attualità, Mandrognistan, me | Contrassegnato , , | Lascia un commento

BUON NATALE

Carissimi, non ci sentiremo per un po’, temo. La sera di Natale sono stata aggredita e rapinata e mi hanno fratturato la spalla destra.. Sarà lunga e dura , sperando che la frattura resti composta, se no sarà più lunga e più dura. Quando avrò le idee più chiare scriverò (con la sinistra) qualcosa di più serio, magari sulla decadenza di questa città e sul fatto che tante parole sbandierate non hanno nemmeno affrontata la questione della sicurezza. In queste circostanze ovviamente vedi quali sono le persone migliori, come mio marito, il mio nipotone e la mia amica Laura che ha passato la sera di Natale con noi al pronto soccorso. E trascorrere una mattinata in Questura dà un’interessante visione del mondo.. . Baci a tutti e buon anno.

Pubblicato in me | 2 commenti

Merry Christmas, Alessandria.

image

Fatto : due presepi, tre alberi di Natale ( due da Francesco a prova di gatta , uno in corso Borsalino ), addobbi, auguri, e – mail, spesona,  pagato tutte le bollette,  rimasta senza un centesimo, fatto tutti i regali, consegnati tutti tranne due, fatto telefonata, me ne resta ancora una. Devo ancora comperare il cibo per la picci, ma non credo che lì ci sarà la folla stroboscopica del resto della città
E anche l’ insalata russa perché non sarebbe Natale senza l’insalata russa. Speriamo che da Adamo non ci non ci sia tutto il mondo. 
Detto questo. Buon Natale. A chi andrà a casa e a chi andrà a Cortina ( ma un po ‘ meno), ai ferrovieri sulla torre e agli immigrati su un barcone,  a nonno Napo e a chi pensava di andare in pensione, a Bersani che non si sa mai che diventi un po’ più cattivo, a Berlusconi perché magari gli nasca una coscienza ( se non si spera nei miracoli adesso …), a chi farà in buon Natale e a chi ne farà uno pessimo ( e ne conosco ).
Ai bambini grandi e piccini. A chi è religioso come mia cugina e a chi come me non lo è, agli amici reali e a quelli virtuali, a chi mi ama (speriamo ) e a chi mi odia ( speriamo di no ) ai miei micioni e anche al mio nipotone che malgré lui sarà il bastone della nostra vecchiaia. E anche alla vecchiaia sperando di arrivarci.

Pubblicato in altro, giù dai monti via nel mondo | Contrassegnato | Lascia un commento

L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale (segue)

image

Così per cominciare: questa mattina, nella biblioteca del Plana si sono riuniti i membri dell ‘ Associazione Amici del Plana, una specie di società segreta di membri dell ‘establishment ex alunni del Plana. In teoria dovrei farne parte essendo una ex alunna, ma a) non sono abbastanza establishment e b) ma neanche campassi mill’ anni. I riuniscono a porte chiuse, si strafocano di pasticcini, in orario di lavoro dei più, perché affittare la stessa saletta a scuola chiusa gli costerebbe dei soldi e almeno finanziassero l’ Istituto anziché far della nostalgia. Invece niente. Peggio: almeno avessero la buona creanza di far partecipare gli insegnanti o gli alunni, che in fin dei conti sono il Plana vivo. Magari tirando qualche focaccina mezza masticata come il ricco epulone con il povero Lazzaro. Poi ci lamentiamo dei ragazzi : ma , figli della volgarità dei genitori, sono in genere meglio di loro. Possibile che questa città non sappia fare di meglio che avere un giornale o sedicente tale, che sposa senza esitare qualsiasi forza politica arrivi a Palazzo Rosso…( ricordo che alla prima vittoria della Lega saltò sul carro della vincitrice dal lunedì al mercoledì, quando ancora inneggiava ai socialisti nel numero del sabato. ) Possibile che siamo riusciti a produrre una delle peggiori classi dirigenti locali …e pure in odore di ndrine. Smettiamola di prenderci in giro da soli. Non solo io trovo questa città triste e mezza morta _ e infatti i pezzi grossi del teatro li hanno prosciolti … Intanto è Natale e noi navighiamo sul nulla. Intanto un sondaggio : quanto sono brutte le decorazioni natalizie di piazza Genova : tantissimo, molto, in fin dei conti non sono così male? Lo so, pure la foto è brutta, ma è come l ‘ immagine sui pacchetti di surgelati, solo un suggerimento.

