Gattini

Ragazzi, questo sito sta diventando troppo serio, quindi un infrasettimanale di #gattini e #streamofsfiga ci vuole.

Lunedì ho preso ferie perché nel pomeriggio avevo ben due assemblee condominiali (quelle le liquido con una sola frase: abito e ho abitato con una manica di dementi, e dato che un sito è un luogo pubblico mi fermo qui), e perché, anche, ho una lunga serie di ferie non godute, dato che nel 2020, mentre l’Italia era bloccata, io ho lavorato in presenza nell’ufficio deserto – sicuramente un posto più sicuro di molti altri.

La mattina volevo andare a consegnare degli abiti in ottimo stato ad un’associazione che li raccoglie. Avevo fatto i miei scatoloni in garage e ho pensato di spostare Maggie la Mégane. Invano: Maggie la Mégane è morta lì. Tiro giù un paio di imprecazioni, faccio cadere la bicicletta, mi arrampico qua e là per recuperare i miei scatoloni e penso adesso chiamo l’elettrauto. Invano: ho dimenticato il telefono.

Pace. Carico i miei scatoloni sull’altra macchina, e penso che alla faccia dell’ecologia avere due macchine è una cosa sensata. Arrivo davanti all’associazione e sulla porta c’è un cartello che dice che il ritiro degli abiti usati è sospeso sino al 31 maggio. Lunedì era il 31 maggio. Penso eccheccavolo e scarico gli scatoloni. Morale: ho parlamentato per farmeli accettare dal responsabile. Probabilmente l’occhiataccia che gli tirato deve averlo convinto. Come ho già detto più volte, fare del bene è faticoso. Dato che il mio elettrauto è vicino all’associazione, vado direttamente.

Prime parole di Fabio l’elettrauto: <<Ma hai ancora quella macchina?!>> Ehm sì, ha quindici anni, ho capito che ormai posso guidarla solo io (gli altri si spaventano per la frizione che non va su e per il cambio che non entra) ma salvo complicazioni va benissimo. <<Va beh, vengo oggi>>.

A quel punto, visto che non avevo più frutta in casa, sono passata nella piazza vicina dove il lunedì c’è il secondo mercato di Mandrognistan Ville, quello agricolo (se volete comprare un pollo vivo è in piazza Perosi che dovete andare). Banchi di frutta a iosa, mi fermo nel più vicino che è abbastanza affollato. Compro albicocche fragole un melone un peperone; vicino a me un signore (sudamericano direi dall’accento) compra asparagi, un melone, albicocche e no no fragole, sono allergico. Paghiamo quasi insieme e ognuno va per la sua strada.

Arrivo a casa, faccio per mettere la giacca a posto nell’armadio e vedo che la porta del medesimo è socchiusa e mezza mia giacca di Max Mara è incastrata nella porta e qualcuno si è arrampicato sulla giacca e ha tirato tutti i fili. Al mio urlo qualcuno ha fatto praticamente un capriola ed è corso a nascondersi sotto il letto.

Caccio dentro la giacca (ho poi passato un’ora e mezza a risistemare trama e ordito e a stirare il tutto e insomma è ancora mettibile), torno in cucina, apro il sacchetto di plastica e dentro, rullo di tamburi, ci sono un melone, un cestino di albicocche, un mazzo di asparagi. Ho immaginato la faccia del tipo allergico alle fragole. Ho messo in frigo la roba, mi sono girata, e la borsa di plastica era in terra e sopra Fanny stava facendo una lunga e beata pipì, socchiudendo gli occhi come a dire grazie mamma. Non so perché ma la plastica l’attira irresistibilmente, se non c’è plastica in giro non sporca mai altrove. Per fortuna centra sempre perfettamente l’interno della borsa, così basta arrotolare i lembi ben stretti e buttare via il tutto e il pavimento è rimasto immacolato.

Nel pomeriggio è venuto Fabio e Maggie è di nuovo alive and kicking, visto che la terrò almeno sino alla prossima revisione. Dei dementi ho già detto; morale della favola, era meglio se lavoravo.

Gattini (c’è anche il colpevole)

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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Una risposta a Gattini

  1. xenio72 ha detto:

    Amooooriiiiii!

    Piace a 1 persona

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