Due donne una Giulietta per non parlar del cane : abbattere Ferragosto

A Ferragosto, pensandoci a mente fredda, bisognerebbe sdraiarsi nella vasca da bagno e restarci tutto il giorno. Ci sono stati anni in cui l’ho fatto, anni in cui ho tenuto bambini problematici in colonia, anni in cui ho cercato di convincere mio marito a fare qualcosa. Gli scorsi anni mi hanno regalato piacevoli esperienze. Quest’anno, forte di un suggerimento venuto da lontano, cioè dalla mia esperienza dello scorso ottobre, siamo partite di mattino per andare al passo delle Erbe.Siamo state bloccate da una processione a St. Jacob. Processione che ci è passata sulla testa senza che potessimo nemmeno vederla, ma è comunque transitata sulla strada principale. Quando siamo arrivate al passo, il panorama era già mozzafiato, ma la folla di auto parcheggiate già strabocchevole e la strada intasata. Ho lasciato l’auto abbastanza perigliosamente sistemata in uno slargo a bordo strada, a un km dal passo e siamo risaliti sino alla folla , no sapendo se restare o scappare. Davanti alla palina dei segnavia ( tutti abbastanza improponibili per il cane), ho letto che due rifugi erano ad una distanza rispettabile, una ventina di minuti. Così ci siamo incamminate in mezzo alla gente facendo lo slalom tra i cani, perché in Tobia non si sa mai, e con i padroni di cane sbadato nemmeno. Venti minuti e qualche foto dopo siamo rimaste ben ricompensate

Il Sass de Putia era lì in tutto il suo splendore. E dei due rifugi, quello più lontano sembrava ospitare meno gente. Così con l’idea di mangiare un panino, abbiamo fatto fuori canederli alla ladina e dessert ( per me torta di grano saraceno che a casa non riesco mai a fare). Il rifugio è il Sof Pütia/ Peitlerhütte e si mangia davvero benissimo.

Dopo di che , sazie come tacchine, abbiamo lasciato libero Tobia di correre un po’, cosa di per sé pericolosissima perché un cane da caccia come lui a sentire tutte quelle tracce va in overdose olfattiva. Per farlo tornare Luisa ha dovuto sgolarsi con la sua voce che rimbalzava sulle pareti delle Odle. Riagguantato il cane, abbiamo preso il sentiero del giro del Putia e siamo andate avanti sul sentiero. Sentiero, va detto percorribilissimo anche dai cani, almeno per il buon tratto percorso. Poi io sono arrivata ai piedi della Forcella Putia, rapidamente, e dopo siamo scese. Persone, molte meno. Molte molte meno. Più straniere che italiane. Più si saliva, più era facile incontrare solo fratelli nello scarpone. Va detto, una buona volta per lodare i frequentatori del posto, che il sentiero era pulitissimo e non abbiamo trovato tracce di rifiuti o inquinamento . É anche vero che la maggior parte delle persone che affollavano il passo delle Erbe non hanno fatto nella maggior parte dei casi, nemmeno la comodissima passeggiata ( si poteva tranquillamente spingere un passeggino…) sino ai rifugi Forcella e Sof – Pütia. Questo è il turismo di massa che si affaccia sulle cose cercando un ‘esperienza facile e consumabile subito, quando con il minimo sforzo si poteva ottenere una remunerazione molto maggiore . Ma grazie al cielo non lo fanno. Così noi, e i bambini che andavano in altalena sul prato, abbiamo avuto la montagna tutta per noi.

Suggerimenti. Il sentiero del giro del Putia / Peitlerumwanderung è l’8A / 8B ed è dato a 4/5 ore, un’ ora e dieci minuti per la Forcella Putia. Questa prima parte non ė ciclabile, almeno sino al passo. Al passo arriva anche l’ Alta via Gunther Messner, aerea via ferrata che percorre in cresta le Odle di Eores, il cui imbocco è un evidente slargo sulla strada del passo delle Erbe, al bivio detto Russis Brücke, qualche km più in basso.

Informazioni su alpslover

camminatrice e scrittrice, insegnante e madre - di - gatto, moglie scoordinata e ricercatrice, vive nel profondo nord.
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