La spiaggia delle badanti russe

Come ho già forse raccontato, le vacanze al mare non sono più state nella mia lunghezza d’onda più o meno per tutto il periodo in cui sono stata sposata, e questo ha significato , più o meno, le nozze d’argento.

Poi, dopo aver passato al mare un po’ di tempo durante l’inverno, sono tornata al mese di giugno con Luisa in Costa azzurra (i giardini i Hambury, ricordate? ) e forse, a giugno, fuori stagione, non fa testo. Invece tra fine agosto e settembre, grazie a mia cugina Millina e a suo figlio Beniamino, ho finito per passare ben una settimana ad Alassio. Non proprio nel pienissimo della stagione, che come sapete le folle oceaniche non sono ( più) il mio forte – per quello ci volevano Bob Dylan e Neil Young.

Ad Alassio c’ ero già stata. A dieci anni. In inverno. Questo per far capire come contrariamente alla maggior parte di noi italiani, il mare non ė mai stato l’opzione principale. In altre parole , non mi ricordavo quasi niente, se non che avevo un cappello di velluto e un cappottino con il collo di pelliccia ( vera: ai tempi il sintetico era roba veramente da poveracci )

Alassio ė veramente una bella città. Poi quando sono entrata nel budello di venerdì sera, ho cercato di scappare. Troppa folla. In spiaggia, nei nostri bagni almeno, i bagni Palace all’ in circa trenta metri in linea d’aria da casa nostra, c’era gente ma non cosī vicina da dover guardare lo schermo dei loro cellulari. Abituata a Chiavari da piccola, e a Mentone poi e al loro tremendo acciottolato assolutamente deleterio per le giunture, la spiaggia di sabbia oggettivamente ė più comoda. Peccato che la suddetta sabbia te la porti in giro nei secoli dei secoli, nonostante la doccia ai bagni e quella a casa. Però cammini, nell’ acqua, e tanto. Noi in media tre km la mattina e altrettanti al pomeriggio. Poi venerdì , cioė due giorni fa in un pomeriggio di tempo incerto siamo andate a piedi sino a Laigueglia e ritorno lungo la passeggiata a mare e i km tra una storia e l’altra sono diventati 12. Mia cugina Millina per fortuna era stanca quanto me ( anche se a differenza mia ė stata una colonna del CAI). Alla sera, alla festa di Borgo Coscia abbiamo speso i nostri cosciarelli ( la moneta locale) in polpo con le patate della trattoria Astigiana ( ogni esercizio del Borgo propone una specialità e devi cercare il chiosco giusto, dopo ovviamente aver cambiato alla cassa euro in cosciarelli.)

Nella tornata settembrina, senza Beniamino e con tempo più variabile, non siamo andate più ai bagni, ma in uno dei fazzoletti di spiaggia libera rimasti ( il tratto più lungo ė praticamente a Laigueglia). Con appunto, le badanti russe e qualche ragazzo del posto. Siccome l’etichetta, ho scoperto, suggerisce di salutare i propri vicini di ombrellone ( a meno che non siano nascosti dentro un igloo di plastica – ci sono) ci è scappato un dobri den e abbiamo avuto la certezza che quella non era la spiaggia dei turisti russi che alloggiava al grand Hotel Alassio cinquanta metri più in là. Ma poi ha importanza?Alassio ė un posto variamente internazionale.

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camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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