Campioni del mondo !!!No quella era un’altra cosa…
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Cracovia

Il nucleo storico della città, antica capitale della Polonia, sta arroccato sul Wawel, il castello che domina la Vistola. Ha un aspetto rinascimentale, un cortile affrescato, il Duomo dove sono sepolti i re di Polonia, Kosciusko, e pure il maresciallo Pildsuski, che ha reso indipendente la Polonia dopo la Prima Guerra Mondiale. Ai piedi del castello, una piazza è dedicata ai caduti di Katyn. Il centro storico ha davvero molte chiese ( per contro il palazzo arcevescovile dove ha abitato Woytila prima e adesso monsignor Dzwiwitz – posto che si scriva così – è abbastanza qualunque, quel barocchino – quasi – neoclassico che abbiamo in piazza Marconi). Come si vede il tempo quel giorno era pessimo e questo ha in parte giustificato anche la visista al pantheon degli eroi polacchi, dove in effetti si soffocava per il caldo. In realtà Cracovia è costruita non solo accanto, ma sopra la Vistola – alcuni dei suoi rami sono stai interrati alla fine dell’Ottocento, ma si puo dire che la terra intera trasudi acqua. Era la festa nazionale e c’era moltissima gente.

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Interludio

Se qualcuno si ricorda di un mio post dello scorso anno a proposito della fatidica riunione di classe…Ok, si sono finalmente decisi ad organizzarla. Non ho dato ancora una risposta definitiva, ma non ci andrò. Alla fine, la maggior parte dei miei compagni di classe, li ho persi di vista l’ultimo giorno della maturità e non li ho più visti da allora. E devo dire con mia grande soddisfazione. Perché allora rivederli? non me ne potrebbe fregare di meno, sinceramente. Gli altri, i veri amici, non ho bisogno di questi rituali piccolo borghesi per vederli

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A qualcuno piace Picci (Cracovia a puntate)

Stasera la mia micetta ha affogato una delle mie pantofole nella sua ciotola dell’acqua, come fa con i suoi topolini di pezza. Credo volesse dirmi qualcosa. Ad esempio che non devo andare troppo in giro. Ma il viaggio a Cracovia è stato molto interessante, per noi, insegnanti, per le ragazze che hanno partecipato e penso per gli altri studenti piemontesi, per Bruno Mayda e anche, certo per la Regione Piemonte che lo ha organizzato (nella persona dell’ineffabile Marica e delle sue colleghe). Il sospetto che possa essere l’ultima edizione del Concorso di storia contemporanea aleggiava su di noi (ho sentito Marica dire che le amministrazioni che hanno cambiato per così dire colore hanno contribuito sempre meno)….Almeno al nostro assessore alla P.I. Barbadoro abbiamo fatto fare bella figura e siamo persino finito in tv (su rai3 – peccato che il giornalista fosse veramente insopportabile, la versione in piccolo e in meno potere di un Bruno Vespa locale). In questa prima puntata in ordine sparso le persone: le mie alunne, per intanto, che si sono divertite (quando si poteva divertirsi, perché no) e hanno pensato quando c’era da pensare e parlato quando si doveva farlo, e hanno fatto su anche un bel gruppetto di studenti di Saluzzo, perché sono carine (perché no?)E poi gli insegnanti: il numero di persone che lavora in maniera eccellente qui in Piemonte dovrebbe spaventare la Gelmini (cui non credo piacciano troppo gli insegnanti che sanno insegnare a pensare – e infatti mi riduce le ore di lezione, non per far della polemica), e qualcuno era davvero di un’enorme simpatia(Carla di Saluzzo, Fabrizio di Casale, la collega di Torino che non so come si chiama) Avevamo una guida che votava per il defunto presidente polacco ( e ora voterà per il fratello); simpatico anche Piotr, ma un nazionalista conservatore (se non proprio reazionario). Le ragazze di Cracovia sono molto belle, quelle che piacciono ai raiteri e la città è piena di studenti. Poi ci sono quelli che mandano cartoline da Auschwitz, tanti cari saluti, con vista sul forno crematorio (ecco questo mi ha fatto un filino rabbrividire – non che il turismo della shoà non sia un fatto esistente e documentato (leggersi il libro di Gad Lerner); e quelli che mandano cartoline con la faccia di Woytila (il pellegrinaggio cattolico va sempre bene, e tra tutti e due Cracovia è turisticamente messa bene e lo merita, la città è davvero magnifica _ segue…

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Questo è

Cinque del mattino, caffé doppio, in bagno prima di andare a Cracovia con le mie alunne, lasciando gatta e marito così soli, poveretti ( e con il frigo pieno, tutti e due). Comunque sia, tre gironi di libertà

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Oh

E così Miss Oh ce l’ha fatta, ad essere la prima donna a scalare tutti gli Ottomila della terra. Ha finito adesso con l’Annapurna. Un piccolo bravo Caterpillar coreano, che però, secondo me, porta l’alpinismo indietro di cinquant’anni, a quelle spedizioni nazional popolari dove tutto era pianificato per il successo dell’impresa e la maggior gloria non si sa bene di chi. Mi si dice, anche con l’ossigeno. Ha fatto bene Nives a ritirarsi dalla competizione, a fare tutti gli ottomila ci arriverà comunque. A modo suo.

