Odio Sissi

Che è il sistema informatico integrato delle scuole superiori italiane. O qualcosa del genere. Quello su cui dovremmo scrivere i voti e le assenze, frequentabile anche da casa previa autenticazione. Ora, a parte che io ho alunni che del SSL se ne fregano e che sarebbero capaci di darsi tutti dieci anche di religione e condotta, pare che l’ora in cui sissi si concede ai comuni mortali siano l’ora di pranzo, l ‘ora di cena o le due del mattino. Appunto. Ho una leggera febbrolina, la gatta si è rotolata sul registro che non avrei dovuto portare a casa (e ha di nuovo morso il veterinario, perché anche a lei il raffreddore non è ancora passato del tutto. Certo che con la nebbia che c’è fuori dormire anche su un registro è la soluzione migliore…La mia amica Luisa è andata a comperarsi un televisore e spero non lo intesti a me che stupidamente pago l’abbonamento alla Rai( a rate, quest’anno)…Le montagne non so più neanche dove sono… E oggi in Valle d’Aosta c’erano sette soli sette

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Mio marito mi ha regalato la sveglia del

Mio marito mi ha regalato la sveglia delle Winx…

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Bloccata

Avevo il sospetto che le cose si mettessero male, quando mio marito (stavo per scrivere il mio martirio ma mi sono corretta in tempo) venerdì dopo pranzo è rimasto piegato sul lavandino mentre si lavava i denti : stavo per andar giù di voltaren, ma ha preferito fermarsi allo zerinol. La sera mentre stavo guardando la tv, il mio dolce fardello peloso si è alzato dal mio grembo (come è aulico) si è voltato verso di me e mi ha sparato in faccia un potentissimo starnuto – come me anche la mia gatta, essendo mia figlia, va soggetta ai raffreddori. Tuttavia ritenere che il leone che ha morso selvaggiamente me mio marito e il veterinario fosse malato gravemente richiede molta fantasia. Ci ha dimostrato comunque che due iniezioni sì, tre no. (il nostro veterinario, già temprato dal raffreddore dello scorso anno è venuto con l’assolutamente necessario, l’indispensabile e il necessario semplice, il quale è rimasto nella siringa. Così la mia libera uscita è saltata (dopo gli affranti genitori sono andati a farsi una pennica) e domenica dovevo aver la pressione a trenta (deve essere la dieta, in effetti sono dimagrita) Così è tutto per aria. Così, poiché sono una donna snaturata che non sa dare rassicurazioni a nessuno, men che meno al martire di cui sopra stasera sono le due e io sono finalmente da sola nella mia casa numero due. Che pace (e il mio vecchio gattino di pezza non starnutisce)

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Non servirà a molto, ma mi sembra comunq

Non servirà a molto, ma mi sembra comunque doveroso: http://bit.ly/g3d5ku

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Esiste !!!!!

La chiesa di S. Caterina del sasso, cioè . Non che che io e la Eli l’abbiamo proprio vista, ma sappiamo che c’è, in un certo senso l’abbiamo incontrata e ha pure davanti un pargheggione tipo santuario di Padre Pio, con buona pace del caro Edoardo, illustrissimo ecc. che era un luogo incantevole, semisconosciuto (la provincia di Varese valorizza il turismo, caro)… Il lago è sempre bello nonostante il tempo così così. Una chiacchierata tra (vecchie) cugine non ha prezzo, come si dice.

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Valanga

Ai miei 20 o 30 lettori: Auguri e grazie (di esserci, ovvio).

A chi si occupa delle strade di questa maledetta città: stammi alla larga, perché mordo. Ho bucato un’altra gomma, e vorrei sapere come, visto che in questi ultimi giorni sono andata in giro solo in città: piazza genova, garage, via Wagner, piazza della libertà. Tra l’altro, uno dei pneumatici da neve. Il mio gommista al telefono rideva. E non ho toccato marciapiedi, lo giuro.

Alle bollette che continuano ad arrivare (riscaldamento, condominio, illuminazione funeraria, TV, senza contare la caldaia del mio inquilino) BASTA !!!!

All’ente che manda raccomandate intestate alla mia defunta mamma: non ho parole (pubblicabili su un blog)

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Il modo migliore per cucinare iii: music

Il modo migliore per cucinare iii: musica brasiliana, vino bianco, lasagne da terminare e nessuno che rompe le palle neanche il computer

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Dopo l’abbuffata

D’accordo, se Natale senza mia cognata (e capodanno e l’epifania) vuol dire stare così bene ci faccio la firma per gli anni a venire. Sono anche riuscita ad andare a camminare sino a Machaby (niente neve, come avete potuto vedere, un freddo cane e un tramonto mozzafiato) e ho fatto pure la spesa al Conad di Pont San Martin (dove hanno dei cappelletti e agnolotti più buoni di quelli di Adamo – dixit mio marito che nella stessa occasione ha misurato il diametro delle lenticchie dicendo che quelle di una volta erano più grandi (una simile belinata merita il giusto ludibrio informatico. Come sempre meditavo di fare un mucchio di cose e ho praticamente dormito tutto il tempo – quello concessoci dall’elettricista che deve aggiustarci un neon in piazza Matteotti ed è un pazzo (niente da dire). Ma ha ottant’anni forse è il caso di perdonarlo

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Just a song before I go

Tramonto al santuario di Machaby

Cosa fa una signora della mia età a quest’ora della sera? Cerca disperatamente di somigliare all’idea platonica che ha di se stessa. E per dimostrarvi quanta fiducia ha nel futuro forse è meglio che diate un’occhiata qui sopra ( sono andata ad Arnad ieri, non c’era nemmeno una goccia di neve, ma in compenso una solitudine perfetta – e un cinghiale, che per fortuna non mi ha fiutato)

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Ritardi

Quante volte, mi chiedo, ho detto di essere in ritardo? Quando verrà a prendermi la signora con la falce dovrà aspettarmi (d’altro canto…). In effetti sono andata in montagna, proprio due giorni dopo aver scritto quanto sopra. Con le scuse più varie…del tipo, ma perché non vai a Courmayeur a comperare una bottiglia di Whisky per il Robbo (ma Gojo il vecchio signore è andato in pensione?) Comunque, con la benedizione di mio marito, e con il consiglio ad una certa signora di tenere il cellulare acceso visto che non sta ami a casa, ho preso su le racchette e sono andata a Courmayeur (vai vai tanto c’è mia sorella). Almeno sono andata con il sole e con dieci centimetri di ghiaccio per terra – almeno ho portato l’auto sino in fondo al Villair, il piccolo parcheggio al di sopra della curva per Plan Gorret era ben sgombro ma pavimentato di ghiaccio: la macchina ci passava e poi io finivo all’ospedale. La Val Sapin è insostituibile d’inverno, l’ ho sempre detto. Un pezzo battuto un pezzo nella neve fresca, tutto nel bosco, con un eccellente panorama e con quel bel clima secco e freddo (qui faceva più freddo). Una volta tanto la neve era così ben assestata per il freddo che nemmeno incima alla valle, sotto ai Trou des Romains, c’erano scarichi di neve.
Poi giuro, a Courmayeur durante l vacanze di Natale mai più. Non c’era nessuno, neanche un milanese, ed era fiabesco. (oddio, tutti quegli americani c’è chi li detesta anche più dei milanesi). Certo però che qualche sacco di sale in più non li manderebbe in rovina

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