Vacanze di Natale ( senza cinepanettone, con mascherina, e in solitaria: una serie)

Sul perché abbia deciso di camminare al mare ho già detto ( in questo post di non molto tempo fa). Posso dire, come aggiunta, poiché me ne sono resa conto solo vivendolo, che invecchiando sono sempre più simile a mio padre, che camminava in montagna in estate, trascinandosi dietro la famiglia e gli amici, e camminava al mare in inverno – o per lo meno nell’ entroterra- sempre trascinandosi dietro la famiglia e per lo più gli stessi amici.

Ho infatti memoria sempre più nitida di molte vacanze di Natale trascorse a Sanremo, in una pensione, credo, di amici o parenti dei Zaccone del Bar Sport, in un posto che già si arrampicava sulle alture Sanremesi – sia mai che non ci sia salita da fare, ma da cui si sentiva abbastanza bene la ferrovia che era al di sotto, tant’è vero che andavo a letto con il Trans Europe Express, che si fermava in stazione più o meno alle dieci e un quarto- dieci e mezza, già una concessione rispetto al ferreo orario del sonno di casa. Poi naturalmente c’è stato Chiavari, dove la salita Bacezza si faceva sia in estate sia in inverno, in questo secondo caso più volentieri, e tra i due un alberghetto di Rapallo, il più vicino alla passeggiata a mare, che credo esista tutt’ora, dovrò controllare, dove a Capodanno si facevano delle feste carine, o per lo meno è lì che mi ricordo di aver visto i miei genitori tutti allegri, eleganti e in tiro, come quando uscivano in città. Insomma, giovani.

In Costa Azzurra, o meglio, a Mentone, ci siamo approdate io e mia madre, un po’ di anni fa, perché Monaco e Nizza facevano parte del bagaglio solito di chi svernava a Sanremo, compreso il Casino, dove venivano spesso gli amici di mio padre a giocare e dove lui li accompagnava volentieri, per la compagnia, sostanzialmente, perché il gioco in sé lo annoiava a morte, il che spiega perché mia madre, di solito molto apprensiva, lo lasciava partire senza particolari patemi per le nostre finanze. Papà, se andava bene, puntava un gettone da 5000 lire, vinceva o perdeva e finiva tutto lì, poi stava a parlare con i croupier e i giocatori incalliti nella sala da fumo o stava a guardare. Quel che preoccupava mia madre era la macchina sportiva con cui andavano a Sanremo o StVincent, con tempistiche da pilota di formula uno.

Il vieux village

Fondamentalmente, ci siamo fermate per la spiaggia, ampia, e libera, ancorché sassosa. Molto sassosa. Adesso per fortuna un po’ di sabbia riportata c’è, ma agli inizi, c’era davvero da rimetterci le caviglie.

Poi ci siamo innamorate della città vecchia e delle sue viuzze, e soprattutto della vista dalla cima del Castello, ossia dalle rovine del torrione che sta in cima alla collina del cimitero ( il fatto che si chiami salita al Castello e in effetti il castello non ci sia di solito fa imbestialire il turista di passaggio, e chi non è avvezzo alle scorrerie dei saraceni che dalla base di Saint Tropez- mica stupidi – risalivano sino alla Val Bormida.)

Poi ci ho portato Francesco ed è piaciuta anche a lui. Poi c’era (c’è ancora) la possibilità di ammirare un manufatto di Le Corbusier praticamente a due passi – le prime volte gli piaceva ancora camminare.

Dal punto di vista gastronomico, lo ammetto, non sono molto ferrata. Quando andavamo io e mia madre facevamo un picnic in spiaggia e di solito era il momento delle sue polpette di melanzane, che adesso ancora mi faccio. Il picnic sulla spiaggia era una cosa che a Francesco dava particolarmente fastidio perché lo associava ai boy scout, una cosa strana perché né io né lui li abbiamo mai frequentati.

Il nostro posticino era La Mandragore, che si trova in uno slargo di rue St Michel, in una deliziosa piazzetta. Io adesso vado spesso al Cafè Italiano (si chiama così, non è un refuso) a due passi dai giardini Biovès, dove fanno un caffè eccellente, che è l’unica cosa che quando espatrio mi manca, che per di più non costa un rene come di solito succede.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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