Indiani metropolitani (#viaggimentali n. 5)

(foto di Ornella Giacobone)

Indiani nel senso di scout: siamo diventati esperti, tutti più o meno, di itinerari metropolitani – tutti intendendo coloro i quali non rimpiangono soltanto la folla del bar . Intendiamoci, anche a me piacerebbe ritornare a vedere gli amici (mi sto ripetendo? direi di sì), farmi una buona cena, ridere e scherzare, viaggiare, andare in montagna senza dover coprirmi con l’autocertificazione del lavoro ( e io svolgo un lavoro di ricerca che ha maglie larghe, per fortuna). Però la scorsa settimana sono uscita esattamente quattro volte: casa lavoro e ritorno per tre volte, uscita di ricerca la quarta, con un mazzetto di autocertificazioni (compresa la locandina del corso per cui stavo lavorando) per le quali ci ha di sicuro rimesso le penne un tronco d’albero e che naturalmente non mi ha richiesto nessuno. Anche così, evito accuratamente di passare nelle zone più normalmente affollate della mia picccola città, per evitare l’inevitabile incazzatura. In ogni caso, quasi tutti coloro che come me camminano e come me sono chiusi in casa (cioè nei confini del proprio comune), si ingegnano e mi condividono itinerari “da provare”. In questa settimana pasquale ho ben due itinerari “da provare” e ben due giorni di ferie in cui provarli…

Quello che vedete, invece è l’itinerio “da provare” di Milano, le cui foto mi sono state mandate da un’amica come me in crisi di astinenza (che per di più ha la seconda casa a Ceresole). Siamo in zona Niguarda, e le foto si riferiscon alla grande area del Parco Nord, vicino a dove abita la mia amica (il quartiere ovviamente è più noto per l’ ospedale). A me, per ovvie ragioni, piace molto il murale della partigiana Lia, cui il vicino Teatro della Cooperativa aveva dedicato uno spettacolo (altra cosa che ci manca, ma a casa mia, con la chiusura del teatro, ci manca da ormai dieci anni, quasi undici); anche i fiori sugli alberi sono bellissimi. Per restare a Milano, l’ultima volta che ci sono stata risale, appunto a poco più di un anno fa, a villa Necchi Campiglio aperta dal FAI. Milano sembra diventata lontanissima.

E’ primavera, di nuovo, e di cantare sui balconi non ha più voglia nessuno. Una cosa è certa, se già prima tendevo ad evitare le folle oceaniche, adesso direi che la prospettiva di invecchiare in un faro insieme alle foche mi sembra parecchio allettante

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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