La neve apposta

“Noi siamo molto tecnici”…”gli altri ci mettono più la testa e vanno”. Cioè a noi ci vuole la neve apposta? Morale: gli altri vincono o si piantano dando il tutto per tutto (Miller); noi stiamo analizzanod gli errori, la porta, la neve, per fortuna non la sciolina dei bei tempi andati; però siamo quarti quinti ventesimi. Insomma il solito disatro: cavolo ci ho azzeccato, con le mie previsioni? O gli sto portando sfiga come al solito? Stavo guardando Miller e si è piantato…

Pubblicato in Olimpiadi | Contrassegnato | Lascia un commento

A fondo

Quando questo sarà pubblicato magari saremo un po’ meno a fondo. Tuttavia…

Il sito della Rai fa veramente schifo. E così ho attivato la concorrenza>:

http://sport.sky.it/sport/olimpiadi/ dove almeno ci sono i video delle gare recenti (ad esempio mi sono vista Fabris andare a spasso).

I nostri fondisti (dopo di loro il diluvio) hanno sbagliato i materiali…Alle Olimpiadi???

La povera con un nome che più tedesco non si può, che arriva a due centesimi di secondo (a leggerlo è più lungo del tempo reale) dalla terza (la solita Vonn). Da tagliarsi la gola dalla rabbia.Per non parlare dei gigantisti che sono stati tanto bravi dal quarto in giù (il cucchiaio di legno da darsi in testa).

Ok siamo lontani da Torino. Molto lontani da Torino. Non c’è più nemmeno il curling. Meglio non menzionare Carolina (può sempre cascare) e nemmeno il duo del pattinaggio (ricordarsi l’espressione omicida di Fusar Poli a Torino…) Per lo sci alpino, se uno si ricorda di Rocca faccia in giù nella neve del Sestrière quattro anni fa…Ok, basta gufare. E buona notte.

Pubblicato in Olimpiadi | Contrassegnato | Lascia un commento

Un regalo

Secondo me è una delle migliori interpretazioni del Gayatri Mantra, che è un mantra di pace e di protezione (da recitare all’alba…): http://www.youtube.com/watch?v=d63COahIpVM

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Le medaglie che non ti aspetti

Armin è andato; la Fontana pure, Caterpiller anche (dietro di lui il diluvio?) e pure il pittbull, che prendere una medaglia in uno sport in cui in Italia ci sono 50 praticanti a livello agonistico (che si conoscono tutti di nome, suppongo) fa di sicuro un bell’effetto. Però.  Se siamo un pase di santi poeti e navigatori, siamo in ribasso in tutti i sensi: sui santi non mi pronuncio ma quel che si vede in giro non è incoraggiante (se n’è accorto pure il Papa), per i poeti c’è Sanremo, ma anche lì non mi pronuncio perché l’ultima volta che l’ho visto hanno vinto gli Avion travel (doveva essere il 2000) e quest’anno in giro ci sono l’ex – futuro re (il che è rassicurante, dopo un tale exploit il futuro della Repubblica è assicurato), Pupo (!!!) e Toto Cutugno (!!!); per i navigatori, quella che è appena finita nell’indifferenza generale era la coppa america, quella stessa che teneva sveglia l’Italia quando regatavano Il Moro di Venezia e Luna Rossa? Quella che tutti, persino mia madre buonanima, avevano imparato la terminologia più astrusa che c’è, quasi come il doppio flip e il triplo toeloop del pattinaggio artistico? E anche lì, ti sbatti a fare quel che nessuno ha mai fatto e poi agguanti una miserabile medaglia d’argento? Plushenko deve essere ancora lì a mangiarsi gli stivaletti. Allora, non siamo tutte quelle cose lì e nemmeno un paese di montagne, apparentemente. Quei montanari lì sono per lo più gente di frontiera (altoadesini, friulani) che i milanesi che vanno a sciare in discesa non si filano per quattro anni, filano per una settimana o poco più e poi si dimenticano. A proposito, nel superG di stanotte ci vuole un miracolo, altro che essere favoriti. La Follis è troppo di notte perchè possa anche solo pensarci.

E poi che tristezza! Ho messo il link del sito ufficiale che è assurdamente patetico. E si lamentavano che a Torino le piste erano a 40km dalla città, lì sono a cento e nemmeno c’è neve… D’accordo che sono stati sfigati, quest’anno che è nevicato persino ad Amman e da loro, dove di solito si cammina a malapena fra muraglie di neve, c’era il sole… Tra quello, la presentatrice Rai che sembra catatonica, e i commentatori di ogni tv ( e sono veramente uno peggio dell’altro), fa veramente tristezza. E pensare che le prossime le fanno in Crimea (come dire a Rimini)…

Pubblicato in attualità, montagna, Olimpiadi | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