Pubblicato in Uncategorized | Contrassegnato | Lascia un commento

L’ineguagliabile tristezza di Alessandria a Natale

image

image

Oggi dopo aver parlato con una sessantina di genitori – ovviamente sono venuti quelli dal 7 in su, quindi una cosa perfettamente inutile, considerato che non sai veramente cosa dir loro- ho deciso di fare un giro in centro, giusto per vedere quanti negozi sono scomparsi dall’ultima volta.  Altro che atmosfera natalizia…tristissimo. Sarà anche colpa della consueta depressione natalizia di mio marito, ma vagare per il centro mi ha dato veramente il colpo di grazia (vedi le tristi renne di piazza Libertà ). Dopo tre canzoni natalizie stasera al concerto della Banca ero pronta a tirare una bomba

Pubblicato in camminare in città, giù dai monti via nel mondo, Mandrognistan | Contrassegnato | Lascia un commento

Ora d’aria

image

Sono scappata, finalmente. Ero ormai con il fiato corto. Non solo per il pezzo di vita che mi è stato scippato ma per la mancanza d’aria e di futuro che aleggia sul Mandrognistan natio. Così venerdì mi sono presa la mia giornata libera.  Non così tanto lunga come pensavo, ma molto più soddisfacente dell’ ultima a Estoul. Sono andata in Valsesia e volevo andare in Formazza.  E ho fatto bene in ogni caso.  Intanto perché ho scoperto che la fata del.dentino esiste ancora : e porta regali ai bambini (venti euro a dentino ). L’ ho sentito a Riva Valdobbia mentre parcheggiavo l’auto.  Di questo passo i bambini crederanno anche a Babbo Natale … In secondo luogo ho camminato lungo la via d’Aosta nella val Vignale. Anche se non c’ era ancora neve il tempo era freddo e terso e in mezzo alle foglie si andava benissimo. Sono andata verso l’ ospizio Sottile lungo la via di comunicazione con la valle d’Aosta e lungo una serie infinita di cappelle.  E’ vero,  da Riva si vede il miglior panorama sul Monte Rosa,  che da Alagna è quasi invisibile. Il paese anche con poca gente aveva una bella atmosfera festosa e tante tipiche case Walser. Insomma un pomeriggio sereno come non ne.avevo da molto tempo.

Pubblicato in camminare, escursioni, Mandrognistan, neve, Valsesia | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

2027

Ricordo una canzone di Caterina Caselli di tanti anni fa, in cui si diceva più o meno che nel 2023 i suoi occhi sarebbero stati stanchi (insomma vicini alla morte). Ricordo che mi faceva paura. Proprio perché mi faceva pensare alla morte. Adesso ho più o meno la certezza che nel 2023 i miei occhi saranno altrettanto stanchi come quello della canzone, ma io sarò ancora in cattedra e mi converrà essere bene in salute, perché di pensione sino a 67 anni non se ne parlerà.  E ora che ero riuscita a convincere mio marito a finire le nostre estati in montagna a goderci una ben meritata pensione.  Peccato che per il nuovo governo equo voglia dire equus mica equità (e pure da tiro, il cavallo). Cerco di non farmi venire mal di fegato pensandoci (ma poi viene da solo, il mal di fegato al pensiero che quel branco di bastardi che mai nemmeno ho pensato di votare mi hanno rubato un pezzo di vita ). E non sono nemmeno le tasse a darmi fastidio, dato che mamma Pantalona le ha sempre pagate essendo nell’impossibilita ‘ di evadere il fisco. No. I soldi come diceva Barbra Streisand in Hallo Dolly,  devono circolare altrimenti sono solo letame.  No no è la vita,  il furto della vita mia. (e di quella degli altri, via, loro ai loro figli ci hanno già pensato ma io – noi ai giovani cosa diciamo . Lavora che così mi paghi la pensione?  Avevo detto che non volevo farmi venir mal di fegato?  Ok mi sbagliavo. Si capisce, vero?, che in pensione ci andrò nel 2027, se ci arrivo

Pubblicato in attualità, giù dai monti via nel mondo, politica | Contrassegnato , | Lascia un commento

Sull’ orlo del baratro

Questo ovviamente per non pensare che siamo sull’orlo del baratro e ci stiamo danzando allegramente sopra.
Quanti di noi oggi hanno fatto le solite cose…

Pubblicato in altro, giù dai monti via nel mondo | Contrassegnato | 1 commento