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25 aprile in ordine sparso

Niente 25 aprile collegiale (ANPI di qui, Provincia di là, cerimonie da un’altra parte) niente Fiera di S.Giorgio, che per molti mandrogni è la quintessenza della primavera (ma c’erano i fiori in Cittadella e tutto il mondo si è precipitato, a dispetto di certe anime belle che conosco che erano pronte a spergiurare che mai e poi mai. In realtà c’è talmente poco da fare qui che anche i fiori possono andare bene.) Però Cota è andato a…Verbania? Alla casa della Resistenza? Beh da qualche parte è andato, e da noi i nostri non riescono a mettersi d’accordo nemmeno su quello.

Viva i partigiani, viva Saragat (Saragat è il primo presidente della repubblica che ho visto, nel ’66 credo; per la verità non sono molti i presidenti della repubblica che si sono presi la briga di venire sin qui, più o meno le stesse volte in cui abbiamo avuto l’onore di vedere l’ex presidente della regione. oddio, non vorrei dire, e potrei sbagliarmi, ma dopo Saragat, Ciampi? E tra i due Spadolini, quando hanno riaperto per un giorno la Pinacoteca (ci sono voluti altri vent’anni per vederla aperta di nuovo. Io ho visto anche Pertini ( a Courmayeur) e Scalfaro, ad uno dei nostri convegni, ma non era già più presidente – in compenso era già stato folgorato sulla via dell’antifascismo, per carità, rispetto a quelli di adesso, certi vecchi democristiani come lui, o l’ex ministro della P.I. Bodrato, che dio lo benedica, lui sa perché, e anche tanti laureati in filosofia, erano davvero dei gentiluomini.

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Oggi si è sposato Franco, e avrei molto da dire, ma forse non è il caso che  lo faccia sapere a tutto il mondo libero, come si dice. Se sulle nostre teste staziona una nuvola di cenere e lapilli, ho idea che sulla sua la nuvola sia anche più minacciosa…

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Torino città olimpica

Olimpica, nel senso che sembra accogliere con benevola indifferenza le folle (che adesso si assiepano per la Sindone, come quattro anni fa andavano alle Olimpiadi – ho già detto che quelle di Torino erano molto ma molto meglio di quelle canadesi? e non solo perché abbiamo preso più medaglie?) e di gente mercoledì, che era un giorno feriale, ce n’era davvero a pacchi, ovunque. Strano perchè chi come me ha un legame speciale con Torino (mi sono persino sembrati famigliari i maleodoranti treni da pendolari che ho preso) fatica a pensarla come ad un posto turistico, però mentre portavo in giro le mie alunne che erano state premiate, mi venivano in mente tanti bellissimi posti. E sedendomi accanto agli studenti pendolari che andavano avanti e indietro come avevo fatto io, helas mi sono sentita giovanissima – poi subito dopo vecchissima, doppio helas. La mole, le chiese in via Po, Palazzo Madama, Palazzo Reale e le sue varie appendici…adesso in vista dell’Unità italiana ci sono immagini dei protagonisti del risorgimento lungo i portici ci via Roma e via Po, da Don Bosco al caro Camillo, e persino la contesso di Castiglione, più un tot di gente che non ho mai sentito nemmeno nominare. L’atmosfera era così festosa, che sembrava di essere a Parigi…giuro

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Animali

due belle signorine

questa bella signorina inglese, un po’ sgranata, con un’altrettanto bella signorina, è Queenie. Oggi sono passata a trovare la mia amica Lia, e mentre parlavamo dello stato del mondo (marcio) e prendevamo un the, sia Queenie, sia il suo compagno di casa Chagall si sono presi la libertà di strofinarsi con entusiasmo sui miei pantaloni. La mia figlia pelosa non sarà entusiasta, lei. Queenie ha diritto ad un doveroso riconoscimento perché, essendo in origine un cane da caccia, ha una vera adorazioni per boschi e giardini – lei può correre in un bel giardino tutto suo. E’ primavera (ma Chagall, vi avverto, quasi si strappava le orecchie  a forza di strofinarsele) e Queenie ha diritto ad una bella passeggiata.

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