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Il film del lunedì, da vedere il martedì. La casa nel bosco.
La casa del bosco . Capisco che tra le bombe, il terremoto e le elezioni, parlare di cinema possa sembrare inutile o pleonastico. Ma siccome il film lo andrete e vedere domani, spero che almeno un po’ di queste tragedie si saranno placate (non la vittoria di Rita, ovvio). In più , si tratta di un film di genere, quindi volutamente non ho voluto inutilmente appesantire la vita con dell’intellettualismo pretenzioso. L’ idea di fondo non è male, e perfettamente in linea con questo periodo di anticipazione da fine del mondo. Un gruppo di ragazzi si trova in una bella casa isolata nel bosco e viene assalita da un gruppo di zombi maniaco – religiosi. Sembra demenziale, ma non tutto è quello che sembra: gli zombi sono manipolati da una misteriosa organizzazione. E i nostri ragazzi, una bella accolita da film dell’ orrore tipico, non sono i soli a trovarsi in quella situazione. I siparietti dei professionisti dell’ organizzazione ( tra loro c’ anche Sigourney Weather, che è diventata un donnone) sono la cosa più riuscita, altrimenti il film procede in modo abbastanza qualsiasi sino all’ epilogo, e qui finalmente si riscatta. Considerata l’ epoca in cui viviamo, anche qui c’ è poco da stare allegri.
Mai come quello che ci tocca vedere dal vero, comunque.
Santa Maria Maggiore, Piemonte
https://www.evernote.com/shard/s125//sh/1b0381ac-f6ce-48c6-bc2a-d370c7b5b55b/141802d7eeb499dfd49233cf57b7b87e
Un assaggio, praticamente. E nemmeno so se è venuto bene
Bella stronza
Questo fa molto pro domo mia, ma tant’è . Poi vi prometto che torno in montagna. Cara vigilessa che mi hai fatto la multa per una ruota sulle strisce pedonali – circa quattro minuti, come lo scontrino della farmacia testimonia… Spero che questo abbia aumentato la sua percentuale settimanale e spero anche di aver migliorato le disastrate tasse di questo comune…Peccato, cara vigilessa, che quando si ha veramente bisogno di lei (e di voi vigili urbani in generale), misteriosamente di voi non ci sia traccia. Teppisti, schiamazzatori notturni, borseggiatori da mercato, piccoli truffatori, gente che parcheggia negli spazi degli handicappati, certo potrebbero aggredirvi, magari insultarvi. Fare multe in piazza della Libertà è molto più remunerativo, meno pericoloso. Quando mi sono trovata la multa, e te lo avevo anche detto, che la lasciavo il tempo necessario per ritirare delle medicine, ho mandato a ‘fanculo te e il tuo sindaco e spero naturalmente che domenica quel buffone venga trombato. Quanto a te, bella stronza, ora mi sento molto meglio. Molto meglio (beh, faccio anche un lavoro migliore, va detto. Molto più divertente)
Pubblicato in attualità, Mandrognistan, me, sfiga
Contrassegnato Mandrognistan, me, Sfiga
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Il film del lunedì
Adesso che la vita politica locale ha preso una pausa, posso benissimo tenere in pace la mia nuova rubrica, senza ansie o Interruzioni.
Allora, i film di questa settimana sono due:
CHRONICLES, film di fantascienza americano che parte come un banale Blair Witch adolescenziale e poi si trasforma, sempre in un film adolescenziale fantascientifico, ma molto più pensoso e interessante: se hai dei super poteri e sei un nerd sfigato e pieno di rabbia cosa ne puoi fare? Non va a finire benissimo, vi avverto.
