A fuggir la nebbia

Vi ho detto che stavo a parlare con la cugina Betta dell’Avvento. Perchè, quando abbiamo visto i mandrognistani natalizi precoci eravamo insieme e stavamo tornando da una bella giornata trascorsa a camminare. In effetti abbiamo instaurato una bella tradizione: l’escursione autunnale. Abbiamo fatto l’anello di Tiglieto, lo scorso anno ci siamo persi giù da un rivone sull’Alta via dei monti Liguri; quest’anno abbiamo giocato con l’idea della Val Borbera, ma la frana di Cabella ci ha un po’ tarpato le ali.

Così, cercando dove andare, mi sono ricordato del giro verso Rocca di Perti, che non avevamo fatto con Lulù questa primavera, e ho invece pensato di proporlo a loro, scoprendo che non erano mai stati a Finale.

Così, via siamo partiti tutti insieme, ci siamo fatti il solito pezzo di coda verso Spotorno, e abbiamo parcheggiato a un’ora più che adeguata nel parcheggio semideserto ma a pagamento vicino a Porta Testa. Dove però si parcheggia con l’app, per fortuna, e quindi, una volta impostata la targa della macchina di Giamma, ce ne siamo andati tranquilli (il bello di parcheggiare con le app. , che sono utilissime se viaggiate con i mezzi vostri, è quello di poter programmare la sosta a distanza e allungarla a piacere, oppure interromperla se finite prima e non perdete il vostro denaro). E così ci siamo addentrati nelle viuzze di Finalborgo, che nemmeno i miei cugini conoscevano – come vedete non sono la sola – e abbiamo trovato l’imbocco del sentiero.

Va detto subito che le nostre camminate autunnali non hanno affatto un aspetto sportivo, ma di osservazione econtemplazione. E l’itinerario di Rocca di Perti è perfetto: dopo la salita iniziale si arriva al Forte San Giovanni, che è chiuso in inverno, ma da cui si gode di un bel panorama su Finalborgo, Finalmarina e il mare, poi proseguendo sulla strada lastricata che è un tratto della strada della Regina (costruita per le nozze dell’Infanta Margherita che è sbarcata a Finale per sposarsi a Vienna – seconda metà del ‘600) si arriva alla deviazione per Castel Govone , o meglio per le rovine. Il sentiero, è sempre in cresta, con ampi scorci sulle pareti di Finale e sulla Valle. Noi siamo tornati indietro sulla strata principale (strada Beretta, appunto) e siamo arrivati a Perti alta, dove siamo stati accolti da un piacevole odor di cucina passando a fianco dell’Antica Osteria. E meno male che abbiamo avuto l’idea di fermare un tavolo, perché l’osteria era quasi al completo.

Madonna del Loreto

Comunque dato che mancava ancora una mezz’ora al pranzo abbiamo fatto un giro a Perti Alta e esplorato il sentiero che prosegue, sulla sinistra e conduce sotto alla Rocca dove c’è la parete da arrampicata, poi siamo andati a vedere la Chiesa del Loreto con i suoi quattro campanili , che si vede praticamente da ogni punto della valle. Lì abbiamo visto una indicazione per scendere, così una volta tornati dal nostro ottimo pranzo abbiamo seguito l’anello che si imbocca subito dietro la Chiesa del Loreto, aggira due agriturismi, e scende abbastanza rapidamente a incontrare il sentiero della neviera, che coincide con la vecchia strada Romana. proseguendo finalmente in piano si arriva alle mura e si entra nella piazzetta della Meloria, con un cerchio perfetto.

Panorama

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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