Tornare

La mia amica Paola, che ha condiviso una gran parte della mia vita a partire dall’infanzia, al punto da essere per me una parte della mia famiglia, non c’è più. E io, per una serie di quegli stupidi disguidi, l’ho saputo solo stasera. Posso solo pensare che avrà ritrovato ama e papà, i suoi e i miei, e i suoi amati cani da caccia.

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Preview

Di nuovo ai ferri corti. La preview riguarda il costituendo Gruppo Cinema Adelio Ferrero, che stasera ha celebrato la sua cena di autofinanziamento alla Ristorazione Sociale (Nota, la prossima volta, ha detto mio marito, agli ex detenuti faccio una donazione anziché andare a mangiare. E ha ragione) Io del costituendo sono uno dei soci fondatori, nel senso che ho firmato l’atto suddetto di costituzione, e a parte la prima ho saltato tutte le riunioni, che si sono tenute sempre o di martedì o di giovedì, due giorni in cui arrivo a casa stanca o tardi, o F. ha da fare , o tutte e tre le cose insieme. Insomma non sono stata particolarmente assidua e la mia partecipazione è stata piuttosto mediata da internet. A parte il cibo ( che va bene è importante) è stata una bella serata: F. è venuto, quindi aspettatevi qualche catastrofe naturale a venire, però abbiamo litigato ferocemente al ritorno, quindi forse niente catastrofe. Per futili motivi: cioè che hanno chiesto a me di firmare, e non a lui . Hanno, Alberto Ballerino e Roberto Lasagna. Gli ho chiesto vuoi venire anche tu nel gruppo? Risposta, no grazie. Gli ho dato retta. Apriti cielo. Non dovevo dargli retta. Il suo orgoglio è stato ferito. Qualunque donna avrebbe capito. (Quando una donna ti dice di no, in realtà vuole dirti di sì, di questo passo). Io, che come diceva mia zia buonanima, sono un caso disperato, non ho capito. Fossi andata in montagna oggi a prendermi dell’acqua, tutto questo non sarebbe successo e questa sera avrei litigato per i solidi scontati motivi, quelli che il mio matrimonio sta per finire da vent’anni. Quando finirà, finirà

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Tornare

Ce l’ho fatta. Dopo uno slalom tra impegni di vario genere, mercoledì pomeriggio ho staccato il telefono, ho caricato un triplo con le canzoni di Cole Porter ( it’s delightful, it’s delicious, it’s de-lovely…) e sono andata al Sassello, a colpo sicuro, facendomi un bel giro tra le frazioni in mezzo alle foglie rosse. Niente funghi, lo so, i cercatori vanno a venderli nei week end, se ne hanno, e questo week end non posso e pure piove. E mercoledì era pure una di quelle giornate d’autunno così tenui e calde che non ti sembra nemmeno di essere alle porte dell’inverno , specie se pensi che la prima neve è già caduta quasi dappertutto. A proposito, sarà bene che cominci a rinfrescare l’equipaggiamento. Il modo migliore per ammirare un po’ di foliage consiste nel seguire la strada del cimitero, oltrepassarlo sino alla prima frazione, scendere al ponte e poi tener d’occhio la deviazione sulla destra, sotto una galleria di alberi ancora verdi ( le indicazioni sono per Badia Soprana e Sottana) Il sentiero si perde nei prati, costeggia sempre sotto gli alberi una bella costruzione bianca, ri attraversa il torrente sopra un ponte tibetano (brivido…) e ritorna in mezzo alle case davanti all’ insegna di un idraulico lattoniere di nome Piombo… Dopo mi sono fatta il giro da Urbe, perché cercavo le indicazioni per Tiglieto e l ‘Abbazia, e soprattutto perché la strada di Acqui, tra gli autovelox e i lavori a Borgoratto è invivibile.

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Le pecore dormono

E infatti non ci sono loro, ma lei

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Non so …forse la mezz’età mi ha colpito di nuovo, però piuttosto che andare a Castelceriolo stasera (certo che anche tu, Fausto..)l’attivatore di pecore ha visto un film dell’orrore su Italia2 (dicasi) e io ho attaccato toppe ad uno dei pigiami che regolarmente distrugge, ho rimesso a posto le sue cravatte nel porta cravatte (oggi è venuto il signor Ronchiato a sistemarlo e credetemi, è uno degli uomini più belli che io conosca), ho giocato col gatto, ho pulito la cucina, sto scrivendo, mi sono strafocata di cioccolatini al rhum che F. mi ha portato da scuola e riguardando indietro la giornata non posso dire di essere stata particolarmente con le mani in mano. Ma se mi illudo che quest’inverno andrò in piscina o in palestra, con la poca voglia che ho di uscire già adesso, vuol dire che mi illudo proprio

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Le pecore son tornate, purtroppo

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Purtroppo perché , in effetti, o abbiamo dormito, o siamo usciti insoddisfatti, o incazzati del tutto da:
Il cacciatore di donne
Moebius (Kim ki Duk)
Redemption
L’intrepido di Gianni Amelio
Rush di Ron Howard
Riddick (David Twohy con Vin Diesel)
In trance di Danny Boyle
You are next (Adam Wigman – indy horror) – quello della testa nel frullatore, per intenderci. Zero pecore. Una pecora per Danny Boyle, solo alla fine. Per Kim Ki Duk ci vuole uno stomaco forte. L’altro zero pecore è Rush. Però l’attivatore di pecore non lo ha visto. Al Grande Longo è piaciuto.