DARK SHADOWS di Tim Burton, che da qualche film non è più lui, o meglio è sin troppo lui, nel senso che ormai è diventato il manierismo di se stesso. Molto triste, e questo non fa eccezione. Oddio ci sono cose peggiori che andare a letto con la strega Eva Green e ci sono molti personaggini simpatici, (il più simpatico è Alice Cooper, e riconoscerlo senza trucco non è facile)ma l’insieme mi è parso molto deludente . Meglio dell’ Alice nel paese eccetera , ma ancora deludente. Se siete fan, ovvio che potete spararmi subito per questo commento. Se siete curiosi, ok; in alternativa, potete aspettare il passaggio in tv – o darvi alla pirateria, ma questa sarebbe istigazione a delinquere.
SEANCE DE RATTRAPAGE. Se lo avete perso, dato che se non sbaglio lo danno ancora a Casale, il film di Amelio Il primo uomo è meraviglioso (e Amelio non è la mia passione)
Pubblicato in cinema, giù dai monti via nel mondo, media
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Cose nuove
Ora ci sono tante cose nuove (buone) da dire . In realtà avevo intenzione di iniziare una nuova rubrica IL FILM DEL LUNEDÌ, cosa che farò più estesamente lunedì prossimo, quando avremo un sindaco nuovo di zecca. Il nostro primo film è Hunger Games, il film campione di incassi in mezzo mondo. Ed è pure un bel film, intelligente e ben fatto, con una sceneggiatura solida e ben costruita. Un’ utopia negativa molto anni ’70. Divertimento, bei dialoghi, adrenalina. SE ANCE DE RA TTRAPAGE: se ve li siete persi, cercate Cesare deve morire di Paolo e Vittorio Taviani: Giulio Cesare di Shakespeare recitato in dialetto da veri ergastolani. A dirlo così sembra o una tremenda boiata o una palla colossale, invece è un esercizio di stile straordinario ( e Shakespeare è sempre Shakespeare) Per il resto, e sono seria, ancora non riesco a spiegarmi come abbia fatto Fabbio a farsi votare dal 18% degli alessandrini. O meglio, lo capisco benissimo, purtroppo
Pubblicato in media, politica, Uncategorized
Contrassegnato Cinema, cose nuove, paolo e vittorio taviani
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Such a perfect day
L’unico giorno senz’acqua sono andata al lago. D’accordo, devo farmi degli amici: giuro che telefonerò a tutti quelli che conosco, anche su Facebook, la prossima volta che saprò quando andrò in montagna. Certo ora la metà di loro sono impegnate con le elezioni: vista la proporzione cittadini/candidati dovrei almeno avere a disposizione dodici preferenze e non una soltanto. Francesco ha (o io gli ho, o era nella mia mia borsa in attesa di, e ha fatto la fine della mia borsa) smarrito il certificato elettorale: siccome è la seconda volta, facciamo che una l’ha perso lui, una glie l’ho perso io e siamo a posto. Il mio è sempre lì, stazzonato, pieno di timbri, ma per chissà quale automatismo non ha mai lasciato il mio cassetto. Per tornare all’unico pomeriggio di sole, sono tornata a Fondotoce con le racchette e con pantaloni da ginnastica nuovi, ma senza tasche: devo riesumare un marsupio. Sullo sfondo del lago Maggiore con rospi bisce d’acqua e folaghe, il nordic walking mi pareva avere più senso. E in effetti è un allenamento completo, riesco a sentire anche le spalle e il dorso. Devo allungare le braccia di più, però.
Sono tornata a casa serena, e abbiamo litigato. Come sempre quando esco.
Pubblicato in allenamento, attrezzatura, camminare, nordic walking
Contrassegnato allenamento, attrezzatura, camminare
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Da un giorno all’ altro
Due parole solo per dire che sono in ritardo come al solito, ma sono sopravvissuta a due giorni in montagna con mio marito, a un pomeriggio di shopping e al lancio di una bottiglietta di acqua minerale ( troppo lungo spiegare il perché. In realtà non aveva capito che per andare a recuperare la macchina ci avrei messo più di qualche secondo…)
Che dire, comincio ad essere stanca di pioggia, e anche stanca di guerra, visto che ormai il mio matrimonio sembra più a una guerra che ad altro.
