Discussione

Sul blog I camosci bianchi potete leggere questo articolo a firma di Toni Farina, consigliere del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Il parco, che ha la bella età di 98 anni, ed è il primo realizzato in Italia, nasce per porre un limite: alla caccia, allo sfruttamento, all’antropizzazione della montagna. Qualcosa che oggi è assolutamente necessario e che quasi cento anni fa appariva quanto meno eccentrico.

Oggi lo sviluppo sostenibile è una necessità, importante come preservare le aree della motagna dallo sfruttamento intensivo e dal turismo di massa. Ma la proposta di Farina, trasformare, simbolicamente, il Gran Paradiso in una montagna sacra, inviolabile e intoccabile, mi lascia perplessa. Ci sono al tre montagne sacre, nel mondo e nella storia (o nel mito) dall’Olimpo dei greci al Kailash, al Nanda Devi. Montagne che “non si possono scalare”: e invece qualcuno, occidentale o meno, non importa, le ha scalate. L’interdizione, come stiamo vedendo anche in questi giorni per ragioni anche più gravi, genera sempre un moto di ribellione, spesso sovente ingiustificato, talvolta giustificato. Il Gran Paradiso, poi, non ha un significato religioso particolare (il toponimo in realtà non rimanda alla religione): dato che si trova nella più antica zona di protezione dell’Italia, aggiungerebbe significato a quanto il Parco già fa.

Servirebbe, a frerare gli sbancamenti, la costruzione di nuove piste da sci? a proposito, in questi giorni stanno costruendo a Courmayeur un terrapieno per proteggere le piste da sci da una probabile frana che già caduta senza molte conseguenze dalle pendici dello Chetif, con il risultato che ruspe e camion scorrazzano per il Plan Checrouit, distruggendo quei pochi alberi sopravvissuti…servirebbe dichiarare il Monte Bianco una montagna sacra? Anche qui, ne dubito.

Bisogna educare alla conservazione e al rispetto, al rifiuto della caccia, e partire dai ragazzi e dalle scuole, magari dalle linee guida della nuova Educazione Civica, e dalle piccole cose, come non lasciare rifiuti in giro e imparare ad affrontare la montagna come qualunque altro ambiente nel modo giusto (questa estate in giro si vedeva di tutto, specialmente gente che in montagna non era mai stata in vita sua e non aveva idea .

La natura tutta è sacra (anche noi siamo natura – niente natura, niente uomo: giova ricordarlo).

(foto di Ornella Giacobone)

Dopo di che , giuro, basta #postseri

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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