Visioni: Reality di Matteo Garrone

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I film che premiano nei festival di solito si possono raggruppare, grosso modo,  in tre categorie: quelli che sono capolavori così evidenti da essere in qualche modo banalizzati dalla  forza della loro stessa bellezza, quelli che devono essere premiati per il prestigio del loro autore (quindi sono belli per forza), quelli che ti domandi che cosa si sono fumati i membri della giuria per averli premiati.  Reality ricade nella seconda categoria. Ed è, purtroppo per il suo autore, un brutto film, o almeno un film non riuscito. L’iperrealismo algido di Garrone ha bisogno, per non essere totalmente inerte, di una idea forte di base (e una sceneggiatura altrettanto forte). E questo non ce l’ha : che un simpatico pescivendolo impazzisca per essere scritturato dal Grande Fratello al punto da immaginarsi di essere spiato per vedere se sia degno di entrare in quella Casa non costituisce propriamente una novità. Nemmeno che  da una religione (la televisione) passi ad un’altra (la Religione con la maiuscola) e si serva della seconda per confermare la prima, nemmeno: lo diceva già anche Marx. Recitato benissimo, da solidi caratteristi e da sconosciuti (il protagonista ha una faccia che farebbe impazzire Scorsese), però tre pecore (la seconda parte è noiosissima)

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Commenti

Guarda qui, sono dimagrito, e sono uno splendido quasi sessantenne, senza un capello grigio e sono ancora sexy, come me lo dicevano sempre le mie alunne di Asti. Le mie lolite. Se la canta e se la suona e io non ho nemmeno più la forza di discutere. Amen.

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Primo autunno

Poche cose sono peggiori della strada del Combal . Averci messo meno di un ‘ ora a passo di carica mi fa una buona candidata alla bronchite. Ora lo so che dico delle banalità , ma finché non vedi con i tuoi occhi la scomparsa del ghiacciaio di Lex Blanche è solo una frase. Terribile. Però il lago si interra a causa dei sedimenti. Seduta su una panchina vicino allo chalet del Miage in via di ristrutturazione, senza vento ( quindi niente bronchite) ho ammirato un paesaggio che pareva lunare, anche per via delle nuvole basse. Al ritorno, sempre a passo di carica per non prendere quello che sembrava il temporale del secolo, e invece è fortunatamente abortito subito, è arrivata la nemesi: le ciocche. In termine tecnico, le vesciche al tendine di Achille, cosa che non dovrebbe succedere, dato che avevo scarpe e calze collaudatissime. E invece è la strada, la sua pendenza, la sua configurazione. Sempre. Meno male che ormai i cerotti per le vesciche li tengo nel cruscotto della macchina. A Courmayeur, tutti i negozi di alimentari sono chiusi il mercoledì ( e io che ero venuta su praticamente per Gojo): in giro non c’erano nemmeno gli zombi. La proprietaria della Buona Stampa mi ha praticamente tenuto lì a chiacchierare e mi ha fatto persino lo sconto. Il “nostro”Scoiattolo è in via di ristrutturazione: ragazzi, prepararsi ad un ritocco dei prezzi.

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Buoni?

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Val Veny direct

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Presa diretta

Come é nato il terribile capannone a Vercelli ovest ?

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Visioni. Ciliegine / Prometheus

Due film questo weekend , tutti e due consigliabilissimi : zero pecore. Ciliegine è una commedia di Laura Morante , in cui il suo spesso recitato personaggio di donna nervosa e sopra le righe si sposa felicemente con una commedia degli equivoci classica che più non si può ( il suo corteggiatore si finge gay). Ci sono personaggini molto simpatici, come il marito psicanalista di Florence che parla per sentenze che sembrano koan zen. C’ è persino la neve fintissima e Parigi (onestamente, ambientato da un’altra parte sarebbe solo un’altra commedia scema). Da recuperare legalmente o illegalmente. Prometheus inizia in modo incomprensibile. O almeno, mio marito ed io stiamo ancora discutendo sul suo significato, il che è buon segno, la fantascienza buona dovrebbe porre domande, se no chiamate il capitano Kirk e ci facciamo portar su da qualche parte. Saltando alle conclusioni, il film si siede paurosamente: l’intrepida archeologa parte per il nulla con la testa del robot parlante (spoiler, non leggete!!!), il che già non sai se è ridicolo o risibile. Le domande non hanno trovato risposte: perché “gli ingegneri” ci hanno creato per poi volerci distruggere con i simpatici alien? E la mutazione finale è voluta o darwinianamente casuale? Charlize Theron è una donna bionica? A me mancava il gatto di Ripley, il decor era molto affascinante, il 3D no.

