Un altro piccolo paradiso: Tremosine

Per salire a Tremosine dalla Gardesana, bisogna fare una bella curva a gomito e infilarsi nella famosa strada della forra (attenzione, è a senso unico, si può fare solo in salita sino alle 19), panoramicissima – e abbastanza pericolosa se la percorrete a piedi e in bici, perché lo spazio è davvero poco. Dopo un bel po’ di tornanti, gallerie , grotte e canyon si arriva a Pieve, la prima e la più importante delle frazioni che compongono il comune di Tremosine. Dalla piazzetta ci si può perdere nei vicoletti e cercare scorci panoramici verso il lago. Alcuni belvedere sono all’interno di ristoranti come la Terrazza sul Brivido – dove siamo arrivati dopo un temporale e il responsabile non ci ha fatto entrare perché si era raggiunta la capienza massima di persone per non creare assembramenti. E’ stato gentile, noi siamo tornate in macchina e un po’ di gente invece lo ha mandato a quel paese, ma non era di certo colpa sua – c’era la Polizia locale e questo voleva dire che da queste parti i controlli ci sono e sono frequenti.

Basta spostarsi più in là, alla chiesa di San Giovanni o in piazza Cozzaglio per godersi un belvedere privo o quasi di limitazioni (ma sulla piazzetta sino a poco tempo fa si entrava al belvedere contingentati e con mascherine obbligatorie). All’interno la molto pittoresca Scala tonda, dove andava a meditare proprio Arturo Cozzaglio, il progettista della strada “ che ha strappato Tremosine dall’isolamento secolare”, come si legge sul cartello esplicativo . Adesso con il sistema di sensi unici gli abitanti non sono proprio felicissimi, almeno quelli con cui abbiamo parlato, ma non credo che allargare la strada sia la soluzione.

Comunque anche Tremosine ha il suo Sito in cui si trovano tutte le informazioni sulla sentieristica, noi in realtà volevamo scoprire le frazioni (17) che compongono il paese e i nostri km c’è lì siamo macinati in altro modo.

In realtà venendo da Limone, a Pieve ci siamo arrivati alla fine e la strada della forra l’abbiamo percorsa un altro giorno, grazie al navigatore che era evidentemente al corrente delle limitazioni del traffico. Il primo luogo in cui cisiamo imbattuti è stato Voltino, con la sua chiesetta e anche da lì un notevole panorama

Nuvoloni in arrivo a Voltino

Da lì abbiamo raggiunto la frazione più alta, Vesia, dove siamo stati raggiunti da una grandinata e abbiamo perso il secondo belvedere, e la possibilità di un’escursione o almeno di un pezzo di escursione nella vicina zona di interesse naturalistico. Se non possono le gambe, poteva, forse il caseificio del Garda, ma anche lì abbiamo perso la strada a Voiandes e ci siamo trovate più o meno in mezzo a un campo, dove abbiamo potuto girare entrando nel cortile di una casa, cosa che deve accadere spesso perché un paio di persone ci hanno lanciato un’occhiata assolutamente indifferente.

E da lì siamo poi ridiscese, cioè siamo tornate indietro a Pieve, e abbiamo mangiato ai borsi di una splendida piscina , in un locale che si chiama 3Mozin, che consigliamo in tutti i sensi, si mangia bene, la piscina è spettacolare e il padrone ci ha raccontato le vicissitudini dei sensi unici.

Il sentiero escursionistico più noto è il 141 (EE) che parte proprio sotto il belvedere e arriva al lago, ma ai vai uffici turistici ci sono persone che sanno spiegare tutti gli itinerari (per noi, la simpatica ragazza di Voltino)

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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