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Errare

Nella sua etimologia il verbo significa non soltanto sbagliare, ma anche smarrirsi, perdere la strada. Appunto io l’ ho smarrita, e non fatemi citare a sproposito il Santo Padre Dante. Mi sono smarrita, non so che direzione prendere, non pago le bollette, lascio che le cose che devo fare mi scorrano addosso senza farle,( ci ho messo dieci giorni per correggere dieci test banalissimi, di quelli che si correggono ad occhi chiusi) A scuola sono ancora arzilla e vivace e poi al pomeriggio mi spiaggio con il gatto , che ormai sente l’ autunno pure lei – il che vuol dire che dorme di nuovo con noi , chiede di meno di uscire, spesso solo la sera, quando mamma le dice “Ma sei matta”. Si tratta ovviamente solo di un fatto di pelliccia, che la mamma non ha.
E lo scorso mese sono pure andata in montagna, ho scoperto posti nuovi, lunedì o martedì della prossima settimana scapperò, perché poi mi toccano rogne e riunioni. Bisognerà che mi rimetta in carreggiata. Magari facendomi un elenco di tutto quello che devo fare. Così mi spavento. Ah, il film del frullatore era You are next. Poi dopo c’è stato Kim ki Duk, che vi sconsiglio a meno che non siate pronti per un’esperienza estrema (pecora più che perplessa) però vi consiglioRush se avete una certa età, quando ancora la Formula 1 era appassionante – certo ne moriva uno a settimana e adesso invece guidare quelle macchine è più sicuro che guidare la propria auto in tangenziale a Milano. L’ ho visto con il Grande Longo, e oltretutto mi sono molto divertita

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Questo ė l’ imbocco del sentiero della linea Cadorna a Ornavasso.

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E questa ė la mia aula con vista

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Quando gli ha messo la testa nel frullatore, mi sono molto divertita

Torno presto, lo giuro, non temete…

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Alcune buone ragioni per aspettare l’autunno

È piovuto, ma il concerto è andato avanti lo stesso. Bene perché è un buon modo per concludere l’estate. Ma che cosa ha mai di sbagliato l’autunno?
Smetterò di sentire i bambini urlanti dei miei vicini – e anche il loro papà tutto tatuato.
Smetterò di sentire Hitchcock il pappagallo svegliarci starnazzando la mattina – e vi assicuro che fa un verso del tutto analogo alla musica di Psycho
Smetterò di vedere le finestre chiuse dei miei vicini che hanno lasciato la piscina, o quello che è che gestiscono d’estate, complimenti lavorano sei mesi l’anno.
Smetterò di preoccuparmi di essere color giallino computer
Smetterò di preoccuparmi della gatta e dei suoi equilibrismo sulla terrazza ( me la fa ogni volta, ogni volta salta giù graziosamente dalla ringhiera senza apparente paura, ogni volta ci perdo dieci anni di vita) Almeno riprenderà la versione invernale, gatta gatta nel letto con mamma.
Andrò in montagna a godermi il cielo color cristallo. Ricorderò i miei.
Aspetterò la prima neve ( teatro o cinema niente, come si sa), aspetterò che le foglie arrossiscano e cadano…già che ci siamo magari cade anche qualcos’altro…

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Piove…o non piove

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Questa è Veruno e loro sono i Moon Safari dalla Svezia. Non sono male, se vi piacciono gli Yes. Il problema è che qui sta per venir giù il diluvio e rischiamo di non vedere i big. Cioè i Curved Air

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Fine estate?

boh!
Non so come ha fatto, ma anche quest’estate è passata velocissimamente. E tutto sommato anche in modo abbastanza pacifico. Se eliminiamo dal contesto la depressione di mio marito, che aveva buoni motivi per essere depresso (lavoro), è passata pure piacevolmente (lo dice anche lui…)
Se tiriamo le somme, la casa è ancora un campo profughi (ma leggermente meno di prima). Continua a piovere dal tetto (ma sono passati gli operai)
La lampada della cucina è sempre rotta (ma all’ineffabile signor Robotti, il nostro elettricista, l’ultima tromba d’aria ha portato via il tetto – abita in campagna -così noi abbiamo ancora la lampada stile loculo, e mio marito gli ha piazzato un ultimatum via segreteria telefonica )
L’armadio è stato parzialmente svuotato e riempito di nuovo (con i vestiti estivi di mio marito)
Sono riuscita ad andare in montagna senza prendermi la pioggia, due volte, in zona Moncenisio, prima al forte di Variselle, poi al colle del Piccolo Moncenisio. Praticamente in due giorni mi sono fatta l’abbronzatura che non ho fatto quest’estate.
Le marmotte sono belle grasse – secondo me quelle del Moncenisio le paga l’azienda autonoma della ValCenis.
Sono riuscita a fare ad Innsbruck quello che in quasi dieci anni non mi è mai riuscito di fare, cioè esplorarmi la rete di sentieri dei suoi dintorni, che è vasta, ramificata e offre eccellenti panorami (grazie al desiderio di mio marito di leggere tanto)
Martedì ricomincia la scuola. Ed è tutto. No, frena. Il Moncenisio ve lo racconto la prossima volta, oggi si va ad un altro concerto a Veruno (i Curved Air) e ancora aspettiamo notizia dal Grande Longo.
E poi, mi aspetta un magnifico autunno di camminate (spero). Anche se il forte della Turra resta un miraggio.

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