Le pecore dormono

E infatti non ci sono loro, ma lei

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Non so …forse la mezz’età mi ha colpito di nuovo, però piuttosto che andare a Castelceriolo stasera (certo che anche tu, Fausto..)l’attivatore di pecore ha visto un film dell’orrore su Italia2 (dicasi) e io ho attaccato toppe ad uno dei pigiami che regolarmente distrugge, ho rimesso a posto le sue cravatte nel porta cravatte (oggi è venuto il signor Ronchiato a sistemarlo e credetemi, è uno degli uomini più belli che io conosca), ho giocato col gatto, ho pulito la cucina, sto scrivendo, mi sono strafocata di cioccolatini al rhum che F. mi ha portato da scuola e riguardando indietro la giornata non posso dire di essere stata particolarmente con le mani in mano. Ma se mi illudo che quest’inverno andrò in piscina o in palestra, con la poca voglia che ho di uscire già adesso, vuol dire che mi illudo proprio

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Le pecore son tornate, purtroppo

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Purtroppo perché , in effetti, o abbiamo dormito, o siamo usciti insoddisfatti, o incazzati del tutto da:
Il cacciatore di donne
Moebius (Kim ki Duk)
Redemption
L’intrepido di Gianni Amelio
Rush di Ron Howard
Riddick (David Twohy con Vin Diesel)
In trance di Danny Boyle
You are next (Adam Wigman – indy horror) – quello della testa nel frullatore, per intenderci. Zero pecore. Una pecora per Danny Boyle, solo alla fine. Per Kim Ki Duk ci vuole uno stomaco forte. L’altro zero pecore è Rush. Però l’attivatore di pecore non lo ha visto. Al Grande Longo è piaciuto.

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Errare

Nella sua etimologia il verbo significa non soltanto sbagliare, ma anche smarrirsi, perdere la strada. Appunto io l’ ho smarrita, e non fatemi citare a sproposito il Santo Padre Dante. Mi sono smarrita, non so che direzione prendere, non pago le bollette, lascio che le cose che devo fare mi scorrano addosso senza farle,( ci ho messo dieci giorni per correggere dieci test banalissimi, di quelli che si correggono ad occhi chiusi) A scuola sono ancora arzilla e vivace e poi al pomeriggio mi spiaggio con il gatto , che ormai sente l’ autunno pure lei – il che vuol dire che dorme di nuovo con noi , chiede di meno di uscire, spesso solo la sera, quando mamma le dice “Ma sei matta”. Si tratta ovviamente solo di un fatto di pelliccia, che la mamma non ha.
E lo scorso mese sono pure andata in montagna, ho scoperto posti nuovi, lunedì o martedì della prossima settimana scapperò, perché poi mi toccano rogne e riunioni. Bisognerà che mi rimetta in carreggiata. Magari facendomi un elenco di tutto quello che devo fare. Così mi spavento. Ah, il film del frullatore era You are next. Poi dopo c’è stato Kim ki Duk, che vi sconsiglio a meno che non siate pronti per un’esperienza estrema (pecora più che perplessa) però vi consiglioRush se avete una certa età, quando ancora la Formula 1 era appassionante – certo ne moriva uno a settimana e adesso invece guidare quelle macchine è più sicuro che guidare la propria auto in tangenziale a Milano. L’ ho visto con il Grande Longo, e oltretutto mi sono molto divertita

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Questo ė l’ imbocco del sentiero della linea Cadorna a Ornavasso.

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E questa ė la mia aula con vista

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Quando gli ha messo la testa nel frullatore, mi sono molto divertita

Torno presto, lo giuro, non temete…

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Alcune buone ragioni per aspettare l’autunno

È piovuto, ma il concerto è andato avanti lo stesso. Bene perché è un buon modo per concludere l’estate. Ma che cosa ha mai di sbagliato l’autunno?
Smetterò di sentire i bambini urlanti dei miei vicini – e anche il loro papà tutto tatuato.
Smetterò di sentire Hitchcock il pappagallo svegliarci starnazzando la mattina – e vi assicuro che fa un verso del tutto analogo alla musica di Psycho
Smetterò di vedere le finestre chiuse dei miei vicini che hanno lasciato la piscina, o quello che è che gestiscono d’estate, complimenti lavorano sei mesi l’anno.
Smetterò di preoccuparmi di essere color giallino computer
Smetterò di preoccuparmi della gatta e dei suoi equilibrismo sulla terrazza ( me la fa ogni volta, ogni volta salta giù graziosamente dalla ringhiera senza apparente paura, ogni volta ci perdo dieci anni di vita) Almeno riprenderà la versione invernale, gatta gatta nel letto con mamma.
Andrò in montagna a godermi il cielo color cristallo. Ricorderò i miei.
Aspetterò la prima neve ( teatro o cinema niente, come si sa), aspetterò che le foglie arrossiscano e cadano…già che ci siamo magari cade anche qualcos’altro…

