No

No, non parlerò della buona scuola di Renzi, quello lo rieserverò per la lunga e circostanziata risposta che gli scriverò, se solo mi viene la voglia di finire di leggerla ( Dio se è prolisso il ragazzo)

No, non vi parlerò deelle ultimi fisime del mio martirio, dall’insalata che non è abbastanza tenera, alle pesche che non sono dolci  – e le ha comperate lui – al fatto che ormai ha più fisico di me, e anche questo è pure vero. Ma quando gli ho fatto notare, all’uomo bionico, che così quest’estate potremo farci tante belle camminate, ha cominciato col dire che no, che è stanco, eccetera. E non provate a dire che avete male alla spalla che sono tutte cazzate …

  
 

No, ho anche sbagliato foto, non volevo il Lago Maggiore, ma il laghetto di Villa, nella bassa val d’Ayas, giusto quel tipo di passeggiata per pensionati che persino lui potrebbe fare. Magari la salita alle rovine del castello no…

No, non vi parlerò della signorina che ieri sera ho inavvertitamente chiuso fuori, e quando riaperto il portone dopo cena, un’ora dopo (“disgraziata, cosa hai fatto?”) lei era lì sullo zerbino e manco ha fatto un mao. Però oggi ha fatto un mao lamentoso e disperato e io a domandarmi oddio che vuole , acqua, c’è, crocchette, ci sono, umido, c’è, lettiera pulita, anche , coccole e bacini, pronti. Ci marcia un po’, diciamolo.

No, niente montagna da monte Sole. Piove. È piovuto. Siamo tornati al tempo di un mese fa. E io ho più voglia di dormire che di darmi da fare.

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Monte Sole

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Come dicevo, Monte Sole una bella camminata, che paradossalmente, nel consueto itinerario, non raggiunge nemmeno la vetta della montagna. Monte sole si trova sopra Marzabotto ed è lì che avvenne la strage dell’ottobre 1944. Da allora il luogo è completamente disabitato (c’è una sola persona che vive stabilmente a Caprara di sopra) e la natura ha preso un po’ovunque il sopravvento. Dal parcheggio del centro rete del parco si risale per i prati sino ad una croce da dove si vedono le due valli del Reno e del Secchia. E poi si sale: a Caprara di sotto, di sopra, alla chiesa diroccata dell’Assunta il cui parroco fu ucciso sull’altare, al cimitero di Casaglia, dove è sepolto Dossetti, e dove fu consumata la strage più grande. Volendo, tra Caprara e Casaglia ci sono le deviazioni per salire a Montecaprara e a Monte Sole (il primo è leggermente più alto). Dal cimitero, si scende – sarete più corretto dire si rotola, la discesa è ripidissima, e sconsigliabilissima in caso di pioggia) a Cerpiano, dove solo la maestra e due scolari sopravvissero sotto i morti. Si torna lungo la stessa strada, che è un saliscendi, ma se siete sopravvissuti alla discesa di Cerpiano e soprattutto alla risalita, avete i muscoli bellicaldi e dal parcheggio potete riprendere la strada, passare davanti alla Scuola di Pace e scendere sino a San Martino e alla lapide che ricorda i morti. Noi abbiamo avuto una giornata splendida, io ero morta (considerato che questa è la mia prima vera escursione e non un cazzeggio in mezzo ai prati), ma i miei cari studenti erano più morti di me.

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E’ estate se…

E’ estate se…ti senti morta per il caldo e non sai cosa mettere
se…all’una del mattina cominci a starnutire,
se…la bici ti si riempie di ragnatele se solo la lasci sola un’ora (accidenti a quel ragno)
se…la gatta smania per uscire in terrazza
se… passi un’ora a sistemare il condizionatore
se…in giro vedi solo uomini con orrendi pelacci al vento – bisogna diffondere al mondo la ceretta…
NO FERMA siamo solo a maggio , c’è ancora la scuola, anzi ormai non vai più a casa da scuola e oggi forse, sono stata sull’orlo di un bello sclero (“no, ma proprio tu che sei così calma…”sto ancora tossendo. Ditelo a mio marito).
Comunque, venerdì ho la mia ora d’aria e indovina …pioverà
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Le pratoline vengono da Monte Sole, quattro ore e mezza di salita con il mio tallone che è andato pesantemente in crisi e ventisei gradi (quelli del posto dicono che è assolutamente da evitare in estate).
La gatta ha fatto su un piccione e io ho dovuto chiamare Francesco perché facesse da becchino.

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Lo stato delle cose

Stamattina, per uscire, ho deciso di vestirmi da donna, cosa che ultimamente non mi accade molto spesso. Ho tirato fuori una gonna mai messa, blu, la giacca di pelle e ho deciso di infilarmi un paio di scarpe nere con il tacco. Dopo un’ora che camminavo, guardandomi distrattamente i piedi mentre infilavo i dischi comperati da mio marito in auto, mi sono resa conto che in realtà avevo infilato un paio di scarpe blu. Questo dice due cose: 1) che l’atrio di piazza Genova è buio anche con la luce accesa – è lì che c’è l’armadio delle scarpe e 2) che ormai le cose mi passano vicino senza che me ne accorga. Ho passato una settimana aspettando il Trofeo Mezzalama, per vedere cime e neve, che quest’inverno ne ho vista pochina e niente, ieri poi nel trambusto delle cose da fare mi è totalmente passato di mente. Come, per lo scrivere, ho un sacco di idee, cose da scrivere, suggerimenti, e poi mi sento troppo stanca per metterle su carta, o su web, che è carta virtuale. Stanotte sono stata sveglia e neppure vi ho raccontato le mie ultime uscite…ma queste, la prossima volta….devo fare un po’ di restyling del blog

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Addenda

Se la gatta smania per andar sul terrazzo e io non riesco più a trovare l’antipulci ( che avevo previdentemente già comperato)

Se guardando la tv mi rendo conto che ho già fatto in tempo a vedere Leo di Caprio trasformarsi da giovane efebo in quarantenne bolso con il faccione ( aprile  è il più crudele dei mesi anche per lui)

Se anziché mandare in montagna mi tocca passare giornate splendide con venti gradi e zero nuvole a scuola ( questo lo scrivono su fb anche i miei alunni ed ex alunni, e per una volta li capisco)

Se quando sono finalmente libera ( litigi a parte), piove.

