A qualcuno piace Picci (Cracovia a puntate)

Stasera la mia micetta ha affogato una delle mie pantofole nella sua ciotola dell’acqua, come fa con i suoi topolini di pezza. Credo volesse dirmi qualcosa. Ad esempio che non devo andare troppo in giro. Ma il viaggio a Cracovia è stato molto interessante, per noi, insegnanti, per le ragazze che hanno partecipato e penso per gli altri studenti piemontesi, per Bruno Mayda e anche, certo per la Regione Piemonte che lo ha organizzato (nella persona dell’ineffabile Marica e delle sue colleghe). Il sospetto che possa essere l’ultima edizione del Concorso di storia contemporanea aleggiava su di noi (ho sentito Marica dire che le amministrazioni che hanno cambiato per così dire colore hanno contribuito sempre meno)….Almeno al nostro assessore alla P.I. Barbadoro abbiamo fatto fare bella figura e siamo persino finito in tv (su rai3 – peccato che il giornalista fosse veramente insopportabile, la versione in piccolo e in meno potere di un Bruno Vespa locale). In questa prima puntata in ordine sparso le persone: le mie alunne, per intanto, che si sono divertite (quando si poteva divertirsi, perché no) e hanno pensato quando c’era da pensare e parlato quando si doveva farlo, e hanno fatto su anche un bel gruppetto di studenti di Saluzzo, perché sono carine (perché no?)E poi gli insegnanti: il numero di persone che lavora in maniera eccellente qui in Piemonte dovrebbe spaventare la Gelmini (cui non credo piacciano troppo gli insegnanti che sanno insegnare a pensare – e infatti mi riduce le ore di lezione, non per far della polemica), e qualcuno era davvero di un’enorme simpatia(Carla di Saluzzo, Fabrizio di Casale, la collega di Torino che non so come si chiama) Avevamo una guida che votava per il defunto presidente polacco ( e ora voterà per il fratello); simpatico anche Piotr, ma un nazionalista conservatore (se non proprio reazionario). Le ragazze di Cracovia sono molto belle, quelle che piacciono ai raiteri e la città è piena di studenti. Poi ci sono quelli che mandano cartoline da Auschwitz, tanti cari saluti, con vista sul forno crematorio (ecco questo mi ha fatto un filino rabbrividire – non che il turismo della shoà non sia un fatto esistente e documentato (leggersi il libro di Gad Lerner); e quelli che mandano cartoline con la faccia di Woytila (il pellegrinaggio cattolico va sempre bene, e tra tutti e due Cracovia è turisticamente messa bene e lo merita, la città è davvero magnifica _ segue…

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camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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