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Piove…o non piove

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Questa è Veruno e loro sono i Moon Safari dalla Svezia. Non sono male, se vi piacciono gli Yes. Il problema è che qui sta per venir giù il diluvio e rischiamo di non vedere i big. Cioè i Curved Air

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Fine estate?

boh!
Non so come ha fatto, ma anche quest’estate è passata velocissimamente. E tutto sommato anche in modo abbastanza pacifico. Se eliminiamo dal contesto la depressione di mio marito, che aveva buoni motivi per essere depresso (lavoro), è passata pure piacevolmente (lo dice anche lui…)
Se tiriamo le somme, la casa è ancora un campo profughi (ma leggermente meno di prima). Continua a piovere dal tetto (ma sono passati gli operai)
La lampada della cucina è sempre rotta (ma all’ineffabile signor Robotti, il nostro elettricista, l’ultima tromba d’aria ha portato via il tetto – abita in campagna -così noi abbiamo ancora la lampada stile loculo, e mio marito gli ha piazzato un ultimatum via segreteria telefonica )
L’armadio è stato parzialmente svuotato e riempito di nuovo (con i vestiti estivi di mio marito)
Sono riuscita ad andare in montagna senza prendermi la pioggia, due volte, in zona Moncenisio, prima al forte di Variselle, poi al colle del Piccolo Moncenisio. Praticamente in due giorni mi sono fatta l’abbronzatura che non ho fatto quest’estate.
Le marmotte sono belle grasse – secondo me quelle del Moncenisio le paga l’azienda autonoma della ValCenis.
Sono riuscita a fare ad Innsbruck quello che in quasi dieci anni non mi è mai riuscito di fare, cioè esplorarmi la rete di sentieri dei suoi dintorni, che è vasta, ramificata e offre eccellenti panorami (grazie al desiderio di mio marito di leggere tanto)
Martedì ricomincia la scuola. Ed è tutto. No, frena. Il Moncenisio ve lo racconto la prossima volta, oggi si va ad un altro concerto a Veruno (i Curved Air) e ancora aspettiamo notizia dal Grande Longo.
E poi, mi aspetta un magnifico autunno di camminate (spero). Anche se il forte della Turra resta un miraggio.

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Rewind

Ora che sono tornata casalinga disperata, e il signor Robotti non ha ancora aggiustato il lampadario di cucina ( siamo ancora alla illuminazione ora pro nobis e incenso ) posso dire che queste sono state davvero le vacanze della svolta. Il che può voler dire tante cose: che torno a farmi le vacanze da sola, oppure che finalmente ci affitteremo una casa per portare anche il gatto, che quest’anno ha soffiato alla signora Milena e si è installata in cima a d un armadio da cui dava zampate in testa alla gente.
Non abbiamo fatto grandi viaggi quest’anno, ma ci siamo comportati da veri Innsbrucker. Mio marito ha continuato a leggere sulle panchine e io mi sono data all’esplorazione degli itinerari escursionistici dei dintorni, cosa che ho sempre sognato di fare, ma con il mio martirio non c’era verso. L’unico giorno di tempo veramente bello, lui aveva voglia di dormire. Benissimo. Io ho fatto un giro ad anello lungo le pendici del Pascherkofel. Sono partita, a casaccio, lo confesso, subito sopra Igls, proseguendo per la strada principale dopo il centro congressi, allo stop ho trovato sulla sinistra un parcheggio da dove partivano o proseguivano una mezza dozzina di itinerari, per chi cammina, corre o va in bici. La rampa che ho preso partiva bella ripida e poi si stemperava in diversi saliscendi, lungo sentieri e piste che costeggiavano le piste da sci invernali. Giornata bella, panorami apprezzabilissimi su Innsbruck e la Inntal, due scoiattoli, un picchio, e un mucchio di esseri umani di ogni età. Ho tirato il fiato. Lui ha dormito e poi letto e siamo stati benone (non abbiamo litigato, ovviamente)

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Domenica d’ agosto

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Quest’anno stiamo facendo vacanze vecchine, nel senso che ormai siamo o vecchi noi o troppo stanchi per il passato travaglio e anziché andar in giro con la macchina a nolo ci si può trovare stravaccati su qualche panchina a leggere, a scrivere o a fotografare (non dovevo regalare una reflex a mio marito, ho creato un mostro). Quando sento nostalgia faccio come i locali e mi fiondo sui percorsi lungo il fiume o nella Stubaital così lui non mugugna e io mi sento benone. Come oggi.

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Loving

È poesia anche questa; peccato che più che camminare, mangio

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