Perversioni

Come dicevo, sono andata a prendermi dell’acqua sul Lago Maggiore, sulle colline sopra Arona, tra Dagnente e le sue frazioni. In una giornata umida dove l’autunno sembrava vicinissimo. Lo so ciascuni ha le sue perversioni e una delle mie è camminare sotto la pioggia. Vistalago è anche meglio, nelle mezze stagioni, quando la tristezza già ti prende di suo, sempre meglio. Come dicevo, è una perversione. La gita era quella descritta sul quotidiano sabaudo, ma il monumento a Felice Cavallotti non l’ho trovato. Neanche la tomba di Mike, ma in fin dei conti chissenefrega.

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Prima di essere risucchiata nella triste realtà della scuola, ritorniamo ad un piovoso pomeriggio di metà agosto (certo che se domani piovesse un po’ non sarebbe male), quando presi da varia disperazione siamo patiti per la Baviera, che da Innsbruck è veramente un tiro di schioppo, armati di navigatore per andare a Neuschwanstein. Allora, il navigatore non lo porta (non lo sapevo, ma il comune è quello di Hohenschwangau), così andiamo a Füssen, e mi fa fare una strada abbastanza singolare (al ritorno, semplicemente seguendo il buonsenso, ci abbiamo messo di meno). Anche lì…ok, devo smettere di usare il navigatore. Füssen non è male, ma niente rispetto ad altri posti della Baviera come Lindau, sul lago di Costanza, che è meravigliosa. In ogni caso abbiamo fatto un giro per il centro (che è pedonale), perché era l’ora di pranzo – siamo gente di mezza età, non è che ci svegliamo all’alba – e abbiamo pranzato. Chissà per quale ragione, visto che c’era gente ma non una folla strabocchevole, in tre ristoranti volevano farci mangiare fuori. E non faceva poi così caldo. L’unico posto che non ci ha fatto problemi era un ristorante dal nome italiano, ma i proprietari secondo me erano armeni, turchi, greci, tutto, ma non italiani. Si mangiava decentemente, però. La folla vera era ai castelli, che sono in effetti uno di fronte all’altro, Hohenschwangau più in basso, ma ha una vista sul lago molto migliore, e Neuschwanstein, più in alto nella foresta (in realtà siamo stati li lì per lasciar perdere tutto per andare al mercatino dell’artigianato giù in paese). Dal parcheggio più in alto, secondo il parcheggiatore ci voleva una mezz’oretta a salire. I cartelli su dicevano 40 minuti a scendere e noi ci abbiamo messo un’ora di buon passo (ma a salire abbiamo preso il bus navetta). Dalla fermata al castello c’è un buon quarto d’ora di strada, oppure si può salire al ponte panoramico. La folla, devo dire, si è divisa equamente, nel senso che c’era una montagna di gente in entrambi i posti, e di tutte le nazionalità, con una netta prevalenza di italiani e giapponesi, e questa, devo dire, è stata una delle volte in cui ho cercato di non sembrare italiana (Vienna è stata l’altra), perché non puoi fare una visita individuale, ma solo le visite guidate e non si può fotografare. Se Hohenschwangau è un onesto castello ottocentesco, Neuschwanstein è veramente il castello della Bella Addormentata e forse Ludwig, che era un omosessuale pieno di sensi di colpa, pensava di essere la Bella Addormentata. Se fuori è già vagamente camp, dentro basta fermarsi alla grotta di Lohengrin… Però a me i bavaresi continuano a stare simpatici: chiunque in grado di accettare senza batter ciglio dei castelli così, senza contare Bayreuth deve avere un senso della vita molto alto ( e un senso del ridicolo molto basso, anche).
Siamo a settembre, sono già andata una volta a prendermi l’acqua sul lago Maggiore, ma questo un’altra volta

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On the road again

Liberi di non crederci siamo di nuovo a Innsbruck, e con il computer appresso (l’hotel è wi-fi) per fortuna. Oddio, il tavolo come scrittoio lascia un po’ a desiderare, ma pazienza. Siamo partiti abbastanza presto, ma a Vipiteno c’era coda e così le nostre belle speranze sono state abbastanza vanificate. In compenso, le previsioni meteo erano totalmente sbagliate. Il sole c’è, mi sono fatta una bella camminata lungo l’Inn e stasera siamo andati da Norbert (che non c’era, essendo domenica, e Andi dei tre è il meno conversativo, sospetto che il suo inglese sia ai minimi termini). A dire il vero, avevo un po’ gena, come diciamo noi piemontesi di frontiera quando siamo in imbarazzo, perchè non c’era praticamente nessuno… In ogni caso, vedere Innsbruck fuori stagione non ha prezzo…non c’è più un giapponese in giro e incontri solo locali e studenti. Non c’è una gran vita la sera, abbiamo trovato un bel pub in Anichstrasse con giovani simpatici, ma la rentrée vera e propria è solo dal 15 (teatro musica e così via). Fra l’altro, grazie Maria Stella, l’unica cosa positiva della tua orrenda riforma è che per la prima volta in sei anni tutte le nostre riunioni sono state rimandate a dopo l’inizio della scuola e così abbiamo potuto prenderci ancora qualche giorno