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Allarme

Come giustamente dice mio marito, Chamonix sta diventando una zona gastronomicamente depressa. Lo si può vedere da tanti piccoli particolari anche negli alberghi, che evidentemente stanno realizzando tante piccole economie: anche nel nostro quattro stelle abbiamo dovuto chiedere lo shampoo perché il flacone era vuoto. Non si fa. Il menù del giorno della nostra taverne de Chamouny come dessert prevedeva una boule una di gelato, roba che persino Cercenà , che non è noto per la generosità dei suoi coni, si sarebbe vergognato. Per non parlare di Norbert, il cui Tagesmenu più un vero dessert a parte totalizzava comunque un conto inferiore. La crisi c’è, anche se i francesi si sforzano di non farla vedere. In Austria i conti sono evidentemente più positivi. Però il panorama è sempre mozzafiato. (Sa, diamo la colpa ai russi e agli americani che non sanno distinguere un petto di pollo da un pezzo di legno…)

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Visioni (già film del lunedì) : Bella Addormentata

Se c’ è un difetto nel film di Bellocchio, al di là delle polemiche veneziane ( il premio al giovane attore Falco sembra proprio un contentino), è nel finale, che in un certo senso si avvita per eccesso di spiegazione. Sino ad allora le ragioni e i sentimenti dei protagonisti sono emersi in maniera chiara, sullo sfondo del caso mediatico di Eluana Englaro e del cinismo di certa politica. I personaggi, ciascuno a modo suo e con differenti motivazioni, sono però onesti nel prendere una posizione piuttosto che l’ altra, quando il denominatore comune vero è il dolore. Il politico Pdl ha aiutato la moglie malata terminale staccando la spina, il giovane che manifesta pro Englaro, ha un fratello bipolare e sa di non avere diritta una vita normale, l’ attrice famosa che ha abbandonato tutto e tutti per mettere in scena la figlia in coma non vede la vita che continua nel figlio e nel marito, il medico del pronto soccorso è pronto a passare la notte accanto ad una tossica autolesionista e con tendenze suicide (una Maya Sansa troppo bella per essere vera). Paradossalmente un film nato sulla morte, si chiude con una nota di speranza. Da vedere assolutamente. ( zero pecore, com’è ovvio)

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Il film del lunedì. The dark knight rise. Cioè Batman la fine?!

Diciamocelo, Batman, più che dei nostri soldi ha bisogno di un buon analista; e il suo regista di un montatore che lo convinca a tagliare un po’. Il film decolla lentissimo e tutta la prima ora sostanzialmente è piena di dettagli inutili. La vicenda principale, quando finalmente Nolan si decide ad affrontarla, si risolve in un’oretta e il plot è tanto prevedibile che non esiste nessuna sorpresa o suspense. Al commissioner Gordon servono invece degli occhiali nuovi perché se la Gatta che Batman e Wayne sono la stessa persona lo capisce in due minuti ( ma lei è Gatta) lui ci arriva finalmente solo alla fine del film, dopo più di tre ore, e a quel punto se Batman è diventato il martire di Gotham City o se è a Firenze a spassarsela, non importa più a nessuno. Certo che c’ è la batwing, la batmoto e qualche altro gadget divertente e anche qui nel cast c’ è chiunque ci sia stato nei due film precedenti ( anche qualcuno morto). Dopo Batman arriverà Robin e per metà film hai l’imbarazzante sensazione che anziché con la Gatta o con Miss Tate, quello che il pipistrello veramente vuole è fare lingua in bocca con l’agente Blake non ancora Robin. La voce del cattivo è quella di Filippo Timi, ed è, come si dice, anche troppo.

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