Perché non ho mai voglia di fare l’albe

Perché non ho mai voglia di fare l’albero di Natale e poi quando è fatto e la casa addobbata mi sento così bene (post berlusconiano blues)

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E se dicessi che odio il Natale ?

E se dicessi che odio il Natale ?

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S. Lucia (senza lecabon)

Sono certa che quando potrò tornare in montagna nevicherà di nuovo a capofitto e io non potrò fare un bel niente. Questo un po’ mi intristisce… Ho già detto che odio il Natale? Senza contare che quest’anno la mia cara cognata (era il suo turno, in effetti) ha deciso di andare a mangiare al ristorante cinese (ché tanto noi al ristorante ci andiamo sempre…) Sans commentaire…Mio marito si è detto disposto a passare qualche giorno in montagna o da qualche parte, il che dà la misura di quanto sia incazzato. Per capodanno salta il consueto appuntamento varallovercellese (riunione di famiglia che anche qui non si sa mai…) e si profila il trio io – picci-papà che non è poi così male…

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Perdite

Sono andata a camminare un’oretta sopra Donnas e adesso non trovo più il mio cappello portafortuna di Innsbruck. L’ho perso?, mi è scivolato in macchina (che è notoriamente piena di anfratti?) è scappato nel parcheggio di Donnas (no, o almeno non c’era più quando sono tornata a controllare – ormai la mia paranoia ha raggiunto notevoli livelli) o al super di Pont St. Martin (non l’hanno trovato nemmeno lì – ho telefonato, e ve lo già detto che ormai la mia paranoia è galoppante). in ogni caso ho camminato due ore in mezzo alle vigne, mentre cominciava a nevicare, una vera nevicata, di neve bella farinosa. Aspetto di tirar via le racchette dal fondo della macchina. Ma neanche la montagna mi salva più dalla mia tristezza

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Cappello, ombrello e neve

Oddio, neve, forse è persino eccessivo chiamare neve i quattro fiocchi di stamattina. e tuttavia è bastato per vedere un tamponamento a catena davanti all’Esselunga e l’Esselunga medesimo affollato come per una catastrofe nucleare…

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Pioggia pioggia pussa via

La pioggia è molto molto deprimente, e l’umore di mio marito anche più deprimente. In effetti anche il mio umore non è proprio ai massimi termini, il lavoro non mi aiuta e sto pregustando quando potrò finalmente andrò in montagna (la prossima settimana, se quei segaioli dei miei alunni si decidono a fare l’assemblea d’istituto – hanno cambiato data tre volte in due giorni). D’altro canto ho scoperto che la mia liquidazione sarà decurtata, la mia pensione è in via di scomparsa…ed è pure lunedì (un lunedì strano, ho pranzato senza il marito pensando di fare molte cose, ma in realtà non sono riuscita a fare nulla…)

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Val Formazza

Quindici giorni già, e non posso nemmeno dire che il tempo vola… Sono andata alle cascate del Toce perché era uno dei luoghi della mia lista, e devo dire che quest’anno sono riuscita a fare molto ma molto di più di quel che in altri anni avevo fatto. Com’era, lo vedete dalle foto del cellulare, perché ho portato la mia analogica Canon più nuova (avevo ancora un rullino estivo da finire)- a proposito, sono riuscita a trovare la pila per la AT1, il cannone, un vero sollievo.

 

La piana del Toce

La piana del Toce, e non scherzavo

 

Una giornata magnifica, e tempo tiepido (5°), considerato che c’erano almeno trenta centimetri di neve ben assestata per terra. Aver avuto le racchette, sarebbe stato perfetto. Alle cascate c’era una buona portata (merito anche della neve per terra), dei gitanti di città (infreddoliti) e dopo un po’ solo io a godermi la piana, il tramonto e la neve. Unico neo: il cellulare non prende (smette alle cascate, per me è è un sollievo, ma mio marito mi ha chiamato invano tre volte in mezz’ora); altri due nei: le cascate si fotografano dall’alto e non dal basso, perché la galleria impedisce la vista, a meno di non mollare la macchina da qualche parte e prendere il sentiero che risale il fianco delle cascate – già ben ben pieno di neve e la strada per arrivare sin lì è lunghissima – e non diversa da quella dell’Alpe Devero, appena un po’ migliore. In compenso le terme di Premia sembrano promettenti e poi c’è il solito Bettelmat.

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C’è del buono nel litigare:il dopo liti

C’è del buono nel litigare:il dopo litigio, per esempio. I pantaloni Cerruti non si sono trovati comunque – lo chiederò a Chi l’ha visto

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Tredici giorni?

Già il 13 di novembre e neanche un post…Ok, ho avuto un sacco da fare, e per la prima volta in vita mia, più o meno non riesco più a scrivere. E neanche ad andare in montagna. Ci sono riuscita sabato scorso, a fare un giro in val Formazza, e c’erano trenta centimetri di neve buona in terra. Sarà un inverno freddo freddo… e non avevo neanche le racchette.

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mitico

Il tempo è poco, ma giusto per farmi un po’ di pubblicità, ho partecipato ad un concorso della rivista ALP, con un racconto di montagna, e ho vinto… il nono premio (un libro, che è sempre una bella soddisfazione…). E poi lo pubblicheranno, il racconto, per cui… state in campana (sempre che ALP sopravviva qualche altro numero)

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