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foto

Ho messo sul mio account flickr un po’ di foto delle vacanze : Innsbruck (c’è anche Norbert), la basilica in der Wies, Fussen e i castelli reali, Merano e la val Passiria, una bellissima donna e suo marito….http://www.flickr.com/photos/ferris60/sets/72157624877164148/

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Oh e non più oh

Leggevo oggi sulla newsletter di Planetmountain.com che il presunto primato della coreana Miss Oh (la prima donna eccetera) è stato messo in discussione dal suo stesso club alpino (per spiegarla in parole povere). Quindi non più la coreana ma la basca …boh? ma ha senso? Comportarsi da uomo, voglio dire.
A proposito… c’è chi torna e chi riparte (noi…) e chissà che non vi faccia una sorpresa…

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il postone del nipotone

Io non ero mai stata in Lombardia prima d’ora, ma quello che ho visto delle Alpi Lombardi (le Orobie, le Grigne,) mi è anche piaciuto. Il posto più dimesso, paradossalmente è proprio Aprica, dove ci sono molte brutti casermoni che fanno tanto boom delle seconde case degli anni ’60. Il nostro bed &breakfast, il villino Brioschi, è probabilmente uno dei pochi edifici antichi rimasti, con la parrocchiale ed alcune case in pietra sulla via principale. E giovedì pioveva, quest’anno è decisamente una maledizione, così anziché farci una passeggiata nei boschi (la padrona ci aveva suggerito, sino ad un bacino artificiale, ma con il tempo che c’era non era proprio il caso)
Cosa avevamo fatto noi? Shopping (anche in quell’occasione – aggiungo) di bresaola e bitto e taleggio e vino della Valtellina (per il compleanno di mia cognata) e poi ce n’eravamo andati, meravigliandoci ai centri commerciali enormi con Davide Van de Sfroos su tutti i maxischermi (e io lo adoro, Davide, da quando potevi sentirlo solo sulla Radio Svizzera) e sull’intasamento anche feriale della statale della Valtellina, con le nuvole quasi sui tetti dei centri commerciali. E poi siamo andati sul lago di Como, sperando di incontrare lui la Eli e io George e invece abbiamo soltanto mangiato un gelato vistalago e grazie a Dio non pioveva più.

(Ho letto qualcuno dei post vecchi e mi sento piccola piccola, ma ribadisco, questa estate è stata una sana estate di merda, e la faccenda dell’autocoscienza matrimoniale non è ancora finita…)

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medico felino

Anche la gattoterapia ha fallito. E io sono ancora qui con la tosse. Sapere che mezzo festival di Salisburgo ( pure Bayreuth) ha avuto lo stesso problema non è che mi consoli più di tanto.
Però… Cosa ho imparato in queste sudate vacanze? Che forse è meglio che la smetta di far partecipare mio marito (per lo meno finirei per litigare dopo e non durante…)
Che, ma lo sapevo già, in Tirolo c’è gente molto più cordiale che da noi: Norbert, il proprietario del ristorante dove andiamo sempre, era pronto a tirar fuori il termomentro – A proposito, il ristorante si chiama Fischerhëusl, si trova in uno splendido cortile dietro al Dom, in Herrengasse e il Tagesmenu di mezzogiorno è buono e conveniente se siete in budget (mangiate con dieci euro circa).Norbert (e Andi e Mario) parlano benissimo inglese e se la cavano anche con l’italiano ( te lo dovevo Norbert) A Innsbruck qualunque commesso di negozio grande o piccolo parla almeno un po’ di inglese. Con i giovani non c’è problema. Per le signorine, il Thai Li Ba, che è il ristorante tailandese sotto alla Rathaus Galerie, ci sono i camerieri migliori della città (specie la sera, quando c’è quello alto, biondo, bello e con le braccia tutte tatuate, che è un figo, lo sa e agisce di conseguenza (tanto mio marito non verrà mai a saperlo…). E fra l’altro si mangia benissimo (anche qui business lunch a mezzogiorno e si mangia con dieci euro) – da non confondere con quello sul Markt graben che ha lo stesso nome, ma l’odore di fritto lo sentite, nelle belle giornate, sin quasi all’ufficio turistico, che è parecchio più in là.
Delle altre bellezze del Tirolo, cioè camminare – ma pioveva e allora che si fa? : mangiare e fare shopping ( e anche sesso, sempre secondo Norbert, che si è appena sposato)- la prossima volta

