Entropia

Mentre le vacanze di Natale si avvicinano a grandi passi e io ho effettuato soltanto un’altra uscita ( e, fra l’altro la regolarità con cui questo blog usciva è andata a catafascio , ma spero di emendarmi presto), alcune cose sono , come dire, rimaste in un limbo da cui continuano a far capolino senza trovare una soluzione. Tralasciamo, per ovvie ragioni le consuete geremiadi tasse-lavorinonfatti-scuola-soldichemancano-vogliovivereinunmondocivile. Per quelli sto piangendomi addosso in carne e ossa con tutti quei pochi che conosco, ancorché lato scuola ci sarebbero alcune cose divertenti da raccontare che però contribuirebbero a rafforzare il lato depressivo.
Quello che ci sta sopra minacciosamente ha piuttosto a che fare con la poco allegra convinzione che il graciously getting older, come dicono gli inglesi, è una (colossale) panzana autoconsolatoria: la vecchiaia, con i suoi annessi e connessi di cose che non funzionano a livello generale e particolare, ti salta addosso senza preavviso, non gradualmente, una ruga qui un indebolimento del ginocchio là. Come se, quando la data di scadenza si avvicina, le tessere come i pixel del digitale terreste in una brutta serata, cominciano a sgretolarsi. E in più, ci si è messo anche il medico di mio marito a dire che certe cose (cuore polmone cervello sangue e altro, molto altro) sono lì scritte nei nostri geni, come la tuche di Platone, e non c’è modo di modificarle ( e grazie per questa dovuta ventata di ottimismo). Mentre ci consoliamo con la caduta del libero arbitrio e con la caduta verticale della fiducia nella medicina, senza nemmeno poterci consolare con la convinzione platonica che almeno il destino si può scegliere prima di arrivare qui.
La parte consolatoria sta che sono andata a Courmayeur, prima della grande nevicata, approfittando di una delle insulse assemblee dei miei studenti ( a dire il vero nemmeno le nostre dei bei tempi andati erano sensate…). Il bello era che su di neve c’è n’era già un bel po’ e pur essendo un venerdì pre week end in giro non c’era nessuno ma proprio nessuno. La Val Sapin perfettamente percorribile con racchette, il passo talmente lento che mi sono vergognata, il sole caldo, la temperatura a meno quattro. Nemmeno un negozio aperto per comperare un etto di fontina, e il negozio di alimentari della vecchia parrucchiera amica di mia madre scomparso per sempre.
Anche questo va messo in conto all’entropia.

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Yesssss

2013 Winner Vertical Banner

Ecco qui, non chiedetemi come (in realtà l’ultima parte è una specie di schemone senza troppo rispetto per la grammatica, ma…ce l’ho fatta, ho scritto 50000 parole nel mese di Novembre, per lo più di notte, nei ritagli di tempo, sull’ipad, nelle riunioni noiose a scuola, insomma ho barato un po’, ma ce l’ho fatta…Ora viene il bello

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Indovina ….

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Ordinario lunedì

pro domo mea – e il fatto che lo dica dopo la dice lunga sulle mie ambizioni – oggi ho parlato di cinema e Prima Guerra Mondiale al convegno organizzato dalla Provincia. Ed è pure molto interessante…ora Claudio G. Fava ci è apparso via internet ed è sempre un grande

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Ordinario Venerdì

Scene di ordinaria vita quotidiana di venerdì sera:
– pedalato per ben 5 km e mezzo (Endomondo docet)
– incontrato il Primo Vento Freddo dell’inverno
– e anche la prima pioggia
– orde di zombi (c’è la partita)
– un tale con pantaloni del pigiama e giacca di pelle al Gulliver…

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Perché

Perché il tempo fugge e non rallenta un’hora? come diceva il poeta – quale , è troppo tardi perché me lo possa ricordare. Sono andata in montagna. In realtà ho sprecato un inutile pomeriggio in Val Sermenza: il folliate non era granché . Ho camminato sin quasi all’Alpe Campo scivolando su un tappeto di foglie. Panorama non granché, ma un po’ tutta la val Sermenza è così. Perché così stupidamente abbia scelto una valle triste in un novembre già triste non mi capacito. Le escursioniste in menopausa spesso fanno degli errori. Vi meritereste un po’ di foliage ma il tempo eccetera, e mi piacerebbe tanto nell’ordine, scaricare le foto, andar giù di NaNoWrimo, continuare a scrivere il mio romanzetto giallo, correggere due classi di compiti, stirare un paco, scaricare la lavatrice, schedare libri, sennò casca tutta la biblioteca per come sono sbilenchi ecc. Mi aiutasse un po’ la principessina…il mio martirio , lui, è tanto se non mi picchia.

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nota

se continua così, la testa nel frullatore glie la metto io (alpslover in piena crisi isterica notturna – no meglio crisi esistenziale)

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Scusate

Gente sono alle prese con il NaNoWriMo di quest’anno, con la scuola, i compiti, il marito, l’isral, la casa il cazzeggio e nemmeno so se riuscirò ad andare in piscina. Lasciatemi tirare il fiato

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inizio

Iniziato in tromba: 1100 parole in un’ora (certo il resto della mia vita sta andando felicemente a rotoli, però…)

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In compagnia

Il grande Longo me lo ha appena segnalato, ed è vero http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=183213
Dice Francesco che è bello pensare che lui e la Paola adesso stanno facendo conversazione insieme…

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