Dunque

Allora, sono in ritardo, che pare essere una caratteristica della mia vita. In realtà, una settimana è passata in caldo e menate varie (tasse, matrimonio che non va tanto, comperare un letto per farlo andare meglio – a raccontarvi la storia del mio matrimonio ci vorrebbe la penna di Manzoni, di certo di qualcuno con la psicologia più bravo/a di me, per cui lascio perdere – inquilino che non paga le spese di condominio eccetera) Insomma, una settimana e tutto quello che sono riuscita a fare, è stata una camminata sopra Masone, domenica, prima di correre a Calamandrana al Festival Teatro e colline a vedere Elio Germano (lo so ci sono delle volte che faccio chilometrate da commesso viaggiatore, per questo ogni cinque anni devo cambiare la macchina, di solito ai 100000,150000 km). Era una giornata splendida, ventosa calda e non afosa, al punto che sono andata un bel pezzo su per l’itinerario del passo della Frua. Dal casello, si gira subito per Masone Paese, dopo la rotonda al ponticello si segue la strada sotto al parco del castello che passa sotto l’autostrada e si inerpica sino ai resti di un molino, dove se si è fortunati si può parcheggiare. Il sentiero è tutto nel parco naturale del Monte Beigua, in un bel bosco fresco. La soddisfazione maggiore, una volta arrivati in cima, è ricongiungersi con l’Alta Via dei Monti Liguri, e affacciarsi sul mare dai monti. Dalla strada del passo del Faiallo, dopo il passo del Turchino, ma sulla provinciale, ogni piazzola è buona per parcheggiare, infilarsi sul sentiero che va in saliscendo e godersi il panorama (e il sole, e il vento, specie in inverno).
Domani vado in Francia con mio nipote, che in montagna non viene mai, e questo vi avviso, provocherà catastrofi galattiche (della serie, la fine del mondo mi fa un baffo. A proposito di fine del mondo, per dirvi come vanno le cose nel mio nativo Mandrognistan, a settembre cominceranno i lavori per ricostruire il ponte più importante della città – quello vecchio, ottocentesco, è stato abbattuto ufficialmente causa alluvione -Il sindaco ha detto che i lavori finiranno TASSATIVAMENTE il 31 dicembre 2012, questo sì che vuol dire aver fiducia nel futuro…)

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se è giovedì…

In realtà è giovedì, perché mercoledì avevo dimenticato, cioè rimosso, il dentista, l’uomo che ultimamente vedo più spesso. Ma all’Alpe Devero ci sono andata lo stesso ieri, armata di antiinfiammatori, sali minerali, antibiotici e una vera farmacia. L’intenzione di quest’anno, che coincide con il mio …compleanno è di scegliere, almeno sulle Alpi Occidentali, luoghi il più possibile nuovi. All’Alpe Devero, di cui avevo letto su vari siti e riviste, volevo andarci da gennaio, con le racchette da neve, ma a Goglio la strada mi era sembrata troppo ghiacciata persino per i miei quattro pneumatici da neve. E dopo aver attraversato le due gallerie a vivo e con un fondo bello sterrato prima di arrivare al parcheggio dell’Alpe (che si paga tre euro al giorno, e hanno ragione) sono stata contenta del giro sulle frazioni di Goglio che ho fatto quest’inverno. Quella è stata una giornata splendida, questa, a conti fatti, non tanto.
Prima di tutto, c’era troppa gente. Non che sia sbagliato, per anni ho camminato da sola in mezzo al nulla anche su itinerari in teoria battuti come il Giro del monte Bianco e a volte avevo l’impressione di essere l’unico sopravvissuto ad una catastrofe nucleare, però non avendo purtroppo figli nei confronti dei ragazzini vocianti oscillo tra due atteggiamenti contrapposti o struggente nostalgia o deciso fastidio. Giovedì era deciso fastidio. In più il tempo sulla piana era decissamente basso, come un accenno di temporale imminente (da calore) che poi non c’è stato; però ha rovinato in parte la giornata perché non mi sono azzardata a fare un giro troppo lungo. Dal parcheggio ho preso la pista bassa, sono risalita tranquillissimamente sino a Crampiolo e da lì alla diga, e ho costeggiato per un po’ l’invaso. Non si potrebbe nemmeno definire un’escursione, ma sapendo che giù il calore era rovente, va benissimo così. Al ritorno i pupi di varie età stavano salendo sul pulmino e mi sono ricordata di quando avevo l’età degli educatori – accompagnatori – boyscout e facevo le stesse cose…come ho potuto (farle allora? mah…forse avrei fatto meglio a non far troppo la brava ragazza). Ho trovato l’auto circondata da un gruppetto di pecore. Non si sono fatte accarezzare e non ho capito che ci facevano nel parcheggio. Dovrò dare all’Alpe Devero una seconda possibilità.