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stuck in Innsbruck

Allora sono riuscita a bipassare i controlli del computer della libreria di museumstrasse, da cui ufficialmente si potrebbero fare solo ricerche, ma siccome le si possono condividere su twitter facebook e google, magia dei social network, sono riuscita a raggiungere la mia posta e forse a mandare tutto ciò al blog. Ora , breve riassunto di quello che  accadde (tastiera tedesca: ci sono le dierei ma non gli accenti):

mercoledi da Vipiteno pioggia: devastante seduta di autocoscienza matrimoniale e ho creduto che il mio matrimonio finisse qui in Austria.
giovedi pure (umore di mio marito leggermente migliore, ma continua ad accusarmi di aver mentito sulle previsioni del tempo, che per altro erano molto più ottimistiche)
venerdi in Germania alla Basilica in der Wies, sotto la pioggia
sabato in Germania a Neuschwenstein – come a Disneyland – questo solo vale una dozzina di post per dopo
domenica sole e vento al lago di Achensee – mio marito si prende il raffreddore
lunedi in non luoghi locali (due centri commerciali)
ieri a Merano e in val Passiria – stesso tempo di qui, ma un filo piu di sole
oggi stesso tempo  e ho io il raffreddore e siccome sono quella che guida sara grigia.
Escursionni una e mezza, pioggia un casino, matrimonio pericolante, linea anche piu pericolante.
Hasta luego

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La zia di Carlo

Bernina Pass

Non credevo che andare in giro con mio nipote fosse così divertente…certo che appena mi farà i 18 scapperà a gambe levate (come ovvio). Adesso che siamo tornati (ieri) posso dire che ho contrabbandato con successo mio nipote in Svizzera, nonostante la sua carta d’identità non sia valida per l’espatrio (i genitori avrebbero dovuto mettersi d’accordo, ma non si parlano da anni, meglio lasciar perdere). Alla frontiera di Tirano ci hanno smontato la macchina (e giuro che il poliziotto svizzero parlava come il gendarme Huber di Aldo Giovanni e Giacomo), controllato i documenti, e lasciati andare con un sorriso. Ripartiti, Carlo mi ha detto” ma è cieco?”, riferendosi al timbro. Non ho potuto allargare le braccia perché mi servivano tutte e due. Si vede che cercavano qualcosa in particolare – fermavano solo auto blu e una volta visto che la foto corrispondeva alla faccia non sono andati più in là. Comunque la strada del Bernina ha messo a dura prova i freni della mia megane e poi i nostri garretti, ma ne valeva la pena. Purtroppo a Pontresina ci siamo solo passati. Ma Poschiavo è bellissima, a Tirano c’è una basilica curiosa e tanto tanto barocca (la Madonna è comparsa anche lì ) e il tempo è stato dalla nostra parte. Ci siamo fermati ai laghi, e abbiamo fatto il giro del Lago Lej passando sullo spartiacque dei due laghi più piccoli. C’erano le mucche – la Svizzera senza mucche è come Berlusconi senza escort. Abbiamo finito mangiando la fonduta a Poschiavo (mio nipote mangia come un carrettiere). Il trenino del Bernina, che passa con la frequenza di un tram vale la pena anche solo da guardare (non ho idea dei prezzi, ma la Svizzera è diventata decisamente meno cara che in passato – gli svizzeri sono simpatici !

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ancora in viaggio

Io e il mio nipotone siamo ancora in giro. Dopo il mordi e fuggi della scorsa settimana (con la pioggia del giovedì di cui non ho ancora parlato), domani ce ne andiamo a vedere il pizzo Bernina ( e ci aspetta ancora la pioggia, pare, ma speriamo di no) Perché io della Lombardia, montanamente parlando, conosco solo il Pizzo badile – ho anche scritto una cosa, nei begli anni in cui lavoravo per Alp. Bisogna tirarsela di tanto in tanto, come certe vecchie rockstar che piacciono a mio marito…
Spero di avere ancora un computer – sembra che io vada in giro sull’Himalaya, ma da mio marito non ho internet e così, città o campagna, ciccia. Se vi sembro demente, o mie care lettrici, pensate che è la menopausa e preparatevi. (cari cugini, vi ho barattato con il nipotone, ma pensate che mi serve un bastone per la vecchiaia)

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