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È primavera se…

Se mio marito si fa prendere dalla depressione più del solito (“aprile è il più crudele dei mesi”).

Se il signor Destro mette fuori i suoi ficus superdotati.

Se Teo va a dormire nei suddetti vasi.

  

Se non sai se metter via le racchette, tirar fuori i sandali, o tenere il pile a portata di mano. E ti vesti sperando invano di somigliare a Inès de la Fressange. 

Se hai sempre voglia di uscire perché c’è il sole, andare al lago, persino al mare, e ti viene l’ansia per lo sporco che si accumula sui vetri.

Se la linea delle montagne all’orizzonte è così bella da essere commovente 

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A grande richiesta

    

Anziché le uova, mademoiselle Rospo. È vero, sono più grandi, dei maschietti, e diventano molto ricercate in questo periodo…quando i compagni della loro specie saltano letteralmente sul dorso. Quella che ho fotografato si stava riposando, evidentemente, perché non l’ha spostata nemmeno la pigna che ho fatto rotolare vicino a lei. Tra l’altro si mimetizzano praticamente ovunque, foglie, ciottoli, terra, alberi. Ora che la primavera ci ha illuso ed è tornata la pioggia, possiamo serenamente pensare a tutti quegli animali che sopravviveranno alla Pasqua in santa  pace…

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Telefonami tra quarant’anni 

Tanti ne passeranno alla prossima eclissi 



(Foto courtesy di Serena Chandra Penpa).

E naturalmente il mondo non sarà più un mio problema anche se sarò lì a guardare. Strano venerdì. Prima l’eclisse che scatena vibrazioni negative- non nei pargoli scatenati che in piazza assediavano i volontari della società degli Astrofili. Poi la primavera che è sul punto di scaricare la seconda di molte perturbazioni da week end. Poi mio marito che fa cadere l’iPhone procurandogli danni non irreparabili ma certo fastidiosi. Poi tre giorni di litigi, ininterrottamente . Poi sono andata in Valchiusella. Non a Cravagliana dove vado di solito a salutare la primavera. Al lago di Meugliano. Dove a salutare la primavera ci pensano i rospi. In calore. Direttamente sul prato- attenzione a non calpestarli perché si mimetizzano praticamente con tutto: erba, foglie secche, pigne, pietre, muschio. E gracidano tutto il tempo. Pigolano in realtà. Non vi metto una foto perché la maggior parte di voi non ne vede, credo, la poesia.

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Hop

Talvolta è più facile cambiare aria del tutto. Dopo due giorni così così (leggi litigi continui e molta stanchezza) oggi dopo due aspirine – sia lode a te Herr Bayer – ho preso l’auto e via. Per dove mi è venuto in mente mentre dribblavo la polizia sotto casa, e sono andata al mare, da cui mancavo ormai da più di un anno. Dato che gli argini sono chiusi… Il nordic walking qui pare aver persino più senso ! e poi Arenzano ha di bello l’essere praticamente immutabile, persino il negozio dove comperavo le borse con mamma è lì inalterato di fronte al Municipio. Certo adesso ci sono i cinesi, che si fanno aprire i negozi di scarpe ( ma meglio la focaccia, dài).

Ho corso, anche . Peccato che il giorno dopo – i due pezzi  sono il frutto di un doppio salvataggio – avessi così male al tallone da non poter appoggiarlo. Non hop, ma ooops 



Questo è lo splendido percorso pedonale / ciclabile da Arenzano a Cogoleto che segue il tracciato della vecchia ferrovia, gallerie e tutto ( queste ultime non troppo illuminate)

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Surrogato

La luna sul tetto

Oggi sono andata a camminare in campagna. Dovrei dire in collina. Volevo andarci ieri, ma invece tutto è andato a rotoli. Per prima cosa, si è guastato l’ascensore, e così il mio martirio è rimasto bloccato in casa. Dovevamo andare a pranzo con amico numero uno e così invece abbiamo comperato tre pizze e ce le siamo mangiate a casa nostra, l’accampamento degli albanesi. A metà pizza telefona amico numero due, quello che talvolta il sabato ci snobba, dicendo vengo anch’io. Gli si è risposto, bene, però ti porti la tua pizza. D’altro canto, magari avrebbe potuto chiamare prima e io avrei preso la quarta pizza + dessert. Ma Francesco era convinto che fosse già giù con me. Mezza bottiglia di fuoco dell’Etna dopo aveva cambiato idea. I commensali sono stati rispediti ai rispettivi domicili ( uno a Varzi) a pomeriggio inoltrato. Così niente e io ho passato la serata leggendo i racconti horror di  Howard (Urania). Oggi dopo aver reso presentabili due vetrate ( pulire forse è esagerato), mi sono fatta a piedi la salita di San Salvatore al tramonto, chiedendomi, non per la prima volta chi fosse il demente che ha costruito due palazzi di dieci piani sul crinale della collina. Poi ho comperato due libri anziché la mimosa, e ho passato la serata a litigare con mio marito ( sto diventando  ripetitiva)

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