Tra l’ altro, quando siamo andati via oggi, sembrava sul punto di nevicare…non che qui sia diverso, visto che sta diluviando. Solo la gatta mi dà ragione, il che in qualche modo è una consolazione. Peccato che la sua consolazione, dorme sempre attaccata a me, finisca con il procurarmi dei dolorosi mal di schiena…
Il mio 25 aprile
Credo che saranno le donne di una certa età, qualunque cosa questo significhi, a salvare il mondo, o almeno la nostra povera Italia (come diceva mia nonna – povr’italia tutto attaccato). Almeno questa è l’impressione che ho avuto ascoltando Pisapia a radio popolare. (gran discorso, fra l’altro, bisogna cercare il podcast: radio popolare) e soprattutto ascoltando gli ascoltatori. Quelli che dicevano le cose più sensate erano donne – anche la Camusso: in fin dei conti la repubblica nata dalla Resistenza dovrebbe essere fondata sul lavoro. Con questo stato d’animo ambivalente sono andata al cimitero di Masio. Che oggi pomeriggio era felicemente deserto. Dato che ormai andare al cimitero mi manda in paranoia, perché dopo le vicende dell’eredità di mia cugina ho sempre paura che qualcuno decida di spostare i miei morti (l’ avevo detto che era una paranoia) trovar tutto come lo avevo lasciato e anche pulito ( a dar retta alle mie paranoie anche troppo pulito) è stato un sollievo. Trovarci ancora i tre garofani rossi, anche di più. Però facendo il giro nelle tombe degli altri suoi compagni, compreso Pimpi, ho trovato le cappelle chiuse e i fiori fuori. Triste, se si pensa che io sono venuta sin da casa, che non è lontanissimo, ma nemmeno dietro l’ angolo. Libertà vo cercando…diceva qualcuno. Non è che siamo troppo convinti di avercela? In ogni caso, sinché posso, andrò a fare il mio giretto il 25 aprile.
Pubblicato in giù dai monti via nel mondo, media, memoria, politica
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Argine
Allora, devo arginare l’espansione del mio girovita (arginare l’espansione delle tasse ahimè non si può). Così ho finalmente tirato fuori l’ultimo inarrivabile attrezzo antiespansione: le bacchette da nordic walking. Già. Non potendo più correre, ho ceduto alle lusinghe di tutte le signore di mezz’età che ho visto scorrazzare per prati austriaci. E che mi sono sempre sembrate ridicole. Così, armata di tutta la conoscenza di cui ho potuto disporre e della lezione dimostrativa che mi hanno fatto, sono andata sull’argine martedì. E mi sono sentita ridicolissima. Primo, mi ci è voluto un quarto d’ora buono per aggiustare le manopole, che devono fissarsi intorno al posto, salvo scoprire che come i guanti c’è una destra e una sinistra. Secondo, il primo cane che è passato si è messo ad abbaiare (è allergico ai bastoni). Terzo provate a sincronizzare passo piede bastone spalle core se siete due piedi sinistri come me: un delirio. Vabbé. Altri “bastonati” : una signora di mezza età ancor più piede sinistro di me.
Venerdì pomeriggio, giorno particolarmente ventoso, ci riprovo, dopo aver visionato altro materiale, nonché qualche altra dimostrazione video (su you tube è pieno). Ho una serie di esercizi suggeriti dall’istruttrice tedesca, e ha funzionato un po’ meglio. Venti minuti netti di camminata coordinata anche se lenta (alla fine senza vado più veloce), un buon lavoro sulle spalle, e un colpo di freddo.
Oggi, quaranta minuti ininterrotti e ho solo perso il ritmo due o tre volte. E ormai i “bastonati” sono tre (o quattro): oltre alla signora di mezz’età che ho visto la prima volta, un’altra tizia bassa e più giovane, e un signore che avanzava a falcate lunghe e coordinate proprio come si dovrebbe. Bene ho sfidato il ridicolo coraggiosamente, e la mia nevrosi è considerevolmente migliorata ( dal 31 marzo, ricordo, niente montagna, anzi, niente di niente).

