Relax

Dato che talvolta il caldo dà alla testa, ho deciso di passare un sabato andando a rilassarmi in spiaggia. Non si tratta di un tradimento rispetto ai miei principi. A tutti gli effetti, andare al mare ora metterebbe a durissima prova i nervi, a meno di non partire all’alba, altra durissima prova. Così come sempre abbiamo volto il cofano verso nord, ai laghi, ma non il lago Maggiore, per non incorrere nella Mezza maratona di Baveno, con conseguente chiusura di strade e altri inconvenienti. Abbiamo optato per il lago d’Orta, ma siccome io odio il percorso dai parcheggi al centro di Orta, tappa successiva dopo il sole, ho cautamente suggerito di prendere l’altra sponda, quella forse ingiustamente meno famosa.

Lì ci siamo come al solito persi, il che è giustificabile rispetto al fatto che ci muovevamo in territorio sconosciuto, e alla fine ci siamo fiondati in un parcheggio semideserto (a metà pomeriggio non lo era più, ovviamente) dove abbiamo mangiato un ottimo gelato al food truck presente, Luisa ha sconvolto una signora del posto dicendo di voler andare a prendere una pashmina, e alla fine siamo approdati alla spiaggia più vicina. Dove il relax era palpabile.

Pensate. A pochi metri da noi un gruppetto di bambini ha giocato in acqua per ore, divertendosi presumo, senza che noi praticamente li sentissimo. Le uniche conversazioni che ho udito riguardavano l’abilità della mamma anitra con i suoi ormai cresciuti paperotti (eh, guarda, li ha salvati poi tutti, che brava). Sopra di noi, la mole quasi minacciosa del santuario della madonna del Sasso, tutto intorno paesini ben tenuti e pieni di fiori, che abbiamo attraversato per andare a cena a Omegna. Dove se non costruivano gli orrendi palazzoni datati del periodo d’oro di rubinetti e affini (siamo ancora adesso in zona Alessi) era sicuramente meglio. Se il vostro stomaco regge i fritti il locale che si chiama Siamo fritti fa per voi (il mio stomaco ha retto benissimo, e ho pure bevuto, perché una volta tanto non ho guidato io- lo so non è del tutto un deterrente, come sapete). Se siete più sul tradizionale la trattoria La Speranza, vicino al cinema della SOMS, aveva un aspetto e un menu assai invitanti e il cuoco pareva pure simpatico, ma iniziava a servire alle sette e mezza e Luisa aveva fame, troppa fame.

E no, dove si trova esattamente la nostra spiaggetta non ve lo dico nemmeno sotto tortura. E’ un segreto.

Mamma anitra con un anatrino

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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