Ri- oops

Ce lo siamo dimenticati, ma ci sono le olimpiadi – Vai Armin, sei tutti noi ( che da bambini andavamo su un bob rosso di plastica –  e ci rovesciavamo):

http://www.vancouver2010.rai.it/dl/raisport/sezioni/Page-5ee269ae-ade3-4283-9b4d-61ca504c7fee-light.html

oppure

http://www.vancouver2010.com/olympic-news/host-videos/

Pubblicato in Olimpiadi | Contrassegnato | Lascia un commento

Oops

In teoria dovrei parlare ancora della fiera di S. Orso, 1060, che è un bel compleanno, ma invece preferisco parlare di un compleanno che non ci sarà, quello della Rivista della Montagna, il cui ultimo numero appena arrivato con il solito ritardo nella mia edicola rischia di essere l’ultimo per davvero. Dopo aver letto l’editoriale di Furio Chiaretta mi sono tornate in mente alcune conversazioni di Linda Cottino, sul fatto che ormai la redazione di Alp era ridotta a due giornalisti ed era di fatto esternalizzata : la redazione di RdM, della stessa consistenza è stata azzerata. Si impongono nuove scelte, dice l’editore, e forse è vero, che la crisi colpisce in particolare le produzioni “di nicchia” come le riviste settoriali. E’ vero, dice anche l’amministratore delegato della Fiat, che la crisi fa imporre nuove scelte, e così bisogna chiudere Termini Imerese. Eccetera. Naturalmente non si tratta della stessa cosa, dello stesso impatto, eppure non mi riesce di pensare alle due cose come separate. Ovviamente non so cosa succederà a Termini, e posso solo stare attenta e seguire quello che accadrà alle mie riviste preferite (dove come ovvio per la sottoscritta non c’è più lavoro) . Resta certamente un po’ di amaro in bocca.

Pubblicato in Uncategorized | Lascia un commento

Ora…

Oops .

Se quel che c’è fuori è altro nevischio, il consiglio ovvio è di non precipitarsi a fare fuori pista proprio adesso. Lo so, le disgrazie capitano tutte nel week end perché ci precipitiamo fuori come conigli in libera uscita e se il rischio valanghe è tre o quattro o cinque, chissenefrega, questo è il tempo che ho. Certo che se una valanga ti prende poi di tempo non ne hai più… Gente “rischio marcato” vuol dire pericolo. Lo sappiamo che c’è pericolo, ma probabilmente scegliamo inconsapevolmente di ignorarlo. Ci crediamo tutti immortali, diciamo tanto a me non può accadere niente. A me è capitato di sudare freddo per un attimo, quando senti di essere sull’orlo di un equilibrio miracoloso…e girarmi e tornare in punta di ciaspola, sperando che madre natura ignorasse la mia presenza lì.

Pubblicato in neve, racchette da neve | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Appennino

Una delle piacevolezze dell’inverno, almeno di questi inverni che ultimamente si vanno facendo più simili agli inverni veri, “di una volta”, è camminare sugli appennini. Da qui possiamo scegliere se camminare, andar con le ciaspole, se più in alto, come nella dorsale Borbera – Trebbia, probabilmente anche con gli sci –  lo scorso anno per lo meno era possibile, vista la tantissima neve caduta, quest’anno ancora non so. Ma quando ho poco tempo e non posso fare a meno di andare,  Masone e dintorni sono una manna per il mio allenamento. Giovedì sono andata  verso il passo della Frua, in realtà molto in basso, lungo l’orto botanico che il parco del Beigua ha allestito lungo la cascata del Serpente e più oltre. Tre chilometri di strada di buon passo insieme ad anime affini e sotto una leggera nevischiata, ma proprio leggerissima. Più oltre, avessi voluto potevo tirar su le racchette, ma come ho detto il tempo era poco.

cascata del serpente

Pubblicato in allenamento, camminare in città | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Febbraio…

Lo so, ci sarebbero molte cose da dire, ma preferisco iniziare con il racconto di un bel pomeriggio, ben documentato dalle foto che ho già  caricato nella mia pagina su Picasa (vd blogroll) . Sono (siamo) tornate alla St. Ours ad Aosta. Erano anni, come si dice, perché in questa parte dell’anno di solito sono sempre molto impegnata. Ma appunto quest’anno non è stato così, anche se probabilmente passerà un po’ di tempo prima che possa uscire dall’apnea da lavoro, in più la Betta ha accettato di venire con me e così abbiamo lasciato i nostri mariti a casa, e ogni tanto fa bene,  e ce la siamo filate in una bella giornata limpidissima, dovuta ad una nevischiata della sera prima. Arrivate presto, trovato parcheggio piuttosto vicino, prima della rotatoria dello stadio, e abbiamo potuto goderci una passeggiata in mezzo ad una notevole quantità di gente (mi immagino la domenica, dove almeno tre fra le mie conoscenze avevano pianificato una gita).Una notevole quantità, ma non la folla strabocchevole che in altre occasioni mi era accaduto di incontrare. A parte uno o due snodi nevralgici, siamo riusciti a muoverci quasi sempre agevolmente, anche nel padiglione delle specialità gastronomiche valdostane, anche, un po’ meno in quello di piazza Chanoux dove ci sono artisti, mobilieri e anche tessitori, con la solita fermata dalla cooperativa le Tissérands della Valgrisenche. Spese, sì – anche mangerecce – chiacchiere molte, aria fredda. Che ci impedisce di passarci la pensione, in val d’Aosta – ad arrivarci, ovviamente.

Pubblicato in camminare, camminare in città | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Lo voglio!

Fine settimana in Apple – cioè le considerazioni a freddo dopo che i siti specializzati sono collassati sul momento… lo voglio, cioè non voglio risposarmi con mio marito, ancorché…Voglio il Tablet (che pure Steve, uno sforzo di immaginazione sul nome lo potevi pure fare), sperando che poi comrarlo qui non costi dieci volte tanto rispetto l’originale. E’ grosso come un quaderno, pesa come un quaderno, quale sarà il passo successivo? Un bocco note (di carta…? Certo però non ci puoi andare su internet…) e una penna.

Pubblicato in analogico/digitale | Contrassegnato , | Lascia un commento