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Neve

Simplon Pass

Dato che viviamo nella città più calda del Piemonte e d’Italia (e Palermo? ), tanto vale cercar un po’ di refrigerio. Veduta dal passo del Sempione verso ovest. Non ho la cartina sotto mano così non ho idea. Era metà maggio e c’era ancora un sacco di neve , specie al passo. Adesso, sarà tutto un rododendro. Nel pezzo di Alpenweg che ho fatto, me lo sto facendo pezzetto per pezzetto, ogni volta un po’, c’erano tantissimi cespugli.  Vederli ora sarà una meraviglia. C’erano anche taglialegna che sentivano canzoncine tanto simili a quelle tirolesi che per un momento ho pensato di aver sbagliato confine. Però c’era il sole: da allora, non sono riuscita ad andare in montagna senza prendermi dell’acqua (anche giovedì, mannaggia, sono bianca come un formaggino)

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E’ fatta

E’ fatta, e domani mi premiano, al concorso le storie del Novecento. Terzo posto, quest’anno è l’anno dei terzi posti. Però… una grande soddisfazione… Il racconto si intitola La partenza e per leggerlo dovrete aspettare il prossimo anno, quando uscirà l’antologia.

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E’ iniziato Letterltura: www.letteraltu

E’ iniziato Letterltura: http://www.letteraltura.it/

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Soo hot

Ho ancora un filo di bronchite, ma passa, e anche la mia bambina ha il raffreddore (colpa degli sbalzi di temperatura). Non è che non sono andata in montagna, anzi, vi toccano ancora due racconti, con tanto di neve, ma sono, come dire, acciaccata (mi sta tornando il fastidio al flessore dell’anca, mi sa, e in questo periodo, bronchite o non bronchite, sto facendo del potenziamento muscolare, perché non si sa mai, che mi tocchi correre più svelta di certe pippe azzurre di nostra conoscenza (DOVEVI CONVOCARE BALOTELLI, CRETINO! – Beh però sta facendo la maturità, che è molto utile per il suo futuro…se non lo bocciano). Più mi guardo nello specchio, più mi vedo sentimental matronale. Va beh, qualcuno che ha una salute di ferro sta per partire, beato lui…ma vedi come va la vita, adesso vorrebbe partire pure mio marito…

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Continua

Sempre per quelle signore…http://www.thyagoalves.com/gal.php?v=fotogallery&t=Fotogallery – 66 Festival cinema, così li si trova tutti e due, il povero Poggio che è ormai una gloria locale, nonché una “gloriosa icona gay” e il modello brasiliano (che è andato a Sanremo lo scorso anno, vedi a non guardare mai i programmi nazionalpopolari cosa mi perdo…non riesco a ricordare l’ultima volta in cui ho guardato un festival, non tutto, ovviamente, ma dieci minuti filati almeno). Intanto io ho sempre la bronchite, il medico fiscale non è ancora venuto, e Wayne Rooney si aggira tristemente per il campo… Et tu Brute…Lo so i mondiali sono difficili da ignorare persino per mio marito.

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Ieri sera alla proiezione de Il complean

Ieri sera alla proiezione de Il compleanno, due attempate signore, più di me ovvio,commentavano le “dimensioni” di Massimo Poggio: wow

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Avevo detto

Avevo detto che mi stava tornando la bronchite? E’ tornata alla grande. Così, l’Italia fa schifo, il tempo pure e io non sto benissimo

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Piove, fa pure freddo e sento che mi sta

Piove, fa pure freddo e sento che mi sta tornando la bronchite, e non è che il resto del mondo vada poi tanto bene…

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