Una piccola sorpresa ben nascosta.

Un’ulteriore riprova che questa è un’estate fuori dalla norma, a parte cospargermi di Autan quando vado in ufficio dove abbiamo l’invasione di zanzare più letale degli ultimi anni, a parte tutte le cose che sono capitate nel frattempo, come la dipartita della sovrana più longeva della storia e la vittoria della nazionale di pallavolo un secondo fa, praticamente, ebbene invece di passare il mio tempo a scrivere, come faccio di solito (va beh, senza molto costrutto) e come dovrei per lavoro – e quindi spero che il direttore di QSC NON mi legga – o leggo o passo il tempo con amici e parenti. Ho persino aiutato Lulù a smantellare l’ufficio e a portar via gli scatoloni. No, non va in pensione, cambia lavoro e città. Quando mi ha visto giovedì ( le avevo whatsappato che avevo avuto una giornataccia) mi ha detto “ammazza che faccia” e poi siamo andate a bere. Io, alcolici.

Quindi, il suggerimento arriva ben fuori tempo massimo, perchè quando leggerete sarete al lavoro, ma vien bene per il prossimo week end e per quelli a venire.

Domenica scorsa sono andata a esplorare un posto nuovo, con una amica che me lo ha , come si dice, fortemente suggerito. Lia è una ragazza che cammina, ma per varie ragioni non riusciamo mai a trovarci; finisce sempre che tra impegni suoi e miei o ci vediamo tre volte in una settimana o stiamo mesi solo sentendoci al telefono. Così dato che di Gurro mi aveva parlato più volte , siamo finalmente riuscite ad andare.

Gurro, dall’alto

Gurro è un paesino della Val Cannobina (Cannobio, se ricordate, è quel posto in cui io e Lulù abbiamo incontrato i complottisti di Qanon in carne e ossa), in cui nel Cinquecento, dopo la battaglia di Pavia, un gruppo di mercenari Scozzesi decise di stabilirsi, perché aveva affinità con la loro patria lontana.

Gurro lo avete in foto, se siete stati nelle Highlands potete giudicare voi, io come guida ho le foto di Irene e del suo fidanzato di Glasgow e spoiler, affinità zero. Però sono veramente gemellati con un clan scozzese, con tanto di Kilt, la croce di Sant’Andrea la vedete ovunque in paese, il piccolo museo delle tradizioni popolari è grazioso (il biglietto si compra nel bar sulla piazza, il “Circolo degli scozzesi”, 3 euro), e ci sono un mucchio di gatti. Commento della mia amica:”saranno stati ubriachi” e non stento a credere ( non gli abitanti di Gurro , i loro antenati scozzesi; d’altro canto oltre alla pastorizia e a un po’ di agricoltura di sussistenza da quelle parti nel Cinquecento non penso fosse poi tanto diverso dalla vita in Scozia. E certo, appendere l’alabarda al chiodo poteva essere allettante)

A Gurro si arriva in automobile, con una strada abbastanza stretta da rendere difficoltoso il transito di due veicoli affiancati, quindi lasciate a casa il suv. Tra l’altro all’ingresso del paese c’è un ristorante pizzeria molto frequentato, e questo spiega il traffico su e giù. Noi abbiamo pranzato a Cannobio al Beer-Bante sul lungolago e merita davvero ( scelto leggendo il menu).

Al ritorno siamo passati dalla Val Vigezzo e a Santa, sorpresa:

Gli spazzacamini!

Eh sì, avevo sbagliato week end , il 5 era il giorno del Raduno internazionale degli spazzacamini e c’erano confraternite (se si chiamano così) da tutta Europa. La sfilata si era svolta la mattina, ma gli spazzacamini erano ancora tutti in città, e pure sui tetti e c’erano musica e canzoni ovunque. Ci siamo divertite tantissimo. Non posso consigliare di andarci, naturalmente, se non di farvi un promemoria per il prossimo anno, ma a metà ottobre c’è la festa della zucca, per non parlare del trenino della Centovalli che diventa trenino del Foliage. E così è saltato fuori anche il consiglio.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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